Ogni nazione deride.

Written By: bruno - Apr• 24•20

Evidentemente Hugo,con il suo bellissimo romanzo:l’uomo che ride,doveva avere in mente Zingaretti,Zingaretti,con la differenza che ,il personaggio di Hugo rideva per una cicatrice mentre zingaretti ride,ride di suo e dichiara che questo accordo con l’Europa è un trionfo,e ride,ride come il personaggio di Hugo,ride così ,senza motivo perché deve avere qualche ciatrice nascosta che gli stira il labbro.Tutti felici per questo accordo per cui pensano di darci dei soldi,critica invece l’opposizione ,ccritica anche perché questi non danno soldi ad ufo e solo alla fine si vedrà se si potrà vedere che è mica detta che ce lo facciano vedere.I commenti si sperticano (così così) sul ruolo di questo o quel rappresentante d’Europa anche se ci ricordiamo di quel detto:”ogni nazione deride le altre,e tutte hanno ragione”.

I vostri giorni.

Written By: bruno - Apr• 24•20

I vostri giorni di sole vissi anch’io eravate bambini della vita e io mi nutrii della gioia che pioveva leggera sul nostro tempo. E nacque la poesia che talvolta mi assale, insistente e cocciuta rugiada sui fiori nei mattini nebbiosi che percorsi.

Francesca Pierucci

Mafiosi in libertà.

Written By: bruno - Apr• 23•20

Si dice che questi giorni di galera del popolo italiano,mentre i mafiosi lasciano le loro carceri,si dice che l’Italia franerà ora qui ora là,chi piombando nell’assoluta povertà e chi nella disoccupazione,chi addirittura chiuderà bottega o dell’unico bugigattolo , di quell’unico modo di sostentamento che aveva costruito o all’italiana escogitato per sopravvivere.Vero,vero,sarà anche vero ma occorre aggiungere che l’Italia formata come è dalle sue inossidabili granitiche magagne o ernie di privilegi e benessere resiste,resiste come prima, esattamente come prima.Lo stato e la società,i burocrati i funzionari funzionano,funzionano anche in costrizione,anzi la costrizione li esalta e li valorizza.Per dirla con Schopenhauer :”il mondo è un brutto affare:i selvaggi si divorano fra di loro,e i popoli civilizzati si imbrogliano a vicenda.E che cosa sono poi gli Stati,con tutto il loro artificioso macchinario puntato verso l’esterno e l’interno,e coi mezzi di coercizione,se non apparati di prevenzione per arginare la sconfinata iniquità degli uomini?” -Specialmente,aggiungiamo noi, da parte di coloro che li governano e tanto basti.

L’oscenità dell’amore.

Written By: bruno - Apr• 23•20

L’oscenità dell’amore inteso in senso erotico, non nell’accezione sensuale del termine, ma come desiderio dell’altro da se, che caratterizza uno specifico momento dello sviluppo psichico e ne determina il destino, l’oscenità dell’amore come impulso erotico consiste nell’inafferrabilità dell’oggetto del desiderio, nella sua inesistenza come oggetto psichico. Perché la realtà muta in continuazione e l’oggetto cambia, come cambia la proiezione di chi desidera. In questa realtà fluida l’eros non può che ripetere all’infinito il suo meccanismo di appropriazione di ciò che non esiste. L’oscenità dell’eros consiste nell’impossibilità legata all’inganno. Inganno e autoinganno determinano l’impossibilità che viene superata solo nel momento dell’accettazione dell’impossibilità stessa. L’amore è l’accettazione di ciò che non si comprende e non si può possedere in un’ottica di rinuncia al proprio ego.

Francesca Pierucci.

L’Europa del Mes.

Written By: bruno - Apr• 22•20

No, non sarà più quel Mes,non sarà quello Mes greco,non sarà più lo stesso Mes ma un Mes diverso,un mezzo Mes,un Mes allo yogurt magro che non ricordi quello greco,ma nemmeno quello che ci viene proposto,imposto con il probabile travestimento d’occasione,questa occasione “bellisma” di una pandemia “bellissima” secondo alcuni che ci cambierà,ci rivolterà come un pedalino o un calzino rivoltato appunto per cui rivoltato puzza con maggior vigore.Una vita bella,”bellissima” secondo questi sciagurati ci attende,una vita nuova e rinnovata dalla peste,e,con un Mes proposto da degli strozzini che ,a strozzo ,dicono,giurano,affermano che non è più lo stesso Mes,quel Mes greco che tutti ricordano concesso in prestito dai soliti cravattari d’Europa, l’Europa del Mes.

