Daverio a Rivergaro.

Written By: bruno - Ott• 20•12

A proposito della Citta’ di Trivia o Triveria,quella piu’ antica di Piacenza,e che in ogni caso fu il primo insediamento cittadino sulle rive del Trebbia che,spostandosi verso il fiume Po diede inizio alla nascita della nostra Citta’ scrive il Campi:La Citta’ di Triverio fondata,Triveria,e non Trivia si chiamasse,e ch’ella posta fosse nel luogo detto oggidi’ Rivergario;e che di piu’ un’altra Citta’ (o parte della medesima,ch’ei dir si voglia) nomata da lui Apania,non lungi da quella si trovasse altrevolte,cioè otr’il fiume Trebbia,e appo il luogo di Statto edificata.Noi che siamo gente di provicia discutiamo volentieri di queste antiche ipotesi storiche,notizie che ci informano delle nostre antiche terre.Rivergario o, come meglio si chiama oggi,Rivergaro sta per essere investito da un evento mediatico di sicuro successo.Un tempo si sarebbero suonate le campane a stormo e una folla festante sarebbe andata a ricevere l’illustre ospite con un corteo di carrozze,archi triofali ed altri segnali d’allegrezza dei terrazzani,compreso il Te Deum.A rivergaro arriva Daverio per parlar della nuova Piazza,dove illustrissimi architetti con altrettanti illustrissimi artisti si apprestano a dare pregio alla loro Piazza.Il “divo” del piu’ famoso elettrodomestico d’Italia si pregia di uscire fuori dal piccolo schermo per mostrarsi in carne ed ossa,compreso il capello tinto ai terrazzani di Rivergario,con tanto di panciotto occhiale tondo,non sappaiamo se ha smesso di fumare,ma se fumasse farebbe bene il paio con gli occhialini ed il panciotto.Dopo le passate devastazioni di Fiorenzuola e di Salsomaggiore,dove sono riusciti a cancellare anche l’elezione di miss Italia.Dopo aver ingombrato con rottami ogni slargo e spigolo della citta’.Eccoli i nostri architetti con altrettanti artisti ,vere e proprie ditte,con il loro prontuario per piazze e palazzi,pronti ad ogni evenienza soddisfano con soluzioni devastanti alla moda ogni amministrazione,soddisfano sindaci,prefetti,segretari e financo i fattorini.Architetti di grido,artisti degni degli architetti,ma ancor piu'(architetti e artisti) degni dei signori amministratori,siano essi provinciali o nazionali oppur internazionali,siano essi cinesi o moreschi.L’antica Trivia forse non era,come suggerisce il Campi a Rivergario,scrive che l’antica Citta’ era nei pressi di Travo,ma a noi poco importa, siam solo curiosi di piccole storie di paese.Dobbiamo constatare che in un periodo di vacche magrissime e miserrime l’antica Rivergario deve essere molto opulenta(Monti indaghi), se puo’ permettersi un professionista della frase fatta come Daverio,invece che venti ballerine venti,sculettanti e coscialunga , la gente di Rivergaro applaude Daverio che,alla fine lasciera’ una manata di cemeto un monte di parole che si auspicano gratuite,qualche ferro vecchio od un pietrone presso i tavolini dei bar,dove i terrazzani pero’, potranno felici discorrere nelle lunghe serate d’estate e d’inverno della venuta di un tizio che confabulava di piazze e cordoli,e spazi da far nuovi e belli,razionali.Il tutto nel nome del bello dell’utile,ma,sopratutto, dell’artistico,mentre ancora abbiamo negli occhi ,pieni di lacrime, quello che hanno gia fatto, queste strepitose ditte di cementificazione e stracci.Popolo di Rivergaro preparate i fazzoletti.

N.B.Per correttezza d’informazione specifichiamo che la regione Emilia Romagna finanzia con cinquantamila euri un’idea per la Piazza di Rivergaro,idee,intenzioni che costano un’occhio,nella speranza si fermino alle intenzioni,anche se va ulteriormente precisato,che ,le sopracitate ditte “artistiche”,anche nella fattibilita’ del manufatto,solo  cose intenzionali esprimono.

Italiano:una lingua morta.

