L’albero di Natale.

Written By: bruno - Nov• 29•17

Solo un bambino guarda un albero,un albero gigante,solo un sognatore si sofferma sui suoi nidi e al canto che esce dalle sue distese fruscianti fronde,solo chi lo sente vivo,vivo accarezza la sua pelle,la sua corteccia squamosa o liscia,muschiata dura e viva.Solo il tempo cresce un albero,il tempo la pioggia e l’umido della notte o quello del mattino,mentre segrete sorgenti scorrenti bagnano le sue immense radici che respirano e, crescono ,crescono nel buio fertile della terra.Grosso è bello e,grosso è bello l’uomo ce l’ha in testa,in testa fin dalla sua infanzia,alto è bello,grande è bello,costoso è bello,luminoso è bello,tutto quello che è grande alto e costoso per l’uomo,per l’uomo fin dalla sua prima infanzia e per una sua errata interpretazione che, qualcuno chiamerebbe anche prenozione è bello,bello.Tutti lo voglio grosso ma ,la natura e,forse, per caso o per discendenza la Natura da ad ognuo quello che si trova e,se lo deve tenere per forza .Anche la storia dell’albero di Natale comincia da li,li dove Piacenza ha messo il suo,il suo piccolo e modesto abete,modesto in confronto degli spacconi di Natale,spacconi che ce l’hanno grosso,bello grande e costoso.Ma, un albero pagano di Natale,che poi era un semplice alberello dove alcuni abitanti del nord appendevano i ricordi del bambino che cresceva,non era grande,era anche lui modesto,grande quanto un appendi ricordi, misura del tempo che passava, coronato di abiti dismessi,speranze a auguri.Vero,l’albero di Natale davanti al Municipio di Piacenza è modesto,vero,piccolo,quasi un cespuglio,ma a Natale,almeno a Natale ricordatevelo, non è la dimensione che conta.

Cipria.

Written By: bruno - Nov• 28•17

Va bene ,tutti promettono,e delle promesse di Renzi sappiamo già cosa farne,ma per le altre promesse occorrerebbe guardarci dentro,scartarle con lo scetticismo di sempre , come si fa per l’uovo di Pasqua.Si sente uno sciamare di spiccioli e piccoli privilegi,ritocchini qui e la, quasi fosse un operazione cosmetica.Cosmetica,cipria, che il vincitore ci promette a piene mani,ma sempre di cipria si tratta,cipria , a piene mani per chi desidera imbellettarsi lustrarsi,mettersi in mostra, in fondo parlano, parlano sempre solo di sé stessi e di come farsi belli,sopratutto di come sanno incipriarsi.

Berlusconi e il suo premier.

Written By: bruno - Nov• 27•17

Alfano,il più bello del bigoncio,e chi se lo ricorda più?Berlusconi ha degli strani gusti quando sceglie un premier, se li va a cercare chissà dove.Bene il più bello del bigoncio fa oggi politica in proprio,alla faccia di Berlusconi si è fatto berlusconino,si proprio berlusconino piccolo piccolo per salvare,a suo modo l’Italia ma,sopratutto sé stesso,lo è diventato per vivere sopra le righe,lui che dal bigoncio del mosto è saltato sulla poltrona di governo,mentre il suo ex capo è inquisito , perseguitato,odiato cacciato e tradito,tradito anche da lui,lui, dal più bello del bigoncio.Oggi Burlusconi ci propone l’ennesimo premier,un generale dei carabinieri,persona stimata senza dubbio e che Berlusconi è come sempre in grado di far eleggere,è in grado di imporre valorizzare come sempre,come ha fatto con quello del bigoncio.Ma,purtroppo può valorizzare solo a metà qualunque cosa, finché ha il tocco di Mida che gli funziona a metà,infatti, il suo oro,con quel suo tocco a metà, invece di oro si fa sempre, irrimediabilmente un Alfano.

Città sotto la cappa di Agung.

Written By: bruno - Nov• 27•17

Il vulcano Agung di Bali sta emettendo tossici a tutto spiano e si sa,quattro o cinque vulcani in azione simultanea come quello potrebbero decretare la fine del mondo,ci vorrebbe una catalittica anche per i vulcani,una catalittica che però funzioni,mica come quella che hanno messo sotto le nostre auto che circolano nelle nostre città,città ridotte a fogne ,dove si fatica e vedere anche il cielo aperto,per cui non si possono nemmeno definire :fogne a cielo aperto ,vittime del loro fumante Agung quotidiano.

Antisemitismo.

Written By: bruno - Nov• 27•17

E’ davvero sconcertante postare una foto su FB ,con una fila di soldati e accanto un bambino,un bambino non legato,non sanguinate,senza nessun segno di “arresto” e scrivere sotto una didascalia:gli israeliani arrestano un bambino terrorista palestinese,a parte che sotto una foto del genere ognuno può scrivere qualsiasi cosa.Ma i palestinesi si sa, amano Israele come Otello amava Desdemona.Occorre chiarire sopratutto che i palestinesi vogliono la cancellazione di Israele e di tutti gli ebrei ed occorre ancora ribadire che Israele,Israele apparteneva agli israeliani finché l’impero di Roma non li ha sparsi in tutto il mondo.Gli ebrei da allora sono sempre stati pochi nella loro terra che, per riaverla,per riaverla dico, se la sono dovuta ricomprare,comprare dagli arabi che l’avevano occupata.Una volta acquistata ne hanno fatto uno stato,il loro leggittimo antico stato,l’unico stato fra l’altro democratico in tutto il Medio Oriente.Queste sono le premesse e i fatti ,il resto sono tutte balle mescolate da ignoranza cretini e razzismo,stantio razzismo che va da destra a sinistra ma, sopratutto e particolarmente da quelli che si sono venduti Israele,gli arabi.

