Chi ricorda “l’opera” di Vladimirov Yavachev Christo sul lago,opera galleggiante che ha mosso il mondo o,un mondo intorno alla Land Art ,ed è sempre curioso,perlomeno sorprendente leggere che:per poter passeggiare sul mare,Caligola,Gaio Cesare Augusto Germanico,nato Gaio Giulio Cesare Germanico , conosciuto appunto come Caligola,terzo imperatore romano si era fatto costrire un ponte di chiatte tra Baia e Pozzoli per la sua Land Art.
Senza religione.
La pace,c’è o non c’è ,si farà,o non si farà per nulla,si rimanda o la si ottiene.L’Iran ha messo in moto intanto la sua solita ghigliottina a vapore:impicca con allegria una sacco di gente-proprio un sacco- ed è un modo per ammazzare come un altro sentendosi nel giusto:quando però,ammazzare,o,impiccare non si è mai nel giusto,e poi,poi considerarlo addirittura un “servizio” divino “celeste” a Dio,proprio a Dio poi,mi sembra la solita bestemmia di un potere religioso,religioso e, come sempre di fede criminale.
Un asin bigio.
-” Ma un asin bigio, rosicchiando un cardo/ rosso e turchino, non si scomodò/ tutto quel chiasso ei non degnò d’un guardo/ e a brucar serio e lento seguitò.” ( Carducci – Davanti San Guido). Quest’ ultima strofa balenatami alle 7,30 di stamane giusto mezz’ora prima del ventilato, eccome se ventilato dai vari intelligentoni e sapientoni terrore di inizio di una terza guerra mondiale . Calma signori! O devo pensare che vi sarebbe piaciuto tanto poter rintanare un’ altra volta i normali cittadini con inutili restrizioni ? Nemmeno avrà senso aumento di carburanti vi dispiace così tanto ?
Paola Mars.
La faccia di dio.
America Iran,si parlano, eccome si parlano,si parlano nonostante la guerra,la morte e la distruzione,eppure parlano, si parlano.E’ difficile parlare con dio,quello dell’Iran,molto difficile poi andare d’accordo con un,o,il dio della Casa Bianca,mentre c’è anche chi di dio o Dio del chi se ne frega e traduce tutto,proprio tutto in soldi e soldoni commercio e guadagno, alla faccia di un qualunque dio,se mai dio possa avere una qualche faccia che non sia quello della miseria.
Umano.
Insomma si chiede questo:giovare agli uomini;a molti se possibile,altrimenti a pochi,altrimenti i più vicini,altrimenti a sè stessi.Una bella tiritera con un fondamento che sa tanto,troppo di umano ma che si potrebbe leggere anche così:nuocere a molti ;a molti se possibile,altrimenti nuocere a pochi,altrimenti i più vicini,altrimenti a sè stessi.Ecco così mi pare perfetta!
Futuro.
Colpisce,di quanto e di come si deride l’astrologia,colpisce davvero, quando invece un qualche metodo astrologico viene applicato al futuro di chi,o da parte di chi fa,”previsioni”.L’astrologia politica si è aggiunta a quella pià antica,quella di amori affari e danaro e non so,non so proprio se vi sia una qualche differenza fra le due.
Cacciari.
Questa mattina, rai 3 ,un itntervento sulla filosofia di Cacciari:non si è capito o,forse meglio non ha detto nulla se non un elenco di titoli correnti nomi e tutto il cascame libresco che nutre la così detta filosofia.Occorre dire.aggiungere che,al suo intervento-quello di Cacciari:meglio del professor Cacciari- è seguito quello dell’intervistatrice,donna specchio e di parole pari l’intervistato:forse parlavano solo a sè stessi ,penso nemmeno fra loro due,che ,loro due,fra l’altro, mi pare , non si siano capiti-peggio non hanno spiegato-pur essendosi su rai tre un granchè:figuratevi l’ascoltatore ,alle prese del bugiardino sulla filosofia.
Suggerire.
Siamo al governo del fare,fare quello si può,poi ci sono le chiacchiere di quelli che. dicono e che saprebbero certamente fare,ma,e sono e restano intenzioni,intenzioni nella società in cui ognuno vorrebbe dire e dice la sua,la sua intenzione come verità,verità concreta.Tutti,o molti si ammantano di saggezza ed equilibrio,si ammantano e forse sono anche, anche equilibrati,sinceri,sapienti,dotti colti,informati,imparziali e giusti;giusti come capita un poco a tutti di esserlo,o credere di esserlo.Ognuno,se non tutti si tirano fuori,in disparte,in alto,sopra a quel che. accade agli altri,eppure,eppure a me viene in mente quel poeta-credo- latino che scrisse: “a chiunque puà accadere quel che accade a chiunque”,fatto salvo -aggiungo-i viventi e i presenti, morti compresi che anche su loro però c’è,forse qualche cosa però da dire a chiunque aggiungere,o,comunque ,suggerire.
Sabato Santo.
Sabato Santo. A metà del triduo pasquale, tra morte e risurrezione; pari a quel, talora, anodino soffrire, tra disperazione e speranza, dove tutto sembra sospeso. Domani Pasqua di Risurrezione.Sarebbe sciocco, nel senso proprio di insipido, non gioirne quando tutto il nostro mondo è improntato al percorso di Nascita, Vita, Morte, Rinascita a partire dal più misero fiore .indipendentemente da ogni religione e persino nell’ ateismo, se vogliamo. Ed è bello che il giorno di Pasqua, per i cristiani sia scelto la prima domenica dopo il plenilunio di primavera. Buona Pasqua , buona Resurrezione.buona speranza.
Paola Mars.
Le perle nere di Kella.
Elisa Beatrice Rattazzi, 32 anni, fu uccisa il 18 maggio 2008 a Torino dall’ex marito Raffaele Cesarano, guardia giurata di 35 anni. I due avevano avuto una relazione che, tra alti e bassi, si era prolungata con la nascita di due figli. I bambini li avevano portati a sposarsi, ma quel matrimonio non servì ad attenuare i dissidi della coppia.
Così Elisa e Raffaele arrivarono al divorzio. Lei tornò a vivere dai genitori coi due figli. Lui non aveva mai accettato quel distacco e chiedeva di poter tenere con sé i bambini. Inoltre, il pensiero di un tradimento lo tormentava da tempo: la donna avrebbe avuto una relazione extraconiugale con Giuseppe Cardella, operaio di 33 anni, amico della coppia.
Elisa Beatrice aveva anche denunciato il marito per maltrattamenti in famiglia subiti nel corso del periodo di convivenza con lui. In un ennesimo episodio di violenza domestica erano dovuti intervenire i Carabinieri che avevano poi sequestrato l’arma alla guardia giurata. La stessa pistola che poi la Prefettura aveva riconsegnato all’uomo perché ritenuto “non pericoloso”. Con quella ammazzò l’ex compagna.
Il delitto si consumò la sera del 18 maggio 2008, quando i tre si erano incontrati in strada, all’incrocio tra via Fossata (dove la coppia abitava prima della separazione), e via Rossi Lauro. Lì scoppiò un litigio che risultò fatale alla trentaduenne. L’uomo estrasse la pistola e sparò diversi colpi all’ex moglie. Pochi minuti dopo, andò a costituirsi dai Carabinieri per confessare l’efferato gesto.
La donna, riversa esanime sull’asfalto, fu soccorsa dal pronto intervento sanitario, che però non poté fare altro che constatare il decesso. Cesarano fu condannato in primo e secondo grado a 18 anni di reclusione per l’omicidio dell’ex moglie.
Kella Tribi.