Ombre.

Written By: bruno - Apr• 22•20

Ombre mi accompagnano sul farsi del mattino, sono quelle dei passati giorni, di ciò che non ritorna. Sono bracci volti in aria come mosche insistenti sulla sera, sono dolce sudore di bambino, sono sogni perduti nello spazio di vuoti attimi incalzanti. Sono la camminata di mio padre che , solo, lontano si dissolve. E il riso di mia madre alto come mille campanelli al cielo. Lo spazio che le stelle lontane mi han rivolto come carezza si stende nell’immenso.

Francesca Pierucci

Movesi il vecchierel.

Written By: bruno - Apr• 21•20

“Movesi il vecchierel canuto”,fermi tutti, qui Dante non ha capito una mazza,il vecchierel canuto, fermo là,non si “mova” non faccia una piega,non una smorfia una mossa l’Europa ha deciso ed ha decretato:tutti i “vecchi” oltre i sessanta- cinque anni stiano a casa per non contrarre il virus,il coronavirus s’intende ,cosa che fa fra l’altro ogni sadico fa,con la scusa che lo fa,ma per il tuo bene.Malato e morituro è un giovane,malato e morituro è un vecchio un bambino,una bambina,una nonna e tutti questi morituri o,potenzialmente possibili morituri possono uscire se non superano il sessantacinquesimo anno di età che,se lo superano, stiano in casa,al ricovero,nella stalla o al cronicario,non mettano le loro tremanti membra in pubblico, non espongano le loro flaccide carni al virus ed alla morte.Ora, molti vecchi così attendono l’ultima galera,l’ultimo lazzaretto,l’ultimo desolato luogo dove possano morire mentre quelli che la cieca fortuna ha baciato in fronte regalando una splendida vecchiaia si mettano in fila anche loro,anche loro nel ghetto e zitti,ora possono anche morire protetti, l’ha scritto,e l’ha decretato, l’Europa.

Muschio.

Written By: bruno - Apr• 21•20

Cascate di glicini come bimbi affacciati a un’eterna primavera e muri di maschio impenetrabile e pietra. Fiumi di edere dolenti come onde di un antico mare, nuove foglie di speranza tenace e pioggia in un mare che affonda nei ricordi, fino alle profondità vibranti di acqua mossa di abissale vita. Ecco piangere il tempo nostro primo colmo di fame atavica e mancanza. Colmo del mistero in eterno ripetuto.

Francesca Pierucci

Dalle maschere alle mascherine.

Written By: bruno - Apr• 20•20

Dalle maschere alla mascherine,l’Italia esprime e dà il suo meglio,meglio sottolineato e rapprentato da Conte,Conte ,questo gazzabuglio di doppie,triple personalità ,moltiplicatore di un Amleto che ha smarrito ogni dubbio per sbarcare sul nulla sabbioso di inutili certezze.Se ,se fosse possibile definire quindi l’italia, oggi Conte ne sarebbe ne diverrebbe l’emblema il manifesto,sbiadito,confuso,informale,forse, ma certamente immagine vera liquefatta senza nessun orizzonte dove il respiro basta a definirlo vivo,vivo come succede in questa Italia, viva.

Voi forse.

Written By: bruno - Apr• 19•20

Voi forse non sapete che l’artista soffre. Il poeta soffre di ogni mancanza, di ogni monotonia cui vada incontro nel farsi dei suoi giorni. Soprattutto di ogni indifferenza, quando l’amore come un’ape non colga il suo fiore, il più bello, dai petali lunghi e coloratissimi, e non tollera la dimenticanza. L’artista soffre perchè ogni sua opera è come un parto ed è felice solo quando concepisce l’immenso, lo può toccare con la lunga mente, col cuore suo fremente e ballerino, ma volto sempre alla suprema metà, ai cieli stellati di cui, unico, sa i colori.

Francesca Pierucci.