Verdi lo si capisce meglio se si visita la sua casa natale,le scalette,la piccola osteria,la stalla dei cavalli di posta,il tetto al primo e ultimo piano con i coppi a vista.La ragazza che spiega la casa dice che i Pallavicini avevano importanti architetti e, quella umile stazione di posta con annessa osteria sarebbe,secondo lei,sarebbe stata progettata da un architetto,per un archetto che dal pianterreno al primo e ultimo piano sale.Avrei voluto domandare il nome dell’architetto,ma non mi è parso opportuno mettere in imbarazzo la giovane guida.Chissa’ che freddo,che gelo, il giovane Verdi ha affrontato salendo di fretta le scale scaldate dalla stalla,scaldata, quando c’erono cavalli in sosta,in fretta, per andare a dormire nella piccola stanzetta divisa con la sorella down, sorella dimenticata,impronunciata,come non vissuta.Il padre era un oste , tirava a campare,forse beveva e cantava,cantava con gli avventori dell’osteria,la madre piacentina,Luigia Uttini filatrice,doveva tenere a bacchetta quella isoletta sonora nella pianura.Il padre, con cui Verdi aveva un rapporto di contrasto gli aveva regalato pero’,ancora bambino, una spinetta,al padre piaceva la musica e il canto e questo dono lo rivela sensibile verso un bambino che fece della musica la ragione della sua vita.Proprio davanti all’osteria, la chiesa,altra isola angelica per il compositore.Da una parte il fumo del sigaro e dall’altra il fumo dell’incenso e il canto celestiale.Questi due elementi ricorreranno sempre nell’opera verdiana,basterebbe ricordare il preludio della Traviata per camminare su di un terreno etereo sollevato appena sopra le nebbie padane.Ma Verdi è voce,la voce,quella voce che ha dominato tutti i suoi giorni infantili,quel sapore, anche di banda che traspare in sottotraccia.La sua casa,la sua gente ,con le loro voci che si è portato dentro per tutta la vita.Come dimenticare “libian nè i lieti calici” e non pensare subito a quella sua casa,come dimenticare che il canto e la musica di Verdi sono un anelito, un ansimare,un rincorresi,di umanissimi spasimi e gioie e pienezza umana che sa di terra e di vita di pianura.Se, in Wagner i mezzi sono rarefatti a volte prolissi,complessi e grandiosi,con una strumentazione destrutturata musicalmente,senza arie o forme legate alla tradizione,in Verdi tutta questa tradizione viene esaltata ossificata,umanizzata, con personaggi a tutto tondo.Verdi scolpisce i suoi personaggi e le sue arie a colpi di scalpello,scolpisce,in un legno morbido e profumato,almeno fino all’Otello o il Falstaff,Falstaff che finisce,occorre ripeterlo con:”tutto nel mondo è burla”.Nella sua modesta casa di Roncole, con un padre oste parmigiano, ed una madre piacentina,Luigia Uttini ,cresce il giovane Giuseppe Fortunato Verdi,accompagnato da una sorella che tenevano nascosta,cresce al freddo ed al caldo di pianura,nel verde rigoglioso, cresce il compositore, accompagnato dal fumo di tabacco e dall’aroma di incenso.Incenso che non lo muto’ poi tanto, se convisse con la Strepponi gia’ madre di un figlio ma che lui volle a dispetto di tutto e di tutti.Solo oggi comincio a comprenderlo,capirlo amarlo,Francesco Fortunino Giuseppe Verdi.
Lasciate Peppino in pace.
Una volta a Villa Sant’Antagata si presentarono due suonatori ambulanti,che, davanti al cancello si misero a suonare un aria di Verdi ,la suonavano a modo loro,come la possono suonare due girovaghi.Il maestro imbufalito li caccio’ in malo modo non sopportando di sentire il suo lavoro vilipeso,ridotto a pezzi e bocconi,biascicato e risputato.Ieri su RAI 5,mi pare,c’era un ,viva Verdi,cioè una celebrazione o ricordo del compositore.Mi addormento presto, ma, ieri sera mi sono preparato curioso di sentire qualche rievocazione di storia verdiana.L’unica cosa decente che è apparsa sullo schermo è stata appunto il :viva Verdi,poi è stato un biascicar di note al mercato,fra i banchi della frutta,chi ammazzava “la donna è mobile”.Altri gracchiavano un poco di tutto,c’erano foto di Verdi e Wagner che parlavano come Braccio di Ferro e Pietro Gambadilegno,due coglioni,in carne ed ossa,finti inglesi commentavano con”fine” ironia la figura di Verdi.Insomma fra una storpiatura e un altra ,senza trascurare di massacrare l’autore,hanno tirato il fine,con tanto di titoli di coda.Pensando al maestro non mi riusciva piu’ di prender sonno,specialmente alla luce di quello che fece Peppino ai due ambulanti davanti al suo cancello.Quando finalmente cominciai a sprofondare nella dimenticanza del buio,ecco,come per incanto,e come fanno i sogni, il maestro mi appare vivido ed agitato,come resuscitato scuotere con secche nocche il coperchio del suo sepolcro,piu’ e piu volte.Svegliandomi, di sudore madido, mi son messo a dir dei requiem per i morti,ripetendoli a fior di labbra,come in un accorato rosario,piano,sempre piu’ piano, sempre piu’ flebili e accorati, finchè, trovando pace, anche le preghiere son morte sulle mie labbra.Pace Peppino,pace.
