Con tutta questa tragedia del medio oriente,non è che , nel marasma, Israele potrebbe essere il vero obbiettivo?Troppo rumore,troppe provocazioni,troppi doppi giochisti,troppa confusione,smarrimento che cresce,di giorno in giorno,di ora in ora.Troppi torti,troppe doppiezze,troppa crudelta’,troppe infiltrazioni fondamentaliste,a chi giova?
Visita al Papa,di una Diocesi senza coraggio.
I giovani della Diocesi di Piacenza si prsentano a Roma con un regalo per Papa Francesco,foto di un quadro, con cerotto sulla bocca,rappresenta, la foto, il volto di un Cristo.Cristo quindi muto,zittito,una Diocesi incerottata,senza coraggio, muta,dietro quel vistoso loro simbolo.Esaltazione del paganesimo miscredente che ha sempre cercato di chiudere la bocca ai Martiri cristiani,Cristo stesso, per ammutolirlo fu crocefisso,e ,la Sua voce si fece invece universale,purtroppo non c’è peggior credente di un credente,Cristo non si puo’ zittire,parla,è Presenza viva,permanente, quotidiana,non c’è cerotto che lo possa zittire,il resto son trovatine “temporali”, per dirla con il Papa,che, fanno pensare al relativismo materialista anticristiano e, una particolare segnalazione per dabbenaggine, va a chi l’ha proposto,si spera sempre non sia un prete.In tutti i secoli bui e travagliati,anche per la storia della Chiesa,mai è stato portato ad un Papa un “Cristo con cerotto sulla bocca”,poteva giusto metterselo nel suo palazzo, Nerone,per mostrarlo come barzelletta ai suoi convitati,ma Cristo ,ha lasciato solo una Croce vuota,Lui è il Risorto.Tutto questo, è conformismo irreligioso che, qualcuno si ostina a definirlo di moda,basti pensare al padiglione Vaticano , Biennale n°55 costato settecentomilaeuro,padiglione senza storia e ancora esibizione senza CORAGGIO.E’ perlomeno curioso che, i giovani della Diocesi di Piacenza si presentino con l’immagine di un Cristo ammutolito,i giovani della Diocesi di Piacenza dovrebbero essere testimoni della Voce di Dio in ogni giorno,ripetere, ripetersi, ogni santo giorno le Sue Sante Parole.Portare al Papa la loro santa gioia la loro santa Fede nel Cristo vivo,parlante,trionfante.Essere cristiano non significa essere acritico,anzi,ma questi ragazzi sono ubbidienti e giustamente mansueti.Se, un giorno, “qualcuno” , mettesse in mano a questi giovani,un fagotto di escrementi che sporcano una crocetta e, si dicesse loro che, quegli escrementi, sono il rifiuto del messaggio Divino,questi ragazzi sarebbero capaci di portare anche quelli al Papa.Vi sembra troppo forte?Aspettate e vedrete.
Sonata Kreutzer.
Lei era di Petit-Montrouge, dalle parti di Parc Montouge,lui era del Faburg Saint-Germain,nei pressi di rue de la Cruix Nivert.Venivano da un “concerto”, come si chiamano oggi, anche per quelli che cantano a squarciagola o mugolano sui palcoscenici.Un concerto,si’,si erano incontrati li’,mi ricordo era ottobre,o forse i primi di novembre,avevano bevuto fin dal primo pomeriggio e, si erano incontrati drogati,pieni di languidi sguardi,avvolti da toccamenti gentili , intimi.Doveva essere una promettente notte di sensi,lui la porto’ a casa sua in Rue de la Croix Nivert,passarono la notte cosi’,cosi’ ,vestiti,sensuali,storditi,agitati, incapaci ,anche di denudarsi.All’alba ,lei si infilo’ barcollando ,ancora vestita, nella doccia ,raggomitolandosi, in un freddo angolo ,ma non cadde nemmeno una goccia d’acqua.I suoi capelli, nerissimi e lucenti gli coprivano il bel volto,e parte dell’armonioso corpo.Si addormento’,o, forse, perse i sensi.Il giorno dopo, dentro un filmato youtube apparve una ragazza rannicchiata come morta, mentre, fuori dal piatto doccia , un giovane,in piedi, gli pisciava addosso.La Sonata Kreutzer che ,Tolstoj(storia di un femminicidio,come si direbbe oggi), descrive piena di passione demoniaca,attraversata da gelosie sensuali promettenti o fantasticate,è,ripeto è,citazione di un concerto di Beethoven,Sonata n.°9 per violino e pianoforte,che, per un intreccio,come quello di Aurelien ed Ernestine ,cosi’ si chiamavano i due parigini che abbiamo conosciuto,asssurti a protagonisti di un,”concerto” e concerto.Quando,uccidere o pisciare su di una donna è ancora un dilemma di questi giorni.
