Il monumento al fante è opera bellissima,bellissima ricca di un verismo e plasticità che si modella sulla forma,quel sottile tocco lieve come soffio ,soffio che fa vivo pulsare nell’uomo sotto la divisa,ne fa sentire il sangue e il cuore e la forma e,in questo caso anche la fierezza.L’Italia quella guerra l’ha vinta con fanti e uomini che così rappresentati spiccano ancora vivi e presenti nella memoria,in piedi mai morti ,esempio di un futuro dove e quando l’artista,sopratutto in questo caso, ha saputo ricreare quel sentimento di riconoscenza che meritano tutti coloro che così rapprentati sono,ritagliati sulla roccia in un verismo che trascende il vero e si fa sentimento,opera,arte.
Puigdemont.
Il Presidente della Catalogna indipendente non si presenta al processo che gli hanno intentato, ed è curioso come generalmente la sinistra italiana accusi Puigdemont di codardia, ho scorso notizie in quel senso.Farei la stessa cosa se fossi presidente di uno stato illegittimo e dichiarato tale,per di più secessionista,secessionista e illegittimo per la Spagna intendiamoci che,non avendo conosciuta nessuna rivoluzione se non quella franchista si trova la strada spianata e praticata dallo stesso Franco,la forza.Li hanno lasciati giocare,giocherellare per prendersi il gioco quando quel gioco non piaceva più.semplice,semplice anche che gli altri,i giocatori secessionisti se la sono date a gambe ,li hanno lasciati con un palmo di naso con i loro giudici togati,giudici disposti a mettere in galera questi sognatori dei nostri giorni.Ricorda la favola di Pinocchio,qui il giudice torvo e questa volta Pinocchio se la da a gambe,fugge prima dell’arrivo dei carabinieri,semplice no?Ma la storia non è tutta qui,in campo sono rimasti i giocatori della Catalogna che sognano e vogliono una Catalogna libera e indipendente,i giudici mica possono metterli in galera tutti e tutti non vogliono e non possono andare in galera,forse alla spicciolata,forse con qualche esemplare colpo di mano,ma la grana rimane per la Spagna,la grana rimane anche estradassero i fuggiaschi,rimane e non sarà facile,per niente facile.
Washinghton post.
Tutto il mondo è paese,mai frase più abusata torna all’ordine ,pensando alla rassegna della stampa americana a proposito di Sayfullo,Sayfullo il terrorista che ha accoppato nove persone e voleva mettere la bandiera isis sul fianco del suo camioncino prima dell’attentato,non solo ,preso ferito ,dopo aver gridato il solito chicchirichì di questi mascalzoni:Allah è grande,portato quindi in ospedale voleva appesa alla parete della sua stanza la bandiera nera del suo credo ,aggiungendo che avrebbe voluto ammazzare più persone ma di non esserci riuscito.Bolle di integralismo “religioso” navigano in mezzo alla società che vive e lavora,bolle autosufficienti fatte d’odio e ottusità pagana.Molta politica americana pigia il tasto del caso isolato,senza seguito e che non occorre fare della politica sull’attentato ma,la polizia stessa dopo due ore dal crimine ha immediatmente dichiarato essere un atto terroristico,così gran parte della stampa americana si è messa correttamente al seguito,con vari toni e misure con ,o senza il ritratto di Sayfullo in prima pagina,solo un giornale mi pare e,mi pare proprio sia il Woshington post ha scritto che forse si trattava di terrorismo,ripeto forse.Bhe!Un giornalone così poteva risparmiarsi tanta resipiscenza politica.
Sayfullo Habibullae.
E chi era,anzi ,chi è ,questo Sayfullo Abullaevic Saipo dell’Usbekistan, uno venuto in cerca di fortuna nel 2010,Sayfullo aveva aquisito tanto di carta verde,si era sposato ed aveva due figli,quindi era,anzi è ,uno che ha fatto,quello che si definisce un percorso verso l’integrazione, con solo qualche sanzione stradale sulle spalle,addirittura buono e gentile a detta di testimoni.Sayfullo era dunque l’esempio l’archetipo ,di quanto predicato dai buoni che accompagnano questi nuovi venuti nel loro percorso di accettazione,accettazione, se non proprio di integrazione nello stato in cui vengono a trovarsi. Sayfullo sposato,con un lavoro,due figli, una moglie, chi l’avrebbe mai detto chi , che questo uomo gentile, venuto dall’uzbekistan nel 2010 ,rigorosamente mussulmano, avrebbe certificato il suo definitivo percorso in America ,con un suo massacro personale,massacro come contributo al terrorismo internazionale al grido di: Allah è grande,chi?
Mieli e i “profughi”.