Written By: bruno - Ott• 20•12

Quo usque tandem abutere,Monti,patientia nostra?Questi partiti di Roma che appoggiano il governo Monti non rappresentano piu’ gli italiani,nè coloro che li hanno votati.Vivono per inerzia in un  gioco che, definire politico ha del fantasioso.Spazzati dall’oggi si trascinano in modelli  conservatori,sotto il tacco della Germania e di un nordeuropa ottuso e antieuropeo,sotto il tacco di previlegi,i loro previlegi.Convitati a “Palazzo”,parlano fra  loro e guardano gli italiani come un popolo straniero che loro tutti, su quegli scanni, si fan tedeschi,popolo da colonizzare  e mettere in riga, quello d’Italia,di Grecia,di Spagna,con troppi agi.E chi scrive o comunica indignato contro i loro soprusi,parla una lingua morta che non vogliono ne’ sanno nemmeno piu’ riconoscere,pur essendo questa la parlata del “loro” paese.

Piacenza 1502 streghe e stregoni.

Written By: bruno - Ott• 15•12

Alla fine del 1502 vi furono in Piacenza diversi processi di streghe e stregoni,alcuni furono arsi vivi.Fra i primi citeremo un vecchio di 82 anni,detto Tartaglia,ed una donna di Casaliggio,che vennero bruciati in Piazza della Cattedrale;il primo perchè comincio’ a 18 anni ad andare alla scuola di Diana Erodiana.In quella scuola  si fabbricava l’albero di Diana,detto anche albero filosofico,specie di vegetazione metallica ottenuto con l’argento amalgamato con il mercurio.Una delle vittime fu una “strega” nominata Longaretta che pero’ si penti’ e per il suo pentimento fu costretta dall’Inquisitore a portare una veste di tela bianca con una croce rossa per un anno,per cui,per quattro Domeniche doveva stare ginocchioni davanti alla porta di San Giovanni,fino al termine della Messa solenne.Altri furono soltanto frustati:fra questi un certo Bartolini della Cadè,perchè andava alcune volte a scuola in zoccoli presso Saliceto(equivaleva  macchiarsi di sodomia),fu processato anche un medico di Corani dei Torti Alessandria,perchè creduto negromante,avendo uno spirito famigliare incantato che gli diceva tutto.

Di coloro che scrivono a sproposito di San Corrado.

Written By: bruno - Ott• 14•12

Occorre puntualizzare.oltre che rimettere in un contesto logico gli scritti che riguardano San Corrado,prendiamo la vita scritta dal Rossi nei primi anni dell’ottocento,per quanto puntuale e composta da un corpo,e da una struttura di notizie sulla vita del Santo,questa ha il difetto di essere stata scritta dopo l’avvento di Napoleone.Un difetto e un pregio,un pregio perchè ha conservato tutta la tradizione Corradiana,un difetto perchè non ha potuto attingere al Legato San Corrado di Calendasco.Un documento(quello di Calendasco), scritto e confermato da testimoni legali dell’epoca (lo ripeteremo all’infinito,fino alla noia),a ridosso dell’assassinio Pierluigi Farnese,e,che,per la semplice ragione certificante la Santita’ di un Confalonieri (famiglia di uno dei congiurati),inviso ai Farnese,ammesso a mezza bocca,accennato e subito sepolto,oscurato.Grave era la morte del Duca Pier-Luigi,grave per i figli e i nipoti.Ci vorra’ l’estinzione di quella famiglia,ci vorra’ l’azzeramento operato da Napoleone anche dei Borbone,ci vorra’ Napoleone stesso che pensera’ a deificare sè stesso(che cosa volete gli importasse di San Corrado),ci vorranno tutti questi avvenimenti per attenuare l’ostilita’ verso il Santo.Ci vorranno tutte le guerre,i contrasti,le congiure di un tempo dilaniato dal potere e dalla guerra,che oscurarono perpetuamente il Legato San Corrado Di Calendasco.E’ un vero miracolo che il Legato sia arrivato fino a noi(ritrovamento Umberto Battini),quando siamo certi(e ne abbiamo trovato delle parti in vendita presso privati) che quell’archivio,l’archivio dove era il Legato ando’ anche in parte disperso.Coloro che si icamminarono sulla ricostruzione della Vita del Santo,tutti fallirono,scrissero ex novo,e fecero vive solo ipotetiche  favolette,improbabili affermazioni,nell’inutile tentativo di dare corpo storico al nostro San Corrado perchè mancavano della conoscenza del Documento stesso,della prova provata di Calendasco.Prova dimenticata,cancellata,derisa.Il corpo Corradiano scritto ,infarcito di sciocchezze del dopo Napoleone,non aveva alcun fondamento,e non poteva averne perchè mancava di fondamenta storiche,provate legali.Coloro,che ancor oggi si esibiscono in piroette verbali psudostoriche,commettono un errore imperdonabile,non leggono i documenti,o peggio, perchè non li hanno cercati o trovati,li negano.Quanto un potere sia forte,quanto i Farnese,sono stati forti nel reprimere questo culto lo vediamo e sentiamo ancora oggi,la’ dove, qualcuno,anche del popolino ,afferma San Corrado non essere nemmeno SANTO, nemmeno religioso,questa è la prova provata della pervicacia e forza del potere dei Farnese,di un potere che nei secoli ha schiacciato San Corrado,il Suo culto,la Sua Santita’,e non da ultimo da Noto (spinti da ignoranti piacentini), vi fu chi diede del falsario allo scopritore del documento (dichiarava il documento falso),che è l’affermazione piu’ grave,piu’ provocatoria,la piu’ arrogante,la piu’ disgustosa,l’ignorante che afferma falsa la verita’ senza aver neppur visionato il documento.Ed ora diciamo basta,basta alla menzogna che suona come una bestemmia,basta.

