Non so,a questo punto se sia merito del traduttore,che ha peraltro tradito e aggiunto al testo di Seneca ,quando scrive o,”traduce” di notizie diffuse al tempo di Seneca dai giornali dell’epoca.Bhe, qui, a Seneca ,nelle questioni naturali fa dire,”un lavandaio:quando si è riempito la bocca d’acqua e spruzza delicatamente i vestiti stesi sulle cordicelle,vediamo apparire in quell’acqua piena di goccioline vari colori,simili a quelli che di solito risplendono nell’arcobaleno”.Inutile dire ,o scrivere che ,questo,questo di Seneca o no, lo trovo poetico.
Le perle nere di Kella.
Tatiana Tulissi, 36 anni, perse la vita l’11 novembre 2008 a Manzano (Udine), all’interno di una villetta dove conviveva insieme al compagno Paolo Calligaris, 38 anni.
Separata da anni, aveva intrapreso una nuova relazione con Calligaris, un noto imprenditore della zona, anche lui con una storia sentimentale alle spalle dalla quale erano nati due figli.
La trentaseienne fu uccisa dopo essere stata raggiunta da tre proiettili esplosi con un’arma da fuoco mai rinvenuta dagli investigatori. Fu proprio il compagno a ritrovare la vittima riversa a terra, già esanime sull’uscio di casa, mentre rientrava nella propria abitazione in quel tardo pomeriggio di martedì 11 novembre 2008.
Calligaris fu iscritto nel registro degli indagati come principale sospettato dell’omicidio. L’imprenditore aveva sempre respinto ogni addebito. Dopo mesi di lavoro la Procura non ottenne concreti elementi per formulare una richiesta di rinvio a giudizio. Fu richiesta dunque l’archiviazione del caso, poi confermata dal giudice per le indagini preliminari nel gennaio del 2012. Il fascicolo venne però riaperto nel 2016 a seguito di nuove risultanze. Si addensarono sempre più le ipotesi che a compiere il delitto fosse stato proprio Calligaris al culmine di un litigio con la convivente.
L’uomo continuò a respingere le accuse, ma nel 2018 fu disposto a suo carico il rinvio a giudizio in rito abbreviato. Nel settembre del 2019 il giudice per l’udienza preliminare presso il Tribunale di Udine lo aveva condannato in primo grado a 16 anni di reclusione per omicidio volontario. Secondo le motivazioni della sentenza, il movente del delitto sarebbe riconducibile al rapporto conflittuale tra la Tulissi e il compagno, che negli ultimi mesi della loro convivenza stavano attraversando un periodo di profonda crisi.
Il 26 marzo 2025 la seconda sezione della Corte d’Appello di Venezia aveva condannato Paolo Calligaris a 16 anni di reclusione. La sentenza aveva sostanzialmente riapplicato il verdetto di primo grado (emanato nel settembre del 2019 dal Tribunale di Udine),
Secondo le motivazioni del verdetto, era provato “al dì là di ogni ragionevole dubbio” che Paolo Calligaris e Tatiana Tulissi fossero presenti nella villetta di Manzano alle 18:31 dell’11 novembre 2008, quando la donna fu uccisa a colpi d’arma da fuoco. L’imputato, mosso da un’ira incontrollabile, avrebbe agito per dolo d’impeto durante un’accesa discussione con la convivente.
Kella Tribi.
1 Maggio.
Ed eccoci al primo Maggio , la maestra o,il maestro ,a scuola da i titoli dei temi da sviluppare nel giorno di festa:parlami della flottiglia,parlami dei morti su Gaza,Ormuz e l’America,parlami dei morti sul lavoro,la sanità che non sana e il governo non è il governo di tutti,chi ha ammazzato Chiara Poggi?Il ministro della giustizia Nordio tira le orecchie a Ranucci,la flottiglia naviga verso la Grecia,Israele non vuole rompi balle,lo sparatore di Roma titava pallini di plastica,raccontami della famiglia nel bosco,descrivi i lavoratori e le morti sul lavoro,che cosa fanni i sindacati o cosa dovrebbero fare.Bhe!Con tutti questi spunti o,temi ,non si sa dove prenderla,oggi non adrò a scuola,e questo,questo è il mio primo Maggio:di festa.
Reichstag
A qualcuno vien la voglia per questo sparatore di Roma di evocare il Reichstag e la notte dei cristalli.Tutti ci mettono una pezza e chi una bestemmia e chi vorrebbe “vendetta”,c’è chi si scusa,chi s’inchina e bacia la mano,chi mostra il suo sorriso bonario,chi cita questo o quello:insomma, viene in mente che la storia,la storia ,la seconda volta che si ripete è sempre una burla.
