Diario.

Written By: bruno - Mar• 27•26

Diario di “Venerdì 16/2/1990: Tutti hanno una propria sensibilità. Resta da vedere a che livello è situata e cosa ci vuole per cavargliela fuori e, poi, se vogliano convivere con essa perché a riconoscerla pesa così preferiscono il piatto, il meschino: paga di più nel momento.” -Oggi Venerdì 27/3/2026 : La sensibilità pare si sia trasformata in irritabilità e, soprattutto, nel farsi vedere, urlando epiteti verso i considerati avversari, sentendosi tanto .TANTO ..TANTOO!! Di ché ? BOh

Paola Mars.

Sbrodellati vittoriosi.

Written By: bruno - Mar• 26•26

Vittoria,vittoria;Conte e amici sodali festeggiano una vittoria attesa da tempo,vittoria rancorosa e insperata che,come tutte le insperate cose o,vittorie cola da tutte le parti e,in un certo senso va sbrodolandosi sul vestito nuovo di zecca,nuovo ,tirato a festa:la festa di chi si sbrodella nella “vittoria”,per la vittoria e,con la vittoria.

Referendum.

Written By: bruno - Mar• 25•26

Pensate,o,provate a pensare se non fosse mai passato il referendum sul divorzio,quando ognuno avrebbe dovuto tenere-almeno per legge-il marito o la moglie che la sorte gli aveva “affibbiato”,pensateci ,come si dice,bene,molto bene.Ecco la stessa storia è accaduta con il referendum sulla giustizia:adesso ve la tenete così come è ,con tanti auguri.

No.

Written By: bruno - Mar• 24•26

Ed eccoci alla vittoria del no:mi verrebbe di scrivere vittoria del si,lapsus freudiano.Hanno votato in tanti per il no,no dico ad una qualsiasi novità,se novità poteva esserci,e se una qualche novità potesse cambiare la giustizia anche dalle nostre parti,ma questo referendum è stata un occasione politica,e,come tale occorre prenderla,che prenderla è parola inappriopriata,in fondo basta non prendersela nella e con la speranza di non aver mai,proprio mai ,a che fare con la giustizia, o “giustizia” ,se vi piace.

Guerra e referendum.

Written By: bruno - Mar• 23•26

Guerra e referendum,adesso te lo spiego io,ed è una ridda di voci e opinioni:opinioni e voci con tanto di soluzioni in calce.Ridda di voci che solo chi vivrà vedrà,vedrà con le carte in mano ,s’intende.

E non da ora.

Written By: bruno - Mar• 22•26

Vinca il si o il no,ognuno si dichiarerà sostenitore di quella decisione.Giornali e,televisioni fanno già del loro,gli onorevoli lo fanno per mestiere.Ma,vinca il si o il no,il risultato,quel risultato era già scritto,.scritto e sottoscritto dai votanti,e non da ora.Logico che a questo punto dica per chi voto, ma lo terrò per me non vorrei fare fine di tutti:con l’avevo detto.

Bombe a mano.

Written By: bruno - Mar• 21•26

In tempi di IA,intelligenza artificiale,guerre “razionli” e intelligenti anche loro,di questi tempi dove tutto evoca la paura,perchè “nuovo” ci volevano due anarchici:uomo e donna che hanno fabbricato una bomba ancora a mano,bomba che,si dice le sia scoppiata in mano;insomma una certa trazione resiste ancora,di quando le bombe si facevano a mano e in mano scoppiavano come da tradizione appunto.

Le perle nere di Kella.

