Don Davide Maloberti ha celebrato l’annuale ricorrenza della Madonna del Buon Consiglio ai Negri di Bettola,pc.La rappresentanza Templare era vicino all’altare con le sue insegne.Messa partecipata,sentita ,a cui è seguito un piccolo rinfresco in una serena atmosfera,arrivederci all’anno prossimo.(Foto Murelli)
Madonna del Buon Consiglio,Negri di Bettola
Civile protesta.
Monti il 25 aprile ha esortato:dobbiamo stare tutti vicini, e qualcuno ha capito;cosi’ posso mungervi meglio.Non si è capito bene se la seconda parte della dichiarazione l’ha pronunciata per davvero o solo pensata,ci vorrebbe un tecnico per stabilirlo,noi per dovere di cronaca la riferiamo,cosi’ come ci è stata riferita.Per quel che concerne invece il discorso pronunciato dall’Illustrissimo Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano,ci permettiamo, rispettosamente di dissentire,dissentire con pacata,irremovibile civilta’,affermando, sempre dissentendo che non condividiamo nulla di quello che dice.Rivolgiamo pertanto a Lui,sempre rispettosamente, accorate ,autentiche,disperate richieste, per un rapido ripristino della Democrazia.
Germania felix
Il passo che ci resta è uno:fuori la Germania dall’eruopa,o fuori l’europa dalla Germania.Questa germania s’intende, anche perchè difficilmente se ne puo’ immaginare una diversa.Invocare rigore a dei moribondi,invocare rigore ad intere nazioni stremate,ci ricorda una germania che non ci piace,che non ci convince.Ci ricorda la Germania che ha depredato,rubato,occultato il tesoro di sei milioni di ebrei,con le loro vite.Germania che ha rubato,occultato,depredato, per puro delirio di potere, l’oro di molte banche centrali nell’europa della seconda guerra mondiale.Una Germania tutto sommato felice,incurante del grido delle nazioni.Questi governi ci ricordano,tristemente,i governi che appoggiarono la germania al tempo del collaborazionismo ancora complici di tutte quelle nefandezze.Il passo che ci resta è uno uno solo,rendere precari Monti e compagni,ma precari per sempre,con i loro sostenitori,con i loro ispiritori.per sempre.
Cavalieri Templari
Nella mostra romana sugli archivi segreti vaticani,c’è una pergamena di circa sessanta metri,che contiene 231 deposizioni dei Cavalieri Templari in difesa della Fede e del loro Ordine,contro Filippo quarto re di Francia,che, promosse una calunniosa campagna verso l’Ordine Templare per incamerarne le ricchezze.Clemente v assolse l’Ordine dall’accusa di eresia(verbale di Agosto 1308) e cerco’ di impedire la loro morte,che Filippo a sua insaputa fece uccidere.
Ma l’antipolitica la fanno i politici.
Si evocano gli stregoni della politica,l’assenteismo,l’indifferenza,il populismo,che spazzera’ via tutto.I politici,tremano,dubitano,vittime giustamente designate, della loro antipolitica.