Mieli in una trasmissione sui profughi di Caporetto,profughi civili,ha dichiarato che le analogie con l’oggi sono evidenti,sconcertanti,infatti i profughi friulani venivano chiamati “tedeschi”,mangiapane,ladri di lavoro.Venivano requisite,per ordine delle prefetture del tempo tutti gli alberghi e le case sfitte della costa adriatica,come quelle di toscana nonostante l’opposizione dei proprietari,alcune di queste donne lavoratrici vennero mandate perfino in sicilia.Fin qui l’analogia con l’oggi(secondo Mieli),analogia per ignoranza che chiamava fascisti anche i profughi d’Istria,ignoranza non analogia.L’unica analogia che si osserva è l’arrivo oggi in Italia di un numero discutibile di “profughi”,questa volta importato,questa volta voluto ed imposto dall’Europa, generalmente di fede mussulmana con alcui membri dediti anche al terrorismo.Come si vede l’analogia non si vede e ,la differenza sta che quelli di Caporetto e dell’Istria erano veri profughi,questi invece in gran parte anche loro,”veri profughi”:
Catalogna libera.
Occorrerà fare una zona extraterritoriale non vincolata da estradizione per la fuga di possibili dissidenti sovranisti e indipendentisti,dopo Puigdemont in fuga dalla Catalogna,per qualche altra Catalogna libera e indipendente ci vorranno nuove tutele in vista di nuovi arrivi in territori liberi.Il Belgio, diviso di suo, offre per ora asilo politico alla giunta ribelle di Barcellona, asilo ,ma non si capisce bene con quali garanzie, comunque ha offerto per primo la sua protezione.L’Inghilterra nicchia, deve tenersi buona l’Europa e ,i paesi con il mugugno facile stanno zitti , tutti guardano cosa succederà,come andrà a finire questa storia di un Europa contestata,contestata anche nelle sue porzioni nazionali.Storia d’altri tempi,dove l’impero usava il suo pugno di ferro contro ogni dissidenza,anche se qui non c’è ancora il pugno di ferro,l’Europa si è risentita indispettita e li ha trattati come monellacci questi catalani,monellacci maleducati impertinenti,girandosi dall’altra parte con la puzza sotto il naso, come è nel suo stile per ogni problema che non sa e non desidera risolvere.
L’untore.
Italia in fiamme,inquinamento alle stelle, non male come inizio d’autunno, l’Italia brucia i suoi ultimi abbandonati boschi,brucia priva di guardie forestali divenute carabinieri così,così,su due piedi,come per incanto.Ma, che l’Italia bruci e l’inquinamento salga alle stelle è in fondo il male minore,occorre invece fermare quell’untore di Renzi che dal treno in corsa sparge balle e jella a tutto spiano,fuoco e fiamme luciferine a piene mani sulle terre riarse e avvelenate d’Italia, con il sorriso sulla bocca.
Non offendete Renzi.
Renzi dice che non terrà conto delle offese,dice proprio offese ,rivolgendosi a coloro che l’hanno “offeso” per cui, escludendo gli avversari, penso si riferisca a suoi ex sodali.Un leader non dovrebbe mai chiamare offese quelle che gli vengono rivolte a critica del suo autoritario governo,nemmeno e sopratutto a quelli del suo ex partito.E qui sta il nocciolo della questione,Renzi è stato offeso,si è sentito offeso,offeso da una parte che vorrebbe reclutare,ma che cazzo di premier è uno che si può offendere,sopratutto uno,che si sente offeso e lo dichiara apertamente,come potrà mai reagire in futuro?
Separati in casa.
Rivoluzione di velluto quella della Catalogna da Madrid,per ora niente scontri né disordini.I due contendenti somigliano più a separati in casa,come si usa oggi in molte famiglie,piuttosto che due proiettati verso un divorzio senza sconti.Gli indipendentisti hanno dichiarato la loro indipendenza,gli altri ,i filo nazionalisti hanno affollato le vie al grido di: siamo spagnoli e basta.Armosfera tranquilla,apparentemente tranquilla anche se divisa,potrebbe accadere che alcuni spagnoli,vivendo in Catalogna vivano un po meno spagnoli,mentre altri continuerebbero nella solita maniera collegati con il governo centrale di Madrid.Frattura interna dunque ,frattura di identità e di cultura che convive senza condividere, approccio insolito che se dura,potrà sfociare in ulteriore riflessione per le autonomie verso le autonomie.
L’Europa della serva.
Va bene, ci sarà anche di che far di conto in Europa,il solito dare avere,prestare e non vedere più,minacciare per riavere,sequestrare,intimare.Chi ha messo i soldi comanda,come sempre, comanda sull’economia del creditore,insomma è tutto un far di conto ,un dare avere e niente più.Se,se per caso i conti dovessero tornare tutto a posto,tutto bene,chi ha dato ha dato,e chi ha avuto ha avuto, si va avanti.Ma qui(anche a conti pari) avanti non va nessuno,proprio nessuno,meno che mai la così detta Europa,quell’Europa dei conti che tornano o che dovrebbero tornare,insomma un Europa della serva,delle creste sulla spesa,un Europa dei buoni e dei cattivi,dove i buoni sono quelli che non fanno quello che fanno fare ai cattivi per non perdere voti e si tengono così i cattivi,i cattivi dietro la lavagna,i cattivi, con tutte le loro magagne.Ma insomma ,un idea dell’Europa c’è o non c’è,ci sarà o non ci sarà,tutti questi conti non servono a nulla,ci vuole un idea d’Europa,una veste, un qualche pensiero senza un soldo in tasca,un progetto che odori di pensiero e non di soli soldi che le cose non si comprano,si pensano.