La prima volta sono una tragedia,la seconda una farsa si potrebbero definire così le elezioni in una piccola regione della Germania.Germania che per il suo carattere di appena ieri si è sempre dimostrata ributtante.E’ vaccinata o no?Questa è la domanda,sopratutto sapere,come in passato se i poteri finanziari appoggiano questa “svolta”nostalgica.
Dibba.
Qualche tempo fa ci eravamo occupati di Alessandro di Battista a Cuba e ,sembrava la solerzia per un suo rietro in Italia una cosa di gran pregio ed efficienza:sopratutto pensando allo stato della sanità in Italia,che tutto è men che solerte:ebbene,chiarito il mistero di tanta efficienza,il Dibba era assicurato su queste evenienze cosa che fra l’altro chi va a Cuba è obbligato fare.
Il resto è fuffa.
Fermento in Italia e in Europa, fermento, fermento? Ah! Ci siamo : abbiamo cominciato la campagna elettorale! Come sembra tutto ridicolo questo improvviso esplodere di pseudo patriottismo, di pseudo giustizia, di pseudo amore per l’umanità e …. In tutto questo… voilà il Veneto approva come quinta regione italiana il”Trattamento fine vita”. Cavolo non si ha nemmeno il coraggio di legiferare esattamente cioè” l’uccisione di stato di persone che esasperate da malattie ,che vorrebbero vivere ma che tutto sommato vengono indottrinate a convincersi che è bello morire con una dose ad hoc di una forte droga! In una oretta si parte! Bravi , bravi urlate pure tutti di essere per il popolo, per la patria per il progresso . State dimostrando che a voi interessa la morte altrui non la vita. Tutto il resto è fuffa!
Paola Mars
Vannacci ,Vannacci.
Vannaci,Vannacci:fuori.Così si som messi tutti in coro,la stampa non è per Vannacci e,la stampa,la stampa è un orchestra con tanto di direttore.Vannacci era un esperimento,raccogliere consensi e portarli a qualcuno,insomma doveva essere un ricostituente per qualche partito,non si erano lette le controindicazioni,o gli effetti contrari:ora Vannacci vorrebbero solo “digerirlo”.
Le perle nere di Kella.
Daniela Bani, 30 anni, fu trovata morta la sera del 22 settembre 2014 all’interno della propria abitazione a Palazzolo Sull’Oglio, Brescia. A ucciderla a coltellate fu il marito Mootaz Chaambi, 36 anni, che dopo il delitto fuggì in Tunisia, il suo paese d’origine. L’autopsia rilevò più di 20 fendenti sferrati dall’uomo sul corpo della vittima.
Mootaz Chaambi e Daniela Bani si erano sposati diversi anni prima in Tunisia e dalla loro unione erano nati due figli. L’aggressione mortale si consumò nella camera da letto al culmine di un’ennesima lite, quando in casa era presente anche il primogenito, che però non aveva assistito al massacro. L’altro bambino era all’asilo. Nei minuti successivi il trentaseienne prese i due figli e lì accompagnò da un amico, dopodiché organizzò la sua fuga in patria. Prelevò dal suo conto bancario una cospicua somma di denaro e nel pomeriggio acquistò un biglietto aereo Linate-Tunisi.
Secondo le testimonianze di parenti e conoscenti, Daniela Bani sarebbe stata per lungo tempo vittima di maltrattamenti in famiglia, episodi che avrebbero fatto maturare in lei la decisione di chiudere quel matrimonio.
L’uomo, la sera del 22 settembre 2014, una volta raggiunta la Tunisia, telefonò ai suoceri rivelandogli che i bambini erano stati affidati a un amico e consigliò loro di non riportarli a casa perché lì c’era il cadavere della moglie. Il corpo senza vita della trentenne venne poi scoperto nei minuti successivi dal padrone di casa, allertato dai genitori della vittima.
Negli anni seguenti Mootaz Chaambi continuò la propria latitanza in Tunisia, mentre in Italia il magrebino fu rinviato a giudizio e condannato a 30 anni di reclusione. Dopo circa quattro anni e mezzo dal delitto, nel gennaio del 2019, l’uomo venne arrestato dalle autorità tunisine. Pochi mesi dopo, fu emessa la sentenza definitiva della Corte di Cassazione che aveva confermato la pena a 30 anni per omicidio volontario. L’uomo però non fu estradato.
Dato che la Tunisia non riconosceva le sentenze italiane, i legali di parte civile avevano sollecitato i Ministri e il Capo dello Stato affinché richiedessero alle autorità tunisine di celebrare un nuovo processo nel paese d’origine. Chaambi fu dunque sottoposto a un nuovo giudizio in patria nel quale, il 19 ottobre 2021, furono confermati i 30 anni di reclusione.
Kella Tribi.
Lipsia.
In effetti la storia di Lipsia lascia e solleva almeno qualche dubbio e,i tedeschi non son nuovi a queste sortite,basti ricordare l ‘invasione della Polonia cominciata con un altra messa in scena.Sara’ azzardato,il paragone comunque lascia,o solleva il sospetto di una messa in scena e che sopratutto,prima di pronunciarsi occorrono prove e documenti imparziali,extra tedesche dico.
Buona morte.
Difficile in questa vita decidere su tutto,difficile.Forse gettandosi sotto un treno o da un ponte qualcuno disperato potrebbe decidersi su qualche cosa.Per quel che concerne il fine vita, fine vita che ogni tanto fa capolino come notizia, basta rifarsi all’esperienza che qualcuno avrebbe potuto vivere come testimone.Quando uno,o una entra nel così detto ultimo percorso nei luoghi addetti per questo servizio la sua durata di vita è una decina di giorni,una decina se va “bene”,la buona morte arriva sempre,ripeto sempre infusa da mani “pietose” libera da ogni legge,magari con l’ultima iniezione.
Bicchier d’acqua.
L ‘Europa su una crisi di nervi,il drone russo o,”russo”,ha compattato i componenti del vecchio continente,si usano parole dure e minacciose,speriamo sia solo una tempesta in un bicchier d’acqua,o acqua in un bicchiere da bere semplicemente solo in caso di sete.
Acqua di rose.
In
questa società liquida difficile che un movimento o,una nazione prenda un potere completo ,si ,vero,verissimo,si danno mazzate mortali ma,per ora tutto finisce li.E forse il merito,se merito si può definire è il rapporto fa consumo e consumatori,anche quello meno qualificato ha la sua importanza.Si strepita per questo o quel partito ma,qualsiasi partito si presenti e o vinca le elezioni sarà sempre,per quel che riguarda le singole nazioni :roba all ‘acqua di rose, e questo è una grande fortuna,fortuna all ‘acqua di rose per tutti o,quasi.
Di Battista.
Di Battista ,ex cinquestelle,credo,è ricoverato in ospedale a Cuba dove ci hanno ,lo stato italiano,mandato di tutto,anche l aereo se vuol tornare a casa,a casa in aereo,con tanto di medici a bordo.E poi dicono che l assistenza in Italia fa acqua da tutte le parti.