Coprifuoco.

Written By: bruno - Ott• 24•20

Nei giorni del terrore coronavirus Napoli protesta e le botteghe chiudono di nuovo i battenti nel silenzio vuoto della mezanotte.A mezzanotte allora tutti a casa,il coprifuoco sanitario detta legge,nessuno parla più, aspetta,tutto tace ,silenzio e silenzio ,silenzio anche sul fronte di chi viene dal mare l’informazione ha spento la luce,l’ultima luce che illumina solo strade deserte e la protesta,una protesta ,a Napoli.

Le perle nere di kella

Written By: bruno - Ott• 24•20

L’ha aspettata nel posteggio davanti a casa. Forse non ha detto neanche una parola e ha sparato. Sei colpi di pistola. Tutti contro l’ex moglie, da cui si stava separando. Poi se n’è andato, spingendosi sulla sedia a rotelle. È entrato nell’androne di casa. È salito al primo piano della palazzina che si affaccia sul posteggio del delitto. E s’è ammazzato, in salotto, seduto sul divano. Fa quasi freddo alle sette della sera del 26 settembre 2020 in questo piazzale alla periferia di Venaria, trentamila e rotti abitanti. Fa freddo davanti a questo edificio di sei piani che spia da vicino il nuovo stadio della Juventus.
La vittima si chiamava Maria Masi, 41 anni, infermiera nel reparto dialisi dell’ospedale di Torino. Lui si chiamava Antonino La Targia, di anni ne aveva 46. Sposati da 15 anni avevano due figli, di 11 e 14 anni. Un incidente stradale in moto, un paio di anni fa, lo aveva lasciato sulla sedia a rotelle. La storia, nella sua brutalità, è tutta qui, l’ennesima storia di una separazione complicata.
Alle nove di sera, mentre i carabinieri completano gli accertamenti, cercano i bossoli ed emergono dettagli di questo folle omicidio. Il più inquietante lo svela chi li conosceva bene. Ieri, nel pomeriggio lui aveva annunciato su Facebook le sue intenzioni.
Alle 22 quando tutto è ormai chiaro, quando anche le salme vengono portate via, gli investigatori dei carabinieri mettono insieme gli ultimi frammenti di questa storia. E la domanda da dove provenga quell’arma verrà presto soddisfatta. Era stata rubata al parroco di Lusiglié, assieme ad altre armi da fuoco, denaro e medaglie d’oro. Ma ormai questo è solo un dettaglio. Antonino è già un assassino. Maria, purtroppo, è l’ennesima vittima.
Kella Tribi

La realtà.

Written By: bruno - Ott• 24•20

La realtà ci frustra per molto tempo, la contingenza si mostra coi limiti che il nostro interiore vuole superare, per giungere a una pienezza che invero esiste solo nel momento in cui si comprende che è già tutto qui, dentro di noi e dinanzi ai nostri occhi. L’unico viaggio possibile, il vero
Viaggio sublime è dentro noi stessi, oltre noi stessi, in ciò che è ove noi siamo. Il viaggio che ci conduce verso un altro punto di vista, verso una nuova dimensione psichica.

Francesca Pierucci

Il Papa.

Written By: bruno - Ott• 23•20

Il Papa ha detto che,lo stato deve dare una figura giuridica agli omosssuali e con questo li ha accettati anche come figli di Dio.Il fatto è che qualcuno aspetta un suo ulteriore chiarimento su chiesa e omosessualità, il che pare tardi a venire o non avvenga o non sia ancora avvenuto anche se molti conchiudono che questa è una normalizzazione belle e buona nei confronti dei gay da parte del sommo pontefice e non abbisogna di aggiunta alcuna.

