Per amor di Patria.

Written By: bruno - Apr• 11•21

Molti sono i pretendenti al titolo di “padre della patria”, anche se ,Patria e Padre oggi ,si potrebbero riassumere come genitore 1 e genitore 2 che ,qualche cosa il “padre della patria” a tutti per tutti genera proprio come un genitore.Si potrebbe,a questo punto ,anche,cercare un padre della patria surrogato;cioè fatto crescere in un utero in affitto di una qualche altra “patria”,ma qui il discorso si farebbe spinoso.Comunque il primo (anticamente) a ricevere questo titolo fu Cicerone-titolo che veniva dato a chi aveva salvato la patria da un imminente pericolo-.Oggi, senza tanti giri di parole e senza essere leghista, per rifarsi al pubblico ministero siciliano, potrebbe essere nominato padre della patria Salvini, per cui alcuni potrebbero definire esagerato e spropositato il riconoscimento ,anzi ,mettendoli a rischio di sputare addirittura il loro fegato per l’assurdità della proposta;ma tant’è.Tito Livio scrive che fu invece Camillo,il primo ad essere decorato con questo titolo;ma Camillo fu così acclamato nel giorno del suo trionfo dai soldati,mentre Cicerone fu detto padre della patria per decreto del senato;sempre tenendo presente però che Cicerone:Cicerone come padre della patria porse anche la gola in seguito al suo carnefice,quindi;quindi è meglio depennare Salvini dai candidati dei padri della partia,per amor di Patria.

Le perle nere di Kella.

Written By: bruno - Apr• 10•21

Graziella Campagna nacque il 3 luglio 1968 a Saponara, in provincia di Messina, in una famiglia numerosa (sette tra fratelli e sorelle). Abbandonò presto gli studi per lavorare come stiratrice, in nero mal retribuita, che però le permetteva di aiutare la famiglia. Mentre stava lavorando, l’ingegner Cannata le portò una camicia nella cui tasca Graziella trovò un’agenda. La ragazza non poteva sapere che proprio l’aver messo le mani su quella agenda avrebbe firmato la sua condanna a morte.
Scoprì, infatti, che l’ingegner Tony Cannata era in realtà un boss latitante: Gerlando Alberti jr., nipote di Geraldo Alberti sr., detto “U paccarè”, boss della mafia siciliana (assicurato alla giustizia anni prima dal generale Carlo Alberto dalla Chiesa) e suo cugino, Geraldo Sutera, anche lui uomo ricercato perché accusato di associazione mafiosa e traffico di stupefacenti. Quella agenda era una raccolta di nomi e contatti telefonici arrivata nelle mani sbagliate, soprattutto perché Graziella aveva un fratello carabiniere, Pietro
Il 12 dicembre1985, finito di lavorare, andò ad aspettare l’autobus che l’avrebbe riportata a casa,
ma nell’attesa successe qualcosa e quella sera la ragazza non rientrò. La corriera arrivò a Saponara senza Graziella.
Dalle testimonianze si seppe che quella sera, sotto la pioggia battente, la ragazza accettò un passaggio su un’auto da uno sconosciuto
Il corpo fu ritrovato due giorni dopo a Forte Campone, una collina tra Messina e Villafranca Tirrena, in un prato, trucidato da cinque colpi di lupara calibro 12 sparati da non più di due metri di distanza.
Aveva solo 17 anni. La sua unica colpa era quella di essere stata testimone involontaria della scoperta di una falsa identità di un latitante. Conla sua uccisione la mafia dimostra di uccidere senza guardare in faccia nessuno, di non avere più, come si diceva un tempo, codici d’onore e regole per cui non si uccidevano donne e bambini.
Ci vorranno tre anni perché Gerlando Alberti junior e Giovanni Sutera, vengano rinviati a giudizio per l’omicidio di Graziella Campagna, ma sarà inutile perché il movente dell’identità smascherata del boss non verrà ritenuto plausibile per il delitto.
Finalmente nel 2009 Alberti e il suo attendente tornano sul banco degli imputati e vengono condannati all’ergastolo in Cassazione, a oltre dieci anni dal delitto.
Oggi Gerlando Alberti e il nipote sono rinchiusi in carcere.
Non è stato facile. In certi luoghi e in certi momenti storici la giustizia non è la regola, ma l’eccezione.

Kella Tribi.

Sanificazione.

Written By: bruno - Apr• 10•21

Difficile e pericoloso dare del dittatore ad un dittatore , abituato come è in comunità di cortigiani consenzienti;difficile.Draghi l’ha detto; Erdogan lo è e lo dimostra,anche in questa tiratura d’orecchi risentita ,ed ha sempre una folla di “migranti” in serbo da sparare sull’Europa.Insomma; Erdogan la fa da padrone non solo con le sedie;le donne le mette sul sofà ,in fondo lui è il più gran mussulmano d’Europa e non è la prima volta nella storia che uno fa il gran mussulmano per mangiarsi tutta la torta ;o quasi ,dei votanti che ne hanno diritto nel suo paese.Il sorprendente Draghi se l’è presa anche con chi ha saltato la fila;facendosi vaccinare contro il covid 19 senza averne diritto;e qui, ne abbiamo sentito delle belle:gente che alla voce vaccinati;altri o altro,han vaccinato persino il bidet o il water della loro struttra sanitaria, essendo opera di “sanificazione”.

