8 Marzo,brucia la tua donna.

Written By: bruno - Mar• 08•14

Si’, anche oggi han fatto la festa a delle donne,anche oggi, hanno spaccato la faccia a qualcuna,storpiato ,bruciato qualche povera disgraziata.Per alcuni, troppi,molti,le donne si prendono solo a calci nel culo,gli si spacca volentieri i denti,per dovere.Per qualcuno,anche voi,voi, dico a voi,laggiu’ ,d’Arabia,le donne si possono prendere a sassate,impiccare e violentare,per legge.Dove ti giri,ad est,a nord a sud ad ovest,dove ti giri, ci sono violenze,violenze e schiavitu’, schiavitu’, non solo femminili.Molte, molte, troppe donne, puttane,che , puttane chiamiamo,le   madri ,di altri, mai  le nostre,nostre.Per noi ,che siamo, a parole, civili,per noi,che siamo,a parole pacifici,intelligenti,insomma,a parole,”uomini”.

Onirica.

Written By: bruno - Mar• 07•14

Quando si sente parlare o, si legge della cosi’ detta Scuola di Piacenza,ci viene una specie di orticaria per la disinformazione,l’approssimazione con cui si affronta il tema senza conoscerlo.Se, una scuola di Piacenza esiste e se, tre persone sole,possono formare una scuola è tutto da verificare.Tutto comincia con Spazzali che, venuto a Piacenza ,porta una pittura che discende da Paul Klee 1870-1940 (vedasi Mito Floreale dello svizzero, del 1918) condita da una certa cultura  della mitteleuropa,questo nome,Klee, si aggirava dunque sul cavalletto di Spazzali che, aveva accolto due giovani  nel suo studio ,Cinello e Foppiani,e ,questi  giovani,infatti,intrapresero i modi Spazzali (antiricchettiani) che, dicendevano dal pittore svizzero,vedasi le affermazioni e i comunicati stampa dell’epoca.L’unico che si è mantenuto fedele a questa lezione originale fu il solo Cinello,che, continuo’, nel suo cammino fantastico fino alla morte. Foppiani,dopo la parentesi condizionata dal  maestro,intraprese un lavoro di tipo astratto,informale,vedasi le mappe,studi di muri scrostati ed altro,verso la morte imbocca, improvvisamente e di nuovo, un linguaggio figurativo, che noi reputiamo meno importante del suo primo periodo.Lo stile: Spazzali,Foppiani,Cinello,in quegli anni si andava divaricando e, fra questi tre non correva alcun cordiale rapporto,anzi, vi furono momenti di grossa tensione,mi pare sfociato anche in una querela,lite, Foppiani-Cinello.La cosidetta “scuola di piacenza” gli fu appioppata piu’ tardi,da elementi piu’ giovani, per mero calcolo mercantile,per cui, tutto quello che poteva rappresentare sogno o fantasia o anche solo stravaganza, ed aveva la sventura di gravitare nella citta’, veniva etichettato come scuola del fantastico,fosse stato anche Goya, della casa del sordo,piu’ che “scuola” si fece bottega.Senza tenere minimamente conto di quanto fantastico fosse stato prodotto  prima e dopo Spazzali .In realta’, questi tre ,non hanno insegnato niente a nessuno,anzi,disprezzavano gli imitatori,gelosi come erano dei loro primi successi ( anni di fame),sopratutto timorosi, di probabili antagonisti che, potevano contendere (rubare) ,  i primi frutti (guadagni), del loro lavoro .La pittura è squisitamente  e sempre a tempera,acrilico,tempera all’uovo,primi Cinello,il fondo a volte oro, con macchie casuali fatte a spugna o carta di giornale pressata sulla superficie ,preparazione modostuc o gesso e colla di pesce,cera finale.Foppiani e Cinello  non usavano l’olio, lavori ad olio sono estremamente rari.Tutto quello che si legge in questi giorni,o, viene arbitrariamente  attribuito a questa “scuola”,non merita alcun ulteriore commento.

La grande bellezza.

