L’Italia è cosi’ stremata che, se si presentasse, Genny a’ Carogna, alle prossimne europee ,prenderebbe un mare di voti.Ma questo, i nostri politici, non l’hanno ancora capito.Genny a’ carogna ha eclissato lo stato dentro lo stadio,anzi, ha fatto di piu’,ha reso anonime tutte quelle facce Rai.
Genny a’ Carogna.
Oggi, per puro masochismo, abbiamo seguito ancora su Tv tre, il “fuori quadro”, di Bonito Oliva(13,30) che parlava del tempo.Programma addensato di nuvolosa stupidita’,ma ,nessuno si è mai preso il lusso di far ripetere, a Bonito Oliva, le coglionate che dice e di cui pare, non se ne renda nemmeno conto?Il tema,oggi era: “il tempo”,interpretato dagli artisti ,un cagnolino camminava,un idiota faceva un saltello di qualche decina di centimetri agitando le braccia come un oca.Gillo Dorfles, Matusalemme dell’arte, biasicava sulle sue immagini, che, auto-definiva figurative, indicando invece mostri che,sempre lui, definiva protagonisti di una qualche storia .C’era un” genio” che, avendo fotografato un palazzo in costruzione lo aveva assemblato nei diversi periodi ,questo era il tempo!Il tempo, è lo sgambettamento di un cagnolino,l’agitar di braccia di un simil oca,i mostri di Gillo,le foto di un palazzo in costruzione.Che sia movimento, il tempo,movimento in avanti, l’ha deciso il povero Bonito,per noi il tempo è movimento inverso,cioè all’indietro,perchè riempie un percorso prestabilito,riducendosi solo ad un fenomeno “riempitivo”.Il tempo riempie uno spazio gia’ programmato da leggi universali,come il piede entra nella scarpa e lo riempie, cosi’ l’uomo calza lo spazio,e lo riempie.E’ un viaggio all’indietro ,perchè la posizione del piede nella scarpa è la sua condizione naturale (preformata) , logicamente inevitabile,dovendo calzare una scarpa.Cosi,’ dovendo vivere,si “calza” il nostro tempo,e, il passaggio ,nella posizione che si va uniformemente e, definitivamente a fissare ,per quel che concerne il nostro vissuto, sono fissati da un predefinito temporale privo di ogni movimento.Tempo-scarpa , piede, sono lo stesso, identico inscindibile fenomeno,il passaggio,o,il suo movimento è irrilevante,al fine della quantificazione, perchè il percorso, come meccanica,non quantifica il tempo,ma è solo un suo assestamento,o, sospensione relativa temporale,il tempo non è l’orologio e ancor meno il movimento.Bha!Non desidero annoiare,comunque,per tornare a Bonito Oliva e ,alla sua superficiale interpretazione del tempo” nell’arte” e, ancora,a proposito di tempo,sempre secondo Oliva ,non possiamo dimenticare che, questi, sono anche i tempi di Genny a’ carogna,l’ultimo dei poeti futuristi del pianeta.
Roma criminalsportiva.
L’Italia degli stadi non è molto diversa dalla nazione reale,l’Italia che fischia l’inno nazionale e fischia il premier,fischia, in barba a tutti i sondaggi.Lo spettacolo non è stato dei migliori,ma, le comparse di questa schifezza vivono la’,sui colli e negli immancabili palazzi,con tanto di appartamenti e appartamentini.Forti delle loro taroccate campagne stampa, e viaggiano, su auto che non andranno mai su ebay.Italia senza popolo,senza inno,senza premier, con il suo bel circo massimo, che gronda ,come in antico, sangue.
La Musica.