Bestialita’ centenaria.
Priebke: un uomo malvagio fedele alla sua malvagita’.Se non avesse eseguito gli ordini ,lui sarebbe morto ,in realta’ è morto per avere eseguito gli ordini.Priebke,propaggine del male,protesi senza volonta’ della violenza,fedele solo alla volonta’ di uccidere,ubbidiente al male assoluto,male che non pensa o dice di non pensare,o pensa solo al male,nascondendosi dietro un “ordine”.Il male non serve a nulla,uccidere per Briebke è stato un gesto inutile,lui con tutta la sua storia è affogato nel tempo.Uomini come lui,dimostrano l’immanenza,la persistenza della malvagita’ nel mondo.La violenza non stabilisce nè stabilizza nè destabilizza nulla,quest’uomo nel riaffermare e nel giustificare la sua impotente bestialita’,dichiara di avere perso per sempre un rapporto con sè stesso e gli uomini,un sè stesso che non ha mai conosciuto,ridotto a semplice espressione pulsionale , primitiva ,priva di intelletto e di riscatto.Qualita’ negative piu’ comuni di quanto si creda e che,qualcuno non ha pero’ ancora armato ,incoraggiato,premiato.Cento anni non gli sono bastati,per capire,comprendere e, questo lo fa non solo criminale,ma anche ottuso,tonto,bestiale,come è appunto il male.
1001 modi per ammazzare Verdi.
Muti,balbetta qualche frase di circostanza su Verdi,piccole frasi fatte sull’emiliano,mentre sullo schermo appaiono versioni modernizzate di Traviata,dove una escort in abito rosso gorgheggia su di un fondale azzurro.Da un lato un signore con pizzo e impermeabile assorto sotto il suo cappello Borsalino,non si capisce se è Alfredo o il padre.Tutto sembra tratto da scene di vita, lungo un qualsiasi nodo anulare ( che è di gran moda),insomma una puttana in strada che cantando sventola una borsetta di plastica .Se, togliessero il sonoro ed il cantato,sembrerebbe una squallida pubblicita’ di qualche pisello in scatola,forse di tonno,visto l’azzurro.Ma no,quella puttana,con vestitino rosso sopra le ginocchia canta e parla come nell’ottocento,proprio come nell’ottocento.Credo che molte siano le lingue sui marciapiedi del mondo,da noi dopo l’italiano,penso al polacco,all’ungherese all’ucraino,al cinese,al sudamericano,all’africano,ma, una che parla e canta come nell’ottocento mi sembra una novita’ assoluta,una raffinata puttanata.
Sante Benedetti ci scrive.
Lampedusa un palcoscenico.Un palcoscenico per chi ne approfitta per ostentare l’arroganza del proprio menzoniero peloso zelo.Zelo solo per sfoggiare giacca e cravatta davanti a microfoni e telecamere,e intanto i disperati brancolano sulla sabbia di Lampedusa.Da oggi il palcoscenico è diventato internazionale.Avanti un altro!Fino a qualche mese fa questi infelici erano soltanto disperati clandestini,poi sono stati gratificati della qualifica di migranti,da qualche giorno qulcun altro li ha trasformati in profughi.Ma,ahimè,disperati sono rimasti.Disperati e con maggior illusioni accresciute da false pietose promesse.Forse nemmeno promesse.Da decenni tocchiamo il problema con mano,da anni vediamo la tragedia,da sempre auspichiamo venga un rimedio dall’alto.Da sempre in alto si sono eclissati,da sempre in alto hanno sbolognato la questione a Lampedusa.Lampedusa:italianissima Lampedusa per il Nobel.Ma voi lassu’ in alto con giacca e cravatta cosa avete fatto o cosa farete per trasformare la disperazione in speranza?E la speranza in dignita’?E la dignita’ in serenita’?Gia’:il Nobel vi riempie la bocca,riempie le pagine dei giornali,i giornali si riempiono di vostre immagini,ma Lampedusa continuera’ a riempirsi di disperati,di migranti,di profughi e di miseria senza che voi abbiate mai pensato di far alcunchè per loro.
Sante Benedetti.
Mentana tg la 7,ore 20,15
Ore 20,15,Mentana al tg della 7 dichiara che questi profughi sono come gli italiani che emigravano all’estero.No comment.
Fermate i delinquenti!
