Bha!Le Cassandre del tempo si scatenano al primo caldo e alla pioggia che ne segue.Non serve essere antimeteorologici,non serve se intanto qualcuno,invece se la prendesse finalmente con l’inquinamento che da anni imperversa e ci affligge sull’Europa e che, non solo inquina ma uccide,uccide all’istante in virtù di grappoli di missili,bombe e bombette fra l’Ucraina e la Russia:forse la guerra,la guerra per molti deve essere “cosa” ecologica.
Le perle nere di Kella.
Katia Tondi, 31 anni, madre di un bambino di 8 mesi, fu trovata morta il 20 luglio 2013 all’interno dell’abitazione in cui risiedeva nel Parco Laurus di San Tammaro, un comune in provincia di Caserta. Ad allertare i soccorsi fu il marito, Emilio Lavoretano, coetaneo della vittima.
Secondo le indagini degli inquirenti, fu proprio il coniuge a uccidere la trentunenne. L’autopsia stabilì il decesso della donna in seguito ad uno strangolamento. Il gesto fu compiuto con l’ausilio di un filo di circa un centimetro di spessore, che però non fu mai rinvenuto dagli investigatori. L’uomo si era sempre proclamato innocente, sostenendo la tesi della rapina finita male e riferendo di essere rincasato trovando la moglie già morta, riversa sul pavimento dell’appartamento.
Non fu mai chiarito del tutto il movente del delitto. Nessun conoscente della coppia aveva testimoniato di tensioni, né fu provata dalle indagini l’esistenza di rapporti conflittuali fra i due coniugi. Per gli inquirenti, Lavoretano avrebbe ucciso la donna durante un impeto di rabbia. Oltre al figlio di 8 mesi, l’uomo era l’unico presente in casa nell’arco temporale compatibile con il decesso della moglie, nonostante lui avesse fornito elementi per provare il contrario, ritenuti inattendibili.
Il 18 dicembre 2019 l’imputato fu condannato dalla Corte d’Assise di Santa Maria Capua Vetere a 27 anni di reclusione. Il verdetto fu confermato il 25 giugno 2021 dalla Corte d’Appello di Napoli. La sentenza di secondo grado definì superficiali e lacunose le indagini condotte dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere.
Il 6 ottobre 2022 la Corte di Cassazione giudicò inammissibile il ricorso della difesa e rese definitiva la condanna a 27 anni per Lavoretano.
Kella Tribi.
Volodymyr.
In fin dei conti, Volodymyr ,ti hanno usato, penso, come pedina di giochi ben più grandi di quanto forse tu stesso abbia compreso. Hai creduto di poter avere soldi, tanti, e fama mondiale passando dalla recita televisiva alla realtà.Ti hanno votato in tanti, non nego, Ma c’è chi poi ,forse conoscendo le tue debolezze, si è inserito fino ad usare te e il sottosuolo ucraino per loro scopi. È così che da “Servitore del Popolo” sei diventato ” Servitore …loro..”.che se ne fottono e di te e del popolo…Forse è ora che si cali il sipario.
Paola Mars
Piove.
Tho!Finalmente piove,piove a dirotto,dopo tanta siccità ecco che il tempo fa il suo dovere,e rinfresca,rinfresca l ‘aria.Un fulmine ha colpito anche una casa con tutte le conseguenze che i fulmini possono infliggere.La storia del fulmine e della gran pioggia non vorrei fosse interpretata come si interpreta oggi il tempo.Dopo tanta siccità ecco piove ,piove e un fulmine ,dico un fulmine distrugge anche una casa.
I.A.
È lotta per il predominio della intelligenza artificiale,che preferirei definire artificiale di pronto intervento di superficie,una specie di marchio di fabbrica per qualsiasi prodotto che debba e voglia imporsi sul mercato-cui l’Italia pare esclusa-quel del cosa e come fare tutti i giorni,il giusto e lo sbagliato,sbagliato o giusto secondo loro:rimaniamo comunque inattesa della sua gemella stupidità artificiale,o,stupidità di pronto intervento.
Si dice.
Kant.
Antonello da Messina.
Ceuta.
Tutti. a Ceuta,al grido di Ceuta la Spagna ha inviato l’esercito,l’esercito dopo che le porte girevoli si erano bloccate per il troppo pubblico.Oggi è comodo,perfino banale gridare:occhio a Ceuta,quando la comunità europea è un colabrodo,un rimuginamento di migranti che oramai vorrebbe e verrebbero spostati da un paese all’altro dell’Europ “unita”.
Ranucci.
Che Ranucci stesse sulle palle a molta gente,anche a quella senza palle lo si vede benissimo.Per troppo protagonismo o alfiere della “giustizia”,non sempre imparziale o troppo imparziale o,troppo personale.Insomma questo troppo era troppo e ,per qualcuno,forse molti addirittura,troppo urticante.Che Ranucci fosse quindi da imbalsamre e così zittire nel suo “martirio” alla Zorro è altrettanto evidente.Tuttavia colpisce il modo,um modo a effetto ritartdato dove ,da un attentato si è arrivati al suo esatto contrario e,dove i protagonisti si son defilati per lasciare posto ad impensati,inaspettati gregari.