1174, l’Arciprete di Vigolzone.
Nel 1174 abbiamo lo strascico di un annosa lite fra i canonici di S.Antonino ed il Vescovo Tedaldo,circa il possesso di un appezzamento denominato Brugneto,nei pressi di Roncaglia vicino al Po,dato in pegno da Aldo Vescovo(precedente Vescovo) per andare alle crociate assieme ad un Confalonieri.I canonici si erano fatti restituire,nel frattempo dai contadini la somma intera con delle gabelle ed ora reclamavano anche il podere.Nel 1174 ci sono tre testimoni a difesa del Vescovo,uno si chiamava Morbio,il secondo Mainense Arcicuoco,il terzo era l’arciprete di Vigolzone che citeremo con le sue stesse parole per esteso:”ego recordor bene ,quando D.Aldus Episcopus Placentiae ivit ultra mare,e redivit e scio,quia venit de versus Potentianum,quando redivit;e bene faerunt quatuordecim anni, antequam Rex Anricus venit in Lombardia,quando D.Aldus Episcopus venit de ultra mare,e septua ginta,e fex anni sunt,quod D.Aldus venit de ultra mare,sicut bene credo,e c.
Umberto Bindi.
Umberto Bindi,un fabbricantore di canzoni bellissime e struggenti,dove il tocco della musica,quella vera, intinge i suoi sentimenti.Come non ricordare quella linea melodica , filo d’oro che entra nell’anima,sprofonda nel ricordo e fa sognare.Oggi solo qualche radio lo trasmette,poco.Nella schizzofrenica televisione una sua carellata,sarebbe educativa,senza annoiare,con tutte le cazzate politiche che ti rasmettono,Bindi ,una brezza salutare , riflessiva ,senza ripiegamenti .
Come non si deve commemorare Arisi.
