Cielo azzurro.

Written By: bruno - Mar• 16•20

Ci sone belle giornate,proprio belle giornate come questa, in cui uccelli volano e l’azzurro del cielo è azzurro come nei libri che lo descrivono azzurro.E,come nei libri e nelle poesie le gemme mostrano il loro primo timido fiore,il loro immutato fiorire sotto un cielo azzurro come i bambini dipingono sui loro fogli bianchi e fanno ,con il sole giallo appeso proprio in mezzo al cielo.Le stagioni incedono, fanno il loro corso,non conoscono paure nè restrizioni,non conoscono il morbo degli uomini con il loro macabro fantasma e la paura di sparire,finire,finire per sempre,anche se,se non è oggi è domani o doman l’altro,è solo questione di un prima o poi per andarsene.Intanto,per ora,per oggi, godiamoci ,godiamoci tutto questo cielo,questo cielo azzurro,con il suo giallo sole giallo,giallo, come quello che colora anche un bambino,o potrebbe,potrebbe ,un bambino annotare sul suo bianco foglio tutto da cominciare,riempire ,giorno dopo giorno,come i suoi giorni che verranno.

Le perle nere di Kella

Written By: bruno - Mar• 15•20

Daniel Camargo Barbosa nato nel 1936 in un villaggio delle Ande, diventerà una bestia, un mostro, uno dei peggiori serial killer della Colombia. Daniel perde la madre alla nascita. Il padre, un uomo rozzo e violento, si risposa con una donna che non sarà in grado di rimanere incinta. La matrigna, con evidenti problemi psicologici, desiderava tanto avere una figlia e, vista l’impossibilità, decide di vestire Daniel come una femminuccia e di trattarlo come tale. In Daniel inizia a svilupparsi quel risentimento nei confronti delle donne e in particolare delle bambine, ed ha una ossessione: quella di deflorare una vergine. Daniel per ben cinque volte riesce a circuire delle ragazzine e a portarle nell’appartamento di Camargo, dove le droga e le violenta indisturbato. È il 1964. La quinta vittima stuprata è appena una bambina, ma è determinata. Va dalla polizia e denuncia l’accaduto. Daniel viene arrestato e per il futuro serial killer si aprono le porte del carcere, dove sconterà una condanna a otto anni Il 2 maggio 1974 vede una bambina di nove anni che attira la sua attenzione. Con un raggiro si apparta con lei. La violenta, le ruba la verginità e la strangola per non lasciare testimoni. Il giorno dopo e viene fermato dalla polizia, che lo accusa del crimine. Al processo, non c’è pietà per un criminale recidivo ed il giudice, visti i precedenti, condanna Camargo a venticinque anni. Qui succede qualcosa di epico: Daniel sarà l’unico prigioniero a fuggire da una delle prigioni più terribili. Il penitenziario di Gorgona. Per lungo tempo studia le correnti marine, le abitudini e gli orari delle guardie, fa tesoro dei racconti degli altri prigionieri che hanno tentato la fuga. Il 24 settembre 1984 Camargo scappa. Nessuno è mai riuscito nell’impresa e le autorità della Gorgona lo danno per morto, mentre i giornali riportano la trucida fine dello stupratore divorato dagli squali. Sembra finita, invece l’incubo è appena iniziato. Camargo è vivo e si trova in Ecuador. La sua presunta morte e l’aspetto consumato e provato dalle avversità della vita, lo rendono insospettabile agli occhi di chiunque. Ma Daniel, ossessionato dalla purezza e dalla verginità, ucciderà 71 bambine. Il modus operandi è tanto semplice quanto efficace: si presenta, Bibbia alla mano, alle giovani ragazzine chiedendo loro di mostrargli dove si trova la Chiesa evangelica. Ottenute le indicazioni, al momento propizio, le minaccia con un coltello, le trascina negli arbusti e le violenta. Poi le strangola. Mentre lo fa, si eccita nel vedere il volto angelico delle piccole che si spegne, il loro pianto, le implorazioni e il pensiero di avere tra le dita il loro destino. Smembra i corpi a colpi di machete, si orina sulle mani per pulirsi dal sangue e si cambia camicia. L’incubo finisce solo nel 1986 a Quito. Daniel ha appena ucciso una piccola di 10 anni. La polizia lo trova a vagabondare per la strada in stato confusionale e decide di fermarlo per un controllo di routine. Nella borsa troveranno i vestiti della piccola sporchi di sangue e Daniel verrà arrestato. Il giudice lo condanna a 16 anni di carcere, come prevista massima pena dello stato della Colombia Il 13 novembre del 1994 la sua cella è aperta ed entra Luis Masache Narvaez, un giovane 29enne fratello di una vittima. Prende Daniel per i capelli, lo costringe a inginocchiarsi e lo pugnala 8 volte. Infine, beve il suo sangue convinto che serva per liberarsi dallo spirito di Daniel che lo perseguita.

