“Paladino non ha bisogno di Piacenza ma Piacenza ha bisogno di Paladino”,così si è espresso il simpatico rivoluzionario notaio di Stato in Piazza come presidente della Fondazione che ha speso “solo”(sic) centocinquantamilaeuro per trasporto e promozione della manifestazione equina di Piazza Cavalli,il resto è un “regalo”.Il Presidente e notaio Toscani sorrideva,sorrideva con quella sua bocca dalle sottile affilate labbra come un salvadaio di terracotta sempre all’insù ,sorrideva ,con un gridolino di emozione interiore mentre con estrema e stridula convinzione scandiva alla TV locale la sua bella,lapidaria frase e noi,noi,una volta tanto, siamo d’accordo con lui e, convinti ora ,ora non vorremmo fermarci all’autore napoletano ma li vorremmo tutti ,tutti tutti gli autori famosi in Piazza anche se ci vorrà qualche decennio per poter visionare tutti quei famosi che la storia contemporanea foltamente e librescamente ci ammannisce,per non dire ammaestra.Centocinquantamila (più o meno) euro all’anno per finire una rivoluzione cominciata dal nostre prode notaio,centocinquantamilaeuro (ma vorremmo vedere le fatture) in una città fatta solo per loro,loro,i famosi,sempre se non si considera nessun altro ,nemmeno uno ,ad esempio il Mochi ,che in Piazza c’è già e in fondo non è nemmeno piacentino lui ,e allora ci sta.
Sacro & sacro.
Pur con molti credenti son sempre pochi quelli che parlano in modo strettamente evangelico,evangelico oggi è una sorta di linguaggio comune che esula dall’essere credenti e,un certo linguaggio di fede lo si riscontra sopratutto anche negli atei,addirittura nei contrari alla chiesa.Non si desidera qui stabilire i confini del Sacro o del linguaggio del sacro oggi ma, si prende atto che un certo sacro si è fatto politichese,come diceva e scriveva qualcuno di quando la politica,specialmete la gesuitica la si adatta al Vangelo.
Il Nobel.
E’ da tempo che qualcuno dichiara di voler sfamare il mondo e,di giorno in giorno molto probabilmente non lo sfama a sufficienza,comunque ora si è preso il Nobel,forse come pietra tombale sulla fame del e nel mondo ma,prima di annunciare l’avvenuta premiazione di questa organizzazione si son messi ad elencare tutte le probabili persone o associazioni a cui,secondo i dichiaranti ,soggetti diversi avrebbero rischiato,avendone diritto, secondo loro di prendere il Nobel.Quello di sfamare il mondo è venuto per ultimo,ultimo, in questo elenco dei desideri degli articolisti e simpatizzanti di questo o quello ,che poi erano tutti referenti politici come si usa fare oggi.Bene:sfamiamo dunque il mondo,date cibo agli affamati e intanto,intanto la magistratura con Palamara radia sè stessa dall’Ordine,anche se questa radiazione sarà di breve durata si ricorrerà in appello e la magistratura tutta ,verrà,come sempre assolta.
Le perle nere di Kella.
Il castello di Gropparello (Piacenza) sembra uscito da un libro di fiabe. Circondato da una fitta foresta, inerpicato su un blocco di dura roccia torreggia sulla vallata e si affaccia su un burrone,
Una leggenda circonda il fantasma del castello di Gropparello: la Dama Bianca, lo spettro che grida.
Intorno alla seconda metà del 1200, si tenne al castello di Gropparello il matrimonio del conte Pietrone da Cagnano, valoroso combattente e condottiero e Rosania Fulgosio, appartenente alla ricca famiglia guelfa, proprietaria del maniero.
Come spesso accadeva a quel tempo, il matrimonio non era stato dettato da un sentimento d’amore, bensì da ragioni economiche e politiche; tuttavia Pietrone era sinceramente innamorato della giovane donna, nota per la sua straordinaria bellezza
Rosania Fulgosio non ricambiava i sentimenti di Pietrone. Dopo aver combinato il matrimonio, i genitori costrinsero Rosania a dire addio all’uomo che ella aveva amato sin da quand’era ragazza: si trattava di Lancillotto Anguissola, un giovane capitano di ventura fedele al marchese Pallavicino, avversario dei Fulgosio e dei Cagnano.
