Sicilia & pandemia.

Written By: bruno - Nov• 07•20

Scrivere in questo momento, spero, di pandemia non è semplice. Dire che passerà è un eufemismo. Questa guerra venuta da lontano sta sterminando tante persone ognuno con il proprio valore e morale. Sono stati fatti passi in avanti ma ovviamente il virus corre e sono sempre troppo pochi. Conoscendo il nemico si potrebbe giocare di anticipo invece siamo tutta Italia in difesa. Speriamo che serva…le proteste ed i cortei si accavallano di giorno in giorno. Come si capisce servono parzialmente contro il virus. A livello nazionale si sta cercando di correre ai ripari, ma non essendoci unità qualsiasi sforzo sembra inutile le parole sterili. In realtà provvedimenti e misure contenitiva sono già state prese; ora spetta ad ognuno di noi renderle efficaci. Fare i complimenti a questo governo è esagerato ma sarei felice se tutti a livello politico e non si mettessero in discussione. Penso che ognuno debba fare la sua parte non con polemiche ma con la collaborazione di un paese civile in una situazione di bilico continua e persistente come questo periodo storico. Tutti abbiamo paura sarebbe strano il contrario chi dice di non averne mente o è incosciente o ha una filosofia di vita diversa, ma non per questo possiamo giudicare additare. Tutti nessuno escluso vede il sorgere del sole ed il tramonto , ma riflettete mai che la vita è anche questo…riflettete sull’importanza di una carezza, di un bacio etc…affettuosità svanite in questo momento. Sarà che sono siciliana ma per noi queste manifestazioni anche con chi non si conosce significa tante cose non è solo uno sterile scambio ma significa ad esempio ti sono vicino, vai avanti, sono presente in qualsiasi circostanza etc…Noi siciliani siamo una moltitudine di emozioni sensazione espresse. Spesso la Sicilia è stata additata come il paese dell’accoglienza vero è…è la Regina dell’accoglienza. Oggi purtroppo il virus ci penalizza, ma i giovani non lo devono dimenticare lo devono tenere a mente per gli anni avvenire farne tesoro. Verranno anni che ci aiuterà, per il nostro divenire oggi in continua e costante mutazione. Forza, coraggio e determinazione ci vuole nel portare avanti il nostro paese. Mettiamoccela tutta dopo il buio viene la luce. Combattiamo il nemico invisibile!

Teresa Campagna

Biscotti e caramelle al tempo del Covid 19.

Written By: bruno - Nov• 07•20

Provvedimenti che si direbbero sartoriali quelli di Conte al tempo del coronavirus,ne spunta uno ogni ora,ogni giorno,forse sono addirittura il ripensamento di quello fatto all’istante.Tutto,il tutto per calmare il “paziente” promettendogli la carmella ,il biscottino come si da il viatico al moribondo ma ,il fatto è che tutti questi moribondi non voglion morire,nemmeno di biscottini e di caramelle.

I vecchi

Written By: bruno - Nov• 07•20

I vecchi non sono bauli pieni di stracci da nascondere al mondo e a se stessi, o conti in banca cui attingere,
ma sono il bagaglio che ci portiamo del passato di cui noi stessi siamo parte. Sono le esperienze che ci hanno formato, sono i dolori e le gioie, sono le più antiche radici. Sono i primi ricordi e sono lo specchio nel quale vediamo riflesso il senso del passare del tempo, se siamo riusciti a dargli un senso. Questo è il punto. Chi rifiuta la vecchiaia non è riuscito a dare un senso alla vita. La vita vera è spirito, non è materia, e chi scappa dagli emblemi viventi del passare del tempo, vive di materia, e non è mai cresciuto.

Francesca Pierucci

Solitudine

Written By: bruno - Nov• 06•20

La solitudine è vagare col pensiero dentro le cose, oltre le cose, vagare nel tempo passato per comprendere i paradigmi di quello presente, e il senso di tutte le cose. Solitudine è uno stato dell’essere, quando ci si è liberati dai lacci del mondo, dai suoi condizionamenti, dai limiti che gli altri ci imponevano forti delle nostre mancanze, delle lacune del nostro se.
Francesca Pierucci.

Antonello a Palazzo Galli.

Written By: bruno - Nov• 06•20

Che l’Antonello da Messina a Palazzo Galli sia la risposta giusta, direi perfetta oggi,oggi anche per l’uomo d’oggi è un occasione da non perdere,non perdere sopratutto come riflessione , qui spirito religioso che la materia del pittore esprime.Infatti ,l’arte ,quel tranquillo e poderoso procedere che fa la pennelata di Antonello non lascia traccia,non colpo o scia di pennello la riga ,la muove la scalfisce sulla tavoletta nel suo procere impertubabile e vigoroso.Il dolore la lacrima,la smorfia di Cristo,del cristo,come ovattate intime espressioni,quasi modellate intessute, da splendida muta materia non parlano ma sentono,sentono come se l’arte e la materia si facessero vita, potente creatrice d’immagini,immagini non solo con un dentro ma anche con un fuori.Mute, ma, profondamente affascinanti ed evocative,senza risposte alla moda ,essendo espressione dell’arte monumentale che segna,batte e determina e trasforma anche il tempo , non lo subisce.Arte monumentale dunque,arte monumentale quella che oggi si schiva ,che l’uomo schiva e schiaccia nel cinismo e nell’ironia,quella che ,giovani nati vecchi senza più vita studiano e studiano,e parlano parlano ,senza sapere che fare di tutto quel che studiano e studiano ,sopratutto di quel che parlano.Quelli del tutto è già stato fatto,quelli nati vecchi appunto,nati con i capelli bianchi, senza vita,ma, sopratutto,quelli schiacciati dalla storia monumentale ,storia che lavora non per l’oggi ,ma sempre per il domani e che non è frutto del suo tempo ,non quella del “signor Taldeitali(per interdeci) e il suo tempo”,ma quella sul cui frotespizio si dovrebbe leggere:”un lottatore contro il suo tempo”(Nietzsche),quello che poi è il compito della sempre viva arte monumentale , questa, di Antonello da Messina,dove la materia si esalta e si trasforma e si traduce in infinita bellezza,senza nemmeno una riga,senza nemmeno la più piccola scalfittura nella pittura ad olio che ,nel suo spessore, sa farsi sangue e carne e vita e sofferenza,in un dilagare dell’io pittorico(inconscio) che ha profonde lontanissimi echi di vita, ed ha radici e fronde sempreverdi perchè l’arte,l’arte, come la storia,quella monumentale , per ricordare ancora Nietzsche:” viene sopportata solo dalle personalità forti,quelle deboli le cancella”.Ottima dunque questa lezione non solo per l’oggi,lezione di vita e d’arte che ci da la Banca di Piacenza a Palazzo Galli.