Mons.Tiziano Ghirelli in Fondazione per Kounellis
Sul Nuovo Giornale,di venerdi’ 13 aprile appare un articolo a firma di Giovanna Ravazzola che tratta succintamente, dell’arte povera nelle chiese,un’arte sessantottina,come non ricordare,” amici Nato tirate sul Vietnam”,dove con delle freccette si colpiva una carta geografica dove era appunto il Vietnam.Si potrebbe ancora oggi,senza piu’,purtroppo, pretendere di essere moderni,esporre una croce e scrivere:amici del crucifige,piantate il vostro chiodo sulla croce.Come potete vedere idea strabiliante di arte povera che conterebbe tantissimi seguaci,fra cui molti preti intelligenti,che passerebbero le giornate a piantare chiodi nel legno.Si celebra,nell’articolo, e, si recensise l’incontro con Kounellis,in cui, fra le molte sciocchezze(non per colpa della giornalista), vi si legge ,che”:per rendere le chiese idonee alle novita’ introdotte alla liturgia riformata,il tema degli adeguamenti liturgici nelle chiese antiche è divenuto di scottante(addirittura scottante) attualita’”.E subito ci conforta il commento del Kounellis in cui dichiara,che, dopo aver spostato la figura del Vescovo vicinissima alla gente :”è possibile vedere da vicino il volto del vescovo,cogliere appieno il suo respiro,la sua umanita’ “.Si suppone che questo “spostamento”teatrale, sia dettato per rendere le chiese piu’ idonee ecc.ecc.introdotte dagli adeguamenti liturgici ecc.,insomma si è spostata una persona vicino alla gente,fosse anche un Vescovo,per sentirne il respiro,il resto sono chiacchiere.’Sopra una pedana malfatta,con matriale di recupero o”poeticamente” scartato.Ma,continua il giornale:alcuni fedeli e studiosi tradizionalisti si sono schierati contro l’eccessivo modernismo”.Modernismo?Viene da pensare che piu’ che modernismo,sia un ritorno alle caverne o meglio,al Vietnam,il legno bruciava al fuoco del napal,e solo cinquant’anni fa quello erano tutte le ferite,le piaghe del popolo vietnamita,oggi si è messa un altra etichetta,giochi di prestigio,roba da Mandrake.Ritorno ad un passato fatto di soli feticci scadenti del tutto arbitrari, a cui si vuole dare una visione forzosa,e, si potrebbe aggiungere, buio passato esoterico precristiano.Ma,e qui sta la perla delle riflessioni,le riviste d’arte contemporanea si sono messe ad incensare,ci si passi il termine,hanno applaudito incensando questa operazione,sopratutto, pensiamo si sono fregate le mani in vista di buoni affari.Dire che le riviste d’arte contemporanea,hanno applaudito,non mi sembra una ragione sufficiente per trascinare con sè padre Andrea Dell’Asta che,pare, ne ha fatto il panegirico sull’Avvenire.Padre,che potrebbe benissimo aver preso una cantonata del tutto veniale.Poi il nostro Kounellis prosegue in una sorta di delirio,o vaniloquio ,dove dice:lo stile nasce dalla meditazione sull’ incredulita’ di San Tommaso di Caravaggio,e cosa c’entra Caravaggio con costui.Lo stile?Ma di quale stile parla,siamo nel piu’ fitto mistero “magico”.Ancora:”Ho scelto il legno in ricordo della croce”,ma allora tutti i legni che sono in una chiesa potrebbero essere in ricordo della Croce? Non si ferma al legno ,vaticina”:ed il ferro dei chiodi”.Quindi ,tutti i ferri che sono in una chiesa potrebbero ricordare i chiodi di nostro Signore?Poi si fa un fiume in piena:”I buchi( e si riferisce al materiale di recupero del tavolato) che percorrono la superficie simboleggiano i tagli(ma non sono buchi?) sulla pelle del Nostro Signore.Se vedete un buco in una chiesa da oggi siete autorizzati nel considerarlo un taglio di Nostro Signore,l’ha detto Kounellis,uno che si vanta di avere inchiodato,penso metaforicamente,un pappagallo su un pannello per dimostrare che la natura ha piu’ colori della pittura,dichiarandola ,dopo questa strabiliante battuta, morta per sempre.Nell’articolo verso la fine si scrive:NULLA è LASCIATO AL CASO.Se c’è qualche cosa di ponderato in questa vicenda è proprio il caso.Ed ecco la foto dell'”opera”,un palchetto malfatto da ballabile,ricordate il Verdeluna di qualche paesino? Due, tre gradini, tutto rigorosamente di legno(si suppone quello della Croce),vicino ad una colonna,la seduta vescovile non si vede,e non si percepisce il respiro del Vescovo,anche nella foto nessuno se ne accorge.Un Vescovo dovunque lo metti è sempre un Vescovo,e,se non è morto si suppone che respiri,lo si puo’ metter dove si vuole senza alcuna perizia “artistica”,gratuitamente,seduto sulla sedia,vicino ai fedeli, accompagnato dai testi biblici,liturgici e Teologici,con buona pace di Monsignor Tiziano Ghirelli.Come sempre,quando si tratta di persone molto intelligenti prima di fare tutto questo pattinaggio sul ghiaccio,hanno indicato cosa non bisogna fare,quello che per loro è il brutto,e non occorre fare molto sforzo per capire cosa,un tale consesso, sapientisssimo, reputa brutto,non rendendosi conto,come sempre, che il loro è lo stato peggiore delle cose.In una foto posta sopra “l’opera”,vediamo Kounellis con un mano sulla guancia come tormentato da un forte mal di denti, è certamente l’unico tormento che puo’ spacciare per buono.Il bello verra’ quando la chiesa dovra’ inventarsi anche i fedeli e, davanti le chiese deserte potra’ consolarsi nel ricordarle piene,che,come operazione d’arte povera godra’ del supporto caloroso delle riviste d’arte.
