Navigo.

Written By: bruno - Mar• 06•20

Navigo nelle acque dei ricordi. per non perdere gli antichi compagni, i giorni e i tramonti che si dileguano oltre mari e montagne, in cerca del proprio infinito, del mio infinito. Volti antichi allora mi giungono col loro fardello di istanti fuggiti come sabbia su spiaggia tempestosa, come neve condotta dalla furia dei venti montani. Io vi seguo. Vi seguirò nel farsi dei miei giorni, di vi porterò un lutto adorno dei fiori e degli uccelli del mattino. voi, carne negata alla mia carne, cielo azzurro rotolato nel buio stellato del mistero mai detto, voi, terra di verdi foglie e di infinito fusti fuggenti oltre la luce del mattino. siete ora il tutto che mi avvolge.

Francesca Pierucci

Olfattiva-retinica.

Written By: bruno - Mar• 05•20

A proposito della così detta “per pochi arte”,pochi perché senza popolo ma amata da coloro che,non sapendo far nulla si trovano perfettamente a loro agio con “l’olfattiva-retinica,arte”.Manifestazione organizzata da gruppi di potere ,gruppuscoli aperti solo ai loro sodali dove vige un alto grado di “insonne,ruminazione,di senso storico che schiaccia i suo cultori,in cui l’essere vivente riceve solo danno e infine perisce,si tratti di un uomo,di un popolo o di una civiltà”.E viene allora,cade a pennello (sic),quello che scrive Nietzsche:”della storia ha bisogno colui che custodisce e la venera-colui che guarda indietro con fedeltà e amore,verso il luogo onde proviene,dove è divenuto;con questa pietà egli per così dire paga il debito di riconoscenza per la sua esistenza.Coltivando con mano attenta ciò che dura fin dall’antichità,egli vuole preservare le condizioni nelle quali è nato per coloro che verranno dopo di lui-e così serve la vita.In tale anima il possesso del patrimonio ancestrale muta il suo concetto:giacché è piuttosto l’anima a essere da quello posseduta”.Fin qui Nietzsche,e ,se poniamo l’anima come materia dell’arte,l’arte è la sua materia,solo la sua materia,quella materia “ancestrale “che fa parte dell’uomo,i conti dovrebbero tornare,in un orizzonte,per dirla ancora con Nietzsche:orizzonti vasti ,non legati e liberi liberati da ogni servitù olfattiva-retinica che è divenuto poi il motto sublime ma ingessato di tutte le galline stressate che fanno uova sempre più piccole e libri sempre più grossi con i soldi di tutti.

Quando.

Written By: bruno - Mar• 05•20

Quando il corpo non ce la fa più e sfiora la terra secca l’anima sale più in alto, si distacca forse, non so. Quando il corpo è nuda radice contorta soffocata dai bruni granelli dove soffia il respiro dell’anima, dove vola l’occhio annebbiato? cosa vede, che fantasmi giungono incontro, quali luci, che mistero i viaggiatori della notte nascondono a noi ancora colmi del rumore invasivo del mondo? Forse un antro profondo li conduce a nuove stelle appese come allora, nel cielo notturno sognato a occhi di bambini.

Francesca Pierucci.

Dal Mississippi al poi.

Written By: bruno - Mar• 04•20

Un virus ha fermato la “rivoluzione” della Fondazione,rivoluzione promossa da un notaio e suoi consiglieri.Mai sentita una rivoluzione che si arresta per un raffreddore abituata come è,la rivoluzione a sfidare anche la morte.Questa mattina il giornale locale lista a lutto e a piena pagina la porta chiusa del “palazzo” rivoluzionario” ex ENEL con la “triste notizia che non si potrà tenere un concerto “avanguardistico” di jazz,causa virus,pensate che si chiama e chiamano concerto anche gli spettacoli di Vasco Rossi.Concerto di jazz che doveva uscire dal Conservatorio, come se la massima espressione “contemporanea” musicale di oggi fosse il jazz anche al conservatorio (sic).Purtroppo l’ignoranza regna ,e la capanna dello zio Tom fa sempre la sua presepiale figura retrò in una società regredita e di maniera.Una società che si lardella di denaro per finanziare e suscitare una rada ombra del passato mimandone una qualche vivacità nel suo stato cadaverico,cadaverico ingessato e commerciale come quella della Fondazione “rivoluzionaria”.Per costoro ,costoro che si appuntano sul petto il feticcio alla Catelan,Catelan & C,costoro,costoro che sono e rimangono preistorica espressione,fantasmatica rappresentazione “di una società di eunuchi”,nei loro lussuosi luoghi dove trionfa spenta, anche sulle facciate dei loro edifici la scritta a carattere cubitali che dichiara e tradisce il loro essere per sempre schiacciati dalla storia monumentale e da dove è rigorosamente scacciata e vietata ed esclusa non solo l’arte,quella vera come la vita, di tutti, ma anche quella dell’uomo con ogni sua libertà,in base al principio che”: ogni uomo esercita esattamente tanta vanità quanto gli manca di intelligenza “,sopratutto quando sale sul trono.In base a queste formula, s’aggira il sapere ,il loro “rivoluzionario” sapere anche sulla musica “contemporanea” quella dal Mississippi al Po appunto,e non domandate di più,che di più non sanno.

Piccole cose.

