La nana bianca di Roma.

Written By: bruno - Feb• 15•20

Insomma oltre che inesistente questo governo si fa empre più piccolo e se fosse come, o funzionasse come una qualsiasi legge astronomica dovrebbe farsi ora nana bianca per poi all’implosione gigante rossa ed assorbire così e disintegrare tutti i pianetini,pianeti o corpi celesti nei paraggi.Partiti e partitini dovranno allora,come i pianeti, contare i sopravvissuti,ma,per i cinquestelle questa conta non troverà più nessuno,proprio nessuno se non quelli seduti a Roma.

Le perle nere di Kella.

Written By: bruno - Feb• 14•20

Siamo nel 160 d.C. Da circa venti anni Roma é governata da Antonino Pio, uno degli imperatori più illustri della storia romana e ci troviamo in uno dei periodi più prosperosi dell’Impero romano. Sotto il suo regno, tuttavia, assistiamo ad un episodio di cronaca nera che, dopo diciotto secoli, non è ancora stato svelato. In una villa situata sull’Appia antica perde la vita Annia Regilla, una donna appartenente alla più alta nobiltà romana. Ufficialmente, a seguito di complicazioni per un parto prematuro all’ottavo mese di gravidanza ma la vicenda, vista la popolarità dei personaggi coinvolti, non può essere ignorata: Regilla era infatti imparentata con l’imperatrice Faustina, mentre il marito, Erode Attico, era un patrizio tanto noto per la sua ricchezza e la sua cultura (fu precettore di Marco Aurelio) quanto per il suo carattere collerico. La notizia di una morte per complicazione durante un parto non era una notizia così insolita da sentire per l’epoca (circa il 5-10 % delle donne moriva per questo motivo), tuttavia la situazione comincia a prendere una piega diversa quando il fratello di Regilla, il console Annio Bradua, lancia una precisa accusa contro suo cognato: Erode Attico, nel corso di una discussione, in preda ad uno scatto d’ira, avrebbe colpito la moglie con un calcio al ventre. Come termina la vicenda? Nonostante le prove, Erode viene assolto grazie al diretto intervento dell’Imperatore Antonino Pio, il quale intercede per l’amico. A causa della morte violenta della donna, è plausibile che Erode abbia voluto sbarazzarsi velocemente del corpo della moglie, senza nemmeno una cerimonia pubblica, motivo per cui non si conosce con certezza l’esatta ubicazione del mausoleo di Regilla; anche se i resti della donna, con molta probabilità rimasero in Grecia, sul Palatino è stata trovata un’iscrizione (oggi perduta) dedicata apparentemente a Regilla: “Erode dedicò questo monumento anche per commemorare la sua sfortuna e la virtù della moglie.

Kella Tribi.

I tuoi giorni.

Written By: bruno - Feb• 14•20

I tuoi giorni vissuti si accavallano come onde sulla spiaggia del mio ricordo, portano il vento acre ricolmo di sale, e della speranza di allora, quando le nostre anime di parlavano in un colloquio fitto che costruì ciò che sono. le parole come le canne assiepate sulle mie rive inondate dalla furia del mare che amo, percuotono ancora i miei sensi e riempiono la mia carne che senza te sarebbe stata vuota. Tutto si costruisce nell’amore bambino. Tutto è antico e antica è la nostra pienezza o il nostro vuoto. Ringrazio te che mi insegnasti le note sconosciute che danno senso a tutte le cose.

Francesca Pierucci.

Il cuculo.

Written By: bruno - Feb• 14•20

Il cuculo Renzi ha messo il suo uovo nel governo Conte,ma lo si sapeva già, già da quando si era attivato e aveva posto il suo grosso uovo nel nido.La fretta ha fatto il resto e,il resto era l’argine a Salvini, tutto di fretta e furia nonostante un cuculo dentro la stanza dei bottoni.Ora se lo trovano fra i piedi che vuol buttare dal nido i suoi implumi fratellastri proprio come un cuculo o il cuculo fa alla faccia delle sardine.

Carofiglio.

Written By: bruno - Feb• 13•20

A Fornovo c’era, tanto tanto tempo fa un teatro delle marionette,marionette grandi,belle e ben vestite e,tanto tanto tempo fa vidi :”Il fornaretto di Venezia”,storia di un popolano che viene giudicato e condannato ingiustamente dal potere veneziano,mi ricordo,e ricordo benissimo la frase finale di quella rappresentazione che recitava così”:finché ci sarà Venezia ci sarà sempre un fornaretto di Venezia”.Nella fiera delle accuse a Salvini che il giudice,un giudice aveva già voluto non procedere contro di lui per l’affare dei “migranti” e,mentre il giudice ha mollato Roma non ha mollato , gli onorevoli hanno impugnato quel non procedere in senso opposto.Salvini andrà a processo,niente di nuovo sotto il cielo di Roma o Venezia.Nella fiera dell’ipocrisia giustizialista ognuno tira la sua sassata con garbo perfino a “norma di legge” .Sarebbe bastato sentire ieri sera Carofiglio che ha chiamato Salvini (in seguito correggendosi) imputato,imputato senza nessuna cautela di legge.L’ex giudice era in quell’arena per vendere e pubblicizzare uno dei soliti libri che la solita televisione ammannisce come locuste dal cielo.Carofiglio parlava,sentenziava in punta di labbra ,a parte il lapsus di imputato affibbiato a Salvini,parlava,parlava con voce argentina e chiara, “controllando” ogni espressione,sentenziava con competenza ostentata e d’ordinanza,come i giudici o gli ex giudici usano in questi casi,vagando anche nelle leggi di altri stati Germania Spagna Francia,America, perché lui,lui voleva mostrare a tutti che conosceva l’argomento.In fondo poteva dire quello che voleva,ma, se vero o falso nessuno poteva giudicarlo essendo argomento ostico e specialistico come in tutte le cose,specialmente di legge di cui non si conosce un tubo e si ascolta il signor tal dei tali che la sa lunga o dice di saperla lunga ma, chiama imputato uno,in questo caso Salvini che deve ancora essere ammesso a giudizio,e di cui un giudice aveva scritto:”non luogo a procedere”,imputato,imputato sonoro limpido lapsus,di quando anche gli uomni di legge inciampano fuori da ogni regola e la fanno (incosapevolmente il che è peggio) fuori dal vaso.