Dall’Africa,pare che questi profughi siano costretti a salire sui barconi,con schiaffi e pugni,dopo che hanno pagato il pedaggio.Ma tutto deve comiciare piu’ a monte ,con informazioni studiatamente false sopra un ipotetico paradiso europeo.Un negriero,è stato prima espulso e poi si è ripresentato naufrago e scafista, dopo aver procurato una vera catastrofe umanitaria,e c’è voluta una carneficina per smuovere il sonno d’Europa,che poi non si sa se davvero si è svegliata.Chissa’ quanti pofughi sono stati spogliati di ogni loro bene imbarcati e buttati a mare direttamente, senza preoccuparsi di arrivare a destinazione con guadagno sicuro,pulito,senza rischi per i negrieri.Se, si pigliano a calci e pugni dei poveri disgraziati,se si esige da loro somme non trascurabili per traghettarli all’inferno,il problema non è la legge in Italia,il problema è nelle cause,tutte africane.Una massa di delinquenti si accalca lungo il tragitto dei disperati,violentando,sfruttando imprigionando,derubando,se,le cause son queste non c’è legge che tenga,qui’ occore andare alla fonte e menare, cominciando non dalle sponde d’Affrica ma da dove partono.
Piazza Cavalli.
Piazza Cavalli o dei Cavalli a Piacenza,un tempo anche Piazza Napoleone,oggi potremmo chiamarla Piazza avvocato,Salvatore Dattilo,per la strenua difesa che,l’oriundo piacentino ha prodigato per il decoro e l’originale bellezza delle pietre.Piazza Cavalli conserva una di queste pietre, con la data della cacciata degli austriaci dalla nostra citta’,quella data, incisa è oramai ridotta ad una crosta illegibile ed ognuno dice la sua per salvarla.Basterebbe metterne una copia e l’originale collocarla nel museo del risorgimento,come si fa generalmente per i materiali lapidei d’epoca.I giovani,e coloro che si interessano di storia potrebbero vederla cosi, ancora per molto tempo, molto,tanto tempo.
Il Corriere della Sera.
Dante: fra il potere spirituale e l’impero,leggo, sul Corriere milanese un articolo sopra questo argomento.Non compro giornali e guardo solo quelli che vengono offerti nei bar, bevendo un caffè a un euro.Il Corriere, lo guardo e mi fa sempre un certo effetto,per la sua mole cartacea,il suo spessore o numero di pagine, la sua immancabile, burocratica,pedante pagina politica.Le sue bieche ,tristi,vignette (Berlusconi appendeva un quadretto con la faccia di Alfano,togliendo un suo ritratto,mentre spolverava la poltrona del nuovo capo,una banalita’),vignette che regnano pero’ oggi quasi su tutti i quotidiani,vignette esibite in prima pagina,si vede che non hanno piu’ nulla di interessante da scrivere , si ride come al varieta’.Al tempo di Buchenwald,nessuno sa, o ricorda mai che, i volantini interni che commentavano le atrocita’ erano tutti in forma di vignetta.Vignette con scazzottate,botte da orbi che divertivano le lunghe ore di scellerati criminali ed i loro complici,ma, forse, anche questa è un epoca criminale .Proporre la scelta dell’Imperatore o il Papa, oggi, è una cosa da vispa Teresa,un non senso,il clero di allora era in gran parte corrotto,quanto quello anarchico ed annacquato di questi giorni,me compreso (con parroci,che, anche oggi, chiedono trenta euro per insegnare Dottrina),periodo quello,ricco di antipapi,citta’ intere scomunicate perchè parteggiavano per l’Imperatore,che poi era sempre in competizione con il papato per il possesso di nuovi stati,nuove citta’.Ammazzava il primo quanto l’altro,con gran piacere,ed il signore regalava il conquistato superfluo a Vescovi a lui fedeli,Vescovi contrari al Papa.Insomma riproporre l’inesistente Italia di Dante, oggi, è una cretinata,che nessuno legge o,se legge non sa cosa legge.Ma occorre fare un nuovo distinguo,i Principi di allora erano o si dichiaravano tutti cristiani Cattolici,e ,qualcuno si prendeva anche il disturbo di andare fino in terra Santa ad ammazzare qualche infedele (a Gerusalemme ,durante una conquista cristiana il sangue arrivava alle ginocchia).I pricipi di oggi sono la Merkel Angela e compagni,vi immaginate come l’avrebbe presa Dante?La Merkel,figlia di un pastore protestante che, qualcuno definisce colluso con i comunisti.Questo è il pricipato dell’euro e dei banchieri.Che imperatore, o papato,qui si tratta di soldi!Vale piu’ una frase detta da Draghi di un Enciclica papale,il resto son solo balle,balle stratosferiche.
Lezioni di Dottrina a pagamento.
Ci mancava il prete che, vicino a Milano, si fa pagare le lezioni di dottrina.E chi non ha soldi,o non li vuol dare, li caccia via,alla faccia de :lasciate che i fanciulli vengano a me.Ci viene in mente anche: quello che farete a uno di questi ultimi sara’ come se l’aveste fatto a me.E ancora: quello che fate a loro vi sara’ centuplicato in cielo.Visto che il nostro parroco chiedeva trenta euro(che poi ricordano i trenta denari di Giuda) per insegnare dottrina,la storia del centuplicare,dovrebbe fargli perdere il sonno.Il giorno in cui si presentera’ in cielo ,dove trovera’ tutto il denaro che ha richiesto in tutto questo tempo, centuplicato!