Flop Franceschini.

Written By: bruno - Apr• 03•14

Non si capisce dove sta la brillante operazione del ministro Franceschini.Un operaio compra all’asta, fra gli oggetti smarriti sui treni, due quadri,uno di Gauguin e l’altro di Bonnard per circa quarantacinquemilalire,se li appende in cucina,prima a Torino,poi in Sicilia, dove torna, dopo la pensione.Il figlio studente, intuisce che i dipinti ricordano qualche importante pittore (Gauguin,Bonnard),li mostra a due esperti,gli esperti chiamano i carabinieri,il pensionato consegna spontaneamente i quadri che risultavano rubati quarant’anni prima a Londra,a questo punto, dove sta’ la brillante operazione  Franceschini?Qualcuno dovrebbe spigarcelo.Ci colpisce invece il fatto che, questi quadri siano stati esposti,e messi all’asta,fra gli oggetti smarriti delle ferrovie,visti e rivisti quindi,da una quantita’ di persone non “competenti”,gente, che non ha fatto una piega,non un grido o  urlo da Telemarket,non un sermone da parte del critico di turno e fuori turno.L’arte non esiste,semplicemente non esiste,se mettessero la Gioconda fra le bancarelle,stenterebbe trovare un compratore.L’arte,quella che ci ammanniscono fin dalla nostra prima infanzia,quella che ,anche oggi ,propongono come arte,non esite,non è mai esistita(vedasi la distruzione che subisce quotidianamente).Ci sono solo  parole,parole di cinici pagati personaggi,personcine parlanti,alimetate dal denaro,che, definiscono,quello si’,arte, il loro emolumento.Ne volete una prova?Due quadri di pittori museali per convenzione, esposti per quarant’anni in cucina, alla faccia di chi  fa un sacco di chiacchiere,solo chiacchere,e ancora chiacchiere.

1280 Piacenza.

Written By: bruno - Mar• 31•14

La chiesa ,o fabbrica di San Francesco,posta al lato di piazza Cavalli,venne lungamente osteggiata da altre chiese che celebravano intorno, se non vicine a detta fabbrica.I frati incuranti di queste ostilita’ perseverarono tuttavia,nonstante le proteste, nella costruzione dell’edificio.Allora si usava (siamo alla fine del milletrecento) cintare il luogo che si intendeva dedicare alla chiesa e porre solennemente una croce di legno ,come simbolo benedicente la nuova fabbrica.Le  vicine  chiese e diversi Rettori o Parroci della citta’ che furono: Gherardo di S.Ilario,Giacomo di S. Maria dè Zerovalli,Alberto di S.Vincenzo,Vincenzo di S.Gregorio,Conone di S.Gervasio,Simone di S.Pietro in Foro & altri;Fra Guglielmo da Vicolo Canonico della Chiesa dè dodici Apostoli,Giovanni Monaco di S.Salvatore di Piacenza,e Uberto Redimani Chierico di S,Protasio con alcuni laici,come il Dottore Ruffino Andito,Gherardo Andito,Antonino dè Figliagadii Mastro Azone Medico, ,protestavano, perchè in San Francesco officiavano quando queste chiese celebravano anche loro i Divini Uffici, impoverendo le loro entrate .La cosa giunse a tal  contrasto ,scrive lo storico”:che da certi Chierici spiantata fosse di notte la Croce di legno,la qual dianzi dicemmo essersi con molta solennita’ posta dai Frati nel luogo della nuova fabbrica,e che quella tratta da essi Chierici in terra venisse per disprezzo calpestata da loro co’ piedi,& alla fine ignominiosamente gettata in un cesso”.1280,

Il vecchio e il tempo.

Written By: bruno - Mar• 31•14

Renzi incassa i primi colpi di accetta,colpi ben assestati e minaccia l’abbandono,lui, che in fondo è la voce del suo popolo,l’unico popolo a non essere populista.Ma, la squadra del vecchio (leggi Napolitano), ha in mente qualche cosa,deve avere avere altri progetti,in fondo, il ragazzo ha giocato abbastanza allo statista,è andato su e giu’,stretto la mano anche ad Obama,dovrebbe essere sodisfatto,lui,che è la voce del suo popolo,e, con il popolo,fosse anche quello del PD, il vecchio si sa cosa ci fa,ci si pulisce.Qualche cosa bolle in pentola,ma era gia’ pronto da tempo,quel brodo con dentro un  progetto,il vecchio odia il tempo , tutto dura troppo poco per lui ,che è vecchio,eppure,eppure  deve  continuare a  giocare,giocare ,  sul tempo,allungare,temporeggiare,creare moti ansiosi.Dietro Renzi c’è qualche cosa di nuovo,un nuovo progetto,il volto del vecchio.

