Le perle nere di Kella.

Written By: bruno - Ott• 31•26

Patrizia Attruia, 50 anni, fu uccisa dal compagno Giuseppe Lima, bracciante agricolo, coetaneo, mentre i due convivevano in condizioni di estrema precarietà, nell’appartamento di Vincenza Dipino, 49 anni, a Ravello, un comune della costiera Amalfitana.. Dipino aveva ospitato la coppia in casa perché erano entrambi disoccupati e avevano problemi economici.
Tra Lima e Dipino sarebbe nata una relazione tra le mura domestiche, scoperta successivamente dalla Attruia. Il cadavere della vittima fu rinvenuto in una vecchia cassapanca dell’appartamento, nel corso del pomeriggio del 27 marzo 2015.
Per gli inquirenti la donna sarebbe stata strangolata dal compagno all’interno della stessa abitazione, circa 40 ore prima del ritrovamento.
Le indagini si concentrarono sui due conviventi. La donna fu sottoposta a fermo di indiziato di delitto. Successivamente lo stesso provvedimento fu disposto anche per l’uomo.‍
Il cinquantenne inizialmente aveva respinto le accuse e soltanto negli anni successivi aveva confessato l’omicidio. Lima fu rinviato a giudizio in rito abbreviato e condannato a 18 anni di reclusione in primo grado. La pena fu ridotta a 13 anni in Appello dopo avere ammesso le proprie responsabilità. La sentenza fu confermata in via definitiva dalla Corte di Cassazione.‍
Vincenza Dipino fu ritenuta colpevole e condannata a 14 anni

Kella Tribi.

Curiosità.

Written By: bruno - Ott• 30•26

In effetti la ragazzina che portava la felpa nera (fino agli occhi) nei giorni del macello milanese in cui si è spaccato e rubato di tutto un po’.La ragazzina, portata in questura ha dichiarato che fosse lì solo per curiosità ,in tuta da “curioso”.

A tempo di giustizia.

Written By: bruno - Ott• 29•26

L’inflessibilità della giustizia, un giorno si un giorno no:dipende da cosa hanno studiato o capito:sopratutto se hanno capito.Youssef libero,libero con tutte le sue fisse su libertà e mondo arabo(mondo arabo in Italia),la giustizia (quella terrestre) allarga le braccia e apre la cella,quando è sufficiente,in Italia che due stranieri ,due stranieri,dico due,tengano due bambini in un bosco per toglierli dalla potestà materna e paterna a tempo indeterminato.

Tutti ebrei.

Written By: bruno - Ott• 28•26

Istraele è sempre una notizia da prima pagina:occorrebbe aggiungere,nel bene e nel male,anche se nel male,nel male ne parlano tutti,tutti fin dal tempo di Gesù di quando erano tutti ebrei,poi si son detti cristiani o mussulmani mica ebrei,sopratutto:mica questi qua.

Rovine.

Written By: bruno - Ott• 27•26

Dopo le disastrose “manifestazioni” ,quelle di giorni passati,in cui per protesta si è sfasciato un pò di tutto,proteste legittime per molti,delinquenziali per altri(il mondo si divide sempre quasi in due).Davanti a questo “spettacolo” ,che in fondo ricorda le rovine,rovine che fanno sempre sognare e danno “poesia” al paesaggio ci si ritrova arricchiti.

E’ tardi.

Written By: bruno - Ott• 26•26

Prendere Youssef Siher è stato un gioco da ragazzi,era in internet ma prendere quelli che non sono in internet sarà tutta un altra cosa,cosa ben più ardua,per non scrivere difficile.La sensazione che si prova è che è tardi,troppo tardi,solo tardi.

W la rivoluzione.

Written By: bruno - Ott• 25•26

Allo scadere di un certo periodo scoppiano le “rivoluzioni”:rivoluzioni proteste che a volte si fanno anche violente e,in passato anche criminali.Bene,ma cosa vogliono,o desiderano,che cosa realizzano o credono di poter realizzare,quando la loro protesta o rivoluzione evaporerà,lasciando dietro solo la melma di una nuova burocrazia come scriveva Kafka.

“patona”.

Written By: bruno - Ott• 24•26

Ricordo,quando ero bambino,un uomo che vendeva il castagnaccio -patona-davanti alla scuola Mazzini.Uscivano ,bambini dalla scuola,bambini di sette otto anni,ed io con loro.Quando si era fortunati si aveva in tasca cinque,dieci lire e allora cinque dieci lire di patona,forse due volte l’anno scolastico,due tre volte l’anno.Pensate come dovevano essere favolosi i guadagni del venditore di patona.

“Io sono”

Written By: bruno - Ott• 24•26

“Io sono fatto così niente mi cambia”. Quante volte lo si sente e in genere l’aggiunta sarebbe: ” E’ il mondo che deve cambiare”. Illusi, intanto che elaborano tali pensieri le cellule della propria pelle zitte zitte nel giro di tre o quattro settimane sono già cambiate senza contare il resto .

Paola Mars

Le perle nere di Kella

Written By: bruno - Ott• 24•26

Lucia Bocci, 56 anni, fu uccisa dal marito Vincenzo Zarba, 63 anni, nell’abitazione in cui la coppia risiedeva a Brugherio in provincia di Monza
A scoprire il drammatico accaduto fu il figlio trentanovenne della coppia, giunto preoccupato sul posto perché non riusciva più a mettersi in contatto con i genitori, la mattina del 26 gennaio 2014. Utilizzò il suo mazzo di chiavi per entrare nell’appartamento e la scena che gli si parò davanti fu terrificante. La madre era riversa sul pavimento della camera da letto, in una pozza di sangue. Il padre era in cantina, impiccato.
Prima di suicidarsi, l’uomo aveva lasciato un biglietto per spiegare il suo gesto. “Mi ha tradito”, avrebbe scritto in modo confuso. Il sessantatreenne, originario della Sicilia, aggredì la moglie in camera da letto, forse mentre stava dormendo. La vittima fu colpita ripetutamente all’addome con un coltello da macellaio e infine tramortita con un violento fendente alla testa, utilizzando una mazza da carpentiere.
Lucia Bocci era una casalinga che negli ultimi anni di vita si era dedicata ai propri nipotini. Aveva conosciuto il marito a Sesto San Giovanni, molti anni prima. L’uomo era un ex imprenditore in pensione che negli ultimi tempi avrebbe manifestato delle insofferenze nei confronti della moglie. La coppia era descritta dai conoscenti come tranquilla e dedita alla famiglia ma, secondo le indiscrezioni, l’uomo mostrava una forte e ingiustificata gelosia.‍

Kella Tribi.