Domenica delle palme:ricorda che bisogna sempre diffidare dei trionfi o dei riconoscimenti.Ecco l’Unto del Signore :gridava il popolo al passaggio di Gesù sul dorso dell’asino ,mentre stendeva mantelli sotto gli zoccoli: l’ombra delle palme istoriava e disegnava su quelle stoffe un ombrato gaio trionfo.Ecco l’Unto del Signore; si dice ancora oggi ;per fortuna ,solo in chiesa ,ma che ricorda quello che, anche oggi si dice ,quando si vede infine arrivare colui che aspettiamo esclamando:Ecce Homo.
Le perle nere di Kella.
Si chiamava Mariana Tudor Szekeres, 19 anni, rumena.
Era arrivata in Italia dalla Romania, condivideva una casa con altre due ragazze a Salerno e per vivere batteva in strada.
Passava tutti i suoi giorni sul marciapiede, con il suo bel corpo stretto in vestiti succinti e l’anello a forma di fiore che le luccicava al dito. Era abituata ad assecondare gli uomini in tutti i loro desideri, sapeva che il tempo trascorso con lei doveva servire a ripagarli del lavoro frustrante, del matrimonio noioso, dei fallimenti. Lei doveva farli sentire invincibili e al tempo stesso, coccolarli come una madre e doveva fare tutto questo cercando di evitare che le loro perversioni prendessero il sopravvento, che diventassero violenti o molesti. Non più del dovuto, insomma.
Una sera di aprile del 2016 le amiche l’avevano vista salire in un’auto scura con un uomo. A un certo punto sembrava che lei volesse scendere, ma lui non glielo aveva permesso. Quella sera non era tornata a casa. A fare denuncia di scomparsa erano state le coinquiline
A Salerno un’altra ragazza era sparita cinque mesi prima, si chiamava Nikolova, era bulgara. L’avevano trovata morta strangolata. Anche lei faceva lo stesso mestiere di Mariana, tanto che gli investigatori avevano pensato a un regolamento di conti nel racket della prostituzione
Poi una mattina di maggio uno dei proprietari dei fondi agricoli alla periferia di Salerno, aveva trovato qualcosa poco lontano dal suo appezzamento. Era un corpo femminile seminudo e irriconoscibile, doveva essere lì da molti giorni, sul dito di una mano luccicava un anello a forma di fiore. Mariana era la seconda vittima in pochi mesi.
Carmine Ferrante, 36enne, muratore di Vietri, padre di tre figli, fu identificato grazie al DNA quando, una ulteriore perizia sul corpo di Mariana restituì la corrispondenza con il suo DNA e con quello trovato sul corpo di Alina. In pochi mesi ne aveva uccise due e forse non si sarebbe fermato, ma non perché era un serial killer, era semplicemente un uomo che odiava le donne.
E’ stato condannato a 20 anni per l’omicidio di Nikolova e a 18 per quello di Mariana.
Kella Tribi.
Giornali & giornali.
Il giornale;inteso come foglio generico d’informazione (quasi sempre al guinziaglio di sovvenzioni),proprio perchè genericamente stampato, a “mezzo servizio” di un qualche interesse;quando non proprio vetrina di un padrone,che però giura(sic) di non aver mai abusato della sua proprietà.Il giornale o: i giornali,dicevo;proprio per questa loro vistosa; un tempo unica incontestabile voce circolante hanno sempre goduto di fiere opposizioni o definizioni popolari:a Piacenza la Libertà;quotidiano cittadino si dice si;Libertà:ma di carta.Per la verità,e per verità; circolano spesso frasi ben più colorite attorno alla stampa in generale,quasi tutta marcate dalla malavita.Definizioni chiassose;quando un giornale viene chiamato semplicemente :”scaracchio,sputo” (Venezia);ma anche ridotto come formato-biglietto scritto: “scaracc'” dei girovaghi.A Bologna;la grassa,lo scàracc, come archetipo è “Il Resto del Carlino”.Il folgio che informa insomma;secondo la mala,e non solo,in generale è anche balloso,chiacchierone,parra-parra,ruffiano.
Palermo & la Fede.
Poco tempo fa, all’incirca un anno, tutto pensavamo, ma non di non potere ancora girare liberi ed indisturbati nella nostra Palermo. Eppure ci viene chiesto ancor oggi di sacrificarsi per il bene della nostra stessa salute. Potremo solo visitare le bellissime ville che per fortuna abbiamo, come Villa Trabia, Villa Giulia etc…ricordiamo sempre a tutti che non solo sono belle a visitare, ma che hanno una storia che non si è persa nel tempo; a prescindere che sono un polmone di alberi secolari ed unici all’interno di Palermo.