La vita al castello di Gropparello per i due sposi trascorreva tranquilla, Pietrone da Cagnano, desideroso di accrescere il suo dominio conquistando sempre più territori, era spesso lontano dal maniero per partecipare a qualche battaglia o spedizione.
Rosania, lasciata spesso sola dal marito adempiva ai suoi compiti di castellana con solerzia e impegno, riuscendo a governare il castello
Fra i silenti detrattori di Rosania vi era anche Verzuvia che era venuta a conoscenza del suo passato fidanzamento segreto con un mercenario
Un giorno, il castello venne preso d’assedio dalle truppe del marchese Pallavicino. I pochi soldati a difendere le mura vennero presto uccisi o catturati, e i soldati nemici entrarono nel maniero. Rosania decise di presentarsi al cospetto del capitano, si inginocchia e a mani giunte implora la sua pietà.
Il capitano di ventura si tolse l’elmo rivelandosi Lancillotto Anguissola. l’antico amore di Rosania , Rosania e Lancillotto riscoprirono il loro amore e la loro storia ricominciò
Tuttavia, l’idillio durò poco: Pietron, saputo dell’assedio al maniero, ritornò con il suo esercito
Lancillotto venne aiutato da Rosania a fuggire. Pietrone, sospettando qualcosa, domandò alla moglie se gli fosse rimasta fedele in sua assenza, domanda a cui Rosania rispose di sì, ma il tradimento di Rosania venne rivelato da Verzuvia. Il conte, cieco di gelosia e colpito nell’onore, diede ordine di scavare un antro nelle segrete del castello e, in una notte di tempesta, versò un sonnifero nel vino della moglie, che presto si addormentò. Prese Rosania in braccio e la portò nelle segrete, dove la murò viva all’interno della stanza segreta
Pietrone roso dal senso di colpa, perse completamente il senno: indossò l’armatura, montò a cavallo e imbracciando la spada si gettò nell’orrido su cui si affaccia il castello, trovando la morte sulle rocce del burrone.
La leggenda vuole che, nelle notti di tempesta, dalla torre del maniero si sentano provenire delle grida femminili le urla di Rosania che piange e invoca aiuto, intrappolata nella sua tomba di pietra.
Kella Tribi
Informazione con il segno meno.
Leggendo Italia Oggi che ho fra le mani in questo momento si prende atto della frenata di molti giornali nel mese di Agosto:Corriere meno tre,Avvenire meno 4 Repubblica meno 6 Libero meno 9 Carlino meno 12,Stampa meno 14 e Messaggero meno 19,c’è anche il Fatto,con un tredici più che sale la vetta e poi il Giornale il Sole e la Verità con un segno più.Insomma comunque una bella tirata di freno dove la carta stampata segna il passo certamente per l’imperante internet oppure per un pubblico sempre più smaliziato che non legge o legge con diffidenza,vedendo i nervi scoperti dell’informazione al servizio di una committenza.La commitenza inquina l’informazione e il cittadino (lettore di titoli e basta) riversa tutta la sua sfiducia sulla carta stampata.Il dilemma è questo:un giornale può vivere di sola committenza e di soli finanziamenti?Forse non bastano certamente non risanano la piaga del preponderante interesse economico-politico-privato nelle notizie,insomma un bel gazzabuglio dove la voce del cittadino si fa sempre più rancorosa,rancorosa ma defilata,non giocando alcun ruolo di profitto nell’informazione dato che non conta ,quindi non legge e ,quindi ,non compra cibi precotti.
Giornalisti di Libertà in libertà.
