” Il modello unico”

Written By: bruno - Ott• 06•26

La giustizia è uguale per tutti! .Ma dare in modo uguale pensando di essere giusti non è giusto. Ognuno è diverso ed ha diversamente bisogni. Pazzia la mentalità di oggi di appiattire tutti in un unico schema. Non siamo robots come qualcuno forse vorrebbe, rasenta il ridicolo come Procuste e il suo letto su cui distendeva i malcapitati ai quali se eccedenti la lunghezza del letto venivano segate le gambe , se più corti li tiravano forzosamente il tutto col risultato di morte per i difformi. Purtroppo oggi tutto mira ad imporre “il modello unico” perfino in medicina.

Paola Mars.

C’è chi se la cerca.

Written By: bruno - Ott• 06•26

Ieri sera, documentario sul sette ottobre,il sette,quello che ha messo sotto sopra,il sette ottobre quella zona,con quello, che i soliti hanno voluto mettere sotto sopra,quelli che ancora oggi la mettono sotto sopra per la gioia di chi vuol vederela così,ridotta così: sotto sopra.E sarebbe cinico,cinico ma vero quello che disse un tempo Andreotti:”se la sono cercata”.

In cima.

Written By: bruno - Ott• 05•26

La politica la fanno i giornali,i giornali-quei pochi che ancora qualcuno “legge”- e non il parlamento,al parlamento fanno gli accordi,nessuno desidera essere buttato dalla torre,si guardano sulla difesa quando non con connivenza,ma il posto,si capisce,il posto,quello in cima alla torre piace,altrimenti che farebbero se non messi sulla torre.

Scanzi

Written By: bruno - Ott• 04•26

Come spiega Scanzi le cose credo ci sia solo lui,lui con la sua ferrea memoria.Ieri si è impegnato nel descrvere le diverse leggi elettorali che,diversi governo o governanti avevano propugnato,proposto.E’ stato un puntuale rigoroso rosario di leggi e di date,di risvolti e di intendimenti legati a quelle leggi,tanto che non mi ero mai accorto,in questa oramai lunga vita di tutte quelle infinite proposte,di tutte quelle leggi che oggi,oggi tento di ricordare,e ripetermi per sommi capi, ma ,non me ne viene in mente nemmeno una ,una dico e poi dicono che la vecchiaia è bella.

Picconate.

Written By: bruno - Ott• 03•26

Bhe!Insomma ,mi pare conseguenziale che dopo il “festival del contemporaneo”,strombazzato come un giudizio universale ai quattro venti(che poi non sono solo quattro i venti)le case Rocco,quelle sul Trebbia a San Nicolò siano picconate per lasciare posto al pensare contemporaneo ,con il piccone in mano.

Le perle nere di Kella.

Written By: bruno - Ott• 03•26

Giordana Di Stefano, 20 anni, fu trovata morta la mattina del 7 ottobre 2015 all’interno della sua auto, parcheggiata in una strada di campagna nella periferia di Nicolosi in provincia di Catania, a poche centinaia di metri dalla propria abitazione.‍
La madre non vide rientrare a casa la giovane e, alle prime luci dell’alba, si rivolse ai Carabinieri denunciandone la scomparsa. Nelle ore successive avvenne la drammatica scoperta del corpo senza vita. L’ex compagno della vittima, Luca Priolo, 24 anni, era irreperibile e fu ricercato dai militari. Il sospettato fu fermato dalle forze dell’ordine nel corso del pomeriggio dello stesso giorno, a Milano, nel probabile tentativo di fuggire all’estero. Davanti agli inquirenti il giovane aveva confessato l’omicidio. Giordana Di Stefano perse la vita dopo essere stata trafitta con circa 48 coltellate.‍
Il delitto si consumò nella notte tra il 6 e il 7 ottobre 2015, quando i due si erano incontrati per chiarire alcune divergenze sull’affido della figlia, nata dalla loro unione circa quattro anni prima. La relazione era terminata da tempo, ma il ventiquattrenne non si era mai rassegnato alla fine del loro rapporto, arrivando ad esasperare l’ex compagna con ripetuti atti persecutori. Per questo motivo, nel 2013, la giovane lo aveva denunciato e nei confronti di Priolo fu avviato un procedimento per stalking. Fra i due vi era anche un altro contenzioso aperto in sede civile per l’affido esclusivo della bambina.
Il reo confesso fu sottoposto a una perizia psichiatrica che lo valutò capace di intendere e di volere nel momento del delitto. Nel novembre del 2017 il Tribunale di Catania lo aveva condannato a 30 anni di reclusione per omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e dalla crudeltà. L’imputato riuscì a evitare l’ergastolo grazie alla celebrazione del procedimento in rito abbreviato.‍[
La sentenza di primo grado fu confermata dalla Corte d’Appello di Catania nel gennaio del 2019 e, in via definitiva, dalla Corte di Cassazione il successivo mese di novembre.‍

Kella Tribi.

“Si dice”.

Written By: bruno - Ott• 02•26

Mi pare di aver letto sul quotidiano cittadino (Piecenza) un “si dice”:si dice a proposito delle case Rocco sul Trebbia antico insediamento di monaci per il manteninemento sempre sul Trebbia di un ponte per il passaggio di merci e pellegrini e che oggi dovrebbe essere abbattuto.Quel “si dice” a proposito di un antico manufatto che è correlato da molte ,per non dire corpose documentazioni storiche,quel “si dice” si portebbe attribuire al primo ignorante che apre bocca se ,se non avesse invece delle aggravanti riducendo la storia ad un semplice “si dice”.

Attentato.

Written By: bruno - Ott• 01•26

C’è chi insinua e sostiene che l’attentato sull’aereo israeliano se lo son fatti gli iraeliani,se non Netaniau,se non la lobby ebraica,insomma una grossa ridda di ipotesi:come al solito contrarie ,e tutte da verificare.Comunque sia avvenuta la faccenda sarebbe necessario che in cabina,d’ora in avanti con i piloti vi fosse anche una agente:israeliano s’intende.

Vanna Marchi.

Written By: bruno - Set• 30•26

Bisognerebbe leggere Vanna Marchi prima di esprimere un qualche giudizio,in fondo anche fosse una cosa modesta si accompagnerebbe bene con tanta “letteratura” da dimenticare o,da non riuscire a leggere:che poi riuscire o non riuscire nel leggere è un nostro difetto che attribuiamo ad un libro,anche fosse solo un “libro”.Vanna Marchi avrebbe potuto e potrebbe aver scritto un buon libro,indipendentemente dai suoi precedenti ,che di precedenti e buon libri ne è piena la letteratura .

Regeni.

Written By: bruno - Set• 29•26

Grande giubilo per la sentenza Regeni ,un giovane che si è andato ad infilira iconsciamente in un tunnel di violenza dai connotati sadici.Grande giubilo si è detto è ,i tre delinquenti servi dello stato sono stati condannati riconosciuti,indicati come delinquenti torturatori,ma non assassini.E’ una sentenza che,presa con le molle non fa una piega e sembra rimarcare le violenze a Regeni in modo inoppugnabile eppure,eppure è una sentenza soggetta a ricorsi e percorsi che non promentte nulla di buono,sopratutto di giusto ,visto la mole finanziaria che l’Italia ha con l’Egitto.