Le perle nere di Kella.

Written By: bruno - Nov• 21•20

Il raffinato regno del Siam era governato, alla fine del 19° secolo, da un re illuminato che proseguiva l’opera di modernizzazione del paese iniziata dal padre. Purtroppo, nessuno dei due sovrani riformatori pensò di abolire un’antichissima legge, che si rivelò la causa indiretta della morte della giovane regina.
Il Re Chulalongkorn, conosciuto in occidente come Rama V, aveva quattro mogli, tutte sue sorellastre com’era consuetudine alla corte siamese. La “prima” tra le mogli, la consorte ufficiale, era la regina Sunandha Kumariratana, molto amata dal marito, al quale aveva dato una figlia, la principessa Kannabhorn Bejaratana
In quel disgraziato giorno di maggio del 1880, quando la regina non aveva ancora vent’anni e la figlia nemmeno due, uno stuolo di domestici e di guardie stava scortando madre e figlia alla residenza estiva di Bang Pa-In. Il palazzo era al di là del fiume Chao Phraya, il grande corso d’acqua che attraversa la capitale Bangkok.
L’etichetta di corte prevedeva che nessuno potesse salire su di un’imbarcazione con la regina, che era in attesa di un secondo figlio, e con la piccolissima figlia
Madre e figlia salirono quindi da sole su un piccolo natante, trainato da una barca più grande che avrebbe dovuto traghettarle sulla sponda opposta. Le forti correnti però fecero capovolgere l’imbarcazione della regina, che finì sott’acqua con la principessina di due anni. Nessuno, tra i numerosi servitori e gli addetti alla sicurezza reale, ascoltò le disperate grida d’aiuto di Sunandha Kumariratana o si tuffò per salvare lei e la bambina, seguendo le direttive del capo delle guardie che rimase a guardare la scena senza prendere alcuna iniziativa.
L’incredibile immobilità con la quale tante persone assistettero alla morte per annegamento di una donna e di una bambina si spiega con la rigida osservanza di una vecchia legge, secondo la quale a nessuno che non fosse di sangue nobile era consentito toccare un membro della famiglia reale.
Rama V fu così addolorato dalla perdita della moglie, della figlia e del prossimo erede, che ordinò le cerimonie funebri più “elaborate e costose di tutte quelle mai viste prima in Siam”
I corpi delle due vittime reali furono imbalsamati e posti a sedere su troni d’oro all’interno del crematorio principale, circondati da oggetti preziosi e dalle insegne regali. Solo il 9 marzo 1881, il re diede inizio alle cerimonie funebri, che si prolungarono per dodici giorni.
Dopo molto tempo, Rama V fece costruire un monumento funebre per commemorare l’amata sposa nel palazzo estivo che la regina stava raggiungendo in quello sfortunato giorno di primavera, quando un’antichissima legge impedirono alle guardie che avrebbero dovuto proteggerla di salvare lei e la figlia.

Kella Tribi.

Solo fumo.

Written By: bruno - Nov• 21•20

Occorre trattare con i guanti il nemico,punge,ma ci istruisce e lo fa gratuitamente insegnandoci quali sono i nostri punti deboli,sopratutto il nemico non ti tradisce mai come fa un amico,posto che un amico possa tradirti o pittosto sentirti tu tradito per aver preso lanterne per lucciole ed avendo confidato o creduto in un sentimento non corrisposto.Mentre tirava una boccata fumando d’ azzurro un signore seduto al bar diceva tutte queste cose ad un giovane curioso,giovane,con i capelli neri e gli occhi accesi ,incredulo assorto e sorpreso.La gente era ancora poca,poca nelle strade asfaltate e quelle parole inusuali furono come portate da una folata di vento che rotolava, nel suo inconsistente sinuoso aereo dissolversi .E,allora ,allora non è tutto sport,pensai ,ripetendo fra me me:il mondo non è mai come lo si rappresenta,anche se il mondo,il mondo-ripetevo- in definitiva ,bisogna ammetterlo ,è davvero tutto uno sport e quel signore,seduto al bar,vendeva ,solo fumo.

