Il vecchio detto.

Written By: bruno - Lug• 31•26

“¢a ira !” cantavano i francesi assaltando la Bastiglia. Non saprei cosa si potrebbe cantare oggi sia perché ci sarebbe troppo da abbattere, nel mondo, di sbagliato, opprimente,sia perché, non so come, nasce la fiducia che questa volta siano proprio coloro che vorrebbero comandarci, opprimerci, intrupparci ,sopprimerci…nasce la fiducia che si stiano autosgretolandosi .Il vecchio detto:” Chi troppo vuole nulla stringe” mi sa che non l’abbiano considerato..

Paola Mars

Soprintendenza sarà lei.

Written By: bruno - Lug• 31•26

Dire o,scrivere bella di una città, e qualche volta addiruttura ridente mi sembra un paradosso,una canzonatura,roba da osteria ,se aancora le osterie non fossero state sostituite da droghe & affini,semplici e sintetiche.Bene ,una boiata,l’ennesima boiata della Soprintendenza è stata perpetrata a Porta Borghetto,Piacenza dove il vicesindaco di quella città,pqpale papale scrive e,dichiara: Il comune non può sostituirsi nè alla valutazioni tecniche strtturali nè alle indicazioni di prescrizione della soprintendenza esprime in merito dei progetti”.Bene, ma può sempre inviare le sue condoglianze,che poi questa ennesimo macello stile soprintendenza ricorda da vicino,molto vicino, quanto scrisse Marziale a proposito di una vedova, sulla tomba del settimo marito”:e anche questa è opra mia”:

Intellettuali.

Written By: bruno - Lug• 30•26

Pare,si dice che non ci siano più intelletuali,come gli intellettuali di una volta,e pare ,che una volta ,una volta vi fosse sempre tutto pronto da condividere ,magari fare anche il tifo,magari mettersi la pelle da intelletuale sulla pelle di tutti i giorni,forse non ci sono più i giorni,quei giorni di una volta e non ci son nemmeno giorni per potersi cambiare d’abito e fare l’inttellettule.

Il cappotto.

Written By: bruno - Lug• 29•26
Non so come mi è capitato in mano o,sotto gli occhi questa mattina sopra un giornale locale,dove di documentava l’ennesima boiata della soprintendenza a proposito di porta Borghetto,a Porta Borghetto,nella ridente città di Piacenza e,nella,rdente citta’ di Piacenza hanno messo un cappotto d’acciaio come protezione delle antiche mura cittadine “restaurate”.I lavori,di restauro di quella porzione antica ci hanno messo diversi anni e ora,ora eccole ,ecco le mura antiche,coperte da un bel cappottone mortuario,o da straccivendolo,per il riuso dei metalli.Una volta si diceva e,si sarebbe detto:roba da mattii,si può dire e scrivere ancora.

La festa.

Written By: bruno - Lug• 28•26
Certo che di notizie buone,di stampa e verbali non ne arrivano mai,si discute anche del tempo ,quando d’estate c’ e’ il sole e in autunno la pioggia:attenti al clima e alle vostre auto a benzina,e alle fabbriche che fanno fumo.Mentre qui,da queste parti si spengono fabbriche e motori-almeno nelle intenzioni-dila’,appena dila’,poco dila’tirano bombe razzi e razzetti bombette a non finire,si vede che quelle non inquinano ,e sono una festa per gli occhi di qua, e parlano ,parlano di sole e di pioggia!– /wp:paragraph –>

Il bel paese.

Written By: bruno - Lug• 27•26
Questi tedeschi,dopo qualche giorno dell ‘attentato,con un morto,mi pare,hanno trovato l ‘attentatore-si dice fosse armato di coltello-e l’hanno ammazzato,fine della storia.Chissa’ se qualcuno andrà mai a vedere se questo islamista aveva davvero un coltello,e cosa avrebbe sopratutto potuto fare ,con un coltello,verso e contro agenti preparati e ben protetti,super protetti e tutelati anche se ammazzano un armato di arma da taglio :paese che vai storia che trovi,pensate se fosse successo nel nostro “bel paese”.

“L’arte dello scrivere”.

Written By: bruno - Lug• 26•26

Pare che Milton,quello del “Paradiso perduto”, scrisse,il Paradiso perduto per cinque sterline,e scrivo cinque,non una sterlina in più,e pare che così facendo sia stato dichiarato scrittore improduttivo.E’ tutta un altra storia quella di oggi,oggi e forse anche di ieri, quando si producono cose dozzinali e si viene riconosciuti dal proprio editore,come uno scrittore:”scrittore”, produttivo (sic).

