Le perle nere di Kella.

Written By: bruno - Ott• 21•20

Quello di via San Gregorio a Milano è uno dei crimini più feroci che la cronaca nera d’Italia abbia mai affrontato. È la mattina del 30 novembre 1946. A Milano, in via San Gregorio, a pochi passi dal vecchio Lazzaretto di manzoniana memoria, una donna sale le scale di un palazzo al numero 40.
La donna si chiama Pina Somaschini, è la commessa del negozio di stoffe del padrone di casa e si sta recando dal suo datore di lavoro, il signor Giuseppe Ricciardi. Giunta sul pianerottolo, vede la porta dell’appartamento socchiusa. Entra e quel che si presenta sotto i suoi occhi è uno scenario che non dimenticherà mai più: a terra giacciono 4 corpi ricoperti di sangue
Identificare i corpi non è difficile: sono Franca Pappalardo, 40 anni, moglie di Giuseppe Ricciardi, detto Pippo, e i suoi tre figlioletti: Giovannino di 7 anni, Giuseppina di 5 anni e Antoniuccio di appena dieci mesi.
I sospetti ricadono subito su Caterina Fort, detta Rina, l’amante del signor Pippo. Rina. E’ un donna non bella, ma dal grande fascino e dall’aspetto triste e malinconico.
Rina incontra per caso Ricciardi, è un uomo elegante, dai modi gentili e Rina finisce per innamorarsene perdutamente. Tra i due inizia una relazione, Pippo Ricciardi le nasconde che ha moglie e figli che vivono in Sicilia
Ma “il diavolo fa le pentole e non i coperchi”. Nel mese di ottobre del 1946 alla moglie Franca Pappalardo giungono voci di paesani immigrati a Milano, circa l’infedeltà del marito.
Così parte insieme ai tre figli e va nel negozio del marito. Al bancone c’è una donna dai capelli scuri e dallo sguardo malinconico. Le due donne si fissano e in un istante capiscono. Il rapporto tra Rina e Pippo si rompe, l’uomo si ricongiunge alla sua famiglia
Ma Rina, l’amante, non si rassegna. La sera del 29 novembre 1946 si reca da Franca, sapendo dell’assenza del maritole. Franca le ribadisce di non cercare più suo marito, il loro filarino è finito. A questo punto Rina Fort accecata dalla gelosia, vede una spranga di ferro e inizia a colpire, prima la signora Franca, poi i tre piccoli figli facendo una strage e fugge.
Individuata e bloccata il giorno seguente confessa di essere stata in quella casa quella, ma di non commesso nessun omicidio. Per la giustizia italiana è Rina Fort l’unica colpevole, e passerà alla storia come la belva di via San Gregorio.
La donna sarà conndannata all’ergastolo e passerà dietro le sbarre 29 anni; nel 1975 il Presidente della Repubblica Giovanni Leone le concede magnanimamente la grazia.
La Fort, ritrova la libertà, e va a vivere a Firenze, in casa di una famiglia che le dà ospitalità.
Muore per un infarto il 2 marzo 1988.

Kella Tribi

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