Nobel per la pace all’Europa ,Marte protesta.

Written By: bruno - Ott• 12•12

Il Nobel per la pace all’Europa, nonostante le dichiarazioni dell’Italia attraverso il presidente del consiglio Monti qualche mese fa,in cui ha dichiarato di essere in guerra,i Marziani hanno inoltrato un secco esposto ,con la motivazione che,non avendo invaso mai la terra per pigrizia  è stato a loro negato.Questi soldi non sanno piu’ a chi darli, è il laconico commento di un esponente tecnico marziano di alto livello morale.

Perchè Don Ponzini ha torto

Written By: bruno - Ott• 12•12

Lo stravagante cammino di Don Ponzini ci sorprende sempre,perchè imprevedibile e opportunistico.Per dirla con il Campi pagina 2 delle sue Storie Ecclesiastiche,parlando delle scoperte che si possono fare nella storia quando scrive:”Stimai,ch’il lasciarle stare in cotal guisa sepolte,potendo io,se non metterle in chiara luce,almen trarle da quelle oscurita’era per mio avviso,un tornarle a seppellir maggiormente”ecc.Questa particella Don Ponzini non l’ha mai praticata per San Corrado.Quando,per scrivere Ponzini del Canonico Bissi ,cita vistosamente il Rossi,e, lo passa pari pari,senza nessun appunto critico.Mentre si è sempre guardato dal citare lo stesso Rossi per San Corrado,Santo che viene citato con un vistoso capitolo.Non ha mai detto,il Ponzini,cosa scrive il Rossi,ma sapendolo l’ha seppellito di nuovo,come bene sottolinea il Campi a proposito  del lavoro dello storico.Il Campi doveva essere un poco profeta se ci illumina con la perla sopracitata. Insomma Don Ponzini ama coprirsi con le patacche della storia,e,come un buon becchino seppellisce ,seppellisce,senza portare alla Luce nulla.Notizia di cronaca,una mia nonna si chiamava Bottarelli,ma l’altra che sposo’ mio nonno si chiamava Bissi,Bissi Laura.Di antica famiglia Piacentina.

Marchionne ha ragione.

Written By: bruno - Ott• 12•12

Non è che Marchionne dica castronerie,quando definisce Firenze una “piccola “citta’.Si’,ma fu bella,si,ma fu grande,si fu splendita,nel suo piccolo,nel suo medioevo,nel suo rinascimento,nel suo pieno ottocento.Fu,come furono,Roma e Venezia,ora baracconi per turisti in gran parte in caccia di qualche notte allegra,spinti fra i monumenti per ripetere all’infinito:ci sono stato.Se per incanto si dovesse smontare tutti quei monumenti e metterli in plastica,la gente correrebbe ugualmente senza accorgersi di nulla,nulla.Se per caso uno mettesse,la’ cinque gambe,otto occhi,sette piedi, quattro teste ad ognuna delle opere degli Uffizi,la gente,la gente che corre spinti dalla bellezza e dalla storia le ammirerebbe indifferente,restando sbalorditi,per raccontare poi agli amici:la grande bellezza di Firenze.Furono,furono queste citta’,Firenze,Roma,Venezia in particolare,oggi solo parco per turisti distratti,come molte citta’ d’arte,affollate,ubbriache,sazie,con il sorriso marchiato sulle labbra,come  marchio a fuoco per le vacche.I grandi(del passato e ve ne furono)Firenze li prese tutti a calci in culo.Ma gia’,i fiorentini sono sarcastici,spiritosi,irriverenti,battutisti.Si, sono rimasti,come nel passato ancora tali e quali,davanti  la loro bottega,nella loro piccola citta’.Che male c’è ad essere piccola,ma grande,per i pochi che la fecero tale,che male c’è.Loro la ostentano grande,ed è davvero grande come fiera delle suggestioni di consumo,consumo piccolo o grande,ma solo consumo,lardo che cola sui monumenti,le statue i volti,le arche di Santa Croce.Marchionne hai ragione,pero’ questa è la Firenze dei Pieraccioni,dei Renzi dei Benigni,come Dante,Petrarca,Boccaccio,lasciaglielo credere.Firenze fu,Marchionne,fu e basta,ma lascia stare l’America.

