Portate la mascherina.

Written By: bruno - Ott• 18•20

E’ vero ,gli italiani tutti nella passata clausura per il coronavirus sono stati buoni, corretti ubbidienti,buoni corretti e ubbidienti nonostante l’incremento vertiginoso di divorzi delitti ed esaurimenti nervosi,è vero ,tutto ha funzionato agli ordini dell’igene e del potere,ma ora non esagerate,ricordate che parlate a degli esseri buoni che immeritatamente subiscono anche le vostre confuse direttive che qualche volta raggiungono punte di piccoli dittatori al potere con limitazione drastiche al grido di:per il bene di tutti.Infatti,”per il bene di tutti” era poi quasi sempre il motto di molti sciagurati esaltati assetati di potere del passato,un passato che ancora qui chiazza e sparge le sue grossolane mefitiche nefandezze.Mettiamoci la mascherina ,d’accordo,stiamo attenti non strusciandoci proprio con tutti e,attenti,attenti ai nonni che di solito son vecchi,lo testimonia l’unica morta dei giorni passati,morta di coronavirus s’intende a novanta cinque anni,quando a quell’età,a quell’età morire non è poi così male,anche se di coronavirus.Sappiate,ascoltate,voi del lupo al lupo che dite cose vere,anzi verissime non vorrei essere frainteso ma,ma non solo molti non vi ascoltano e nemmeno purtroppo vi leggono quidi,tutto il vostro vociare ed invocare rimane lettera morta,morta perchè l’umanità tutta è così fatta e non è sempre ubbidiente come ai primi tempi della pandemia che, se poi ,se poi ,con tono tragico,aggiungete che in quel giorno,in quel triste giorno, l’unica morta aveva ben novatacinque anni,che dire ,c’è anche chi sopra ci ride.

Sviluppo antologico.