Epistole I,10.24

Written By: bruno - Ott• 22•20

Sant’Agostino di Ippona dice che l’omosessualità non è funzionale agli organi che Dio ci ha dato,comunque era ben tollerata in antico specialmente in Babilonia e Canaan,mentre al tempo di Costantino era considerata una minaccia e si privilegiava la famiglia.Insomma Papa Francesco ha piantato un bello scompiglio nella sua chiesa,scompiglio che ha ringalluzzito i non credenti e disorientato i suoi credenti che hanno creduto fino a ieri nei dettami della loro religione per salire in Paradiso,religione che condannava aspramente (anche se praticava in molti casi) l’omosessualità.Papa Francesco da buon Gesuita ha messo le cose a posto senza tentennamenti e senza tante fisime morali in nome e per conto dell’Amore:tutti sono figli di Dio ,e qui vorrei fermarmi, essendo l’argomento di ordine morale religioso troppo impegnativo.Che poi ,le mie convinzioni personali,religiose o morali valgono per quel che valgono,quasi sempre un fico secco ma, la mia coscienza sta benone anche così.Comunque Sua Santità forse si è arreso all’evidenza scritta anche nell’Epistole:pui cacciare via la natura col forcone,quella continerà a presentarsi che ,per i maniaci delle citazioni recitava così:Natura expelles furca,tamen usuque recurrent.E per gli scontenti pazienza, portino pazienza ,tanta pazienza,dovranno,se vivranno a lungo aspettare un nuovo Papa anche lui fornitoci dalla Provvidenza che non sempre però in virtù e per sua virtù disfa quello che l’altro fa ma, consolandosi intanto nel ricordo che, il primo,il primo uomo ad antrare in paradiso fu un ladro mica un santo,un ladro dico,quello che fu Crocifisso con Nostro Signore Gesù Cristo e così sia,amen.

Le perle nere di Kella.

Written By: bruno - Ott• 21•20

Quello di via San Gregorio a Milano è uno dei crimini più feroci che la cronaca nera d’Italia abbia mai affrontato. È la mattina del 30 novembre 1946. A Milano, in via San Gregorio, a pochi passi dal vecchio Lazzaretto di manzoniana memoria, una donna sale le scale di un palazzo al numero 40.
La donna si chiama Pina Somaschini, è la commessa del negozio di stoffe del padrone di casa e si sta recando dal suo datore di lavoro, il signor Giuseppe Ricciardi. Giunta sul pianerottolo, vede la porta dell’appartamento socchiusa. Entra e quel che si presenta sotto i suoi occhi è uno scenario che non dimenticherà mai più: a terra giacciono 4 corpi ricoperti di sangue
Identificare i corpi non è difficile: sono Franca Pappalardo, 40 anni, moglie di Giuseppe Ricciardi, detto Pippo, e i suoi tre figlioletti: Giovannino di 7 anni, Giuseppina di 5 anni e Antoniuccio di appena dieci mesi.
I sospetti ricadono subito su Caterina Fort, detta Rina, l’amante del signor Pippo. Rina. E’ un donna non bella, ma dal grande fascino e dall’aspetto triste e malinconico.
Rina incontra per caso Ricciardi, è un uomo elegante, dai modi gentili e Rina finisce per innamorarsene perdutamente. Tra i due inizia una relazione, Pippo Ricciardi le nasconde che ha moglie e figli che vivono in Sicilia
Ma “il diavolo fa le pentole e non i coperchi”. Nel mese di ottobre del 1946 alla moglie Franca Pappalardo giungono voci di paesani immigrati a Milano, circa l’infedeltà del marito.
Così parte insieme ai tre figli e va nel negozio del marito. Al bancone c’è una donna dai capelli scuri e dallo sguardo malinconico. Le due donne si fissano e in un istante capiscono. Il rapporto tra Rina e Pippo si rompe, l’uomo si ricongiunge alla sua famiglia
Ma Rina, l’amante, non si rassegna. La sera del 29 novembre 1946 si reca da Franca, sapendo dell’assenza del maritole. Franca le ribadisce di non cercare più suo marito, il loro filarino è finito. A questo punto Rina Fort accecata dalla gelosia, vede una spranga di ferro e inizia a colpire, prima la signora Franca, poi i tre piccoli figli facendo una strage e fugge.
Individuata e bloccata il giorno seguente confessa di essere stata in quella casa quella, ma di non commesso nessun omicidio. Per la giustizia italiana è Rina Fort l’unica colpevole, e passerà alla storia come la belva di via San Gregorio.
La donna sarà conndannata all’ergastolo e passerà dietro le sbarre 29 anni; nel 1975 il Presidente della Repubblica Giovanni Leone le concede magnanimamente la grazia.
La Fort, ritrova la libertà, e va a vivere a Firenze, in casa di una famiglia che le dà ospitalità.
Muore per un infarto il 2 marzo 1988.