“Togliere il voto agli imbecilli”

Written By: bruno - Feb• 12•20

E’ stata Alba Parietti “antifascista” , stagionata come una mortadella di Bologna che ha presentato il conto alla democrazia quando ha dichiarato che non tutti debbono o possono votare essendo gli italiani un popolo di imbecilli e che,solo i più “dotati” dovrebbero votare.La cosa detta così e dalla Parietti ha fatto una certa impressione ma niente di più,una certa impressione specialmente se,uscita dalle rosse carnose labbra di una “democratica” come lei.Il fatto è che in questi giorni sento molte campane che, pur dissentendo dalla Parietti dicono le stesse identiche cose,le stesse identiche cose con motivazioni diverse ma con lo stesso fine.Inutile aggiungere che,chi dice quelle “cose” son tutti di “natura democratica” e che gli imbecilli da interdire sono,come al solito gli “altri”, il che dimostra senza ombra di dubbio che quella di oggi è una tecnocrazia reazionaria cioè un fascismo belle e buono ma “di sinistra”.

Olocausto.

Written By: bruno - Feb• 11•20

Uno dei principali studiosi dell’Olocausto (di cui non si ricorda il nome) disse di aver esaminato”decine di migliaia” di documenti nazisti senza essersi imbattuto una sola volta nella parola “uccisione”,e quando finalmente la scoprì,dopo molti anni di ricerche,fu un editto riguardante i cani.I linguaggio in uso infatti era:”servizio alla banchina”(Rampendienst),o a volte anche “servizio medico alla banchina” (arztlicher Rampendiest) o “prigionieri che si presentavano davanti al medico” (Arztvorsteller),la soluzione finale della questine ebraica (Endlosung der judenfrage),”possibilità di soluzione”.

Ancora San Remo.

Written By: bruno - Feb• 10•20

Guarda che non sono interessanto a San Remo,e non vorrei,per questo apparire snob-non l’avessi mai detto ,il mio interlocutore con un certo calore mi ha rimproverato di non essere informato e,per questo facevo lo snob.Con grande mia meraviglia confesso che non me l’aspettavo una tirata del genere,come se, in questo mondo ,ci si dovesse “informare” per forza anche su San Remo.In un paese dove dicono di aver ucciso anche il chiaro di luna,capirete che cosa pesasse San Remo su quel satellicidio e, si fossero fermati solo al chiaro di luna ma no,no,hanno dichiarato morta anche l’arte,insomma con tutte le cazzate che potevano far fuori,oltre la luna hanno ammazzato anche l’arte ,però si informano su San Remo capirai,grasso che cola.

Il fico secco.

Written By: bruno - Feb• 09•20

Un piede separato nello stivale,un popolo che ha i calli e non può curarsi,nè andare nemmeno da un callista o podologo.Il paese vive nonstante il governo,o “vive”, nonostante questo governo che è come un callo doloroso e irrisolvibile, una specie di cronica endemica malattia,malattia minacciosa come il coronavirus.Un eterna qurantena domina il Palazzo che dovrebbe essere il Palzzo di tutti,ma che, invece ,procura dolorosi spasmi per le callosità che si sono andate via via formando sotto il passo dell’Europa,la quale pensa, e pensa bene che ,questo governo in fondo non conta un fico secco e non cadrà mai perchè è un governo che non c’è anche come fico secco.

Lo psicopompo.

Written By: bruno - Feb• 08•20

“In questo periodo molti esperimenti artistici si consumarono in una confusione satura di morte,in cui non era affatto chiaro se si protestasse contro la violenza o se la si abbracciasse”.Il “critico” ,il critico d’arte oggi,o lo storico che afferma :”tutto è gia stato fatto non c’è nulla di nuovo” ,niente altro da aggiungere somiglia all’atonomista che seziona la storia come fosse un antiquario,la seziona fino ad ucciderla trasformandosi così in uno psicopompo antiquario , sacerdote che portava le anime dei morti nell’aldilà.La storia è VITA e la storia monumentale è quella che non deve schiacciarci ma spronarci ad osare,osare ancora osare.Non consumarsi quindi in esperimeti artistici che sanno solo di morte,come la citazione sopra documentava,psicopompo compreso (pensate un pò) al tempo di Hitler.