Facciamo una polemica pacata ,cominciando con il dire che uno,uno che scrive per Libertà,per il fatto che scriva sul giornale,su quel giornale mica è un grande giornalista o un grande scrittore,questi si mettono a pontificare dove hai messo le virgole i verbi,qualcuno ,da Libertà di da anche del trombone ,da libertà dico, che alleva e non ha mai allevato biblioteche che respirano,anzi.Questi si montano e montano in cattedra senza aver vinto alcun premio (come giornalisti) letterario e scrivono cose spesso se non sempre illegibili comunque da non leggere ,prive come sono di contenuti che non siano servili.Sarebbe ora che costoro,questi giornalisti scendessero dal loro piedistallo di carta e la smettessero di atteggiarsi quasi fossero dei nuovi Balzac o Turner o si sentissero addirittura un qualche Steinbek.Questi scrivono su un giornale che fa pagare gli annunci anche ai morti,si contengano dunque ,e capiscano,capiscano che non sono nè Dante e nemmeno Petrarca(sic),se non uomini e donne in carne ed ossa che fanno un lavoro senza alcun concorso ma,sopratutto senza eclatanti meriti per renderli idonei a scrivere,ripeto , scivere e questo putroppo,per un ego smisurato, accade anche nelle varie istituzioni cittadine dove un qualsiasi componente per improvvisa disponibilità di denaro si senta qualche volta come un Direttore del Louvre o di Palazzo Pitti,calma dunque,datevi una regolata,una sana regolata e imparate ad esprimere dei concetti,rozzi ma concetti.Ma,sopratutto si astengano da quel concetto tutto dittatoriale che desidera e vuole “forgiare” un popolo,che popolo dietro loro non c’è,e forgino ,se proprio debbono e sanno forgiare qualcuno almeno sè stessi,posto ne siano capaci.
Potere & potentucoli associati.
Il potere o il sistema ,come da tanto ,ma tanto e troppo tempo è noto anche oggi detesta chi non la pensa come lui,infatti ,quasi sempre il potere e il sistema, o un sistema è composto da mediocri,per non dire imbecilli tutti ristretti in sodalizio di mutuo soccorso a difesa e consumo della propria imbecillità compressa alla massima potenza per cui non risulti nulla di nuovo (anche oggi )sotto il sole e lo conferma l’episodio oramai trapassato di quel poeta che ,interrogato da Luigi quattordicesimo sopra alcuni versi da lui composti:Sire-rispose- nulla è impossibile a Vostra Maestà;ella ha voluto fare dei cattivi versi,e vi è riuscita”.Infatti,tagliate le teste ai Re ,fatti imperatori e dittatori rimangono “potentuculi” grondanti pubblico denaro ed imbecillità che, con grande impegno riesco a fare delle boiate pazzesche riuscendovi ,come al tempo di Luigi quattordicesimo.
Vittoria.
Finalmente i cinquestelle ed il PD insieme ce l’hanno fatta,apparentati prendono voti e comuni,di Maio esulta Zingaretti gli fa da bordone,oppure Zingaretti esulta e Di Maio gli fa da bordone,direi che è un connubio riuscito,smagliante,translucido.Il fatto è però che non si sa dove comincino i cinquestelle e dove finisca il PD forse,forse finiscono e cominciano tutti come appare a prima vista nel PD.
Processo Salvini.
Il furore di processare e di cancellare Salvini è così forte che gli stessi accusatori verrano trascinati in tribunale da sè stessi per dichiarare passate colpe loro, ieri false oggi ,per loro, vere.
Narcisismo.
Il ghigno del narcisista / psicopatico rappresenta il punto di non ritorno se lo si è osservato e lo si accetta. Nel momento stesso in cui la vittima accetta oltre alla crudeltà dello squilibrato, anche il suo compiacimento sadico, il suo destino scende per rive tanto scoscese da essere difficilmente risalibili. Perché lo sguardo sardonico, maligno, sbilenco della bestia, rappresenta il verdetto di condanna all’inferno. Solo l’odio potrà far ribaltare il tavolo delle sue strategie di morte annunciata. Ribaltatelo.
Francesca Pierucci