Appesi per la cinghia.

Written By: bruno - Apr• 09•21

In una società che nessun filosofo oggi istruisce;si conosce più il bottegaio che ti vende il fomaggio e, il “bottegaio” oggi ,giustamente protesta, con tutte quelle categorie che non vendono solo formaggi;infatti ,coloro che vendono “formaggi ” sono aperti, ma gli altri tirano la cinghia e la tirano per competere con i vitini da vespa.Siamo alle solite: faremo ,diremo,faranno ,diranno ;quasi fosse il responso tirato in sorte da qualche venditore di oroscopi.Niente violenze:ma qualcuno qualche manganellata l’ha data:l’ha data, a questi che reclamano per loro e i loro figli su fragili barricate ,inascoltati e disarmati , che ricordano tanto i condannati a morte ,quelli che :oggi come ieri si appendevano per il collo mentre questi li si appende ,per la cinghia.

Cose turche.

Written By: bruno - Apr• 08•21

Il signore del corno d’oro: Erdogan ha lasciato su due piedi la signora Von der Leyene,mentre il sodale della signora Charles Michel si accomodava sulla poltrona gemella ad Erdogan.Erdogan assisteva impassibile alla scena (per lui certamente abituale),mentre il signor Charles Michel pareva fare una mossa verso la signora Von der Leyene;tutto comunque si pietrificava e, la signora si accomodava all’angolo di un sofà come spettattrice al tetrino di due maleducati schiacciati nel loro ruolo di imbecilli in scena.Che una donna stia in piedi non c’è nulla di male; in fondo stare in piedi davanti a due inqualificabili personaggi da un certa distinzione;un tono di superiorità e di distacco ,distacco da una scena incommentabile sotto qualsiasi aspetto di gente che va in Turchia per parlare di cose turche dove manca perfino la sedia su cui sedersi .

Walt Whitman.

Written By: bruno - Apr• 07•21

Dall’introduzione di Gamberale si legge che Paumanok è il nome che i pellerossa avevano dato a Long-Island,nello stato di New-York.E fu in quest’isola,nel villaggio di West Hills,che, da un falegname imprenditore di costruzione(Whitman non nomina mai il padre) originario di una famiglia inglese emigrata nel 1640,e da Maria Van Velsor,olandese nacque Walt Whitman il 31 Maggio 1819.Uno dei maggiori poeti americani;cantore della guerra civile e, della e per la democrazia nascente.Si potrebbe definire un religioso dell’uomo e dell’umanità tutta,un “religioso”con un infinito abbraccio all’universo e alla natura.L’universo si condensa nel suo essere uomo e poeta con un incedere elettrico(per dirla con lui),incedere che tutto raggruppa e innalza l’umiltà in divina umanità.Un uomo;un poeta che ha saputo rispondere alla monumentalità dell’arte senza tentennamenti e che sorprende ancora, alla luce di poeti posteriori che disadornano la poesia;la spogliano:come frutto bacato ma vivo.La poesia di Whitman è ancora monumentale,ed egli ne ha coscienza;ne porta il seme e basterebbe ricordare quello che dice e scrive nella sua prefazione a “foglie d’erba” del 1885″:L’arte dell’arte,la gloria della forma e il sole della luce delle lettere è la semplicità.Nulla è migliore della semplicità:nessuna cosa può reggersi che sia eccessiva e manchi di precisione”.Dopo di lui;l’America, non fu quello che profetizzava,ma fu un ritorno;il ritorno alla preistoria dei tic,seppellendosi per sempre in un mercato pubblicitario fomentato dalla psicologia e dalla scoperta di Freud per fini mercantili.Tutto fu (anche nell’arte) più facile allora e, la semplicità di Whitman fu solo quella di messaggi ancestrali subbliminali di vita ,mantenendo,la poesia ,uno sguardo impietoso sugli emarginati ,i sopraffatti dalla democrazia e dalla miseria o dalla droga come un tempo dall’acool.

Titoli senza nessuna aggiunta.

Written By: bruno - Apr• 06•21

I titoli si danno con nessuna spesa ,e,si danno, a solo titolo onorifico perchè l’onore è una gran cosa se scritto sulla propria tomba;che si potrebbe dire la pagina più bugiarda della storia ,scolpita per il gusto e la vanità del morto e della sua famiglia.Ma ,qualcuno,tuttavia, al titolo non rinuncia ;non rinuncia nemmeno in epoca di morti o moribondi titoli:titoli che, ricordano ancora fumosi, l’arrosto che furono un tempo ,per cui, l’uomo li rincorre da sempre: “felice”.L’uomo dunque, ambisce ad un titolo,qualche volta anche solo ad un mestiere e ,qualche altra volta ancora, ad un semplice lavoro;quasi che,il lavoro,o il mestiere,assumessero e dessero nobiltà per chi lo esercita:così infatti si dice ,facendo passare(il lavoro) come necessario strumento verso la libertà,o una qualche libertà dal bisogno individuale.Lasciando, o,tralasciando di riflettere che i bisogni e ogni libertà viene imposta e proposta non solo dallo stato ma dalla collettività tutta,in barba ad ogni autentica libertà.Comunque i titoli si danno e li danno volentieri;anche in uno stato repubblicano che,in questo caso,si adegua alla monarchia:ad esempio a quella inglese,dove ,il titolo di baronetto non produce alcun utile o privilegio, ed è istituito a soddisfazione della vanità senza altra aggiunta.