Written By: bruno - Mar• 05•14

Film mortalmente noioso,con pezzi di un Fellini rivisitato,un Maradona giocherellone e l’attore principale (di cui non ricordiamo nemmeno il nome),marionettistico, bambine,nana,banbini e suore di contorno, tanto per gradire.L’interpretazione Verdone da carosello, a cui si aggiungono,in ordine, tutti gli altri.Un mio vecchio, morto amico,Emilio Passaia(fruttivendolo),che ha (si puo’ dire), vissuto nelle sale cinematografiche,affermava che i film premiati sono tutti dei bidoni:è vero!Ci siamo anche addormentati.Un giorno,di qualche anno fa, camminavo, ed era sera ,  verso il Campidoglio,prima di arrivare alla scalinata che sale al Municipio di Roma, un antico rudere di casa romana,portava e porta ancora, in una nicchia, l’immagine di una Madonna,qualche demente, che non manca mai anche nella capitale ,aveva lanciato una merda sul volto dell’immagine(per la critica piu’ avveduta vero gesto d’amore).Con mia sorpresa, mi accorsi che,  solo allora molti passanti si fermavano a commentare, in virtu’ di quel gesto,chi faceva un sorriso,chi una smorfia e chi tirava dritto, indifferente.Il giorno seguente piu’ nessuno si fermava,tutta la folla camminava in fretta senza girarsi,senza commentare,mentre una spostata paonazza in viso,vomitava di nuovo sullo scalino di una porta di fronte al Campidoglio.Solo allora,anch’io,tardivamente, mi sono accorto della grande , deturpata, bellezza di Roma,anche per mano dei tanti Bonito Oliva & C.,come ha fatto, in modo noioso,zeppo di buone intenzioni, imbottito da attori nella parte di idioti, qualche anno dopo, un film ,visto ieri sera, a cui, fra l’altro, hanno dato anche un Oscar gli americani.

Crimea.

Written By: bruno - Mar• 03•14

Parlare della Crimea oggi, è veramente complesso,complesso per la sua relazione con la Russia,complesso, per la sua relazione verso un ipotetica o fantasmatica Europa.Il fatto che sia abitata per il cinquantotto per cento da russi e, per il ventiquattro per cento da ucraini,rende bene le ragioni del conflitto in atto.Occorre tenere presente che è amministrata come Repubblica Autonoma di Crimea,e,questo  rende ancora piu’ complicata la vicenda.Guardando la questione ,sotto un profilo realistico ed oggettivo,si capisce che chi parla di carriarmati russi che invadono, esemplificano snaturando la questione.Da sempre terra di conflitto,su di un treno che dalla Sicilia andava verso Roma, una giovane ucraina di Crimea, si dichiarava fervente interventista, ed auspicava la guerra,guerra contro l’odiata Russia ,lo diceva  con facilita’ estrema e, il sorriso sulle labbra,quasi la guerra, fosse una passeggiata  ,  sorta di viaggetto fuori porta, nei giorni di Pasqua.Personalmente ci andrei piano,piano, anche con  tinte e  titoli ad effetto,meglio il dialogo e prudenza,prudenza, per tutte le ragioni sopradescritte,comprese quelle economiche militari,che poi sono le piu’ rilevanti.

Renzi,la’ dove tira il vento.

Written By: bruno - Mar• 01•14

A noi piace Renzi,si’, proprio piace, ci piace,tanto,ma tanto. Sopratutto quando arringa che desidera tenere in” ordine” i conti,non perchè lo chiede un organo internazionale,ma perchè lo dobbiamo ai nostri figli e ,dobbiamo ai nostri figli, quello che chiede il capo dello stato Napolitano, e, un organo internazionale.Se non è zuppa, è panbagnato,vedrete,mangeremo pane e vento.A noi piace  Renzi  ,piace, con quei bianchi dentini da florido castorino,piace,piace, come piace un piacione, che va,gira,vola, dove tira il vento.

Il Sacro nel dna.

