Ogni uomo spera di creare all’altro un nuovo bisogno,per costringerlo a un nuovo sacrificio,per ridurlo a una nuova dipendenza e indurlo a un “nuovo” modo di godimento e quindi di rovina economica.(ovviamente questa non è farina del mio sacco ma che ricordo stranamente in questi giorni).
Le perle nere di Kella.
Federica Mangiapelo, 16 anni, era annegata nel lago di Bracciano nel corso della notte tra il 31 ottobre e il 1º novembre 2012. La ragazza fu poi trovata morta la mattina seguente con la testa semi immersa nell’acqua sulla riva della spiaggia di Anguillara Sabazia, in provincia di Roma dove la giovane risiedeva.
La sera precedente la sedicenne era uscita con il fidanzato Marco Di Muro, 21 anni. Quest’ultimo aveva dichiarato agli inquirenti di avere avuto una lite con la ragazza e di averla lasciata, su richiesta di lei, alla piazza del paese.
L’esame autoptico inizialmente aveva escluso la morte violenta. Tuttavia, grazie a successivi e nuovi accertamenti, venne ricostruita la dinamica dell’accaduto.
La vittima sarebbe stata aggredita al culmine di un violento litigio, poi trascinata, presa per la testa e tenuta sott’acqua fino al decesso per annegamento. Di Muro fu prima indagato per omicidio, poi per omissione di soccorso, ma il capo d’imputazione cambiò nuovamente, portandolo agli arresti domiciliari per omicidio volontario aggravato nel dicembre del 2014.
Il ventunenne aveva sempre negato di avere ucciso la giovane, ribadendo di averla lasciata sola durante la notte, pur ammettendo di averla maltrattata nel corso della loro relazione, come riscontrato anche da diversi episodi e testimonianze reperite in fase d’indagine.
Di Muro fu processato in rito abbreviato e, nel luglio del 2015, fu condannato in primo grado a 18 anni di reclusione dal Tribunale di Civitavecchia. Nel settembre del 2016, in Corte d’Appello a Roma, furono riconosciute all’imputato le attenuanti generiche con la pena ridotta a 14 anni.
La sentenza fu confermata, in via definitiva, nel dicembre del 2017 dalla Corte di Cassazione.
Kella Tribi
Il vecchio detto.
“¢a ira !” cantavano i francesi assaltando la Bastiglia. Non saprei cosa si potrebbe cantare oggi sia perché ci sarebbe troppo da abbattere, nel mondo, di sbagliato, opprimente,sia perché, non so come, nasce la fiducia che questa volta siano proprio coloro che vorrebbero comandarci, opprimerci, intrupparci ,sopprimerci…nasce la fiducia che si stiano autosgretolandosi .Il vecchio detto:” Chi troppo vuole nulla stringe” mi sa che non l’abbiano considerato..
Paola Mars
Soprintendenza sarà lei.
Dire o,scrivere bella di una città, e qualche volta addiruttura ridente mi sembra un paradosso,una canzonatura,roba da osteria ,se aancora le osterie non fossero state sostituite da droghe & affini,semplici e sintetiche.Bene ,una boiata,l’ennesima boiata della Soprintendenza è stata perpetrata a Porta Borghetto,Piacenza dove il vicesindaco di quella città,pqpale papale scrive e,dichiara: Il comune non può sostituirsi nè alla valutazioni tecniche strtturali nè alle indicazioni di prescrizione della soprintendenza esprime in merito dei progetti”.Bene, ma può sempre inviare le sue condoglianze,che poi questa ennesimo macello stile soprintendenza ricorda da vicino,molto vicino, quanto scrisse Marziale a proposito di una vedova, sulla tomba del settimo marito”:e anche questa è opra mia”:
Intellettuali.
Pare,si dice che non ci siano più intelletuali,come gli intellettuali di una volta,e pare ,che una volta ,una volta vi fosse sempre tutto pronto da condividere ,magari fare anche il tifo,magari mettersi la pelle da intelletuale sulla pelle di tutti i giorni,forse non ci sono più i giorni,quei giorni di una volta e non ci son nemmeno giorni per potersi cambiare d’abito e fare l’inttellettule.
Il cappotto.
La festa.
Il bel paese.
“L’arte dello scrivere”.
Pare che Milton,quello del “Paradiso perduto”, scrisse,il Paradiso perduto per cinque sterline,e scrivo cinque,non una sterlina in più,e pare che così facendo sia stato dichiarato scrittore improduttivo.E’ tutta un altra storia quella di oggi,oggi e forse anche di ieri, quando si producono cose dozzinali e si viene riconosciuti dal proprio editore,come uno scrittore:”scrittore”, produttivo (sic).
Ozio.
Uno,dico uno,qualche volta vorrebbe non pensare,non pensare stare nello strano ozio antico ,senza pensare.Si comincia intanto a spegnere la radio,il televisore,chiudiamo anche il libro,chiudiamo tutto a tutto ,che, se accendi la radio,il televisore e o il libro di moda non si potrà più ,come sempre,pensare.