Written By: bruno - Mar• 21•26

Alessandra Mainolfi, 21 anni, e Mohamed Safi, 25 anni, si frequentavano da circa cinque mesi, La ragazza era originaria di Campobasso, ma risiedeva da anni a Pradalunga (Bergamo) Il giovane invece era un operaio originario della Tunisia, regolare sul territorio italiano.
Safi era sposato con una connazionale di 33 anni. Ai tempi il loro rapporto era in crisi, infatti non vivevano più insieme e la donna era tornata in Africa. Nonostante ciò il venticinquenne non si era messo del tutto alle spalle quel matrimonio. Per diverse ragioni, probabilmente legate alla nascita del secondo figlio, dato alla luce dalla moglie in Tunisia, Safi aveva lasciato l’amante e avrebbe tentato di riconciliarsi con la coniuge.‍
Alessandra però non volle desistere e cercò di convincere il giovane a ripensarci. Tanto che la mattina del 9 giugno 2008 i due si incontrarono nell’abitazione del tunisino a Bergamo. Purtroppo però la discussione degenerò nell’omicidio. Mohamed sferrò diverse coltellate all’addome della vittima. Quei fendenti non le lasciarono scampo. I medici del 118 tentarono il tutto per tutto per rianimarla, ma la ventunenne non riuscì a sopravvivere. Fu lo stesso Safi a chiamare i soccorsi e confessare il gesto. Per quel delitto, il 17 marzo 2009, Safi fu condannato in primo grado a 15 anni di reclusione.‍
Le cronache tornarono a parlare di lui dieci anni dopo. Ancora recluso, non aveva terminato di scontare la condanna per l’omicidio di Alessandra, riuscì a ottenere un permesso previsto dall’ordinamento penitenziario. Il detenuto poteva uscire regolarmente dalla casa circondariale di Torino e andare a lavorare. In quell’occasione Mohamed era impiegato come cameriere in un bistrot di Grugliasco.
Nella notte tra venerdì 18 e sabato 19 ottobre 2019, il tunisino cercò di sgozzare e sfregiò gravemente al viso, con una bottiglia di vetro rotta, la nuova compagna, Francesca, che frequentava da diversi mesi. L’aggressione avvenne in strada. Grazie all’intervento dei passanti e le tempestive cure dei sanitari accorsi sul posto, la donna riuscì a sopravvivere.‍
Francesca voleva interrompere quel rapporto. Lei non sapeva che l’uomo era detenuto, lui non glielo aveva mai detto, né aveva mai raccontato del suo passato. Soltanto successivamente Francesca scoprì che Safi aveva ucciso la precedente compagna nel 2008.
Per quest’ultimo evento delittuoso, Safi venne condannato a 16 anni di reclusione nel dicembre del 2020.‍Pena confermata in Appello nel marzo del 2022. Francesca disse che quella sentenza rappresentò una vittoria, non solo sua, ma anche di Alessandra, uccisa nel 2008.‍

Kella Tribi

Morto il senatur.

Written By: bruno - Mar• 20•26

E’ morta la politica del cielodurismo in canottiera,Bossi ha lasciato la sua canotta che nessuno indossa più,nè desidera indossare ancora.Diversa era la politica in Roma,diversa al “tempo de Roma” quando Caligola-scarpetta o stivaletto militare- non voleva più essere chiamato con quel nome e un tizio non la passò liscia per averlo chiamato Gaio,L’essere chiamato Caligola lo considerava un insulto,proprio ora che calzava i coturni.Insomma oggi si seppelisce la politica e i politici d’altri tempi:Roma ladrona e il senatur in canotta.Per non parlare di Caligola-scarpetta- che rinfacciò a un senatore-Valerio Asiatico- il comportamento che aveva sua moglie durante il coito.

Il disumano.

Written By: bruno - Mar• 19•26

Leggere i social:i commenti dico è davvero divertente,divertente e rilassante,e,quella di Crepet e della famiglia nel bosco mi ha divertito,divertito in modo particolare.Dove mai si trova o si trovano un vetaglio di opinioni,opinioni invettive,con qualche consenso così all’impronta,bello ricco e divertente che ci coinvolge all’improvviso,come la voce del vicino della porta accanto quando insolitamente chiama.Crepet al giudizio di tutti,quello che dice Crepet si mette sotto il commento di molti e molti,molti,se non tutti gli danno addosso;secondo il mio parere con ragione , mi viene in mente a proposito di questi assistenti sociali,o degli assistenti sociali,giudici e-o magistrati del ben vivere-anche se in Italia c’è un mare di situazioni difficili e di affidi in corso che non conoscono e a loro è negato -genitori- comunque il ben vivere-mi viene in mente allora, una volta , uno,un tizio che scrisse ,o disse:”ritorno disumano,perchè sono stato fra gli uomini,donne comprese”.