In un articolo di Vitaldo Conte (Il Borghese), titolo:Dal Futurismo al”primitivo del futuro”,gia’ chiamare primitivo il futuro, ci pare, ci pare una leggerezza temporale,un non sense nevrotico.Conte analizza l’opera di Luigi Russolo (fututrista,siamo ancora li’), con la sua macchina intona rumori ,che ebbe un grande fiasco alla sua prima del 1913 a Modena.Il giornalista scrive che il rumore ha trionfato come forma musicale,anche se a distanza di un secolo, cita Brian Eno, non erano pero’ propriamente rumori,quelli di Eno, ma solo una sorta di suggestione sonora abbellita del “suono” della natura,molto attutita,direi piacevole e sopratutto poco rumorosa ,psichedelica.Si cita Stokeusen(una vera rarita’ d’ascolto),un certo Nico Vascellari,artista performer ecc.ecc.Piero Mottola e un saud taxi di Yuri Suzuki, che saranno stati ascoltati da cinque o sei persone,se ce ne fossero stati di piu,i piu’, dormivano,o non riuscivano a prendere sonno.Poi nell’articolo resuscitano, a proprosito di musica rumore(il manifesto porta la muffa e la data dell’11 Marzo 1913), le parole dello stesso Russolo, che tradiscono una cultura tutta ottocentesca russoliana,chiarissimo esempio, che si fugge quel che si rincorre,come:”misterioso brontolio che arriva da lontano”,poi c’è addirittura l’ululato “basso,umano,minaccioso o implorante,triste oppure beffardo(Amedeo Nazzari in: “peste lo colga”, non riusciamo a pensare di meglio) poi c’è il sibilo acuto e persistente del vento che dovrebbe essere musica divina!Ma piu’ avanti, Conte azzarda una definizione davvero strabiliante, quando scrive:”i rumori di uno strumento possono dialogare con la voce e le sonorita’ del corpo in azione.Lo stesso apparato fonatorio puo’ divenire strumento e diffusore di rumori”,e di apparato fonatorio,aggiungiamo noi, c’è anche il culo o il rutto.Chiude con una frase ad effetto:”Rumore come arte totale”,mi scusi signor Vitalto Conte,ma c’è anche la musica come arte totale,la sua formulata ipotesi di: “rumore arte totale” è gia fallita da tanto,tanto tempo,fallita, signor Vitaldo, fallita , non si è saputo ancora sperimentare nulla che soppianti davvero la musica come crogiuolo di pensiero e filosofia,capace,sempre,la Musica, che è filosofia del suono, di riassumersi fin dalla sua preistoria,attraverso una complessa metamorfosi che si rivolge immediatamente al cuore e alla mente dell’uomo.Nella gazzarra “musicale ” dell’oggi ,non si è trovato nemmeno il piu’ piccolo sostituto (e basta futurismo), rumoroso o meno di:”Io tu e le rose” ,cantata da Orietta Berti,o di una qualsiasi colonna sonora di un qualsiasi film.
Italia.
Renzi ha un bel dire, Napolitano un bel fare ,e Alfano un bel presagire,Lupi lupeggia ,le ministre fan brodini per gli ammalati,Renzi ha un bel ridire con quell’aria da attacchino in servizio, con tanto di manifesti pronti ad attecchire.Si’ proprio un gran da fare c’è nell’aria,un vero Kamasutra polichese,mentre la Germania reclama i suoi crediti senza battere ciglia,ordina,senza nemmeno una lagrimuccia di compassione per queste pervertite cicale d’Italia.Oh,Italia,Italia di Dante e di Michelangelo,di Leonardo e Giordano Bruno,oggi sei solo lupa in putrefazione gonfia di vermi .Sul tavolo di cucina, parla, dalla televisione un Bonito Oliva, farfuglia come un napoletano,bela,fra piatti unti e bisunti di rosso pomodoro,bucce e pane sbriciolato come un rosario,sopra la tavola di plastica,con finta uva e mele rosse stampate , lavabili, anche a 45 gradi.Italia,Italia di televisione che si fa santa,moglie, puttana,si’ puttana,si’ per te,anche per te Italia, che non provi vergogna,nè ti scandalizzi piu’.Oggi la politica vera è fatta da cantanti e comici perchè il governo,lupa putrefatta,il governo, è solo un espressione burocratica,come al tempo di Klemens von Metternich.
2 Maggio, festa delle “familie”.
Avete un padre gay,una mamma lesbica,un nonno etero,ma solo diversamente e leggermente etero?Oggi è la vostra festa,la festa della “familia”,familia come quella sopra descritta.Vi siete guardati pieni di tenerezza con la vostra vicina prostituta,avete amato il suo cane i suo figli viados?Cenate volentieri con loro la sera di domenica?Bene quella è la vostra familia ,in festa,il vostro gruppo familiare festeggiato,ostentato,imposto.Siete un padre con numerosa prole?Figli e moglie a carico?Magari sotto sfratto ed esodato?Se,per disgrazia andate anche in chiesa, non è la vostra festa,qui’ San Giuseppe non c’entra ,che avevate capito.Oggi è la festa della “famiglia” che non c’è per legge,per cui ci vorrebbe una legge e, un santo che abbia la faccia tosta di fargli da “protettore”.
Il Sabba del 1° Maggio.