Europa,bho!

Written By: bruno - Nov• 20•20

Parlare di rapporto di forze fuori o dentro il governo è una pia illusione,anche questa uscita dal partito di Berlusconi di alcuni suoi rappresentanti(definiti topi) è esagerata nelle considerazioni di stampa,in questa realtà generalmente debole,occorre dire che la mossa Berlusconi è un ritorno all’antico sopratutto un ritorno al gradimento d’Europa dove serpeggia e si ostenta anche li una certa debolezza.E, se, persino l’Europa è debole, figuratevi gli stati che la compongono ,anche perchè quello che si dice della Polonia e dell’Ungheria riguarda pittosto quei governi non ad un sentimento generale di polacchi o ungheresi.L’Europa pseudo “politica” purtroppo è fondata su economie in parte deboli,altre problematiche,economie che non riescono ,per colpa di governi passati presenti e forse futuri a mantenere un passo nel gruppo,e,questa disparità regola i rapporti disgregandoli.Il problema è tutto qui,con un ossessione di fondo incuneata sui migranti, con la relativa domanda :a chi servono o chi ci guadagna .Mentre l’Europa,l’Europa con un suo benessere diffuso a macchia di leopardo ,in una specie di mimetizzazione globale per cui si rende pressochè invisibile al resto del mondo litiga e si nega.Realtà parziali dunque ,realtà che mal si accordano con un continente sfiancato da una politica di piccoli stati alla vecchia maniera e che accoglie ,anche a braccia conserte (e non si capisce il perchè) chi apre i porti(governo Conte),specialmente quelli dello stivale,appesantendo una realtà economica e civile già di per sè stessa prostrata se non del tutto compromessa.Da una parte si invoca una Europa diversa, mentre dall’altra risponde o mugugna un Europa che difende giustamente i propri investimenti “a rendere” ,mentre li fa apparire,come sono ,anche sociali, senza dimenticare,o dimenticarsi del massiccio ingresso dei senza passaporto di mezzo mondo che passano per il corridoio italiano fra le principali clausole del trattato d’Europa e non si capisce perchè.

Ancora il “Nazareno”.

Written By: bruno - Nov• 19•20

Un patto del Nazareno potrebbe essere un colpo per i partiti che si schierano contro il governo Conte e già così viene percepito in generale per il ricordo che ha lasciato il precedente”Nazareno” nella gente.Giova certamente a Berlusconi il Nazareno,giova a lui,negli ultimi anni di sua vita sentirsi un poco padre della patria,sopratutto statista sopra le parti che corre in aiuto per un emergenza coronavirus alla nazione.Coronavirus che ha il vaccino pronto all’orizzonte, ed anche se non si sa di come e quando questo vaccino andrà ad effetto,riduce ogni soccorso a puro gesto scenico.Insomma meno scena e più ciccia tanto più che, un soccorso di facciata a questo governo non votato da nessuno ma legalizzato alla carta,prima o poi bisognerà presentargli il conto e dargli il ben servito altrochè soccorso.

Ci pensi,Signor Presidente.

Written By: bruno - Nov• 18•20

Questo del covid 19 che imperversa oggi e che tutti vogliono rimettere nel vaso (Mattarella per primo) ha una sua narrazione ,infatti, si tratta del famosissimo vaso di Pandora,Pandora( mai nome fu più natalizio) ,donna donata da Titano per vendicarsi di Prometeo,per via del fuoco rubato a Zeus a cui Zeus aveva aggiunto il famoso vaso alla donna con la raccomandazione di non aprirlo assolutamente e che la donna, Pandora invece, per curiosità tutta femminina ,ma non solo ,infine aperse, è storia antica.Infatti,in quel vaso c’era anche il coronavirus e pare tanti altri ancora che,nel tempo spanderanno il loro veleno.Mattarella giura di voler cacciare,ricacciare con un suo proclama il famoso oggi virus nel vaso,ricacciare con l’aiuto di tutti i semi-dei del Parlamento ma ,di semi-dei nemmeno l’ombra essendo,il parlamento luogo di eletti ,per non dire onorevoli eunuchi come si addice a questo bizzarro secolo .Forse qualche baiadera,o qualche satiro potrebbe supplire, mentre di ninfe si trovano deserte quelle poltrone o sponde del novissimo Olimpo in forma di emiciclo,insomma ,il Capo dello Stato ha un bel da fare nella ricerca di qualche mito che lo conforti in questa necessità ,niente , non è più tempo (forse) di Zeus o Titano nè di un improbabile Prometeo che oggi farebbe e fa,senza nessuna esitazione il pompiere,culturale s’intende.In quella brillante società di onorevoli eunuchi non c’è neppure la forza di suggerire un semplice attacca-tutto,una divinità appiccicosa di cui il Parlamento è zeppo,una colla per il vaso che Pandora ha rotto e il gioco è fatto,ci pensi Mattarella in questo tempo di sovrana tecnocrazia reazionaria.