Kella Tribi.

I siciliani.

Written By: bruno - Mar• 15•20

I siciliani assaltati con sta’ vena di ricordo quando sono in situazioni critiche non la capisco…in definitiva per molti anni hanno deciso di vivere in un continente che non gli apparteneva ora per paura scendono al sud dove mettono in pericolo tutti. Questo è ragionare con i piedi….il nostro Governatore non lo dovrebbe ammettere anzi si dovrebbero creare delle multe per chi supera lo stretto senza i dovuti controlli. Così facendo staremo in quarantena anni! Esagerato sarà…i provvedimenti si devono prendere con posti di blocco in tutto il perimetro delle città siciliane…Palermo ed i siciliani stanno facendo ed attuando tutte le precauzioni date dal governo ma se Milano Bologna Torino fa partire treni piani di nostalgici non ce la faremo…perché le strutture si sa sono carenti di oss infermieri e medici…poi non parliamo di attrezzature ospedaliere….ci volete collassare….siate altruista invece di vivere di egoismo ed individualismo forse Dio ci vuole insegnare proprio questo in questo momento epocale!

Teresa Campagna.

Il malato immaginario.

Written By: bruno - Mar• 15•20

Il “povero”Zingaretti diceva di avere il coronavirus,un uomo con tante palle risolutive,doveva inventarsi anche una malattia allo stesso livello, confermando così non solo di non aver alcuna malattia ma nemmeno nessuna idea.

Voglio.

Written By: bruno - Mar• 14•20

Voglio che tu sia mistero, non voglio conoscere. Già so, come si sa del nuovo giorno la mattina nella pineta di fresco zampillante, e della notte affacciati sul mare tinto di sangue, e delle distese di lucciole nel cielo ove l’anima si riflette e vola lassù, dove tutto ha inizio.

Francesca Pierucci

Attenzione a sputare.

Written By: bruno - Mar• 14•20

Non siamo ancora al picco,al picco del coronavirus ma siamo sul picco d’Europa come prossimi alla catastrofe,catastrofe finanziaria con una politica da sempre defilata e mai responsabile,pilatesca ,come tutti gli irresponsabili.Altezze vertigionose il italia ci distinguono dal resto del continente con chiusure di frontiere e isolamenti che fino a ieri o l’altro ieri erano imputati a noi , cialtroni “populisti”.Senza alcuna considerazione,sbeffeggiati,insultati come noi insultiamo i nostri governanti ,insensibili questi,non solo all’insulto ma anche allo sputo tanto che ci sembra di sputare,sputare contro vento.

