Le perle nere di Kella.

Written By: bruno - Ago• 29•26

Samanta Fava, 36 anni, era una commessa originaria di Sora, in provincia di Frosinone, scomparsa il 2 aprile 2012. La denuncia di sparizione fu presentata dall’ex marito, Maurizio Gabriele, da cui la donna era legalmente separata e con il quale aveva avuto un figlio.
Fu iscritto nel registro degli indagati l’ex fidanzato della vittima, Antonio Cianfarani, 42 anni, detto Tonino, conosciuto prima del matrimonio e tornato nella vita della donna dopo la separazione. Le comparazioni dei tabulati telefonici mostravano che la signora Fava si trovava insieme all’uomo la sera precedente alla scomparsa. Messo sotto torchio dagli inquirenti, Cianfarani rivelò che la trentaseienne cadde dalle scale della sua abitazione la sera del 3 aprile 2012, dopo avere avuto una crisi epilettica.‍
Il quarantaduenne si accorse che era morta e, in preda al panico, decise di occultarne il corpo trasportandolo fuori casa e gettandolo nel fiume Liri. Una versione però non veritiera. Successivamente, infatti, l’attività investigativa scoprì che la vittima fu uccisa e poi murata. Il cadavere in stato di decomposizione fu ritrovato il 19 giugno 2013, avvolto in un sacco e legato con delle fascette, murato in un caminetto dell’abitazione dell’uomo a Fontechiari in provincia di Frosinone.‍ L’esame autoptico stabilì che la donna fu colpita violentemente al volto e poi strangolata..
Secondo la ricostruzione della pubblica accusa, l’uomo aveva compiuto l’efferato gesto perché la trentaseienne intratteneva un’altra relazione. L’aggressione mortale sarebbe avvenuta nel bagno dell’abitazione, al culmine di una violenta lite. Cianfarani fu condannato in primo grado a 25 anni di reclusione per omicidio volontario e occultamento di cadavere.‍ La sentenza fu confermata in Appello e resa definitiva dalla Corte di Cassazione.‍
Nel gennaio del 2020 Cianfarani morì all’ospedale Santissima Trinità di Sora a causa di una grave malattia.‍

Kella Tribi

Vannacci.

Written By: bruno - Ago• 28•26

Vannacci alle porte,ed è tutto un fiorir di fascismi,veri o presunti non tenendo conto che questa società liquida annacqua di tutto un po ,e le prese di posizione risultano essere bersagli
senza centro,per cui alle manie divinatorie degli italiani,ma non solo ,risultano essere alla fine solo delle bombette di carnevale.Vannacci si Vannacci no come va e andrà a finire lo si potrebbe predire,come è di moda strologare ma sul risultato ,sul risultato non ci giurerei.

Kant.

Written By: bruno - Ago• 27•26

Il signor Kant intendeva farla finita con un metodo che Platone definisce socratico e così si lancia nella sua impresa di revisore di una qualche,o qualsiasi forma del pensiero platonico che Kant definisce giustamente socratico con “l’inestimabile vantaggio di finirla una volta per sempre,al modo di Socrate, cioè con la più evidente prova dell’ignoranza dell’avversario”.Ma questo Kant chi se l ‘è inventato.

Woke.

Written By: bruno - Ago• 26•26

Non occorre essere dei vannacciani per capire che,il movimento Woke,è un movimento di nicchia,anche se di una grossa nicchia.E,non occorre capire che,una qualche minoranza rafforzi un partito:lo ingrassa,ma non lo contiene,lo tollera,ma non lo condivide,lo sventola ma non l apprezza.Tutti in fuga dal movimento Woke,o,quasi tutti ,che una pezza occorre metterla al movimento mancante,una pezza,la solita pezza Woke.

Mant.

Written By: bruno - Ago• 25•26

Nietzsche,se ricordo bene pare dicesse che di quel che si legge bisogna solo sentirne la musica,il suono delle parole e rileggendo Kant mi è immediatamente venuto o,tornato alla memoria,quando nella critica alla ragion pura Kant scrive:così nella misura di uno spazio va anche considerata come sintesi d’una serie di condizioni per un dato condizionato;soltanto che la parte delle condizioni in se stessa non è differente da quella,di cui sia il condizionato.Kant è un tecnico non c è che dire,tanto che lo si potrebbe anche cantare.