Written By: bruno - Ott• 18•20

All’Ombra delle attuali scelte culturali, sociali, di pensiero tutelante e di sensibilizzazione riguardo a temi connessi alla violenza di genere, ai conflitti di coppia, familiari, sociali, così come in ambito lavorativo ed istituzionale, che hanno sicuramente favorito la messa in atto, la valorizzazione ed il potenziamento di comportamenti di self-protection, di programmi e campagne di prevenzione, primaria e secondaria a più livelli, di interventi efficaci nei contesti più differenti, pare costellarsi una certa cultura della diffidenza, dell’incistamento relazionale paranoide proprio del Fondamentalismo psichico, del rifiuto deresponsabilizzante di ogni “sacrificio” insito nell’Incontro con l’Altro da me, quali espressione fenomenologica attuale di quello che sembra un autentico attacco ai Legami. “Legame” che se spogliato dalla connotazione di “legaccio”, “vincolo”, per divenire “sentimento dell’appartenenza”, “reciprocitá”, “Incontro autentico” tra l’Io e l’Altro, risulta essere ancora uno dei piú potenti fattori terapeutici a cui dover/poter fare riferimento.
Si coniano, si delieano e si insinuano nell’immaginario collettivo, soprattutto femminile, nuove forme personologiche da parte di autori afferenti spesso a discipline vicine alle correnti New Age, con definizioni prese a prestito spesso dalla psicologia di personalità e dalla psicopatologia, e riutilizzate in maniera distorta ed originale, per connotare in maniera quasi morale e fortemente giudicante, individui considerati fonte unica ed estrema di sofferenza, odio, esaurimento emotivo ed affettivo, da cui doversi proteggere, fuggire ad ogni costo e con ogni mezzo, “togliendosi” in tal modo dal ruolo di Altro relazionale, di Tu o nodo ulteriore delle possibili dinamiche che hanno potuto generare rotture, crisi e misfatti. Neanche certa psicologia riduttiva e spicciola è immune dal diffondere una connotazione pregiudizievolmente criminologica dell’esperienza psicopatologica o delle relazioni interpersonali, insinuando attraverso slogan e articoli vari, il rischio sottostante all’incontro con l’Altro, da cui bisogna proteggersi anzitempo, quasi in maniera ossessivamente preventiva.
È il tempo dei “Vampiri energetici”, del “Narciso patologico non diagnosticato”, del “Narcisista maligno”, del “Manipolatore seriale” e della “Vittima sacrificale”, dell'”Empatico”, del “Dipendente affettivo”, che come in un pericoloso gioco di ruolo interno, tra parti maschili e femminili, non necessariamente collegati all’essere uomo e donna reali, stanno contribuendo a diffondere una certa cultura della diffidenza, del dubbio che l’Altro possa distruggermi e annientarmi, che l’Altro possa usarmi per i propri fini meschini, che l’Altro possa vivere delle mie disponibilità affettive, condannando in maniera sempre più evidenza l’Io ed il Tu a quelle che Leo Buscaglia chiamava scherzosamente “nevrosi d’ascensore”: occhi bassi ed impossibilità dell’Incontro. Una becera e fantastica tassonomia, di fronte a cui lo stesso medicale DSM5 rabbrividisce; una becera tassonomia diagnostica, che riduce in maniera vergognosa l’intera gamma delle complessitá dei modi di essere nel mondo ed in relazione con l’Altro da sé, che gli stessi promotori di tale cultura, per altre vie, incoerentemente attaccano con enfasi puntuale.
Credo profondamente che alla base di tale fenomenologia diffusa, che si allontana ed esula dalle reali situazioni di violenza di genere, dalle situazioni di incuria familiare o di mobbing all’interno delle organizzazioni del lavoro, e così via all’interno di ogni rapporto fallimentare o distruttivo, che pur esistono e per cui è necessario continuare a produrre pensiero e tutela, si nasconda in Ombra la mancata disponilità personale al “sacrificio” così come inteso da Jung, quale necessaria perdita di parti di sé antiche o inflazionate della personalità, per rendersi “materia” trattabile e trasformabile quale inevitabile esito dell’Incontro autentico con l’Altro da sé.
Sulla scorta delle intuizioni baumaniane circa la “liquidità dei legami” attuali, credo che il rischio che la comunità corra, così come lo Spirito del tempo sembra oramai costellare, abbia a che vedere con la cristallizzazione di separazioni e scissioni interne tra istanze psichiche che non riescono più a dialogare e ad essere integrate nella coscienza individuale, probabilmente quote d’Ombra collettiva legati ad aspetti del femminile e del maschile, che ora prendono il nome di “Vampiro”, “Narciso” o nuove “Andromeda” incatenate.
Nell’andar per gruppi, nel tentativo di poter diffondere una controcultura dell’Incontro fondato sul sentimento della reciprocità, caro a Moreno, a garanzia della possibilità del “Legame”, quale unico fattore terapeutico nell’incertezza di questi tempi indefiniti, tali dinamiche interne che poi si esprimono esternamente nelle relazioni reali secondo le fenomenologie sopra accennate, non necessariamente tra uomo e donna ma tra due esseri umani in generale, risultano più che evidenti.
Saper connettere internamente e favorire il dialogo costante tra istanze interiori discordanti, sembra essere attualmente una delle possibili vie affinché Vampiri e Narcisi ed Andromeda, tornino al mito. Affinché da una Cultura dell’Attacco ai Legami – frutto delle fenomenologie del fondamentalismo psichico – intesi quali legacci o vincoli da cui rifuggire, si torni ad una Cultura dell’Incontro e della reciprocità dell’Io con il Tu, unica via verso la strada per un sano sviluppo ontologico.
Francesca Pierucci

Specchiarsi

Written By: bruno - Ott• 17•20

Tutti vorrebbero,vorrebbero anche se non è possibile imporre la propria opinione,e non c’è cristiano o mussulmano o idolatra ateo che non ami sentirsi approvato,condiviso,capito.Questo non è possibile ,si sa tuttavia,tuttavia tutti,ma proprio tutti ambiscono a questo risutato e a questa chimera e,se contraddetti non lo danno a vedere mentre rosicano,rosicano in cuor loro il lor io,io, che per loro è un perfetto giudice nonchè giusto e imparziale legislatore.Conviene a volte,a molti conviene , per convenienza, ma non per convizione che qualcuno si metta a scimmiottare e riverire il potente di turno,la vita e la storia ce lo hanno insegnato anche se non da tutti imparato e messo in pratica.Piace ricordare il cortigiano Clisofono come esempio del come l’essere adagiati sulla volontà e alla volontà dei signori di turno riveli un carattere quando, al tempo di Filippo di Macedonia questi divenne guercio,Clisofo allora usciva di casa con un empiastro sull’occhio e ,si traeva dietro una gamba allorchè il Re zoppicava per una ferita.A questo punto diventa davvero difficile decidere se fu per sola piaggeria che il cortigiano Clisofono zoppicasse o si facesse guercio,bisognerebbe chiederlo o domandarlo a chi ancor oggi si dice,pur servo “libero” ,senza zoppicare e farsi guercio ma,tuttavia da specchio fa a colui che ammira e brama,brama con tutto il cuore senza convinzione zoppicando specchiarsi.