Contemporanei.
L’ ” arte” povera, che cosa non è, se non un movimento letterario malriuscito.Vi sono critici che vorrebbero fare letteratura e non ci riescono,raccattano simulacri,pardon, archetipi ,mezze idee,mezze parole,l’altrove,rottami,sillabe.Mi è capitato di vedere, o meglio leggere, di uno che metteva frasi scelte,sarebbe meglio dire scelte a casaccio e prendere un premio di poesia,e che poesia,con tanto di pubblico e battimani e medaglia d’oro,poteva un somaro cosi’ mancare di encomio?.Di questo premiato non si è mai letto nulla e, forse non ha mai scritto nulla, ma proprio nulla,ma era un ominicchio si, un ominicchio di arte povera.Non poteva nemmeno mancare a un movimento letterario cosi’ inesistente di diventare la corona del potere,il cretinismo museale di stato .Quando il fruscio, il balbettio diventano assoluto:TUTTO è ARTE,no,tutto non è arte, specialmente quella dipinta! Sgomitano e rettificano,a morte l’arte,quella che dalle caverne fino ai giorni nostri è stata prodotta da artigiani,non si vuole piu’ arte dipinta o scolpita.Ma allora perche’ chiamarli artisti,questi non critici,questi non poeti,questi non scultori,questi non pittori,è piu’ artistico un bel massaggio ai piedi(e loro se li fanno “artisticamente” e li dicono artistici),questioni di gusti,un tempo non era reputato arte,massaggiarsi i piedi,arte era quella dei callisti.Un movimento di bassa letteratura,letteratura per allusione,simile al varieta’ , per intenderci,letteratura che non colpisce mai il bersaglio,letteratura che furbescamente non- vuole,incapace di centrare un bersaglio,un sofisma assoluto ,di quelli che: la neve è nera.Scrittura incapace di compiere un percorso che sia vero linguaggio.Letteratura ammantata di molta boria,di molto conformismo,di molto,troppo potere radical-sic.Poteva un secolo, essere cosi’ sciagurato.Ma le sciagure non vengono mai sole,e questa è una vera , plurisciagurata moda.Il vero non- volto di questo secolo,che non ha piu’ volto,la non- vera parola,la mezza parola,che non ha piu’ parole per gli altri ma allusioni.Presunzione,stupidaggini.Cominciassero a scrivere davvero i critici,quei critici, facessero finalmente almeno letteratura, se ci riescono, senza fare il critico “a priori”.Facessero letteratura piena di loro idee,spiegate,convincenti,con loro storie o trame,ben scritte e originali,e, non si avvalessero di tutto un esercito di furbi che gesticolano le loro non-parole,in”arte”povera.Falsa moneta che circola fra loro,loro arguti, senza retorica, senza intelligenza,banali in tutto,dicendosi “contemporanei”,e son cent’ anni e anni e anni ,ma ancora, “contemporanei” d’avanguardia.