Written By: bruno - Mar• 04•20

La distruttività umana appare alla ragione insensata, infatti non ha un fine, se non perpetrate se stessa, attuare il proprio soddisfacimento dell’istinto sadico, molto più frequente di quanto non si creda. Non c’è differenza fra quella psicologica e quella fisica, solo il grado di patologia di chi la perpetra, infatti quella psicologica permette il nascondimento e la mimetizzazione del distruttore. La distruttività umana ci circonda quotidianamente come una nebbia pervasiva e nascosta. Essa si estrinseca spesso nelle piccole cose.

Francesca Pierucci.

Meditteraneo:catino di Pilato.

Written By: bruno - Mar• 03•20

In Grecia si son messi a sparare sui migranti,cosa riprovevole e inumana,riprovevole e inumana ma il regno di Dio non di questa terra.Già i gentili e i cristiani avevano tentato e si erano opposti alle deportazione in massa degli ebrei,ma poi ,poi i buoni tedeschi mostrarono al mondo immagini falsamente rassicuranti,con tanto di cartoline inviate dai campi di sterminio scritte post mortem e tutto finì lì,tutti fecero come Pilato.Il regno di Dio non è in terra,non è di questa terra,ognuno alla fine decide proprio in questa benedetta terra,decide per la propria vita,la differenza fra quella che i tedeschi volevano sterminare e questi sta nel fatto che questi non li “deporta” nessuno ,se non trafficanti di schiavi che si fanno pagare a caro prezzo una via per la “libertà”.Un illusoria via per la libertà senza libertà,nessuna libertà,né per chi parte né per chi li “accoglie”,in nome di un regno di Dio,un regno che non è di questa terra ,dove il catino di Pilato ogni tanto lo si toglie dall’armadio,con buona pace di tutti.

Le perle nere di Kella.

Written By: bruno - Mar• 03•20

Era una domenica il 15 febbraio 2015 quando a Gioia del Colle Pietro De Mattia, 66 anni ex tipografo in pensione, massacra a colpi di piccone la moglie Antonia Cirasola, 55enne, fracassandole il cranio dopo l’ennesimo litigio. Così è morta Antonia, uccisa dall’uomo che amava. La coppia si era recata in casa di una parente, al momento disabitata, per arieggiare l’abitazione. Poi, all’improvviso, la lite violenta. Dissapori legati alla gestione di una casa in campagna. Nessuno tra i vicini dice di aver sentito grida o rumori. Era una coppia molto unita, persone giudicate miti e pacate. De Mattia, imbrattato di sangue, è sceso in strada a cercare aiuto. Poco dopo sono giunti sul posto l’ambulanza del 118 e i carabinieri: l’assassino era accanto al corpo di Antonia, sfigurata in viso. Uno dei due figli, 25 anni, ha accompagnato il padre in caserma. In un primo tempo il pm aveva chiesto la condanna a 14 anni, poi ridotta a 6 anni e tre mesi Il gip del Tribunale di Bari Sergio Di Paola riconoscendo le attenuanti ha concesso gli arresti domiciliari al 66enne reo confesso L’uomo, infatti, avrebbe chiamato il 118 e chiesto aiuto ad altre persone per soccorrere la moglie colpita con un piccone. Di Mattia ha riferito che non la voleva uccidere e che, in un momento d’ira durante una discussione, ha afferrato una busta contenente l’attrezzo e di averla scagliata contro la donna senza rendersi conto di cosa c’era all’interno. Ha aggiunto che si sentiva umiliato e spesso prevaricato dalla moglie. La difesa dell’indagato ha anche depositato una lettera firmata dai due figli della coppia, di 23 e 21 anni, che scrivono di aver perdonato il loro padre e di non volerlo abbandonare. I due ragazzi hanno detto di non provare rancore nei confronti dell’anziano genitore, di comprenderne la sofferenza e di essere pronti ad accogliere il padre in casa. Caso di delitto impunito. Clemenza inspiegabile.

Kella Tribi.

Bellicosità & intelligenza.

Written By: bruno - Mar• 03•20

L’intelligenza mediocre di taluni non aiuta il disagio psichico che li contraddistingue. Nel culto falso del debole si nasconde un rispecchiamento della debolezza del proprio io, e questo si evince dalla fondamentale aggressività di costoro, ne spiega la bellicosità.

Francesca Pierucci.

Initia medicinae.

Written By: bruno - Mar• 02•20

Son prudenti tempi che viene voglia di leggere qualche antica istruzione per medici e,scorrendo un testo del x secolo “Initia medicinae”,si legge che il medico deve essere vituoso “liberatore salutare”(salutartis preceptor),artefice provvidenziale (artifex oportunus) colui che libera dalla sofferenza.Nel codice di Sal Gallo si continua”:al fine di procacciarsi pazienti occorre che il medico si levi presto (sic) la mattina,e domandi come (i pazienti) hanno trascorso la notte.Ma poi introduce una sentenza per me oscura:”si lavachrum desideraverit,infra triduum mortietur”: che poi questo”:chi mostrerà desiderio di lavarsi,morirà entro tre giorni” non mi è del tutto chiaro,comunque se lo scrive “Inizia medicinae”,attenti a lavarsi,e ,così sia.

Mistero.

Written By: bruno - Mar• 01•20

I segni del tuo destino si fecero parlanti nei rivoli sonori che ancora ascolto, il passo rivolto ai colori del mattino, che ci furono fratelli nella strada cinta di fiori che non vedemmo, di cui guardammo le sagome distorte, allora. Ora tutto è chiaro, come dicesti tu, disegnando con il braccio teso il tuo ultimo orizzonte. Aspetto che tu mi sveli l’ultimo mistero.

Francesca Pierucci