Kella Tribi

Il dolce frutto dell’ipocrisia.

Written By: bruno - Ott• 21•20

E’ vero,vero tutti si appellano alle competenze,largo ai migliori,largo,non c’è telegiornale stampa o educatore che l’invocano e lo pretendono,a parole però,a parole,quando poi non si preferisce l’amico il sodale,il ricco,la moglie,il cognato,il figlio del figlio,il raccomandato,lo sciocco,l’utile,il servo,infatti un servo è ambito da tutti,anche dal più intelligenti essendo un tratto ancestrale legato alla nostra animalità a quell’essere decisamente quasi sempre dei semplici egoisti animali , con questo non intendo offendere il regno animale,visto che l’uomo ha un istintualità-animale modificata da una pseudo educazione e prima di divorare qualcuno individua tutte le strade traverse che il suo infiacchito-pervertito istinto gli da, anche se desidera,desidera ardentemente con tutto il cuore di non farsi mancare nulla,nulla nella sua tecnologica contemporanea caverna.Ebbene, sarebbe ora di piantarla con questo immaginifico,ipocrita concetto delle compentenze al lavoro e al potere,d’altronde lo stato,l’Italia lo prova, se il paese è quello che è ,lo è grazie alle disgraziate incompetenze che ci governano da sempre.Infatti chi s’illude che spirito e intelligenza siano un mezzo per rendersi bene accetti in società,dimostra di avere molta strada da percorrere…Quelle qualità al contrario suscitano nella stragrande maggioranza un astio e un risentimento tanto più aspri in quanto chi li prova non è tenuto a dichiarne i motivi,anzi li nasconde a sè stesso.Ciò detto, con questa bella coda che non so dove ho letto ,vi lascio al gioco dell’ipocrisia.

Monumento in piega funebre.

Written By: bruno - Ott• 20•20

Bonito Oliva ,al tempo del socialismo imperante e sulla scia del “retinico-olfattivo” di Duchamp nato nel 1887, si inventò anche lui un movimento:la transavanguardia,una specie di futurismo con riferimenti ad un fascismo fiacco,dove tutto il rappresentato si ammolliva e deformava in una speciale di impotente giovinezza e finta verginità.Già allora quel momvimento faceva anche schifo di suo ma,ma la cosa era politica e con il socialismo itoccabile e imperante il “movimento” ammuffì glorioso in tutte le parti del mondo,tanto che oggi non gode più quel passo da garibaldino che gli aveva impresso il partito socialista e ,si aggira fiacco nelle aste ,defilato e non richiesto fra l’altro è scomparso anche il suo fondatore Bonito Oliva,scomparso dalla scena s’intende.Paladino ne era un componente,Paladino, napoletano come Bonito Oliva ,ora, si vede che quelli della Fondazione si avvalgono di vecchi obsoleti cataloghi per le loro contemporanee “rivoluzioni”, ma, il problema non è questo.Il vero problema è che grazie ad un Presidente della Fondazione ,un Presidente con il sorriso all’insù come un vecchio salvadanaio di terracotta tagliato con il coltello ed un gruppo di esperti si è scelto quel monumento funebre da mettere proprio in Piazza.Mai monumento,o non monumento fu più foriero di lutti di quello,mai monumento funebre da subito spiccò raggelando anche il sangue nelle vene alla sola vista,mai scelta fu più opportuna,mortifera,appropriata azzecata per l’avvento del coronavirus,annunciando lutti e lacrime che verranno,pagando di tasca della Fondazione anche “solo” centocinquantamilaeuro di solo viaggio per quella tomba.Quel non monumento è oramai un affare politico,infatti vi è la sinistra che l’osanna mentre i più moderati rinculano in un non so,mi astengo:non capisco ma condivido.Per fortuna che dopo Natale qualcuno ,qualche pietoso monatto,si porterà via quel coso,ennesima pernacchia etrusco-metafisica nella piazza e forse,forse sarà solo allora il caso di celebrare il “te Deum” per lo scampato pericolo che,la sua dipartita sarà il segnale ad una vera resurrezione.Ora,a memoria e per coloro che annebbiati dalle ideologie morte,agonizzanti,di nicchia come oggi si riscontra fuori dai libri,si vorrebbe qui citare un motto ,ancora un libro,una frase semplice semplice,diretta a, e per questi contemporanei che si sforzano di rappresentare un oggi,un oggi senza futuro senza presente”: se desiderate biografie,allora che non siano quelle col ritornello “Il Signor Taldeitali e il suo tempo”,ma quelle sul cui frontespizio si dovrebbe leggere:”Un lottatore contro il suo tempo”.(Friedrich Nietzsche).