Minetti.
Forse mi sbaglio,o,sbaglio nel vedere guerre in molte parti del mondo:belle guerre con i loro soliti morti,guerre senza apparente soluzione in un mondo,questo mondo ,con la sua solita crisi di nervi che rischia un pericoloso tuffo nella realtà di guerra generalizzata.Bhe!In questo mondo che non sa bene che cosa si troverà al mattino al suo risveglio, c’è chi,chi teorizza sulla Minetti.
I benefici.
E’ curioso come in Seneca- I benefici- si trovi questo passo sul fiume Po:”Tu affermi”,si obbietta,”che non mi da alcun beneficio chi mi fa attravesare il Po sulla sua barca senza farsi pagare?”Esatto.Compie una buona azione,ma non mi da un beneficio,perchè lo fa o per il proprio interesse o comunque non per il mio,in fin dei conti,neanche lui pensa di darmi un beneficio,ma lo fa per lo Stato o per il vicinato o per sua ambizione.e dalla sua azione si aspetta qualche vantaggio diverso dal denaro che potrebbe ricevere dai singoli”.(Seneca,tuitti gli scritti ed Rusconi pag.606 i benefici)
Ieri,25 Aprile
W il Sabba del 25 aprile dove trionfava il :”vengo anch’io,no tu no”,Jannacci profetico di questi tempi,dove e quando agli ebrei che volevano partecipare alla “liberazione” li hanno chiamati “saponette”,non c’è che dire,un Sabba ,un fantastico Sabba:quello del 25 Aprile,al grido di: vengo anch’io no tu no.
Guarire.
C’è tanto modi per “guarire” ,infatti certi fatti fortuiti sono stati considerati rimedi,es. l’essere caduto in un fiume,e ,per il gran freddo,è stato per qualcuno,causa di guarigione;a qualcuno la fustigazione ha fatto passare la febbre quartana;ad un altro uno spavento improvviso,distraendolo verso altri pensieri,ha fatto passare il momento che temeva,ma non per questo qualcuna di queste cose è salutare,anche se ha ridato la salute.
25 Apile.
Come in tutte le cose e i fatti del e nel mondo una cosa,un fatto,avvenimento ricorrenza ricordo:ecco, appunto ,ricordo,quando si fa ricordo salta dall’originle a quello di maniera.
Le perle nere di Kella.
Yanexy Gonzales Guevara, 23 anni, originaria di Cuba, scomparve il 21 agosto 2008 e fu trovata morta il successivo 2 settembre in fondo a un pozzo nelle campagne di Passogatto, una frazione di Lugo in provincia di Ravenna, a poca distanza dall’abitazione in cui viveva insieme al marito, Marco Cantini, 35 anni. La coppia aveva una figlia di 2 anni ed era in fase di separazione.
Nelle prime fasi delle indagini, l’ipotesi più accreditata fu quella del suicidio. Tuttavia, con il passare del tempo si fece sempre più evidente la pista dell’omicidio, per la quale il compagno fu indagato a piede libero dalla Procura di Ravenna.
Nel marzo del 2011 Cantini fu arrestato. L’uomo si proclamò innocente, respingendo tutte le accuse. L’esame autoptico non riuscì a stabilire l’esatta causa del decesso poiché, secondo gli esperti incaricati dalla Procura, non poteva essere rilevata alcuna traccia di morte violenta a causa dell’avanzato stato di decomposizione del cadavere.
Nonostante ciò, Cantini fu rinviato a giudizio. Nel 2012 fu assolto e scarcerato dalla Corte d’Assise di Ravenna al termine del processo di primo grado. Nel 2014, però, l’imputato fu condannato a 23 anni di reclusione dalla Corte d’Appello di Bologna.
Nel 2016 la condanna fu poi riapplicata da una nuova sezione penale della Corte d’Appello di Bologna. Infine, nel 2018, la seconda pronuncia della Suprema Corte rese definitiva la sentenza e la condanna a 23 anni di reclusione.
Nelle motivazioni del verdetto del secondo procedimento d’Appello, i giudici sottolinearono che l’esame autoptico fu svolto in maniera superficiale. Nonostante ciò, nei confronti dell’imputato erano presenti numerosi indizi, definiti precisi, gravi e concordanti, isolati nel contesto di una separazione coniugale particolarmente tumultuosa, che lo individuavano come responsabile dell’omicidio della moglie.
Kella Tribi.