Written By: bruno - Mar• 01•14

Don Roberto Tagiaferri afferma che il sacro “:è una catogoria centrale anche per la cultura laica”.Sorta di rozzo sofisma ,affermare, ad esempio, che il pensiero laico di Odifreddi, è una categoria del  sacro,  è semplicemente un assurdita’, per non dire una stupidaggine che ,il nostro matematico laverebbe sicuramente nel sangue.Potremmo citarne  migliaia di esempi che sfuggono, si oppongono,proprio come struttura di pensiero a tutto cio’ che è sacro,esempi che si pongono il solo scopo di denigrare,smontare  cio’ che da  alcuni è reputato sacro, fosse anche semplicemente un Dio tappabuchi,che, a quanto pare,il “tappabuchi”, inteso come Dio, non lo digerisce nemmeno il nostro reverendo.Invece a noi sapiens ,un Dio tappabuchi non fa schifo, anzi,potrebbe, e puo’ essere un ingenuo ma genuino gradino verso la salvezza.Non tutti sono docenti di Teologia,mia nonna non è docente,e non scrive libri, ma ha una Fede di ferro. Che poi,l’uomo sapiens sapiens,come ha dottamente continuato il docente di Teologia,avesse il sacro ,come qualita’ originaria, ci lascia ancor piu’ perplessi,pensiamo invece che un Dio tappabuchi venga proprio da li’ ,dal sapiens sapiens e,se lo porta ancora in seno mia nonna con suo nipote,nonostante il libro scritto da Don Tagliaferri,che, non si cura minimamente,nel suo libro, del rapporto fra “ignoranza”, vecchiaia e religiosita’.Ma, il pezzo forte, il reverendo, lo esprime alla fine, dove dice:” state in guardia dal pensare che Dio sia manipolabile (espressione che tradisce il suo stato di prete,solo chi conosce puo’ manipolare) dall’uomo,l’atto di Fede non è il tentativo di aggiustare la paura con delle risposte,ma la capacita’ di stare sull’orlo del precipizio (roba da psicanalisi) senza risposte,lasciando che Dio sia Dio”.Isomma stare nella disperazione continua perchè sull’orlo di un abisso, lasciando che un Dio imperscrutabile e inconoscibile “faccia” il suo dovere.Stare” sull’orlo dell’abisso”, ricorda poi, la vecchia battuta da brivido di scivolare  col sedere nudi,sulla lama di un rasoio.Noi, ingenuamente crediamo che Dio sia Amore,protezione,sicurezza,accoglienza,perdono e ancora perdono,misericordia infinita,non percepiamo nessun abisso e, crediamo fermamente che Dio ci ami,sempre,ci rassicuri,sempre,ci consoli, sempre.Non percepiamo nessun “abisso” nemmeno un luogo leggermente scoseso e, siamo contenti di avere la nonna “ignorante”  che abbiamo,con buona pace di Don Tagiaferri che ha rovinato,con le sue idee, mezzo Scipione.N.b.Gazzola non ha detto nulla degno di nota.

Confalonieri.

Written By: bruno - Feb• 28•14

Nel 1272 Gregorio X,passando a Orvieto,dove costituito haveva Pretore Giacomo Confalonieri Piacentino (che forse fu il padre,o’ lo zio di San Corrado) vi hebbe a’ dimorare quasi un anno.

Eremo di Camaldoli.

Written By: bruno - Feb• 28•14

1272 Vivevano in questi giorni i Frati dell’Eremo di Camaldoli con tanto rigore,& asprezza,che digiunando continuamente,secondo il loro primiero instituto,quattro di’ della settimana nell’estate,e cinque nel verno,altro non mangiavano,che pane,e bevevano sol’acqua,nè pur gustavano vino nelle Domeniche dell’Avvento,e della Quaresima;onde avveniva,che alcuni di essi per la lor debole complessione non potendosi reggere a tanta austerita’ di vita,o n’uscivano tal fiata fuor di se stessi con perdita del giudicio,e della ragione,o’ partendosi dal luogo deponevano affatto l’habito di quella religione.Hebbero percio’ ricorso a’ Gregorio,supplicando,che almeno fosse loro concesso di potere nè i giorni del digiuno mangiare col pane herbe crude,e pomi, e nelle sudette domeniche bere anche vino.E glie ne fece la grazia il buon Pontefice.

Il Minotauro.