Arlecchino al tempo del coronavirus.

Written By: bruno - Nov• 05•20

Mentre Biden un nonno sale sul trono d’America,l’Italia ,dopo tanto pallore riprende colore,il colore d’Arellecchino,colori non tutti corretti, qualcuno dal rosso vivace si fa più smorto,forse non son tutti perfetti, o forse,forse son sbiacchettati dal governo o dalle regioni o dai Governatori stessi.Fra tutti uno,un Governatore ,uno che minacciava sfracelli con lanciafiamme gli smascherati e gli impuniti imprudenti,brandiva multe, costose come due redditi di cittadinaza ad un popolo,il suo,già stremato e che ,giustamento minaccioso ha attenuato le tinte con morbidi colori pastello,comunque finalmente,ecco,finalmente Arlecchino si veste,Arlecchino si desta,si desta e riprende core e colore.

Trump & America.

Written By: bruno - Nov• 04•20

Si è spento il sorriso agli illusi democratici,italiani e americani quando sono spuntati i primi risultati delle elzioni che,i democratici convinti,più che convinti illusi di mettere in moto una vera e proprio valanga contro Trump si aspettavano il loro inarrestabile trionfo.I nostri giornaloni e,i nostri giornalini,le nostre televisioni private e politiche che si definiscono pubbliche erano giorni che la menavano sul tramonto inarrestabile di Trump,più che altro un insensato desiderio specchio di quello di casa nostra rivelatosi soltanto una chimera.Si è spento il sorriso ,il sorriso e l’arroganza di chi si fa giudice ed arbitro del mondo non avendone alcun diritto,sopratutto alcun pregio se non una sorta di pregiudizio allucinatorio del tutto autoreferenziale.Bene, ora le cose stanno in bilico e,questa sensazione da il senso del tracollo di un partito sfrangiato democratico alla deriva,partito dimagrito nel suo seguito e senza,lasciatemelo dire , nessun popolo.
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Giovan Battista Viotti.

Written By: bruno - Nov• 03•20

Vorrei segnalare tre concerti di Giovan Battista Viotti (Fontanetto Po-Londra 1824),il concerto n.25 il la maggiore,il numenro 23 in sol maggiore e il numero 4 in re maggiore.Musicista compositore oggi penso quasi sconosciuto o sconosciuto del tutto ad un pubblico che giura di aver visto e sentito tutto.Autore ricco di temi,temi che sanno prenderti svolti in modo perfetto ed eseguiti come direttore violino solista da Franco Mezzena.Una grazia,ed una forza espresse come sorpresa essendo un autore ripeto pressochè penso ignoto, perlomeno trascurato.Fontanetto Po si trova oggi in Piemonte, il compositore ha girato il mondo nonostante fosse nato con pochi mezzi,povero insomma.

Usi tribali di governo.

Written By: bruno - Nov• 03•20

Il governo chiede la partecipazione anche dell’opposizione alle sue scelte,una specie di unità nazionale incoraggiata anche da Presidente Mattarella e,pare, che qualche cosa si muova in questo senso,l’opposizione ha tutto da perdere in questa manfrina,comunque fra i distinguo ,paese e non governo si gioca la partita mentre il governo alla fine fa come quel Re di Loango in Africa che pranza in due case diverse:egli mangia in una,e beve nell’altra;è proibito,sotto pena di morte vederlo bere o mangiare.Sembra che quest’uso tenda a far credere che Sua Maestà non appartenga alla specie umana,un pò come fa Conte:umano quando chiede l’unità ,in una e nell’altra casa casa e ,”divino” quando decide tutto da solo.

Rivoluzione ai tempi della clava.

Written By: bruno - Nov• 02•20

Flaubert definisce bene quello che da noi è considerato “moderno” senza che nessuno,ma proprio nessuno si prenda la briga di accertasi se quel che vede,quel che vede guardando con gli occhi e non con le orecchie è davvero “moderno” o meglio, “attuale”,per non dire di avanguardia,insomma, tutte quelle amenità che,nuove per piaggeria si dicono e si descrivono soprapensiero .Infatti Flaubert scrive:”Dolmen:a che fare con gli antichi francesi.Altro non se ne sa.Sasso che i druidi usavano per i sacrifici.Ce ne sono soltanto in Bretagna”.A questo punto negare il ritorno all’età della pietra dell’umanità “moderna” tutta mi sembra lampante e,in certo senso perfetto.