Ludovico Mosconi.

Written By: bruno - Mar• 30•14

Nella bottega dell’amico Fausto,una mattina,in una, di queste, passate mattine,il signor Casella,affermava che a Milano ,in asta, vi erano due lavori di Ludovico Mosconi,belli?Belli veniva risposto,belli,in asta a quaranta euro,dico a quaranta euro.In questa societa’ ,dove tutto non ha alcun valore,dove, un Bonito Oliva, frulla, un suo inverso vocabolario televisivo e parla, come un qualsiasi Carmelo Bene , nel naso,come quando,Bene,nel naso, declamava.In questa societa’, dove l’allusorio,il compartecipato,il frainteso,  cinematografico-fotografico “eterno”  si atteggia, edonisticamente in   compressa stratificata similitudine con uno schizzofrenico pseudo passato.Societa’ dove critici- artisti,attori registi tutti,del tutto improbabili, ricercano, finte, probabili immagini,per mezzo  di triturate visioni,di psudo realta’, sminuzzate mercificate da ogni mezzo di comunicazione commerciale.In questa societa’, dico, non sarebbe meglio, vendere pentole, pittosto che Mosconi, a quaranta euro?

Faccia di molti sorrisi.

Written By: bruno - Mar• 28•14

Insomma, l’importante è farlo con il sorriso sulle labbra.Ricordate Monti?Tirava frecciate,battute gelide senza un gemito,un mugolio,un sospiro,e ,Letta?Letta nipote,lo ricordate?Impassibile, determinato,diceva lui,lui ,con tanto di  palle d’acciaio,inox,che palle signori,che palle.Ed eccolo qua,uscito dal cilindro di un mago o,passato per quello di uno stregone,eletto da una quasi maggioranza fai da te.Renzi,Ercolino sempre in piedi,Ercolino, fotte e ride ride e fotte,strafotte e ride, ride felice,si è cominciato con  Monti, passati per un Letta,ci mancava Renzi, imbrattato di sorrisi,Renzi,bello,in carne toscana,con qualche, adolescenziale, calorico foruncolo.

Europa.

Written By: bruno - Mar• 26•14

Chiunque si mettera’ con la Germania, perdera’, non solo la guerra,ma perdera’ l’Europa  tutta.

Letterina di provincia.

Written By: bruno - Mar• 26•14

E’ finita,è finita l’era dell’albero di cuccagna,è finita,finito quel tempo,dovrete fare i conti con quello che avete in tasca,cioè niente,perchè quel tempo, è finito,finito, per sempre.Cosi’ scriveva un signore su Liberta’,alla pagina delle lettere al Direttore (Gaetano Rizzuto).E’ finito quel tempo,continuava,chi si ricorda piu’ “la lima sorda”?La lima sorda, presso i piacentini è un morboso,sordo lamento che si ripete all’infinito,all’infinito,uno scassaballe insomma,chissa’ che cosa era questa lima sorda.Quel minaccioso incedere della letterina,  pareva ripetesse,orecchiando, anche quell’altro detto:a da veni’ baffo’, di nazionale, trapassata  memoria.Il signore  se la prendeva con chi voleva il ritorno alla lira,basta lira,basta!Ve la faranno vedere  ,  la vostra  cuccagna, carica di lire,guai a voi,rammolliti.Eppure, c’è chi, la cuccagna ,non l’ha mai vista e, se la sogna anche di notte,carica di lire, senza mai averla veduta,proprio mai,chissa’ cosa tocchera’ a costoro,poveracci.Continuava:avete votato (in Francia) avete votato a destra perchè avete preso paura,paura,spaventati da chi vi seghera’ l’albero  di cuccagna,ma, guai a voi,guai a voi,ve la faranno vedere,anzi , sentire,per la miseria.Dicendo questo,si capiva,si avvertiva un certo piacere  per le disgraziate sorti d’ Italia.Purtroppo non ricordo come si chiamasse quel signore,ma, se,”quel signore”, avesse riflettuto, un attimo, un cicinino,si, sarebbe accorto che, chi ha votato contro l’euro in Francia,una paura di perdere qualcosa  aveva, è vero, paura, fifa maledetta fifa, temeva che, quell’albero di cuccagna si facesse patibolo,un patibolo, forca,forca,gentile signore.Macchè prosciutti , salami, bottiglie di vino, appesi  ciondoloni all’albero di cuccagna.Solo un patibolo,patibolo, per tanti miserabili,improbabili “ricconi” che, se la sono spassata,secondo lei, fino a ieri,perchè, quelli di oggi(onorevoli bricconi e ricconi) se la spassano ancora.Sono gli stessi di ieri,quelli che spargono di grasso non solo il tronco,ma anche la corda e, il cappio,perchè lei,lei possa godere e scrivere,godere,seduto, sul suo cervello.