Ozio.

Written By: bruno - Lug• 25•26

Uno,dico uno,qualche volta vorrebbe non pensare,non pensare stare nello strano ozio antico ,senza pensare.Si comincia intanto a spegnere la radio,il televisore,chiudiamo anche il libro,chiudiamo tutto a tutto ,che, se accendi la radio,il televisore e o il libro di moda non si potrà più ,come sempre,pensare.

Le perle nere di Kella.

Written By: bruno - Lug• 25•26

Mariella Gili Vinardi, 46 anni, fu uccisa nella notte tra il 5 e il 6 agosto 2011 a Vauda Canavese in provincia di Torino.‍
Secondo le ricostruzioni, l’omicidio si consumò poco dopo mezzanotte nell’abitazione in cui la vittima risiedeva, con il marito Salvatore Scandale di 51 anni e i figli di 18 e 13 anni. La coppia era sposata da 20 anni. I genitori della quarantaseienne vivevano nella stessa struttura
A lanciare l’allarme fu il marito della donna che, nella telefonata al 112, raccontò in stato confusionale di aver “sognato di uccidere la moglie”, ammettendo di aver sparato alla coniuge con la sua Beretta calibro 7.65, regolarmente denunciata
I due figli della coppia non erano presenti nel momento del delitto, ma rincasarono pochi minuti prima dell’arrivo dei Carabinieri. Il primogenito, rientrato verso l’una di notte, aveva trovato il padre seduto sugli scalini che singhiozzava. Scandale fu fermato dai militari e, nel corso dell’interrogatorio effettuato dinanzi al pubblico magistrato, aveva confessato di aver “ucciso la moglie da sonnambulo” mentre dormiva. ma la traiettoria dell’unico proiettile mortale non era compatibile con l’ipotesi di un colpo sparato accidentalmente.
Il reo confesso fu condotto in carcere con l’accusa di omicidio volontario aggravato della premeditazione. Dalle indagini era emerso che la coppia era in crisi da tempo e la moglie aveva manifestato l’intenzione di separarsi.
Secondo l’esame autoptico disposto dalla Procura l’omicidio fu un’esecuzione. L’uomo appoggiò la pistola alla nuca della moglie e premette il grilletto. Di fronte alle accuse, però, Scandale continuò a ribadire di aver agito da sonnambulo: “Mi prendo tutta la responsabilità di quello che ho combinato, ma non sono un mostro, né un killer”.‍
Nel corso del processo, fu disposta una nuova perizia che stabilì che il colpo fu sparato dal basso verso l’alto con la canna dell’arma premuta sulla nuca. Il proiettile attraversò tutta la testa, in modo assolutamente rettilineo. Il fatto che la pistola fosse premuta contro il cuoio capelluto fece escludere che si fosse trattato di un atto compiuto in stato di incoscienza.‍
Il 16 luglio 2013 la Corte d’Assise di Torino condanna Salvatore Scandale a 24 anni di reclusione, riconoscendo all’imputato le attenuanti generiche equivalenti alle aggravanti contestate.‍

Kella Tribi

Magro.

Written By: bruno - Lug• 24•26

Magro, alto, biondiccio, forse giovane, alla scuola d’arte non parlava con nessuno. Non ricordo nemmeno qualche suo lavoro di figura o plastico. Per caso un giorno avevo iniziato una breve conversazione dalla quale avevo sentito che faceva il becchino. Gli avevo chiesto cosa provasse a seppellire morti. ” Quand i en chemò suta .. ( quando sono qua sotto)” – mi aveva risposto pestando con cadenza i piedi, come a dire -“una volta sepolti.. niente !” Nascita, vita, morte…niente! Oggi la società intera è ridotta peggio di quel livello , soprattutto è molto più ipocrita: si parla di “trattamento fine vita” per dire che dopo circa tre giorni di somministrazione di droghe ( tipo fenestil, midazolam altro) la gente “parte” cosa già funzionante alle”cure palliative” (palliative: etimologicamente= cure che non curano). Senza parlare di vera e propria eutanasia( etimologicamente = buona morte),dove poche ore bastano al decesso …via via avanti un altro! non è ancora legge in Italia ma si preme si preme…e … giù soldi con la morte!!! Ah risolleveremo economicamente l’Italia con “morti” e nel caso? guerre !

Paola Mars.