Per un Museo usa e getta.

Written By: bruno - Nov• 17•20

Che la politica determini anche il concetto negativo dell’arte è oramai assodato ,e si tratta più che di un “filosofare” politico di cinismo che bene esprime il nozionismo di storia oggi,concetto appoggiato non solo dai governi ma dalle chiese e dalle “nuove accademie” ,sopratutto dai costumi e dalle “viltà” in generale degli uomini ammantati da un apparenza erudita per cui ci si accontenta del “se invece” o peggio del “c’era una volta”.I musei oggi in crisi di gestione e di autofinanziamenti non sanno più che pesci pigliare tentati come sono di fare del museo una specie di supermercato “dell’arte” ,l’arte secondo loro,dove la cosi detta arte del prima si proponga come un qualsiasi prodotto merceologico o di grido o di moda.Oggi infatti vi è una contraddizione fra museo storico e museo di avanguardia,il primo nasce come raccolta del tempo(di quello che non era ancora nel museo),il secondo, finanziato e lardellato dal cinico :”tutto è compiuto,quindi è morto” costruisce un “museo del contemporaneo”,dove ,museo e contemporaneo sono in stridente contraddizione essendo il contemporaneo non da museo( in senso antico) ma, essendo quel museo,il museo senza Muse del contemporaneo una semplice invenzione,miraggio o astrazione contraddizione di questi bei tempi dove viene eposto e raccolto tutto quello che il tempo non esporrebbe mai in un museo del tempo che fu, privo come è di un qualsiasi orizzonte, essendo semplice oggettiva castrazione e morte anti-museale di quelle radici.Insomma,museo del prima o di quello e quando non c’erano ancora musei o addirittura, museo del dopo,di quando si fanno prodotti anti-museali solo da “museo” ,quelli appunto del:”se invece” o peggio:”del c’era una volta” dove il se,o il c’era ,non hanno più alcun significato in dialogo,per usare una frase frusta e risfrusta per i direttori d’oggi,direttore che veleggiano confusi verso il solito bricolage “artistico” da museo.Artistico che, demolito giorno per giorno proprio da costoro e in questi ultimi due secoli da volenterosi becchini,non ha e non trova più ,non solo visitatori del tanto dileggiato c’era una volta,ma non trova più anche semplici curiosi cultori essendo stato reso impraticabile,irriconoscibile , addirittura pericoloso(Storia monumentale) il terreno su cui erano cresciuti i Musei,cresciuti prima della morte dell’arte sopratutto prima di ogni improvvisato mortuario tombale museo usa e getta.

Il binario morto.

Written By: bruno - Nov• 16•20

I grillini vorrebbero spaccarsi ma si incollano ad un governo a guida Conte che dichiara:meglio cambiar idea,se la cosa migliora (chi?).Mentre la manovra è regola di Stato,di questo Stato,mai tante manovre sono state messe in atto in un governo del paese,una manovra ogni dieci minuti,una alla sera e una alla mattina ,monovre corrette e lardellate da milioni di euro con un annuci vari verso mezzogiorno.Governo manovrista dunque,governo che tenta di andare avanti e indietro guardando a detra e a sinistra anche se si trova su un binario morto .