Written By: bruno - Feb• 27•14

La testa,le labbra che Milena aveva baciato e ancora baciato mille e mille volte si era fatta scura,smagrita, come quella di un Minotauro,i suoi capelli neri e ricci,il naso pronunciato e ossuto, sopra  denti bianchi, che sporgevano dalle labbra carnose,dove ora i capelli, erano  incollati di madido sudore che un cancro, gli procurava nella lenta,dolorosa, infinita  agonia.Milena vegliava , guardava,cercava qualche cosa dei suoi piaceri di amante,senza   trovare piu’ nulla, nulla di Riccardo,Riccardo,ora  corpo di  larva dall’oscuro  molle guscio.Un sudario bruno l’avvolgeva,la sua pelle si era fatta scura ,e scura lo copriva, con piaghe dolorose  , brucianti.Gli aveva comprato un cuscino , tondo , perchè la testa riposasse meglio, sotto il capo febbricitante.Gli occhi di Milena non si stancavano di guardare,scrutare,cogliere, ogni piccolo , impercettibile cambiamento, che, l’agonia procurava al moribondo.Non era piu’ il suo amante quello,non l’uomo con cui aveva provato un  piacere rabbioso, vendicativo, rancoroso,si’ rancoroso,verso l’altro,l’altro, che aveva sposato, l’altro, che stava in qualche posto di casa,  dimenticato.Nella penombra della stanza,illuminata appena dalla luce grigia dei vetri della strada, solo lei era, e si sentiva viva,solo lei respirava,lei,sentiva il regolare battere del suo cuore,e fissava, immobile, contava le pieghe del lenzuolo che respirava ancora e ancora.Guardare, guardare,vedere, quello che  aveva adorato, cercato,amato,amato.Lentamente sollevo’ il lenzuolo,quasi temendo di fare  male al suo Riccardo,scoperse i piedi adagio,piano,fino alla caviglia e li vide  gonfi, come le zampe di un maiale.

Il mago di Oz.

Written By: bruno - Feb• 24•14

Chi l’avrebbe detto?Bastava un tipo giovane,giovane come un vecchio dirigente della  UPIM,per far marciare l’Italia,almeno cosi’ dicono,sorridono,tutti questi nuovi ministri e ministre,tutti,Napolitano compreso,sorridono ,con i loro vestitini accesi,il pancione di vita vissuta in casa,in casa, con un compagno,un marito.Sono donne e uomini di tutti i giorni,salvo Alfano,uomini e donne che abitano nei condomini,nelle villette di campagna,donne e uomini con figli e un cane.Sorridono tutti,tutti, attorno al loro giovane direttore UPIM vecchio stampo,direttore efficiente,scattante, senza ombra di indecisioni.Eppure, quel Renzi,ricordate il mago di Oz?Ricordate Dorothy ed il suo cagnolino Toto’?Ricordate Zeke,Hikory e Hunk?I tre contadini?Zeke,mentre da’ da mangiare ai maiali riprovera la ragazzina di avere paglia al posto del cervello?Bella storia,dove i coraggiosi sono fifoni e ricordate quando Dorothy cade dentro il pocile?Non è forse l’Italia?Lo so,penserete che sono esagerato,penserete che sono il solito pessimista sfascia governi,una specie di Bartali del piccolo inutile commento,il Bartali del tutto sbagliato,tutto da rifare.Eppure il professore Meraviglia mi ricorda tanto,ma proprio tanto Napolitano,Napolitano,nel castello che spaventa la gente con un megafono e appare piu’ grande di quello che è,piu’ saggio di quello che è ,piu’ straordinario di quello che crede di essere.Invece è solo il professor Meraviglia,mago di Oz, con la strega dell’est e la fata dell’ovest.Favola mitologica dei  tempi nostri, la Merkel non porta piu’ abiti da valkiria,ma, tuttavia , qualcuno, ha condannato a morte il povero Toto’,cagnetto di Dorothy.Dove sia il porcile oggi,dove il finto coraggio,dove, e chi sia il mago ed il cagnetto Toto’ condannato a morte, sta a voi interpretare,divertitevi.