Fino a quando Monti abusera’ della nostra pazienza.

Written By: bruno - Ott• 10•12

Ma non è ora di dire a Monti di smettere?Di piantarla?In mezzo al casotto Italia solo il suo governo sorride,vara,per gli anni futuri,spazia,programma camice di forza,cilici urticanti sulla pelle viva.E vada a fare il maggiordomo in casa Casini.Fino a quando abusera della nostra pazienza questo “servo” di lusso,fino a quando.

San Corrado:il Santo negato.

Written By: bruno - Ott• 08•12

Nel 1568 il Duca Ottavio Farnese,come abbiamo gia’ specificato precedentemente per il patto di non vendetta, fu obbligato all’acquisto dei Feudi del Conte Giovanni Anguissola,feudi di:Riva Carmiano ecc.ecc. per il prezzo di centossentanovemila duecentossessantasei lire,quindici soldi e sei denari di moneta Piacentina,non bruscolini.E cosa ne fa di questo acquisto,dopo tre giorni investe,col titolo di Feudo e di Marchesato,Paolo Vitelli di Citta’ di Castello uno dei piu’ vecchi ufficiali della sua corte.Cosi’ come fara’ con il Feudo di Calendasco nel 1688 a favore del Perleti. Disfandosene ,obbligato a comprare,quello che avrebbe volentieri incamerato vendicandosi dell’assassinio di Pier Luigi Farnese.Obbligato,subendo con atto autorevole ma anomalo per i tempi,quando,in quei tempi, si rapinavano anche i viventi.Un bel rospo,e poi,questo Santo della famiglia Confalonieri gli doveva pesare  con piu’ forza in una lotta  sottile, fra potere ed ossequio religioso.Fra l’apparire e l’essere,in una societa’ che non riconosceva il perdono e piu’ avanti spiegheremo l’enormita’ di questo odio represso.In questo conflitto sta tutto il mistero del Legato San Corrado,depositato nell’archivio di Calendasco,che,dimenticato,rimosso,anche dalle coscienze,dovra’ attendere la fine dei Farnese e dei Borbone,non solo ma superare i giorni di Napoleone.Per poi ripresentarsi con forme fantastiche create ex novo da spiazzati storici,quasi gli studiosi fossero impediti,paralizzati da questo lungo sonno a cui fu costretto il Legato San Corrado.Se ne era persa ogni memoria,documento “oppresso” collegato ad un delitto,ad una congiura.

1568 beni dei congiurati.

Written By: bruno - Ott• 06•12

1568,il Duca Ottavio Farnese aveva deliberato di dare esecuzione al trattato fatto con Re Filippo,all’atto che riebbe da esso Piacenza(non poteva confiscare i beni dei congiurati) acquistando i beni e i feudi dei congiurati contro suo padre Pier-Luigi.Acquisto’ dal Conte Giovanni Anguissola,Senatore dimorante in Milano,feudi e beni della Riva,del ponte di Albarola e di Spettine nel distretto Piacentino.Dopo l’indicato acquisto,il Duca fece pur quelli dei Luoghi della Grotta(che localita’ sia vorrei proprio saperlo),Pellegrino,Salso,Vigoleno,Borla,Scipione ecc.da Giulio,Orazio e Rodolfo fratelli Pallavicini de Scipione figli del Magnifico da Scipione,altro dei congiurati.Come si vede Calendasco che donera’ al Perleti nel 1688 non vi risulta,forse è in quegli eccetera.La famiglia Farnese porto’ sempre come un trauma la morte di Pier-Luigi,segnando alcuni membri della famiglia con il marchio della paranoia.L’odio verso gli assassini deve essere durato a lungo,sopratutto per il fatto di non essersi potuto vendicare imposto dal patto con il Re di Spagna.