Le perle nere di Kella

Written By: bruno - Nov• 15•19

Antonella Russo nasce il 12 giugno 1984 a Solofra (Avellino) La vita della studentessa campana, viene in giovane età, per sempre spezzata dall’uomo che diceva di amare sua madre. Quest’ultima infatti, dopo la morte del marito intreccia una relazione con un vedovo con tre figli, certo Antonio Carbonara, il quale dimostra fin da subito un carattere violento ossessivo e geloso. Antonella fa di tutto per salvaguardare il benessere della madre, e la convince a troncare la relazione col Carbonara ed ogni giorno la accompagna al lavoro in auto, per proteggerla da eventuali incontri pericolosi. In data 20 febbraio 2001 l’ex convivente lungo una stradina deserta di Solofra (Avellino) si accosta all’auto di Antonella e fa esplodere sei colpi di pistola contro la giovane, uccidendola. Antonio Carbonaro poco dopo, viene arrestato e in seguito condannato a 30 anni, pena confermata dalla Cassazione Presenti alla lettura della sentenza Lucia De Stefano e Milena Russo, mamma e sorella della vittima. «Non so odiare e perdono l’ uomo che mi ha portato via mia figlia», ha commentato Lucia De Stefano. La donna si è detta parzialmente soddisfatta del verdetto, ma delusa dall’ atteggiamento dell’ imputato «che non ha mai chiesto perdono». Antonella Russo verrà insignita della Medaglia d’oro al valor civile per aver agito coraggiosamente nei confronti della madre.

Kella Tribi

Vignola & lo Spoon river dei vivi.

Written By: bruno - Nov• 15•19

Adriano Vignola ha rinnovato il suo catalogo di Spoon river di vivi anche se pare abbia fatto rescuscitare qualcuno,nella sua vignettistica spiccano in questa nuova serie la Ronconi ed Alberto Esse,la prima è forse l’unica a dare spazio attraveso il suo quotidiano ad un anacronistico “contestatore”da ex sinistra come Esse.Un contestatore con venature fortemente egocentriche giudicate folcloristiche anche dai suoi sodali di pensiero che ne sottolineano marcati tratti di narcisismo.Un artistoide ,come lo definisce qualcuno,un artistoide che però ha il garbo della macchietta, cosa che pare gradita al quotidiano Libertà che non fa mai mancare la sua presenza fra le sue pagine stampate.Azzeccata dunque questa accoppiata Ronconi-Esse,azzeccata e ,particolarmente indovinata.

Bambini.

Written By: bruno - Nov• 15•19

Quando il corpo non ce la fa più e sfiora la terra secca l’anima sale più in alto, si distacca forse, non so. Quando il corpo è nuda radice contorta soffocata dai bruni granelli dove soffia il respiro dell’anima, dove vola l’occhio annebbiato? cosa vede, che fantasmi giungono incontro, quali luci, che mistero i viaggiatori della notte nascondono a noi ancora colmi del rumore invasivo del mondo? Forse un antro profondo li conduce a nuove stelle appese come allora, nel cielo notturno folgorante a occhi di bambini.

Francesca Pierucci.

Bologna & le sardine “rosse”.

Written By: bruno - Nov• 15•19

Ieri Piazza Maggiore a Bologna con le sue sardine “rosse” ha fatto il pienone in scatola con una vecchia canzone,come a Piazza Venezia al tempo del Duce.

22 per cento.

Written By: bruno - Nov• 14•19

C’è un botta e risposta sul governo delle tasse c’è chi dice che tassano tutto e tutti e c’è invece quello che giura che di tasse nemmeno l’ombra è normale.Normale mica tanto anzi per niente perché giorno dopo giorno si scoprono gli altarini,quelli dove si brucia l’incenso dei devoti del PD i quali non vedono non sentono e parlano a sproposito visto che,che anche sulla carta igenica c’è un bel 22 per cento di iva,un 22 per cento che ci obbligherà o obbligherà i poveri, i poveri perseguiti e persegitati dalla sinistra,visto il costo dei giornali di regime che una volta erano abbondante merce per i cessi,li obbligherà oggi a pulirsi,per risparmiare il 22 per cento,a pulirsi si,a mano.

Promessa.

Written By: bruno - Nov• 14•19

Il pianto sconsolato del cielo annebbia il cammino verso la luce di fuoco vivo che attendo. Quante onde si schiantano sui miei scogli, per sciogliersi in mille gocce e riunirsi fra le onde agitate di contrarie correnti. Mi infransi contro un muro dolente e ancora non sono intera. Ciò che fui non potrò essere, fiume agitato da rive scoscese, fiume di strana, leggera fermezza. Fiume veloce e distorto da impreviste pietre. Tutte mi costruiste. Dunque attendo il ritorno all’unità marina, nel blu profondo della pace promessa.

Francesca Pierucci.

Venezia.