Antieuropeismo vincente.

Written By: bruno - Mar• 24•14

Preso atto della vittoria antieuropea in Francia, il nostro capo dello stato, si è limitato a dire:non scherziamo, l’unita’ d’Europa è una garanzia per la pace,la pace(ha continuato) non viene regalata, è una conquista”.Scusi Signor Presidente,la Germania,quella che settant’anni fa, ha compiuto il genocidio delle fosse Ardeatine,non ha cambiato una virgola del suo codice di comportamento,con le armi o con i soldi, la Germania fa la guerra,e, l’unica pace che conosce è quella, ripetuta  straripetuta, mille e mille volte scritta ,detta,:quella del cimitero,o se piu’ Le piace,quella delle fosse Ardeatine.

Occhio alla penna.

Written By: bruno - Mar• 23•14

Soltanto dopo molto,tanto, tempo ,si accorse che la sua acuminata penna colpiva i bersagli,li distruggeva ad uno ad uno,come al tiro a segno.Sparava e colpiva,scriveva e abbatteva,abbatteva,insperatamente,quasi senza farci piu’ caso.Di carattere iroso  si lasciava trascinare in tutte le beghe della cittadina,cittadina che poi era, come  parte di una grande metropoli, quartiere, gruppo di strade, con tanto di bar tabaccheria, supermercato, ed il superstite salumiere  fruttivendolo.Citta’ ,segnate da un reticolato che le suddivideva squadrandole, come in una cartina geografica,citta’, che a prima vista, sembravano immense,caotiche,inquinate.Citta’ che erano invece solo porzioni di province,o borghi,agglomerati anonimi di uomi donne e ragazzi.Cosi’ lui sparava,colpiva questo o quello,a suo talento,ed il colpito,spariva,si cancellava come per gioco, gioco divertente,gioiosamente infantile.Che penna,che penna la sua!Mai fulmine fu cosi’ efficiente,immediato,potente.Le autorita’ si erano fatte prudenti,temevano quella penna,le autorita’, a dire il vero erano arcistufe di quel coglione con la penna in mano che, divertendosi,sparava,cancellava,corregeva,rimproverava,ammoniva.Che penna,che penna  la sua!Sprizzava felicita’ anche dagli occhi,dinamismo nel passo,nel gesto.Passeggiando, guardava bieco:state attenti coglioni ,che non vi colga in fallo,cosi’ fantasticava in una specie di onnipotente calligrafia,sognava,e ,pensava a quanti bersagli aveva abbattututo,colpito,eclissato,ma,  cominciavano essere troppi,troppi.Possibile che tutto le volte che poneva mano alla penna,possibile, che lo scritto,il suo scritto ,ottenesse tanti brillanti distruttivi risultati?Possibile?Fu allora che un dubbio varco’ il suo onnipotente pensiero,un dubbio fece capolino fra le sue carte,fra le sue dita,salendo sempre piu’ su,su,lievitando, fino alla testa, dubbio , doloroso, monotono  pensiero, odioso,ripetuto,incalzante, convincente.E, gli apparve inprovvisamente ,finalmente chiaro,luminoso,fulmineo,semplice,semplice.Lui,lui, con quel suo grande talento,talento, che covava come  dono divino,era soltanto uno jettatore.

Ancora Napolitano.

Written By: bruno - Mar• 22•14

Sia detto senza animosita’,Napolitano non puo’ e non deve credere di essere la risposta all’Europa e all’Italia.Napolitano non solo non è, la risposta verso una qualsiasi mediazione    ma,provochera’  ancora  divisioni,profonde lacerazioni nazionali ed internazionali,privo come è, di un qualsiasi “concetto di realta’”.Pervicace espressione di  ottuso immobilismo di potere,fuori dalla costituzione.Non basta essere rieletti,ci vuole qualcosa in cui sta scritto che si puo’ essere rieletti,ed anche  se,da qualche parte,qualcuno ,lo trovasse scritto, non se ne dovrebbe abusare.Gli uomini sono incapaci di salvare un qualsiasi stato,Napolitano per primo,solo la democrazia puo’ salvare lo stato,è ora che, il Presidente ,Giorgio Napolitano se ne faccia una ragione.