Il Geppetto di piazza Cavalli.

Written By: bruno - Ott• 16•20

La vanità,come quella che viene esibita in Piazza cavalli oggi dalla Fondazione,somiglia alla vanità di molti se non di tutti,dove il vanitoso esibise qualche volta una fama rubata,condivisa ma,per lui accertata.Io sono amico del tal potente-questo che voi vedete è opra immortale di scultore famoso e sono io,io che l’ho fatto venire in questa città ,anche pagandolo(con i soldi di chi?).Fatti e occasioni esterne di cui il vanitoso quasi sempre si compiace e si sente pienamente soddisfatto avendo scelto il meglio che il momento gli offre e che i libri confortandolo testimoniano se,se non fosse che tutto questo è opera della sua vanità e della sua vuota culturalità più che di una vera propria cultura.Insomma, gli uomini in generale somigliano a quel miserabile principe dominante sulle coste della Giunea,il quale,seduto ai piedi di un albero,avente per trono una grossa pietra,guardato a vista da quattro armati di picche di quel paese,diceva ad alcuni francesi”:si parla molto di me in Francia”?.

Follie d’Europa.

Written By: bruno - Ott• 15•20

Le pazzie in Europa furono molte anche nei secoli passati, ogni tanto riemergono come una seconda traccia nel “culturalismo” imperante anche oggi , basti ricordare la mai dimenticata festa dei “PAZZI”,celebrata per molti secoli in quasi tutta Europa,dove le più ridicole rappresentazioni si frammischiavano a cerimonie talmente licenziose,che non sarebbero credibili se non fossero state attestate da un gran numero di scrittori accreditati.Ecco una di queste descrizioni, alla fine del diciottesimo secolo:” dove nudi giovani rappresentavano le persone di San Giovanni Battista,e le giovani anch’esse nude si potevano vedere ora come figure di Sirene che danzavano e cantavano,oppure come Maddalene e Marie egiziane penitenti”.Nel cinquecento,nei sette giorni che duravano le “corti plenarie” ,Luigi dodicesimo ne tenne una suntuosa in Milano nel 1504,dove i balli furono magnifici e si videro danzare i Cardinali di Narbonne e di San Severino.Insomma, l’Europa non sarà,come è stata giudicata di radici giudaico cristiane ma matta si.

Mandami

Written By: bruno - Ott• 15•20

Mandami una fune
che abbia il colore
delle cose vissute,
per vederne
i contorni dipinti
dal cielo,
per vedere oltre le cose,
il loro essere
non materiale.
Tutto ha colore
di nuovo azzurro,
e tutto è bellezza.
Nascosta eppur viva,
sepolta
sotto le foglie morte
dei giorni che rotolano
come pietre
da un alto declivio,
o come barche
frangenti il mare
tranquillo.
Tutto conduce
verso un unico mare.

Francesca Pierucci

La Dama del Cardinale.

Written By: bruno - Ott• 14•20

La storia infinita dell’ex cardinale Becciu che infesta le vicende vaticane e forse i sonni del Papa si arrichisce anche di una “dama”,la Marongia ,che avendo un fondo di settemilaecinquecento euro,pare nell’ex Jugoslavia (c’è chi parla di mezzo milione di euro,chi di duecentomila euro),comunque si è comprata (pare) borsette e gioielli di grido.Qualcuno aggiunge che ha comprato borsette e gioielli per una qualche “dama” africana per oliare alcuni rapporti,comunque o,africana o lei stessa settemilaecinquecento euro,con quella o altra cifra (se ho letto bene l’informazione) si è comprata ben poco di grido in confronto alle accuse e quello che s’è comprato l’ex Cardinale.

