Ser Cepparello.

Written By: bruno - Mar• 11•20

Non occorre citare il Rousseau di questi giorni a proposito dei cinquestelle ma il Rousseau pre rivoluzione francese che mi pare dicesse: pratica(ai religiosi) come se tu ci credessi (in Dio).Regola che,non vorrei sbagliare ,ma riguarda la manggioranza di chi svolge cose religiose e per questo son degni di compassione per cui mi astengo anche dal più lieve giudizio,non avendone proprio nessuno.Ser Cepparello dunque,citato in una novella del Boccaccio e precisamente la prima, ci da un valido ed antico esempio di questa “religiosità” che doveva essere già nota nei secoli e da secoli cioè quella di apparire mentendo (e non è il caso qui di ricordare quello che in antico si è scritto sul mentire, cioè :se uno mente quando dice di mentire o dice la verità quando mente).Ser Cepparello, divenuto “san Ceppelletto” in virtù di una confessione blasfema da moribondo virtuoso,per una vita invece spesa e professata da mascalzone dedito come fu lui ,fra l’altro, anche all’assassinio ma ,divenuto “santo” grazie ad una sua falsa confessione in punto di morte fa dire al Boccaccio questa illuminante sentenza:”Grandissima è la benignità di Dio conoscere verso noi,la quale,non il nostro errore ma alla purità della fè riguardando,così,facendo noi nostro mezzano un suo nemico (ser Cepparello o Ceppelletto),amico credendolo,ci esaudisce,come se ad uno veramente santo per mezzano (mediatore) della sua grazia ricorressimo.”

Io sto “dentro”.

Written By: bruno - Mar• 10•20

L’I’Italia in fuga, chi con giustificazione chi senza giustificazione,comunque in fuga sparsa,disobbediente ma discreta all’italiana.La fuga, da generale prima dell’editto Conte si fa ora più morbida “responsabile” mentre si “tocca” con la certezza che,in virtù di quel scaramantico tocco tutto passi,passi sopra la sua testa senza colpirlo.L’Italia in fuga,strano paese l’Italia,davvero strano , dove dentro,alla faccia di Conte,non stanno nemmeno, i carcerati.

Le perle nere di Kella.

Written By: bruno - Mar• 09•20

In data 25 novembre 2015 a Perugia Francesco Rosi, 47enne, agente immobiliare, uccide la moglie, Raffaella Presta, avvocato penalista di 43 anni, sparandole con un fucile. Il Rosi é risaputo essere un uomo violento, la donna aveva confidato dei pestaggi continui subiti, alle colleghe dell’ufficio legale dal quale si era dimessa, sia per la gelosia del marito, che per la vergogna di presentarsi al lavoro sempre piena di lividi. Ma ciò che ha scatenato la furia omicida é stata una frase, incauta, della donna : «Il figlio che credi tuo é di un altro uomo.» (non si conosce se il figlio fosse o meno frutto di un tradimento) e così Rosi perde il controllo; prende la doppietta, un’arma da caccia che teneva sempre carica sotto il letto (omicidio premeditato?) e spara due colpi, uccidendo la moglie “Ho sparato a mia moglie, venite ad arrestarmi.” dice in tono tranquillo e quasi disteso ai carabinieri. Il corpo della donna giace con il volto riverso sul pavimento e con ancora le pantofole ai piedi. Nessun segno di colluttazione. Accanto al cadavere c’è l’arma. Il primo sparo l’ha raggiunta all’inguine, e il secondo, letale, alla schiena. Francesco uscendo dalla villa in manette, incrocia lo sguardo della sorella: «Ho fatto una stronzata» le dice, prima di scomparire nell’auto dei carabinieri Viene condannato a trenta anni di reclusione. A emettere la sentenza, il 12 luglio 2016 è stato il giudice Alberto Avenoso. Il pubblico ministero Valentina Manuali, nella prima udienza del 17 marzo, aveva chiesto per Rosi l’ergastolo. Ma forse uccidere la moglie non é stato considerato un fatto troppo grave, poiché ammessa la buona condotta, uscirà dal carcere nel 2030, a 62 anni, libero di rifarsi una vita…e forse di uccidere ancora.

Kella Tribi.

Tutti a casa.

Written By: bruno - Mar• 09•20

Mah!Insomma questa fuga a mezzanotte di tanti “milanesi” da Milano mi ricorda tanto,ma tanto;tutti a casa,il film con Sordi,l’odiato,da molti Sordi che ha invece incarnato,e questa è un ulteriore prova del suo essere attore nella sua società,interprete e specchio dello spirito italiano,autenticamente italiano,dove l’autoconservazione si annida nella famiglia senza tanti eroismi o dichiarazione d’intenti.Italiani:tutti a casa,che,in fondo è anche una cosa comica,con la faccia di Sordi.

Dico.

