Le manifestazioni devono essere una sorta di esibizione per alcuni partiti,alcuni,che poi son quasi sempre gli stessi:quelli di ieri.E,ieri,proprio ieri era un tempo zeppo di problemi,problemi che si passano,al presente come una qualsiasi eredità a cui i beneficiari,o pretesi tali,fanno rumorose manifestazioni nella e con la speranza di un eredità sostanziosa,perlomeno dignitosa che non vedranno mai.
L’homme.
“L’ homme n’est qu’ un roseau, le plus faible de la nature,mais c’est un roseau pensant” ( Blaise Pascal- Les pensées 1669)traduzione:” L’uomo non è che una canna( palustre), la più debole della natura ma è una canna pensante”.. Oggi,anno 2026, gli esseri umani ricercano forza, potenza ma vengono disincentivati a pensare.
Paola Mars.
Le perle nere di Kella.
Patrizia Attruia, 50 anni, fu uccisa dal compagno Giuseppe Lima, bracciante agricolo, coetaneo, mentre i due convivevano in condizioni di estrema precarietà, nell’appartamento di Vincenza Dipino, 49 anni, a Ravello, un comune della costiera Amalfitana.. Dipino aveva ospitato la coppia in casa perché erano entrambi disoccupati e avevano problemi economici.
Tra Lima e Dipino sarebbe nata una relazione tra le mura domestiche, scoperta successivamente dalla Attruia. Il cadavere della vittima fu rinvenuto in una vecchia cassapanca dell’appartamento, nel corso del pomeriggio del 27 marzo 2015.
Per gli inquirenti la donna sarebbe stata strangolata dal compagno all’interno della stessa abitazione, circa 40 ore prima del ritrovamento.
Le indagini si concentrarono sui due conviventi. La donna fu sottoposta a fermo di indiziato di delitto. Successivamente lo stesso provvedimento fu disposto anche per l’uomo.
Il cinquantenne inizialmente aveva respinto le accuse e soltanto negli anni successivi aveva confessato l’omicidio. Lima fu rinviato a giudizio in rito abbreviato e condannato a 18 anni di reclusione in primo grado. La pena fu ridotta a 13 anni in Appello dopo avere ammesso le proprie responsabilità. La sentenza fu confermata in via definitiva dalla Corte di Cassazione.
Vincenza Dipino fu ritenuta colpevole e condannata a 14 anni
Kella Tribi.
Curiosità.
In effetti la ragazzina che portava la felpa nera (fino agli occhi) nei giorni del macello milanese in cui si è spaccato e rubato di tutto un po’.La ragazzina, portata in questura ha dichiarato che fosse lì solo per curiosità ,in tuta da “curioso”.
A tempo di giustizia.
L’inflessibilità della giustizia, un giorno si un giorno no:dipende da cosa hanno studiato o capito:sopratutto se hanno capito.Youssef libero,libero con tutte le sue fisse su libertà e mondo arabo(mondo arabo in Italia),la giustizia (quella terrestre) allarga le braccia e apre la cella,quando è sufficiente,in Italia che due stranieri ,due stranieri,dico due,tengano due bambini in un bosco per toglierli dalla potestà materna e paterna a tempo indeterminato.
Tutti ebrei.
Istraele è sempre una notizia da prima pagina:occorrebbe aggiungere,nel bene e nel male,anche se nel male,nel male ne parlano tutti,tutti fin dal tempo di Gesù di quando erano tutti ebrei,poi si son detti cristiani o mussulmani mica ebrei,sopratutto:mica questi qua.
Rovine.
Dopo le disastrose “manifestazioni” ,quelle di giorni passati,in cui per protesta si è sfasciato un pò di tutto,proteste legittime per molti,delinquenziali per altri(il mondo si divide sempre quasi in due).Davanti a questo “spettacolo” ,che in fondo ricorda le rovine,rovine che fanno sempre sognare e danno “poesia” al paesaggio ci si ritrova arricchiti.
E’ tardi.
Prendere Youssef Siher è stato un gioco da ragazzi,era in internet ma prendere quelli che non sono in internet sarà tutta un altra cosa,cosa ben più ardua,per non scrivere difficile.La sensazione che si prova è che è tardi,troppo tardi,solo tardi.
W la rivoluzione.
Allo scadere di un certo periodo scoppiano le “rivoluzioni”:rivoluzioni proteste che a volte si fanno anche violente e,in passato anche criminali.Bene,ma cosa vogliono,o desiderano,che cosa realizzano o credono di poter realizzare,quando la loro protesta o rivoluzione evaporerà,lasciando dietro solo la melma di una nuova burocrazia come scriveva Kafka.
“patona”.
Ricordo,quando ero bambino,un uomo che vendeva il castagnaccio -patona-davanti alla scuola Mazzini.Uscivano ,bambini dalla scuola,bambini di sette otto anni,ed io con loro.Quando si era fortunati si aveva in tasca cinque,dieci lire e allora cinque dieci lire di patona,forse due volte l’anno scolastico,due tre volte l’anno.Pensate come dovevano essere favolosi i guadagni del venditore di patona.