Lettera a Don Ponzini
Tu sai San Corrado,quanta fatica ci costa il Vero,tu nato a Calendasco,tu abitante di queste antiche rive,nato nel castello,vicino la chiesa.Tu sai,San Corrado,quanti insulti e menzogne e rimproveri ci sono piovuti addosso per il nostro zelo,per la nostra testardaggine.Tu lo sai beatissimo San Corrado e sopporti tutto con serafica pazienza,perche’ alla fine,dopo le cattiverie,dopo la tracotanza dei potenti,tu e la Verita’ brillerete ancora di nuova gioia.Gioia della ritrovata patria,gioia della tua terra,dei tuoi accenti,del tuo fiume,delle tue preghiere.Tu lo sai,San Corrado,e lo sapevi anche nella citta’ di Noto e nella tua grotta e nella tua celeste vallata di frutti e acque correnti che, la tua patria era questa ,e ,ti facesti grande per volere di Dio,ti facesti Santo e Pio.San Corrado nostro, quante pene dovremo ancora sopportare per essere degni di te,quante amarezze si preparano,ci preparano.E noi non faremo caso a Don Ponzini,non lo rimproveremo,anzi,come tu ci hai insegnato per mezzo del Signore, lo ameremo ancor di piu’,pregheremo per lui,pregheremo che il suo genio ci prepari mille trappole,mille inganni,mille e mille insulti e insidie,montagne di no!Noi,San Corrado,beatissimo Padre, sopporteremo perchè indegni,sopporteremo con letizia, nella nostra pochezza,nella nostra miseria.Tu,San Corrado sai che quello che diciamo e scriviamo e’ vero, e, il vero, brilla, anche se nascosto,negato,schiacciato oltraggiato.Perdonaci Beatissimo Padre,ma infondi in noi la forza della Fede, che solo desideriamo servitere Te e Dio Luminoso ed Eterno,servire la Verita’,non ascoltare le voci del mondo e della vanita’,fino alla fine dei tempi.
Lettera aperta a Don Lusignani
Ci restano le chiese dei nostri padri,chiese con Dio e i Santi,chiese con occhi e sorrisi,angeli alati,leggeri,dolcissimi.Crocefissi dolenti e umani e Divini.Ci restano le chiese per pregare,sognare di Dio,parlare con Dio.Ci restano ancora le stesse chiese,in cui tanti hanno pregato,sperato,ivocato.Chiese del latino e quelle che parlano la lingua dell’oggi,ma ancora con i sorrisi e le lacrime e il perdono dipinto,scolpito,scritto sui pavimenti,sulle lapidi dei morti.Ci restano questi meravigliosi antri Divini,creati dagli uomini,dai suoi sacerdoti,dai suoi papi ,dalle suore.Ci restano ancora tanti luoghi Sacri come li vorrebbe la nostra anima che prega.Il brutto avanza,il nulla incombe,oramai da troppo tempo,fingendosi giovanetto,come nato ora, ed era gia’ nulla, molto tempo fa,ed era gia’ morto, ma lo vollero vivo.Quel nulla che fa della chiesa un altra chiesa ,dove la figura è svanita,si è fatta mussulmana costruzione,dove a guardia del Tempio stanno gli atei e preti compiacenti,ministri presi da vezzo critico piu’ che religioso,critico e modaiolo , come una nuova brutta chiesa senza Dio.Quando avranno distrutte le chiese del nostro Amore, e le distruggeranno.Allora non ci resteranno che i campi e le foreste e i fiori,quelli che chiamavamo gli occhi della Madonna ,per pregare.
La stupidita’ dell’arte povera nelle chiese.