Naufraghi.

Written By: bruno - Nov• 26•17

IL naufragio dei migranti con canotti sgonfi,di cui l’annuncio quotidiano è doveroso ,giova solo ai trafficanti di essere umani, sopratutto a coloro che illudono e abbagliano masse intere di disperati che, come mendicanti esibiscono deformità o disgraziate vite muovendo a pietà il pubblico.La differenza è,ed è abissale e si trova in quegli odiosi criminali che si avvalgono invece di vere vittime (bambini uomini e donne) da immolare con vere disgraziate vite, per il loro profitto.

Picchiare le donne.

Written By: bruno - Nov• 25•17

Una casa, a tre piani,un gabinetto per tre famiglie di cui una numerosa,nella cantina avevano trovato anche un mosaico romano a tessere bianche e nere,l’avevano trovato nel secolo precedente e chissà che fine aveva fatto,nessuno ne aveva più parlato,molti non sapevano nemmeno che fosse mai esistito quel mosaico.Gigin quella notte era stato male,molto male, era da tempo che stava male,molto male, per via del cuore ma ,la guerra, appena finita,la povertà di tutti e di tutto nell’indifferenza lasciavano al loro destino gli ammalati come Gigin.La notte,come altre notti era dunque stato male,di nuovo male,ed era da tempo,da tanto tempo che stava sempre così male,molto male,ma,quella mattina, appena alzato dal letto,si stese sopra un divanetto in cucina,la cucina (l’unica stanza senza letti) e disse:”sto meglio,questa mattina sto meglio,molto molto meglio alla moglie” ma poi,poi morì,morì, così in un sospiro ,improvvisamente.C’erano cinquantadue scalini in quella casa ,cinquantadue scalini stretti per salire al terzo piano,quando scesero,portando a braccia la bara lungo le scale,dovettero metterla diritta,in piedi,verticale ,mentre la testa del morto batteva sul coperchio ad ogni pianerottolo ,batteva,rimbombava e ribatteva, questo per quattro pianerottoli esatti e quattro soste quattro,sottolineate con quattro lugubri colpi di Gigin che scendeva per l’ultima volta le scale di casa sua.Al primo piano vennero ad abitare nuovi inquilini,lui alto,non so che lavoro facesse,viveva in una stanza con la vecchia madre,una donna minuta,piccola,piccola , gli arrivava alla spalla o forse,forse meno.Molto più tardi nel ricordare quel figlio con quella piccola madre, mi venne alla memoria Gunter Grass,Gunter Grass che scrisse in una sua poesia di non guardare più l’olorologio,perchè una madre ,una madre, sempre alla stessa ora,sempre alla stessa, precisa ora,essendo sua inquilina del piano di sotto a quell’ora picchiava il figlio.Picchiava il figlio,lo picchiava,puntuale più di un qualsiasi orologio per cui lui, sapeva sempre che ora era e si accendeva una sigaretta.Così fu anche per quell’uomo,quello allampanato del primo piano che abitava con la madre che gli arrivava forse al gomito,al primo piano della casa di cinquantadue scalini,al primo piano dove la sera ,in ogni sera,quando rientrava,lui picchiava la madre,sua madre,la picchiava,tutte le sere, puntuale, come un orologio.

Leopolda.

Written By: bruno - Nov• 25•17

Nel caso della Leopolda vale il trito e ritrito motto:”errare è umano,perseverare è diabolico ,ed anche se Renzi come diavolo è sempre più appassito resta sempre diabolico, diabolico come può essere un diavolo come lui,sfiorito.

Luci a Dicembre.

Written By: bruno - Nov• 24•17

Proiezioni,forse videomapping,ancora videomapping sulle chiese,il Duomo l’annuncia con una certa enfasi ,come penso facciano altri edifici Sacri di tutto il mondo,videomapping sugli esercizi commerciali,dentro le botteghe ,sulle case che, come luminosi giardini spiccano di giallo oro in un abisso di luci . Fari, lampadine colorate ,immagini caleidoscopiche tingono le pareti del corso , un mondo mesto,un mondo “buono” che dice,ti dice:entra, ti bisbiglia, compra.

Un cane che si morde la coda.

Written By: bruno - Nov• 24•17

Difficile definire il futuro della politica in Italia,difficile,si temono i popolarismi quasi fossero vere e proprie orde di barbari che risorgono dal popolo supino.In realtà le ostetriche,le levatrici di queste orde sono propio coloro che stringono d’assedio il potere,riducendolo a poteruncolo personale, quasi fosse un osso da non mollare.L’irrilevanza democratica del voto,la prevaricazione politica assieme all’infinita corruzione hanno generato e alimentato questo rigurgito di disprezzo verso ogni classe dirigente .Difficile dire se gli schiamazzi della stampa,gli strilli televisivi che sbraitano :”mamma li turchi”,riferendosi ai populisti ,possano infine ottenere qualche cosa ,difficile,difficile davvero , oserei dire difficilissimo.Le masse non ascoltano, non votano e ,se votano ,votano contro,contro chi non ha importanza ma votano e votano,quando lo fanno senza ideologie, in una rivoluzione virtuale di resistenza e di disprezzo assoluto.Incanalare e correggere questa orda rivoltosa,addomesticare ed ordinare questo latente sdegno sarebbe compito di una politica come al solito più rappresentativa,una politica che,purtroppo invece non rappresenta proprio nulla se non sé stessa come spinta propulsiva delle orde populiste.