Vero è che diventeremo zona rossa e molte cose non si potranno fare, ma è pur vero che ormai quasi tutti hanno imparato a godere del poco tempo libero facendo cose diverse dal solito. Mi piacerebbe parlare delle feste tenute nei paesi limitrofi a Palermo o in Provincia, ma purtroppo anche quest’anno lo passeremo a casa con due persone familiari per evitare le ormai famose aggregazioni…mah dicono che è una soluzione affinché il contagio non crei altri focolai. È passato all’incirca un anno, scoperte e vaccini e vaccinati esistono; ma ancora questa immunità di gregge sembra una chimera.
I ricercatori, le case farmaceutiche parlano di passi da gigante…sarà, anzi no è così…ma le persone ad oggi si fidano pochissimo dei vaccini e rimandano a data da destinarsi la loro vaccinazione. Ad esempio, io mi sono vaccinata ed a differenza delle notizie che danno le persone di vario genere ed a diverso titolo, non mi è successo niente completamente. Dipende secondo me da tanti fattori, quando esistono reazioni esagerate del vaccino…questo dovrebbe essere motivo di studio per i ricercatori; non solo trovare la cura, ma anche capire come in soggetti con patologie le reazioni variano….arrivando sino ad una settimana allettati per colpa del vaccino. Questa è una delle motivazioni ad oggi di tanta paura e comunque poca affidabilità; per intenderci ci vuole anche coraggio e determinazione verso l’incognita di riuscita del vaccino. Ho potuto notare che metterci nelle mani del Nostro Signore ci aiuta in tanti momenti e circostanze di vita. Solo il Signore in questo periodo ci può dare la forza di andare avanti, partecipare ed essere parte attiva del progetto divino.
Teresa Campagna.
Giri di valzer.
Bhe!Questo balletto di vaccini che vanno e vengono con depositi alla Paperon dè Paperoni che vengono scoperti dai carabinieri c’è di che stare allegri;ma con gli occhi aperti,ben aperti e ben lacrimati ,affinchè si possa vedere oltre il velo di scatole vuote che vanno-con sola andata- in scambio per il mondo;mentre qui si lotta contro avvocati, giudici,giornalisti e gente “importante”;importante sopratutto per sè e sè sola;ma che hanno il potere e conoscono le scorciatoie per saltare le file, anche quelle dei moribondi vaccinandosi. Costoro,armati ,foderati come sono, di un feroce cinismo che è un classico dell’umanità per cui serve poco indignarsi.indignarsi come un tempo ci si indignava per l’innocuo valzer che veniva consigliato solo alle vecchie;ma, questo ,è un balletto,un altro balletto;un altro valzer,un altro valzer e indignarsi, non serve:purtroppo ,non serve proprio più.
Anche il sommo Dante.
Parliamo un poco di antisemitismo nei secoli;le sue stratificazioni,la sua diffusione,antisemitismo spesso camuffato ,altre volte dichiarato e urlato ma,ma c’è nella corrente sotterranea,quella poco conosciuta e praticata,spesso ignorata: vero e proprio pozzo oscuro di “perle” che lasciano di stucco di quanto e come,questo odio o disprezzo circoli nelle vene anche letterarie dell’arte.Noto:credo,noto a qualcuno è certamente quello del signor di Voltaire;strano,fra l’altro che, per un uomo come lui potesse non esservi un lume di ragione a proposito degli ebrei e antisemitismo;comunque, leggere e restarne di stucco è un esercizio che potrebbe “illuminare” qualcuno.E, in questi giorni di Dante ,ci è venuto alla mente quello che il sommo Dante portò(paradiso);portò,come pietruzza contro il popolo ebreo scrivendo:”Se mala cupidiglia altro vi grida,uomini siate,e non pecore matte,si che’l Giudeo di tra voi non rida”.Come potete leggere questo seme;o mal-seme di avidità giudaica da tempo dorme fra i guanciali della storia dell’uomo per cui; lo stesso sommo Dante ,si è messo a seminarlo nelle sue divine pagine anche se, per poter ,e dover essere obbiettivi con Dante, occorre aggiungere a proposito di cupidiagia che scrisse:”Ha masticato più di quanto potesse mordere”,e questo riguarda quasi tutti coloro che mastincano;di troppo,indipendentemente dal supposto divisivo-ceppo di appartenenza.
