Mons.Tiziano Ghirelli in Fondazione per Kounellis

Written By: bruno - Apr• 14•12

Sul Nuovo Giornale,di venerdi’ 13 aprile appare un articolo  a firma di Giovanna Ravazzola che tratta succintamente, dell’arte povera nelle chiese,un’arte  sessantottina,come non ricordare,” amici Nato tirate sul Vietnam”,dove con delle freccette si colpiva una carta geografica dove era appunto il Vietnam.Si potrebbe ancora oggi,senza piu’,purtroppo, pretendere di essere moderni,esporre una croce e scrivere:amici del crucifige,piantate il vostro chiodo sulla croce.Come potete vedere idea strabiliante di arte povera che conterebbe tantissimi seguaci,fra cui molti preti intelligenti,che passerebbero le giornate a piantare chiodi nel legno.Si celebra,nell’articolo, e, si recensise l’incontro con Kounellis,in cui, fra le molte sciocchezze(non per colpa della giornalista), vi si legge ,che”:per rendere le chiese idonee alle novita’ introdotte alla liturgia riformata,il tema degli adeguamenti liturgici nelle chiese antiche è divenuto di scottante(addirittura scottante) attualita’”.E subito ci conforta il commento del Kounellis in cui dichiara,che, dopo aver spostato la figura del Vescovo vicinissima alla gente :”è  possibile vedere da vicino il volto del vescovo,cogliere appieno il suo respiro,la sua umanita’ “.Si suppone che questo “spostamento”teatrale, sia dettato per rendere le chiese piu’ idonee ecc.ecc.introdotte dagli adeguamenti liturgici ecc.,insomma si è spostata una persona vicino alla gente,fosse anche un Vescovo,per sentirne il respiro,il resto sono chiacchiere.’Sopra una pedana malfatta,con matriale di recupero o”poeticamente” scartato.Ma,continua il giornale:alcuni fedeli e studiosi tradizionalisti si sono schierati contro l’eccessivo modernismo”.Modernismo?Viene da pensare che piu’ che modernismo,sia un ritorno alle caverne o meglio,al Vietnam,il legno bruciava al fuoco del napal,e solo cinquant’anni fa quello erano tutte le ferite,le piaghe del popolo vietnamita,oggi si è messa un altra etichetta,giochi di prestigio,roba da Mandrake.Ritorno ad un passato fatto di soli feticci scadenti del tutto arbitrari, a cui si vuole dare una visione forzosa,e, si potrebbe aggiungere, buio passato esoterico precristiano.Ma,e qui sta la perla delle riflessioni,le riviste d’arte contemporanea si sono messe ad incensare,ci si passi il termine,hanno applaudito incensando questa operazione,sopratutto,  pensiamo si sono fregate le mani in vista di buoni affari.Dire che le riviste d’arte contemporanea,hanno applaudito,non mi sembra una ragione sufficiente per trascinare con sè padre Andrea Dell’Asta che,pare, ne ha fatto il panegirico sull’Avvenire.Padre,che potrebbe benissimo aver preso una cantonata del tutto veniale.Poi il nostro Kounellis prosegue in una sorta di delirio,o vaniloquio ,dove dice:lo stile nasce dalla meditazione sull’ incredulita’ di San Tommaso di Caravaggio,e cosa c’entra Caravaggio con costui.Lo stile?Ma di quale stile parla,siamo nel piu’ fitto mistero “magico”.Ancora:”Ho scelto il legno in ricordo della croce”,ma allora tutti i legni che sono in una chiesa potrebbero essere in ricordo della Croce? Non si ferma al legno ,vaticina”:ed il ferro dei chiodi”.Quindi ,tutti i ferri che sono in una chiesa potrebbero ricordare i chiodi di nostro Signore?Poi si fa un fiume in piena:”I buchi( e si riferisce al materiale di recupero del tavolato) che percorrono la superficie simboleggiano i tagli(ma non sono buchi?) sulla pelle del Nostro Signore.Se vedete un buco in una chiesa da oggi siete autorizzati nel considerarlo un taglio di Nostro Signore,l’ha detto Kounellis,uno che si vanta di avere inchiodato,penso metaforicamente,un pappagallo su un pannello per dimostrare che la natura ha piu’ colori della pittura,dichiarandola ,dopo questa strabiliante battuta, morta per sempre.Nell’articolo verso la fine si scrive:NULLA è LASCIATO AL CASO.Se c’è qualche cosa di ponderato in questa vicenda è proprio il caso.Ed ecco la foto dell'”opera”,un palchetto malfatto da ballabile,ricordate il Verdeluna di qualche paesino?  Due, tre gradini, tutto rigorosamente di legno(si suppone quello della Croce),vicino ad una colonna,la seduta vescovile non si vede,e non si percepisce il respiro del Vescovo,anche nella foto nessuno se ne accorge.Un Vescovo dovunque lo metti è sempre un Vescovo,e,se non è morto si suppone che respiri,lo si puo’ metter dove si vuole senza alcuna perizia “artistica”,gratuitamente,seduto sulla sedia,vicino ai fedeli, accompagnato dai testi biblici,liturgici e Teologici,con buona pace di Monsignor Tiziano Ghirelli.Come sempre,quando si tratta di persone molto intelligenti prima di fare tutto questo  pattinaggio sul ghiaccio,hanno indicato cosa non bisogna fare,quello che per loro è il brutto,e non occorre fare molto sforzo per capire cosa,un tale consesso, sapientisssimo, reputa brutto,non rendendosi conto,come sempre, che il loro è lo stato peggiore delle cose.In una foto posta sopra “l’opera”,vediamo  Kounellis con un mano sulla guancia come tormentato da un forte mal di denti, è certamente l’unico tormento che puo’ spacciare per buono.Il bello verra’ quando la chiesa dovra’ inventarsi anche i fedeli e, davanti le chiese deserte potra’ consolarsi nel ricordarle piene,che,come operazione d’arte povera godra’ del supporto caloroso delle riviste d’arte.

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