Spiritualità pagane.

Written By: bruno - Nov• 15•20

Il paganesimo,o un camuffato paganesimo rimane la caratteristica di fondo per molti popoli di credenti che tutti gli studiosi di religioni(realisticamente) citano e liquidano spesso solo come ipocriti di professione.Questo dipende sopratutto dall’abitudine di supporre una certa somiglianza,come in antico, fra cielo e terra e,visto che, si vedono i potenti della terra vendicarsi dei torti subiti,si immagina che il cielo faccia allo stesso modo ,che poi è uno delle tante diverse affermate e consolidate visioni per cui una religione possa sopravvivere anche oggi,riconfermandosi così solo e soltanto attraverso un “sano” e radicato collaudato paganesimo.

La felicità.

Written By: bruno - Nov• 14•20

La felicità futura è un’idea sbagliata, inculcata dal cristianesimo. Ha permeato tutta la nostra cultura ed è uno dei fondamenti delle strategie politiche aggressive dell’Occidente. Sopporta il presente, sii schiavo di chi ti porge le Verità divine e che ti promette la felicità a venire. Di certo questa idea è anche il seme che ha fatto fiorire scienza, arte e conoscenza, almeno in parte, ma è sostanzialmente sbagliata e foriera di infelicità, quell’infelicità usata da tutti i poteri, soprattutto quello ecclesiastico, per soggiogare con vane promesse.
francesca Pierucci

Le perle nere di Kella.

Written By: bruno - Nov• 14•20

Nadežda Sergeevna Allilueva o Allilujeva, nacque a Baku il 2 gennaio 1901, ultima di quattro figli del rivoluzionario Sergei Alliluev, fabbro delle officine ferroviarie e della moglie Ol’ga.
Incontrò Stalin all’età di soli sette anni, quando suo padre Sergei Alliluyev gli offrì riparo e protezione nella casa di Pietroburgo a seguito della evasione dalla prigione nel 1908.
Dopo la rivoluzione, Nadežda, donna bella, intelligente, di carattere indipendente fu impiegata di fiducia nell’ufficio di Lenin.
Frequentando Stalin se ne invaghisce e si sposano in forma riservata nel 1919; lei 18 anni, lui quaranta, vedovo da tempo al suo secondo matrimonio. Dalla loro unione nacquero due figli:
Vasilij Dzugasvili (1921-1962) e Svetlana Allilueva 1926-2011)
Ma il tempo passa e la signora Stalin non sta piu bene accanto a quell’uomo riservato, poco amorevole e troppo impegnato, e comincia a maturare l’intenzione di lasciarlo.
L’8 novembre 1932 in occasione dell’anniversario della rivoluzione, fu dato un banchetto al Cremlino, durante il quale Stalin fu estremamente scortese nei confronti di sua moglie. Le versioni dell’accaduto sono diverse: alcuni hanno riferito che il dittatore arrivò anche a gettare su di lei una sigaretta accesa. L’aria diventa gelida… e non solo per l’autunno avanzato…. Nadežda lasciò la cena e si ritirò nella sua stanza, accompagnata dalla Molotova (moglie del ministro degli esteri), che riferì di averla lasciata più tardi ormai tranquillizzata.
Come è emerso dalla testimonianza resa dopo la morte di Stalin da Nikolaj Vlasik, capo della sua scorta, quella notte Nadežda telefonò alle guardie del corpo chiedendo del marito e l’ufficiale in servizio le rispose che non era al Cremlino ma nella sua dacia fuori città in compagnia della moglie di Gusev. Il giorno dopo Nadežda Allilueva fu trovata morta, uccisa da un colpo di revolver, “verosimilmente” suicidatasi. Aveva 31 anni. La versione di Stalin è che la moglie sia morta di appendicite……
Il funerale avvenne il 12 novembre in forma riservatissima
Nadezda rimane molto amata dai russi; la sua tomba al cimitero di Novodevicij, dove riposano i più famosi scrittori, artisti, militari e politici russi, è coperta quasi sempre di fiori.

Kella Tribi