Fatalità
Non scherziamo con uno che va a farsi il vaccino covid 19;non scheziamoci sopra.Sarà sicuro ,sicurissimo;Cacciari in TV urla:datemi il vaccino;ditemi dove posso fami vaccinare e si guarda intorno in un campiello veneto.Vorrei avere l’urlo di Cacciari; ma e me,a me che frappoco mi faccio vaccinare un piccolo timore in fondo al cuore;come un piccolo groppo in gola mi viene;accidenti, mi viene e non c’è nulla da fare.Mi vado a vaccinare;basta,mi vado a vaccinare affronterò questo timore e sarà o quel che dovrà essere;potrei anche essere fuori,fuori da quei pochi che statisticamente hanno delle complicanze;per di più gravi.Mi vado a vaccinare;ho deciso :vado,vado cercando di sfidare anche la fatalità;che un tempo era un vocabolo esclusivamente romantico ma;a proposito di “uomo fatale” ,si dice anche di chi porta il malocchio.
Tu-avere capito-vero?
Ogni tipo di razzismo ha diverse sfumature si sa.Alcuni razzisti lo sono addirittra al contrario:odiano sè stessi;in questo coacervo di razzismi più o meno biechi;più o meno motivati a cui personalmente non siamo immuni;se non altro per l’atteggiamento che ha:anche lo straniero del pianerottolo accanto nei nostri confronti che si esprime bene nella certezza che;avere un vicino scemo complica il tutto,così tutto si fa estraneo,straniero,ostile, e scatena una feroce guerra porta aporta.Colpiscono ;a questo punto, alcune perle radicate sul razzismo che circolavano ,non tanto tempo fa in Europa ,come quella di stupirsi che un africano avesse la saliva bianca o parlasse (anche) la lingua dello stato in cui aveva trovato asilo ma;e questo è rimasto ancore in certi strati fossili ( inutilmente istruiti) della nostra società il massimo è che; per farsi capire anche da un qualsiasi straniero ,occorresse sempre parlare sillabando come un africano come-tu avere capito?Vero?-
Ad libitum.
Si è visto,anche recentemente, appeso sotto le arcate di palazzo Gotico ,in Piazza Cavalli un lungo striscione per una esposizione, con la scritta ambiziosa , un poco narcisistica di”:La rivoluzione siamo noi”,che sia poi stata una rivoluzione con le gomme sgonfie ,meglio a terra, lo dimostra quel che resta di quel materiale simil etrusco in vetroresina (replicato in qualche centinaio di copie) che staziona ad libitum ,in Piazza Cavalli e che non se ne vuol proprio, finalmente andare;forse,perchè, non sa nemmeno dove debba ,finalmente ,andare.Ci soccorre:a proposito di rivoluzioni , un articolo scritto (ne citiamo solo un frammento) il 5 Giugno sul Popolo d’italia che illumina,ci illumina il concetto di rivoluzione ,quando occorresse,riguardo i nobili intenti di ogni rivoluzionario:”Nella guerra come nella rivoluzione,non tutto è bello e nobile.Accanto a coloro che muoiono (qui non è morto proprio nessuno se non di noia) sulle barricate (e qui la barricata era la ricca cassa della Fondazione),che muoiono innamorati di un idea,ci sono quelli delle retrovie,che aspettano-con sapiente prudenza-di spartire il bottino di fine rivoluzione”.-Questo mi pare un concetto chiaro,per non aggiungere chiarissimo;addirittura logico ,scritto nel 1920.
Cogito.
Pensare a qualche cosa di elevato;a volte dà la senzazione di essere in qualche posto elevato,al disopra,sopra,oltre;fuori:uscire,uscire finalmente dalla carne dei sensi e dei bisogni di stomaco o di intestino,o di cuore o di testa;testa,intesa come luogo di dolore o benessere:essere dunque, senza alcun mal di testa,insomma.Chissà se esiste un luogo fuori,fuori elevato,talmente elevato che non partecipi del nostro fegato e del complesso venoso che circola nei corpi e che si collochi veramente fuori,fuori,come pensiero pieno di immagini figurate.Immagini senza stomaco e senza mal di testa ma benessere asintomatico generale che lo ponga,finalmente nello stato di “pensare”.Ma poi cosa pensa?Sarà la materia cerebrale zeppa di antichità e istinti a pensare?Sarà proprio quella?Ma se è zeppa di sitinti e moti automatici a che potrebbe pensare,pensare poi,gli tocca forse?Quella provvede,amministra,ordina;qualche volta soccombe a sè stessa, a che serve allora?Comunque pensare,pensare a qualche cosa di elevato ci fa sentire elevati,per cui migliori;qualche volta semplicemente furbi, “intelligenti” in grado di saltare la fila della vita.Ecco,saltare la fila,mettersi in mostra : la storia è tutta qua,mettersi, in mostra,per virtù o senza virtù o anche senza.Forse è meglio fantasticare,fantasticare;altrochè pensare a cose elevate e ,chiamare semplicemente fantasticherie tutto quello che non si capisce di “elevato”,e così il cerchio si chiude una volta per tutte.