Coronavirus

Written By: bruno - Ott• 14•20

E’ così tanta la paura oggi del morbo (coranvirus) in molti che il non solo lavarsi spesso le mani in tua presenza ,ma il gurdar con sospetto quello che ti sta accanto è diventato d’uso comune e ,la cosa ricorda a proprosito di avvelenamenti e untori quella che successe nella chiesa metropolitana di Bordeaux l’otto Dicembre 1645,allo sposalizio di Elisabetta di Francia e di Don Filippo,Principe di Spagna,rappresentato dal Duca di Guisa, quando l’altare e Monsignore, il Cardinale Gundis furono incensati ma non il Re,avendo il cappellani di sua Maestà fatto osservare che altre volte erano stati avvelenati molti Re con il mezzo degli incensi,quidi dove si trovava il Re non doveva incensarsi nemmeno l’altare.

Leoni da tastiera.

Written By: bruno - Ott• 13•20

Giorgio Lambri ,alias “pansa & tasca”(tratto da una sua famosa rubrica) dovrebbe essere meno tranciante nei suoi giudizi dal suo giornale Libertà in cui scrive che ,tutti i leoni da tastiera,che sono poi degli ultra quarant’enni fanno tutti commenti da bar il che ,detto da un “pansa & tasca ” ci pare perfino autoironico.Ma ,visto e ,nonostante il suo sapere sociologico di fine interprete della realtà ,questi o questo ,forse non si accorge della vistosa contraddizione in cui cadono,se non proprio,contraddizione un vero e proprio conflitto d’interessi.Si guardi infatti come è lardellata dalla pubblicità il monumento funebre equino di Piazza Cavalli per capirci ma,ma “Pansa & tasca” non vuole si dica male e liquida i contrari come fossero degli zotici da bar che sono poi il vero regno dei “Pansa & tasca”.Purtroppo gli editori (e non è questo il caso),anche quelli dei giornali spesso si comportano come i registi dei film neorealistici prendono i giornalisti dalla strada o dalle parrocchie,come facevano quelli con i loro interpreti,ed uno,uno preso dalla strada, come sempre,per prima cosa rifiuta la sua provenienza e si mette a pontificare cercando di schivare,per nascondere il luogo di sua provenienza e pare ,secondo gli storici sia proprio un tratto plebeo.Comunque,non vorrete mica che,un “Pansa & tasca” si metta a sputare nel piatto dove mangia,la Fondazione fa “grandi storici” avvenimenti,ma sopratutto paga il suo giornale e non c’è nulla di male se uno fa pubblicità a pagamento,ma non mettiamoci a fare come i “Pansa & tasca”,non mettiamoci a fare le verginelle in difesa della “cultura” che,quella cultura senza il becco di un quattrino sarebbe finita e nemmeno cominciata.Tuttavia,tuttavia,noi faremo buon viso a questo personaggio della Piacenza di un tempo,questo amabile personaggio capo redattore di Libertà .Faremo buon e giocondo viso ricordando a LUI,a lui, e chi per lui che esistono ed esistevano un infinità di cavalli di Cassinari dimenticati , forse migliori del loro campione napoletano.Faremo dunque buon giuoco,buon giuoco a te (mi si permetta il volgare tu),caro “Pansa & tasca” a te e al tuo funebre pubblicizzato “monumento” equino di plastica tanto che, il giorno di tua lontanissima morte abbiamo già preparato anche l’epitaffio:qui giace “Pansa & tasca” alias Giorgio Lambri,famoso capo redattor del nostro foglio cittadino che,ai tempi del coronavirus mise in “pansa” i frutti del suo spernacchiar nella trobetta qual fido esecutor di regime e lo stipendio mise, per ben dire di tutto quel che passava il suo giornale e qual, sudato gudagno mise, il pane quotidiano infine,in “tasca”,inconsolati i posteri eternamente riconoscenti posero,requiescant in pace.

Essere buoni.

Written By: bruno - Ott• 12•20

Nessuno è buono con gli altri se non è buono con se stesso. Sopportare non significa essere buoni. Nemmeno essere masochisti dignifica essere buoni, ma vuol dire rinnegare la propria aggressività a seguito di condizionamenti infantili, o di altri vissuti. L’aggressività è qualcosa di importantissimo nella struttura del proprio se. Perchè convoglio energie libidiche fondamentali per creare, costruire, pensare.

Francesca Pierucci.