Il bambino ebreo

Written By: bruno - Mar• 13•20

A colui che divenne in seguito San Paolo Giovanni secondo di Polonia,venne chiesto al tempo dei crimini nazisti in quel paese ,venne chiesto, da una coppia di ebrei che affidarono il loro figlio ad un altra coppia perché lo salvasse dalla deportazione e dallo sterminio a cui loro soccombettero, alcuni lanciano pesanti accuse,avendo i genitori di adozione chiesto il battesimo per il bambino al futuro Papa .Non ricordo bene se ,il futuro Papa rifiutasse il battesimo al bambino perché i veri genitori ebrei avessero espresso il desiderio che il bambino fosse mandato semplicemente in America da loro parenti e venisse affidato ai due coniugi al solo fine di porre in atto quel progetto o ,se avessero espresso il desiderio di un suo battesimo salvatore per cui i genitori adottivi avrebbero potuto tenerlo in Polonia, cosa che pare fosse ardente loro desiderio non avendo figli.Ebbene ,il futuro Papa e futuro Santo,rifiutò quel battesimo al bambino ebreo dicendo alla coppia di mandare il bambino in America come poi fu fatto.Questo rifiuto da parte di Giovanni Paolo secondo viene interpretato come un atto ostile da alcuni commentatori ebrei,quando invece a me pare il contrario,dove una religione è già seminata quella occorre tutelare,sopratutto se,quel viaggio in America salvò il bambino ebreo e lo lasciò alla religione dei genitori.Scelta di rispetto dunque,rispetto verso gli ebrei e,rispetto verso la loro religione.Il tutto se le cose qui descritte sono ricordate e dette nel modo corretto,fatte salve quindi errori ed omissioni di memoria.

L’emergenza.

Written By: bruno - Mar• 13•20

L’emergenza c’è per tutti cari paesi europei nessuno esclusi…noi italiani nel mio caso siciliani stiamo cercando di controllarlo con le semplici regole impartite dal nostro governo nazionale. É una pandemia dichiarata dai più grandi virologi …e voi continuate a osteggiare la nostra economia come se noi fossimo gli ultimi a potere dire qualcosa …secondo me questo atteggiamento distruggere le borse a livello non solo europeo ma internazionale….voi state andando contro a un patto di stabilità che ha tenuto e non temuto niente da tutti un po’ stupido e superficiale questo atteggiamento…spero che l’Italia saprà rispondere un domani non solo con la flessibilita europea regimentata su leggi chiare…ma che anche le nostre industrie rispondano a questo stallo momentaneo un domani a livello europeo e tutti gli altri settori.
I nostri medici infermieri oss stanno facendo sforzi sovrumani..le persone chiuse a casa x tutelare se stessi e la comunità…e voi attaccate le nostre situazioni economiche come cani randagi??? Mi sa che questo lo pagherete in futuro appena da noi si tranquillizzera’ la nostra situazione…come italiana ed in particolare siciliana dico state giocando di incoscienza perché sencondo me strategicamente il distacco potrebbe solo accostarsi l’Europa economica solo su voi che non aderite alle misure di sicurezza prese dall’Italia!

Teresa Campagna.

Occhi

Written By: bruno - Mar• 12•20

Occhi felini, nei tuoi occhi assorti, ascoltano i battiti dell’anima, le imperscrutabili onde, invisibili come un delirio d’amore, nella fucina inesauribile di te stessa. Lui sente, sa. E non può dire i destini del tuo domani, ma ti copre col caldo manto a proteggerti da ciò che non vedi sul tuo orizzonte.

Francesca Pierucci.

Italia chiusa.

Written By: bruno - Mar• 12•20

E’ stato bello,bello sentire la von der Layn parlare in italiano e in italiano dire che tutti si sentivano e si sentono “italiani” in questo momento.Bel discorso,sensato,equilibrato,quasi senza sbavature se non venato da una piccola inflessione stentata,studiata, come si fa in questi casi.Bello veramente bello,il fatto è che,più la si ascoltava e più la si guardava pareva parlasse un ventriloquo piuttosto di una donna,una donna ,la Ursula von der Leyn dal più alto scranno d’Europa.Oggi,oggi i giornali,tutti i giornali e, con il “pandemonio” che molti commentatori sottolineano del Manifesto,il resto dei giornali dichiara che:l’Italia chiude,o chiude quasi,o finalmente ,chiude,anche se pare ed è a tutti noto che l’Italia,l’Italia,per quel che si sa, non ha mai aperto.