Domande senza risposte dalla Sicilia.

Written By: bruno - Ott• 19•20

La guerra caro Presidente si deve combattere ad armi pari cosa che non sta avvenendo. Lei dice e decide per gli italiani tutti di chiudere di aprire ma non tiene in considerazione; gli affitti la luce l’acqua etc. che gli italiani affrontano per portare un pezzo di pane a casa oltre i rischi che corrono. Capisce che un semi lockdown mette la Sicilia in ginocchio e gli italiani tutti, tanto vale chiedere di reinventarsi i lavori, lo sport come il calcetto etc. Le persone adulte certo potranno capire ed aderire a queste misure per la salvaguardia alla persona ed alla collettività ma i ragazzi, i bambini come lo capiranno tutto ciò dato che si stanno appena affacciando alla vita. Provi lei via tv a rivolgersi a loro, facendo capire i reali problemi di oggi nel mondo; perché caro Presidente i ragazzi i bambini spesso anche se sono seguiti benissimo dai genitori non capiscono il pericolo di vita.
A prescindere che anche nelle scuole non solo per i portatori di handicap ma anche per i normodotati ci vorrebbero insegnanti di supporto e sostegno tipo pedagogisti o psicologi in questo periodo storico difficile, perché con tutte queste misure ed emergenze una maestra o un insegnante qualsiasi come fa’?
Rifletta da ora in poi di più un consiglio da cittadina e siciliana.

Teresa Campagna.

Tempestosa pandemia.

Written By: bruno - Ott• 19•20

Effettivamente questo governo ha fatto pochino per una seconda ondata a cui se ne augura una terza,tanto che,onda su onda per dirla cantando chissà dove si arriverà,Conte,Paolo Conte,mica l’avvocato al governo (che poi è un avvocato anche il cantante),dice che il naufragio gli ha dato la felicità,che poi è anche quella del :naufragar m’è dolce in questo mare leopardiano a cui chiediamo scusa per l’accostamento anche se oggi ogni frignaccia viene messa a confronto o in dialogo come dicono questi imbecilli al potere con il monumentale che è un modo di spernacchiar la vita come un altro,avanzando per regressione di pernacchia in pernacchia verso la rivoluzione (sic).Ma torniamo al tema,in effetti questo governo non ha pensato alle onde successive del mare in tempesta del virus ed è stato con le mani in mano o la lingua in bocca per quel che concerne un qualsiasi provvedimento limitandosi a colpevizzare i cittadini un giorno si ed uno no.Pessimo governo dunque che, come ciurma all’arembaggio dopo l’ammutinamento virtuale provoca danni un poco a tutti anche come pedagogo,infatti, l’umiliazione che ci viene dagli altri(loro) è un oltraggio:quella che sorge dal fondo del nostro animo,è una lezione.