Written By: bruno - Nov• 13•19

Una volta i veneziani per dire un luogo in centro,specificavano e,forse specificano ancora:Venezia acqua,Venezia acqua nonstante il mose,una montagna di soldi sepolta nella laguna, un rottame o un istallazione degna della sua Biennale,Biennale d’Arte s’intende veneziana con la sua opera maggiore sepolta sott’acqua,in fondo come Venezia o,per una Venezia affondata per sempre nella sua “cultura” ma, con l’acqua alla gola.

Mare furibondo.

Written By: bruno - Nov• 13•19

Sei stato lo spazio di cielo mai visto prima, specchio della mia illusione, foresta inestricabile e profonda come l’animo nostro sconosciuto. Come i sentieri mai percorsi risuonano dei canti di uccelli, e fiori dai colori nuovi inanellano il cammino di racconti mai detti. Così io vidi con occhi chiari di bambino che il fondo dei miei desideri si univa alla volta delle nere stelle della notte, e agli alberi generosi, frange della terra volte in preghiera, colmi di eterni canti. E vidi onde che assalivano la mia gioia, arancioni di serale vita, cantilenare il ritmo del mio cuore, e profonde sere di nero incanto, avvolgere un destino breve come fulmine improvviso sul mare furibondo.

Francesca Pierucci

Faccia governativa.

Written By: bruno - Nov• 12•19

Ogni governo ha la sua faccia che è quella che si merita ,c’è quella di bronzo,c’è la marpiona,la “buona”,quella di merda,quella di latta,quella inviperita oppure quella di Giano bifronte.Nelle sventure ha la faccia truce della Gorgona dal fiato fetido con mille serpenti sibilanti in testa.Poi c’è anche quella ufficiale di bella faccia con una sua corona turrita in testa che sta sopra le immaginette di Stato,questa,quella di oggi invece,la faccia del governo di oggi è senza dubbio d’acciaio,quell’acciaio che alla luce sembra imperturbabile e lucente immarcescibile che brilla,brilla inespressiva del suo splendente fallimentare vuoto.

Le perle nere di Kella.

Written By: bruno - Nov• 11•19

Lea Garofalo, testimone di giustizia italiana, vittima della ‘ndragheta, assassinata a soli 36 anni. Avrebbe voluto fare l’avvocato Lea, studiare, ma la realtà in cui è venuta a trovarsi non glielo ha permesso. Ora resta simbolo di coraggio, immagine e storia di una donna che ha perso la vita per la verità. Lea nasce il 24 aprile 1974 a Petilia Policastro (Crotone), in una famiglia legata alla ‘Ndrangheta. A soli tredici anni si innamora di Carlo Cosco, membro anche lui di una delle famiglie della mafia calabrese e i due decidono di andare a vivere a Milano dove Cosco allaccia rapporti con un gruppo della ‘Ndrangheta da tempo presente in Lombardia. In breve Cosco diventa il capo della ‘Ndrangheta a Milano. Nel frattempo, i due giovani sono diventati genitori di Denise ed è anche in nome di loro figlia che Lea cerca, invano di cambiare vita cancellando ogni macchia di sangue dalla sua memoria È nel 2002 che Lea decide di diventare testimone di giustizia e far luce sulle faide interne tra la famiglia Garofalo e la famiglia del suo compagno Cosco. Entra in un programma di protezione testimoni e fornisce informazioni riguardo omicidi di carattere mafioso che hanno avuto luogo alla fine degli anni Novanta a Milano. In seguito decide di rinunciare alla protezione e torna con la figlia Denise a Petilia Policastro La sera del 24 novembre 2009 il suo ex marito la convince a seguirlo in un appartamento di Milano col pretesto di discutere circa il futuro della loro figlia, ma in casa ad attenderli ci sono il fratello e quattro amici del Cosco, Lea viene torturata e poi strangolata, il cadavere viene poi portato in campagna nei pressi di Monza e dato alle fiamme fino a completa distruzione, triturandone i resti ossei con un badile. Saranno trovati poi 2000 piccoli frammenti di ossa e una collana appartenente a Lea. Nell’ottobre 2010 vengono arrestati l’assassino e i suoi complici. A termine del lungo iter giudiziario, il 28 maggio 2013 la Corte d’assise d’appello di Milano conferma 4 dei 6 ergastoli inflitti in primo grado: ergastolo per Carlo e Vito Cosco, Rosario Curcio e Massimo Sabatino; 25 anni di reclusione per Carmine Venturino e assoluzione per non aver commesso il fatto per Giuseppe Cosco Oggi la figlia Denise studia, vive sotto copertura in una località segreta Nel carcere di Opera, Cosco, dove sta scontando la condanna all’ergastolo per l’omicidio e la distruzione del cadavere della donna, si dichiara pentito e scrive “La verità – ha scritto – è che io sono morto poco meno di dieci anni fa, insieme alla vittima, ma ancora non lo sapevo. Adesso lo so e sono pronto ad accettare qualunque cosa il destino mi riservi”.

Kella Tribi.