Eccoli,a far festa ad Arisi,morto,morto Arisi si commemora,si, autocommemorano un sacco di gente,ad uno ha detto buongiorno,ad un altro ha stretto la mano,un altro gli ha aperto la porta,ad un altro ancora ,per ordine di scuderia ha detto bravo.Questi volentorosi dovevano commemorarlo in vita,per vedere quanti c’è ne sarebbero stati .In fondo è normale che uno studioso della razza di Arisi venga sfuttato(male),in qualche modo piu’ da morto che da vivo e, gli vengano attribuite una serie di patacche che non ha mai voluto appendersi al dopiopetto del suo vestito.E’ umano,e non c’è niente di male.Arisi pero’ ha amato Ghittoni,Panini,Boselli,il Crivellone,Bruzzi,su alcuni di questi ha scritto monumenti critici,ha amato anche Ricchetti.Ma Mosconi no!Era il suo boccone amaro,basta leggere i nomi sopra per capire chi era Arisi,che gusti avesse,Mosconi no!No!Quando mori’ Ricchetti qualcuno descrisse l’ambiete “artistico ” piacentino come una sorta di iddilio fra pittori,pittori di diverse generazioni e di diversi indirizzi,vennero descritti come cosparsi,drogati di cipria amorosa.Foppiani ,Ricchetti,per testimonianza diretta, vi posso garantire, senza tema di smentite che si disprezzavano con grande piacere,come, d’altronde capita in tutte le professioni,nessuna si salva,fosse anche la categoria dei becchini.Immaginatevi poi, una professione di morti di fame come l’arte, e, a Piacenza poi,si sarebbero presi a cannonate.Basti ricordare un episodio, Mosconi ,Sichel.Sichel si era da poco separato,non era certamente felice,Mosconi passando davanti al Barino apostrofo’ Sichel dicendogli:se vuoi vedere tua moglie(ex), va dietro al sagrato la vedrai contro il muro con un uomo.Sichel trangugio’,e, attese,passarono i giorni,davanti allo stesso bar, Mosconi di passaggio,un mattino, vide il gruppetto di pittori seduti ai tavolini,disse:ragazzi domani mi sposo,Sichel gli fece prontamente eco:per vedere il sangue di tua moglie dovrai dargli il pitale sui denti( in dialetto parlato suona cosi’:s’at tvo vod dal sangu ad garè da dèg al buchèl in si deit).Questo era il clima,Arisi ha avuto un sacco di nemici,le cronache ne sono ancora piene,basta,risparmiategli almeno Mosconi,lasciategli i suoi Panini,i suoi Boselli,il suo Ghittoni, Bruzzi,il Crivellone e Ricchetti.
Enrico Letta.
Al Meeting di Rimini dopo che hanno applaudito Monti,eccoli , applaudire Enrico Letta,se ,fossi Letta non trarrei buoni auspici.Con quel discorso dell’io non ci sto’ ,alla Scalfaro,Enrico ci lascia alquanto perplessi.Letta non vuole mollare,per il bene della nazione (questi hanno solo valige di retorica),il suo alleato Berlusconi desidera mandarlo in soffitta(basta personalismi),tace o non chiarisce come si puo’ fare una battaglia con mezzo esercito,anzi un quarto,che, il suo, è tutto in fuga.Aboliamo il porcellum,ma Enrico,sono mesi che aspettiamo questa abolizione,te ne sei accorto ora?Enrico stai dormendo in piedi,con la situazione internazionale che ti trovi,la stretta delle banche,l’economia,gli esodati,i disoccupati,i sacrifici,i pensionati,le fabbriche che chiudono,gli artigiani che si suicidano,solo ora ti accorgi che devi cambiare il porcellino?Solo ora?Ma Enrico, guardati attorno,fra poco dovrai fare un governo a conduzione famigliare,te e tua moglie,sempre con il consenso di Napolitano che,pacatamente, potrebbe anche fartelo fare.
Giorgio Napolitano
Il Presidente, Giorgio Napolitano, nel suo discorso per CL, non ha detto nulla,nulla di nuovo,se non che, questa crisi viene da lontano e non è colpa dell’euro,(anche se ai greci ed ai ciprioti qualcuno dovra’ spiegargliela).Ha dichiarato che fino all’ottantotto per l’unita’ europea è stata una marcia triofale,poi è soppragiunta la crisi,senza spiegare perchè ,non solo,ha continuato, in una sua visita all’estero, ha visto molti giovani cervelli,pare qualche migliaio,lavorare in sede europea per la ricerca.Ma, signor Presidente,per tutti quei giovani scalcinati,poco intelligenti,poveri disoccuppati,non per colpa loro,del centro e del sud e del nord Italia che cosa ne vogliamo fare?I nazisti mostravano Terezin per dimostrare il loro rispetto dei diritti umani,ed anche se, il termine è un poco forte, ben esemplifica la contraddizione e lo stridore occupazionale del discorso Presidenziale,discorso formale e rispettoso perfino della religione,dove si è ascoltato un compitino ,senza convinzione.Sotto quel suo discorso,Signor Presidente si percepiva la stretta(state boni), d’ Europa,l’ordine impartito dalle banche e dalle forze egemoni “straniere” che impongono,vogliono ancora rigore per gli altri,rigore per,Grecia,Cipro,Spagna,Italia,non per loro.