Written By: bruno - Mar• 09•20

“Dico adunque che già erano gli anni della fruttifera Incarnazione del Figliolo di Dio al numero pervenuti di milletrecentoquarantotto-E lasciamo stare che l’un cittadino l’altro schifasse,e quasi niun vicino avesse dell’altro cura,ed i parenti insieme rade volte o non mai si visitassero e di lontano,era con sì fatto spavento questa tribulazione entrata nei petti degli uomini e delle donne,che l’un fratello l’altro abbandonava,ed il zio il nipote,e la sorella il fratello,e spesse volte la donna il suo marito,e,che maggior cosa è e quasi non credibile,li padri e le madri i figliuoli ,quasi loro non fossero,di visitare e di servire”.

Giovanni Boccaccio.

8 Marzo.

Written By: bruno - Mar• 08•20

Si,va bhe!Festa della donna,ma quale donna?Di tutte le donne anatomicamente donne?Donne di testa? Donne di talento?Ci sono anche le streghe e quelle che dopo il divorzio ti fanno dormire in auto,posto che ti sia stata lasciata da giudice.Festa della donna; quella che dovevi chiamare i carabinieri per vedere tuo figlio?O quella che ti mandava il suo compagno per spaccarti la faccia?Come donne ci sono anche le mamme,le mamme che non si scelgono ma,qualche volta si subiscono o ti partoriscono in un cesso o ti infilano in una borsa di plastica nell’immondezzaio.Festa della donna;va bhe!Ma è la solita menata politica,uguaglianza di diritti,le altre non contano,non si contemplano, si festeggia la donna con le “palle” ,come al tempo di Dante di festeggiava la donna,la donna angelicata.Si fa presto a dire donne,donne,donne ma quali donne.

Tortore.

Written By: bruno - Mar• 08•20

Le tortore cantavano come chitarre di ubriachi sui miei antichi ozi dai colori perduti e sempre vivi, in quel cielo vano e sognante, quando come un cane cieco cercavo una via di verdi foglie, dove tutto è mistero piangente sotto un sole chiaro fra alte urla, dove mi sentivo erba estranea in un folto bosco. E mi tornano le immagini bianche, di caldo stupore, quando potevo baciare le vostre teste, stanche di vita. E il senso del tutto passa nelle mie mani come filo avvolto in una matassa.

Francesca Pierucci

Grecia e migranti.

Written By: bruno - Mar• 07•20

Come sotto anastesia un popolo respira l’etere di governo che,come un chiurgo d’altri tempi taglia ora qui ora là,chiude proibisce,ordina.Tutti a casa,anche il Prsidente Mattarella con il suo occhio destro che gli oscura la pupilla ammonisce incita,tutti a casa;siete infetti.La vita si è addormentata,ritratta,chiusa come una chiocciola al tocco delle delle dita.E l’Europa darà?E che darà,se darà,mentre in Grecia prendono a mazzate i migranti senza tanti complimenti ,con i complimenti d’Europa per aver difeso i confini.Da noi una nave ferma per due giorni ha scatenato una gran cagnara con la denuncia del mistro all’ora in carica.Bastonarli va bene,ma fermarli in mare è un reato penale,questo da noi,da noi anche per l’Europa,l’Europa che darà?Non darà?Per ora le danno,eccome se le danno,le danno ai migranti, con i complimenti d’Europa.

Affittasi,vendesi.

Written By: bruno - Mar• 06•20

Il virus sconosciuto venuto dalla Cina in questi giorni fa le strade deserte,e fa una certa impressione camminare il mattino al primo sole senza incontrare nessuno per non dire ,senza incontrare anima viva,posto che vi sia ancora un anima.I negozi sono vuoti già da tempo e :affittasi,vendesi o sprangati da tanto di saracinesche si offrono o negano al volerteroso taglieggiato di Stato e dal morbo d’oriente.Passando là ricordo qualcuno e quello che faceva,poi un altro,un altro e un altro ancora,metamorfosi di un tempo vive , botteghe che parvero un tempo;superbe e imperiture e floride sfidare la legge del mercato e dell’abbondanza ,mentre oggi ,oggi come orbite vuote si offrono inespressive polverose e cave sul marciapiede calpestato da nessuno.Eppure,eppure un sole, un sole uguale a quei giorni illumina ancora il selciato,eppure,quel sole illumina ancora muri porte e portoni che sembrano godere del suo tepore.Sono andati via tutti,tutti,nessuno s’affaccia e saluta nessuno,la vita e le vite hanno un inizio ed una fine, qui il coronavirus e il governo si son partati via tutto ,lasciando solo avvisi,avvisi sui vetri appannati e sporchi,affittasi,vendesi.

Navigo.

Written By: bruno - Mar• 06•20

Navigo nelle acque dei ricordi. per non perdere gli antichi compagni, i giorni e i tramonti che si dileguano oltre mari e montagne, in cerca del proprio infinito, del mio infinito. Volti antichi allora mi giungono col loro fardello di istanti fuggiti come sabbia su spiaggia tempestosa, come neve condotta dalla furia dei venti montani. Io vi seguo. Vi seguirò nel farsi dei miei giorni, di vi porterò un lutto adorno dei fiori e degli uccelli del mattino. voi, carne negata alla mia carne, cielo azzurro rotolato nel buio stellato del mistero mai detto, voi, terra di verdi foglie e di infinito fusti fuggenti oltre la luce del mattino. siete ora il tutto che mi avvolge.

Francesca Pierucci