Credo,se ricordo bene circoli o,sia stampata la vita di Apicio con un suo ricettario anche in questi giorni,Apicio,cuoco romano,colpice la sua figura come è stata tracciata da Seneca:”Dopo aver sperperato in cucina cento milioni di sesterzi,essersi divorato,cena dopo cena,le innumerevoli largizioni degli imperatori e le immense entrate del Campidoglio,oberato di debiti,fu costretto per la prima volta a rivedere i suoi conti,calcolò che gli sarebbe rimasto dieci milioni di sesterzi e,reputandosi ridotto all’estremo della fame,con dieci milioni di sesterzi,si tolse la vita.”
Le perle nere di Kella.
Monica Alexandrescu, 31 anni, originaria della Romania, fu trovata morta il 14 settembre 2008 dai Carabinieri di San Gregorio d’Ippona in provincia di Vibo Valentia. A segnalarne la scomparsa, alcuni giorni prima, fu il marito con il quale la donna non conviveva da tempo.
La svolta nelle indagini condotte dalla Procura di Vibo Valentia avvenne circa due anni dopo, nel maggio del 2010, quando fu arrestato Ștefan Petru Valea, un operaio con il quale Monica Alexandrescu aveva avuto una relazione fino a poche settimane prima della sparizione.
Secondo le ricostruzioni degli inquirenti, l’uomo, 36 anni all’epoca dei fatti, aveva sparato alla connazionale nella giornata dell’8 settembre 2008 con diversi colpi di pistola.
Poi aveva occultato il cadavere della vittima in un’autovettura a cui aveva dato fuoco, abbandonandola in località Ponte Tre Luci nelle campagne tra San Gregorio d’Ippona e Vibo Valentia. Il movente del delitto sarebbe riconducibile alla non accettazione della fine della relazione che la trentunenne aveva voluto troncare.
L’uomo fu condannato in primo grado a 24 anni di reclusione dalla Corte d’Assise di Catanzaro. Tuttavia, nel 2015, l’imputato venne assolto dalla Corte d’Appello di Catanzaro. Il ricorso in Cassazione però, nel 2017, annullò il precedente verdetto, stabilendo l’esecuzione di un nuovo processo alla Corte d’Appello di Catanzaro. Nel 2020 Ștefan Valea fu condannato a 16 anni di reclusione con il riconoscimento delle attenuanti generiche.
La sentenza di secondo grado bis fu resa definitiva dalla seconda pronuncia della Corte di Cassazione nel gennaio del 2022.
Kella Tribi.
Christo.
Chi ricorda “l’opera” di Vladimirov Yavachev Christo sul lago,opera galleggiante che ha mosso il mondo o,un mondo intorno alla Land Art ,ed è sempre curioso,perlomeno sorprendente leggere che:per poter passeggiare sul mare,Caligola,Gaio Cesare Augusto Germanico,nato Gaio Giulio Cesare Germanico , conosciuto appunto come Caligola,terzo imperatore romano si era fatto costrire un ponte di chiatte tra Baia e Pozzoli per la sua Land Art.
Senza religione.
La pace,c’è o non c’è ,si farà,o non si farà per nulla,si rimanda o la si ottiene.L’Iran ha messo in moto intanto la sua solita ghigliottina a vapore:impicca con allegria una sacco di gente-proprio un sacco- ed è un modo per ammazzare come un altro sentendosi nel giusto:quando però,ammazzare,o,impiccare non si è mai nel giusto,e poi,poi considerarlo addirittura un “servizio” divino “celeste” a Dio,proprio a Dio poi,mi sembra la solita bestemmia di un potere religioso,religioso e, come sempre di fede criminale.
Un asin bigio.
-” Ma un asin bigio, rosicchiando un cardo/ rosso e turchino, non si scomodò/ tutto quel chiasso ei non degnò d’un guardo/ e a brucar serio e lento seguitò.” ( Carducci – Davanti San Guido). Quest’ ultima strofa balenatami alle 7,30 di stamane giusto mezz’ora prima del ventilato, eccome se ventilato dai vari intelligentoni e sapientoni terrore di inizio di una terza guerra mondiale . Calma signori! O devo pensare che vi sarebbe piaciuto tanto poter rintanare un’ altra volta i normali cittadini con inutili restrizioni ? Nemmeno avrà senso aumento di carburanti vi dispiace così tanto ?
Paola Mars.
La faccia di dio.
America Iran,si parlano, eccome si parlano,si parlano nonostante la guerra,la morte e la distruzione,eppure parlano, si parlano.E’ difficile parlare con dio,quello dell’Iran,molto difficile poi andare d’accordo con un,o,il dio della Casa Bianca,mentre c’è anche chi di dio o Dio del chi se ne frega e traduce tutto,proprio tutto in soldi e soldoni commercio e guadagno, alla faccia di un qualunque dio,se mai dio possa avere una qualche faccia che non sia quello della miseria.
Umano.
Insomma si chiede questo:giovare agli uomini;a molti se possibile,altrimenti a pochi,altrimenti i più vicini,altrimenti a sè stessi.Una bella tiritera con un fondamento che sa tanto,troppo di umano ma che si potrebbe leggere anche così:nuocere a molti ;a molti se possibile,altrimenti nuocere a pochi,altrimenti i più vicini,altrimenti a sè stessi.Ecco così mi pare perfetta!
Futuro.
Colpisce,di quanto e di come si deride l’astrologia,colpisce davvero, quando invece un qualche metodo astrologico viene applicato al futuro di chi,o da parte di chi fa,”previsioni”.L’astrologia politica si è aggiunta a quella pià antica,quella di amori affari e danaro e non so,non so proprio se vi sia una qualche differenza fra le due.
Cacciari.
Questa mattina, rai 3 ,un itntervento sulla filosofia di Cacciari:non si è capito o,forse meglio non ha detto nulla se non un elenco di titoli correnti nomi e tutto il cascame libresco che nutre la così detta filosofia.Occorre dire.aggiungere che,al suo intervento-quello di Cacciari:meglio del professor Cacciari- è seguito quello dell’intervistatrice,donna specchio e di parole pari l’intervistato:forse parlavano solo a sè stessi ,penso nemmeno fra loro due,che ,loro due,fra l’altro, mi pare , non si siano capiti-peggio non hanno spiegato-pur essendosi su rai tre un granchè:figuratevi l’ascoltatore ,alle prese del bugiardino sulla filosofia.
Suggerire.
Siamo al governo del fare,fare quello si può,poi ci sono le chiacchiere di quelli che. dicono e che saprebbero certamente fare,ma,e sono e restano intenzioni,intenzioni nella società in cui ognuno vorrebbe dire e dice la sua,la sua intenzione come verità,verità concreta.Tutti,o molti si ammantano di saggezza ed equilibrio,si ammantano e forse sono anche, anche equilibrati,sinceri,sapienti,dotti colti,informati,imparziali e giusti;giusti come capita un poco a tutti di esserlo,o credere di esserlo.Ognuno,se non tutti si tirano fuori,in disparte,in alto,sopra a quel che. accade agli altri,eppure,eppure a me viene in mente quel poeta-credo- latino che scrisse: “a chiunque puà accadere quel che accade a chiunque”,fatto salvo -aggiungo-i viventi e i presenti, morti compresi che anche su loro però c’è,forse qualche cosa però da dire a chiunque aggiungere,o,comunque ,suggerire.