Don Giulio Gatteri e la sua badante.
Don Giulio Gatteri,parroco della chiesa di S.Sebastiano BS. ha lasciato ottocentomilaeuro alla badante,una moldava, per testamento.Penso sia un diritto del defunto parroco lasciare il suo denaro a chi desidera,specialmente ad una badante che l’ha accudito per tanti anni.La ristrutturazione dell’oratorio, aveva assicurato l’anziano sacerdote,sarebbe stata coperta dalle risorse della parrocchia.Senza tanto strepito da parte della Diocesi, si puo’ sanare quel debito ed il rimanente consegnarlo alla badante,casa compresa,fatte salve le ragioni di legge della signora e, se,la signora, desidera aderire a questa formula.Un prete, deve essere libero di disporre dei suoi beni come una qualsiasi altro cittadino di questo stato.Che poi,se ci si pensa, è la cifra che il Vaticano spende per il suo padiglione alla Biennale di Venezia,forse è meglio che se li goda qualcuno,fosse anche una badante moldava.
Biennale di Venezia n° 55.
La lucida rassegna della Biennale di Venezia, n° 55,vero magazzino di Babele,di tutto di piu’,non poteva essere diversamente interpretato questo specchio del mondo occidentale,consumistico,e,mondialista,dominato dalle macerie,soppraffatto dallo spiritismo e da un religioso rituale da immaginetta(Santuario di Romituzzo).Il padiglione Vaticano,dico quello del cupolone di San Pietro,costato settecentomila euro,tutti erogati da sponsor, arranca dietro una discutibile e “provvisoria”intrepretazione spirituale medianica-spiritistica.Macerie e macerie,immagine perfetta dei curatori che, hanno saputo quantificare,la merda ipnotica dei nostri giorni,fotografie rubate,di un mondo a brandelli e velleitario con le sue “enciclopedie” realisticamente autoreferenti e, temporanee,quantativamente avvelenato o narcotizzato dal suo “specchio” sradicato dalla storia.Fumettistici futuri,come quando gli americani sotterrano a New York libri e oggetti della “loro cultura”,in attesa di una visita da parte di Nembo Kid o del signor Mandrake,probabili profetici emissari alieni di altre costellazioni,che non si capisce bene perchè debbano atterare proprio li’, a New York.Frattaglie,brandelli di una societa’ agonica che nel quotidiano pero’ si dedica sempre piu’ alla pornografia domestica,con la stessa intensita’,e la stessa passione che riversa in un malinteso gusto per lo sport.Soldi,successo,sesso, imbandito da un brivido ricercato di tranquillante piacere,forte come un elettrosok d’orgasmo,il resto ,non serve,non interessa.Peccato non sia stata esposta” La Gioconda”, come iconico,abusato simbolo-parolaio e orinatoio su cui pisciare,o i Dieci Comandamenti su cui defecare,in senso antropologico e acritico di massa s’intende.La Biennale doveva spingersi piu’ in la’, osare,osare,e ancora osare una iterpretazione piu’ corretta e semantica-messaggio della societa’.Ci è sembrato invece banale il lavoro del polacco Zmijewski con i suoi ciechi pittori,troppo evidente il rovescio che goffamente affonda nel semplice luogo comune,fedele interprete con sottintesi pubblicitari e di marketing,ma questo è il nostro mondo,la nostra cultura,i bisogni della nostra civilta’,Massimiliano Gioni ha messo in campo una corretta campionatura del nostro quotidiano,bravo Massimiliano.Una Biennale da vedere.Da sottolineare , nota curiosa, non c’è nessun piacentino,decimata la “massa” Sgarbi.