Le perle nere di Kella.

Written By: bruno - Giu• 06•26

La mattina del 21 luglio 2011, verso le ore 08:30 in un’abitazione a Crema, vennero rinvenuti i corpi senza vita di Claudia Ornesi, 43 anni, e della piccola figlia Livia, di 2 anni e mezzo. La drammatica scoperta fu compiuta dal padre della donna, preoccupato perché la figlia non rispondeva al telefono.‍
Mamma e figlia furono trovate distese sul letto, uccise per aver respirato il gas emanato da alcuni fornelletti da campo lasciati accesi e collegati a delle bombole. Secondo l’autopsia, le due furono anche gravemente intossicate dall’assunzione di notevoli quantità di tranquillanti.
Circa tre anni prima, nel settembre del 2007, la donna conobbe un primario oculista di 49 anni: Maurizio Iori, il padre di Livia. L’uomo era sposato, ma in procinto di divorziare dalla prima moglie da cui aveva avuto due figli. Nei mesi successivi Claudia e Maurizio intrecciarono una relazione e, di lì a poco, lei rimase incinta. Iori però non ne voleva sapere di avere un’altra figlia e tentò in tutti i modi di farla abortire
Nonostante le insistenze da parte del primario, Claudia fu determinata a portare avanti la gravidanza. Così nacque Livia. Nel maggio del 2011 la quarantaduenne scoprì che Iori aveva sposato un’altra donna, da cui aveva avuto un quarto figlio.
Dopo il rinvenimento dei corpi, avanzò inizialmente l’ipotesi dell’omicidio-suicidio. La donna avrebbe lasciato accesi i fornelletti per uccidere la figlia e togliersi la vita. Maurizio accennò agli inquirenti di una probabile depressione della quarantaduenne. Una circostanza che però fu smentita in modo deciso dai familiari e dalle amiche più strette, che riferirono che Claudia era felice, e aveva già prenotato le vacanze per agosto.
Circa tre mesi dopo il drammatico accaduto, il 14 ottobre 2011, l’uomo fu arrestato con l’accusa di duplice omicidio.‍ Secondo gli investigatori aveva ideato un piano di morte diabolico per liberarsi dell’amante e della figlia non voluta. Ma ad incastrarlo fu il ritrovamento di una lettera, spedita da Claudia a Maurizio il precedente 30 giugno, in cui la donna reclamava che la dignità riconosciuta alla figlia Livia dovesse essere pari a quella degli altri figli dell’uomo, voleva che l’uomo si prendesse le proprie responsabilità.
L’uomo progettò quindi di uccidere Claudia e la figlia Livia in modo subdolo e diabolico. Prima le aveva stordite con delle sostanze tranquillanti mescolate nel cibo, poi tolse la vita a entrambe, facendo respirare loro il gas butano emanato dai fornelletti da campo collegati alle bambole
Il 18 gennaio 2013 Maurizio Iori fu condannato all’ergastolo e a due anni di isolamento diurno dalla Corte d’Assise di Cremona.‍ L’imputato fu riconosciuto colpevole di duplice omicidio pluriaggravato e simulazione di reato
La sentenza fu confermata il 6 giugno 2014 dalla Corte d’Appello di Brescia e,‍in via definitiva, il 10 dicembre 2015 dalla Corte di Cassazione.‍

Kella Tribi.

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