Ed ora,ancora due parole sull’arte povera,che è trionfante nel nostro mondo occidentale,ma che non nasce come arte cristiana o particolarmente cristiana,anzi.L’arte povera è un arte divertente,che ognuno puo’ praticare, è un modo per vedere le cose attraverso scarni archetipi,come un geroglifico godimento per iniziati,per uomini ridondanti di banalita’.Due pietre che schiacciano una lattuga, scultura che mangia 1968,al museo Sonnabend,New York.Ci femiamo qua’ il luogo dove è posta questa “scultura” e il suo significato ci dicono tutto del suo valore.Potenza, di persone come Poli,Bandini,Zevi,Lista,Celant ecc.Costoro rappresentano la moda di oggi,non quella di domani che auspichiamo privo di mode,su questo giochino infantile che vede gia’ un principio di fantasia interpretativa dopo il superamento genitale del bambino,sopra questo stadio evulutivo primitivo, sulla semplicita’ e sull’archetipo ci scrivono un mare di parole, senza quelle ,il giochino non funziona,l’arte vera sta nelle loro parole,nella loro narrazione.nella spiegazione,tanto che una volta spiegato,il giochino(arte povera), una volta innestato il rebus, non serve piu’,si è prodotta semplicemente una fantasia,sedicente letteratura creativa minore ,che si avvale di un espediente infantile di animazione degli oggetti,come coloro che umanizzano gli animali.Gli oggetti di qualsiasi forma e, gli animali di qualsiasi specie non hanno nessuna partecipazione all’umano,umanizzarli significa non conoscerli rendendoli impropri e, che sia tutto sommato qualcosa di improprio,sta proprio nel suo ruolo di negazione della pittura. Quando la pittura esercita attraverso il gesto una pulsione profonda ma sempre archetipa nei confronti della natura e dell’anima,non solo,la pittura non svolge la sua mansione principale nella figurazione,ma solo se procede con una tessitura di Bellezza trascende sè stessa e diviene vera proposta di archetipo,sia esso Divino o umano,la Bellezza non è una immagine ma è la capacita’ di compiere un gesto(pennellata) che forma una trama originale capace di sorprendere,emozionare,far rifletter chi l’osserva,viene dunque in ultima analisi superata la storia o vicenda(raffigurazione),superato anche il colore(lasciamo alle loro foreste i pappagalli) ci si sofferma piuttosto su quella che potrebbe essere una tessitura che, si sviluppa in tutta l’estensione della superficie dipinta,e,se ,qualcuno desidera chiamarlo archetipo,chiamamolo cosi’ .Inutile aggiungere che la poesia pensata e non scritta è una forma di stupidita’ dell’oggi e di qualche coglione di ieri del tutto trascurati,non essendoci nulla da studiare.Occorrre ancora ribadire con forza che il cammino sopratutto nella fede non è minimale,ma totale,il minimalismo non s’addice alla Fede,occorre essere coinvolti nella totalita’,ci si puo’ avvicinare a Dio con una completa dedizione,un gestucolo d’ arte povera non ci salva,ed un pensierino non serve al divino.L’arte povera è venuta per distruggere la pittura,praticando la retorica del vuoto minimale.Si dice antiretorica e si gonfia dei suoi furuncoli.Uno di questi,per dimostrare che la natura ha piu’ colori della pittura,e ritorniamo al pappagallo sopra citato, ha preso un pappagallo indicandolo come esempio di banalita’ della pittura,certamente il piu’ convinto assertore di questa stupida teoria è proprio il pappagallista(Kounellis).Per non dilungarci troppo ,proseguiamo nel cammino dell’uomo,del suo umano, del suo Divino,e,per quanto complesso parra’ il nostro lavoro,la nostra poesia,per quanto complessa parra’ la nostra vita,la nostra Fede ,riterremo sempre il nostro elaborare,vivere,sognare,un insignificante archetipo di Dio e tanto ci fa ben sperare .Tutto il nostro lavoro,passato,presente,futuro, non raggiungera’ mai la complessita’ del Divino e ci pare fuori luogo confondere il minimo con il Massimo,il Perfetto,l’Assoluto.L’arte povera è venuta per distruggere secoli di cultura anche cristiana.I sacerdoti che la diffondono, praticano il relativismo e, si assumono le loro brave responsabilita’.Per fare chiaro il concetto di quello che fanno i celebranti modaioli ai fedeli è come se dal parlato si passasse al linguaggio dei muti,vi immaginate una Messa per sordomuti?E anche questa è arte povera.