Lavoro,se ci sei batti un colpo.Roma celebra il suo Sabba,come lo stregone prega l’invocata pioggia, costoro festeggiano,festeggiano qualcosa che non c’è piu’,anzi ,piu’ viene evocato, da questi stregoni e streghe,piu’ l’oggetto del desiderio si appanna,evapora svanisce.Voto rituale di formule insulse e consolatorie, imbonitore di genti, gente che un tempo lavorava,lavorava ,prima ,molto prima dell’avvento di maghi e imbonitori,lavorava, nonostante imbonitori streghe e stregoni,lavorava,cresceva.Oggi quella che fu loro patria è terra di tutti,è terra, da dove chi puo’ fugge,fugge per sempre con quel che gli rimane,fugge, senza guardarsi neppure per l’ultima volta indietro,fugge, avanti,avanti,fugge minacciata ,insultata,avanti,perseguitata da una torma di famelici coboldi,streghe e stregoni,che nel giorno del primo Maggio fanno del loro Sabba,la loro festa.
Orlando Medici ,eremita.
1360, Nè quei medesimi giorni venuto sul Piacentino ad abitar nè i boschi di Salso,di Pelegrino,e d’altri luoghi di quelle vicinanze il divotis. servo del Signore Orlando Medici da Milano,o’ secondo altri da Fiorenza,ivi per lo spazio d’anni 26,dimora facendo solitaria,& asprissima vita,degna di ammiratione.Perciochè in tanto tempo,che’gli dopo d’esser quivi arrivato,visse;tenne mai sempre,& osservo’ di continuo silenzio senza parlare a’ niuno,e senz’havere sopra di sè altro tetto,o coperta da ripararsi negli estivi ardori,e negli estremi freddi del verno di’,e notte,fuori che quello dell’aria e del cielo.E come nel vestire,essendosi putrefatti,e consonti alla fine i panni lugubri,che indosso havea,quando in què selvaggi luoghi si condusse;altro non hebbe per un tempo da coprirsi le nudita’,eccetto che strame,e paglia,& una cinta di giunchi,e foglie,e finalmente una pelle di capra,trovata a caso in tal deserto,che fu’ poi sempre il suo vestimento:cosi’ nel mangiare altro cibo non uso’ che herbe crude,frutti,& altre si’ fatte cose che gli venivano alle mani per quelle selve:e quando non ne trovava,come nei tempi invernali,se ne usciva a’ confini,e co’ cenni delle mani,e dimostrando il corpo,ch’era la sola pelle senza la carne sopra l’ossa,chiedeva limosine per sostentamento della sua vita,e pigliava sol quello, che gli era di bisogno,non pero’ a intiera futurita’,nè abastanza giamai:perchè d’altra rifettione si cibava il piissimo uomo,gustando sovente delle celesti consolazioni;massime nel tempo che si vedeva (come da piu’ persone fu’ piu’ volte secretamente osservato,& egli manifesto’ di poi avanti di morire)stare le cinque,e sei ore per volta si di giorno,come di notte sopra un piede solo co’ gli occhi fissi infra la ruota del Sole ,e della Luna con le braccia elevate,divotissimamente contemplando nella mirabile fattura di quei due nobilissimi lumi del cielo l’ineffabil grandezza di Dio.
Origliare.
Dove?In Italia,in Italia dove?A Milano,a Milano,cosa?Expo si tratta di cibo,come alimentare…ah roba da mangiare,mangiare,un magna magna,in Italia?All’Expo?Magna magna?Perfetto,in Italia a Milano non c’era posto magna magna, migliore.
Un Club chiamato Berlino.
Se un povero disgraziato non si sente parte di questa Europa lo tacciano immediatamente di populismo,e, populisti siamo perchè siam popolo,tanto, ma tanto, tanto,troppo popolo.Capisco che il termine popolo, risulti indigesto da sempre ,ai burocrati e governanti di stato che dirigono una nazione con piccoli cenni amicali ,eppure, dovrete farvene una ragione, prima o poi.Get weiter (vai avanti),si sono sentiti dire al Club di Berlino, e sono entrati (pochi), nell’esclusivo club berlinese,da dove comincia la loro Europa,”Europa” che comincia,guarda un po’, proprio da li.Prima si erano anche gia’ iscritti al Le Touessrok golf di Maurizius,e anche quella l’avevano chiamata Europa.Quattro signori (Merkel in testa), si sono accomodati in esclusivi e costosi club, con la pretesa di farsi pagare la tessera a vita da noi.Qui’ nessuno desidera iscriversi al Touessrok Golf e, men che meno al Club di Berlino come riferimento di una fantomatica Europa.Quando ci hanno visto all’ingresso del Club di Germania ci hanno chiesto:”wieviel si sie?” (quanti siete) Subito ci hanno squadrato e, sbarrando la porta e gli occhi hanno urlato:”fuori i populisti d’Europa”,valli a capire, vogliono tosare le pecore senza gregge.