Pace.

Written By: bruno - Ago• 24•26

C’era al tempo del mille cento un principe di Siena,Pandolfo Petrucci,famoso giurista che scriveva:”metti sette o otto savi (politici) insieme,diventano tenti pazzi”,perché non si accordano,mettono le cose più presto in disputa che in risoluzione.

Pacchi.

Written By: bruno - Ago• 23•26

Si parla molto di migranti in questi giorni:migranti che vanno vengono,qualcuno li vuole addirittura rendere, altri dicono che non si possono rendere,ma devono tuttavia riprenderseli.E’ tutto un via vai di uomini donne e bambini,che vengono vanno e vorrebbero essere resi,resi,restituiti come un qualsiasi pacco dove è scritto:sconosciuto al mittente.

Smetti di fare la guerra che inquina.

Written By: bruno - Ago• 22•26

Bha!Le Cassandre del tempo si scatenano al primo caldo e alla pioggia che ne segue.Non serve essere antimeteorologici,non serve se intanto qualcuno,invece se la prendesse finalmente con l’inquinamento che da anni imperversa e ci affligge sull’Europa e che, non solo inquina ma uccide,uccide all’istante in virtù di grappoli di missili,bombe e bombette fra l’Ucraina e la Russia:forse la guerra,la guerra per molti deve essere “cosa” ecologica.

Le perle nere di Kella.

Written By: bruno - Ago• 22•26

Katia Tondi, 31 anni, madre di un bambino di 8 mesi, fu trovata morta il 20 luglio 2013 all’interno dell’abitazione in cui risiedeva nel Parco Laurus di San Tammaro, un comune in provincia di Caserta.‍ Ad allertare i soccorsi fu il marito, Emilio Lavoretano, coetaneo della vittima.
Secondo le indagini degli inquirenti, fu proprio il coniuge a uccidere la trentunenne. L’autopsia stabilì il decesso della donna in seguito ad uno strangolamento. Il gesto fu compiuto con l’ausilio di un filo di circa un centimetro di spessore, che però non fu mai rinvenuto dagli investigatori.‍ L’uomo si era sempre proclamato innocente, sostenendo la tesi della rapina finita male e riferendo di essere rincasato trovando la moglie già morta, riversa sul pavimento dell’appartamento.
Non fu mai chiarito del tutto il movente del delitto. Nessun conoscente della coppia aveva testimoniato di tensioni, né fu provata dalle indagini l’esistenza di rapporti conflittuali fra i due coniugi. Per gli inquirenti, Lavoretano avrebbe ucciso la donna durante un impeto di rabbia. Oltre al figlio di 8 mesi, l’uomo era l’unico presente in casa nell’arco temporale compatibile con il decesso della moglie, nonostante lui avesse fornito elementi per provare il contrario, ritenuti inattendibili.
Il 18 dicembre 2019 l’imputato fu condannato dalla Corte d’Assise di Santa Maria Capua Vetere a 27 anni di reclusione.‍ Il verdetto fu confermato il 25 giugno 2021 dalla Corte d’Appello di Napoli. La sentenza di secondo grado definì superficiali e lacunose le indagini condotte dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere.‍
Il 6 ottobre 2022 la Corte di Cassazione giudicò inammissibile il ricorso della difesa e rese definitiva la condanna a 27 anni per Lavoretano.‍

Kella Tribi.

Volodymyr.

Written By: bruno - Ago• 21•26

In fin dei conti, Volodymyr ,ti hanno usato, penso, come pedina di giochi ben più grandi di quanto forse tu stesso abbia compreso. Hai creduto di poter avere soldi, tanti, e fama mondiale passando dalla recita televisiva alla realtà.Ti hanno votato in tanti, non nego, Ma c’è chi poi ,forse conoscendo le tue debolezze, si è inserito fino ad usare te e il sottosuolo ucraino per loro scopi. È così che da “Servitore del Popolo” sei diventato ” Servitore …loro..”.che se ne fottono e di te e del popolo…Forse è ora che si cali il sipario.

Paola Mars