Donne e parità.

Written By: bruno - Apr• 05•21

In tempi in cui si invoca parità di diritti (e non da oggi),parità fra maschi e femmine;donne e uomini,per cui Torino, attraverso la sua sindaca Appendino ,ha proposto di titolare le vie spartite e titolate equamente fra i due sessi, viene alla mente quell’episodio della Grecia antica;anche perchè, oggi si dice che la donna sia sempre,da sempre stata sottomessa;in seconda fila,senza però tener conto delle “leonesse” che abitano la nostra vita e che fanno bello e triste, il nostro e l’altrui tempo ,quasi fossero nuove ruggenti Cesari-e .Cesare: che aggiunse il nome Jiulius all’anno dedicandosi così un mese intero, tanto da far ridire allo stizzito Cicerone : costui governa anche il tempo.Questa delle,o sulle donne è vera ,o ,è vera a metà :visto che spesso preferiscono tirare le fila piuttosto che mettersi in primo piano ,serbandosi così il diritto di ultima ed unica definitiva inappellabile decisione.Meglio tralasciare e ,lasciare ad ognuno questo giudizio per aggiungere che ,anche nell’antichità le donne furono onorate,non solo come madri e “fattrici” ma come studiose e addiritttura come combattenti.La statua di Tersilla,innalzata sopra una colonna,con libri sparsi ai suoi piedi,nell’atto di porsi in capo un elmo,diffondeva fra i Greci un desiderio di emulazione (cosa che non succede o succede con Catelan;visto lo stato di giustizia nel nostro paese:Catelan e il suo medio alzato davanti al palazzo di giustizia a Milano).Tersilla ricordava,come dotta e generosa Argiva a tutti ;il giorno in cui armò tutte le donne del paese,e riuscì a salvarlo dopo una battaglia in cui quasi tutti gli uomini erano periti.Occorre aggiungere sul significato di monumenti e monumenti nel tempo che fu,ed è proprio,in spregio e in contrasto per schiacciamento a quel monumentale virtuoso di Tarsilla, se oggi si può finalmente godere del medio alzato davanti ad una giustizia che,anche quando non lo merita,vorrebbe essere commentata :specialmente da un Catelan.

Forse anche come Vauro.

Written By: bruno - Apr• 04•21

Si potrebbe cominciare con la barzelletta di Vauro il giorno di Pasqua dove; due figure che parlano della Resurrezione,una risponde:si è liberato un posto in terapia intensiva.Questa è anche la Pasqua dalle nostre parti, ci sono un nugolo di barzellette che girano,informazioni e contro informazioni che si leggono e vengono offerte da molti programmi tv,senza farci mancare i soliti siti internet.C’è perfino un Vangelo secondo Pietro;mi pare,in cui viene rappresentata una crocefissione ed un uomo sull’albero che ride,ride e dice che quello crocifisso non è Lui-Cristo,Gesù,in quel Vangelo non accettato fra i canonici;Gesù ride sull’albero e ride della sua crocifissione perchè non è lui l’appeso sulla Croce.Insomma la Resurrezione così come è ,è di difficile coprensione e, viene interpretata secondo le varie tendenze o visioni ad uso e consumo delle curiosità istruite o religiose.Difficile quindi avere ancora una visione unitaria sulla Resurrezione di Cristo (l’unto), ognuno se la immagina a suo modo,forse, anche durante la Messa di Pasqua centinaia di Redentori volano da centinaia di teste, con centinaia di visioni, una differente dall’altra;teste reclinate in preghiera ,reclinate,forse per usanza,tradizione, forse anche in opposizione o forse anche come Vauro.

Il tempo è sogno.

Written By: bruno - Apr• 03•21

Quando sarò lassû,
nelle lontanare,
nulla peserà sopra
i miei passi in eterna fuga.
Dove mai volevamo andare,
noi due, dove oltre il limite
del verde che ci fu dato?
In quali spazi cerulei
e bianchi, in quale angolo
di stella rispecchiarci?
Per dove il nostro respiro
intenso di animali
nei boschi andava,
come orologio vivo?
Sembravamo soldatini
dell’eterno ritorno.
Invece tutto va
verso sconosciute nebbie.
Verso luoghi vivi
ove ritorni, e ritorna
come la risacca
ciò che non è più,
e accanto a me incede,
perchè il tempo è sogno.

Francesca Pierucci