Se a una famiglia qualunque dicessero di andare verso la morte,la violenza e la sopraffazione,se, ad un uomo o ad una giovane donna dicessero di andare verso la schiavitù,lo stupro,la morte penso che nessuno, nessuno con un minimo di senno si muoverebbe da casa sua,casa per quanto precaria e miserevole sia.Nessuno cercherebbe la prigionia e le privazione che ,un Europa,la quale come sirena di Ulisse blandisce e inganna,chiama e invita,per “bontà”,per pura grande bontà disperati e disperate verso un naufragio senza scampo, in un incubo che solo menti particolarmente crudeli possono avere escogitato motivati da un insana “bontà”.Se,qualcuno,dico qualcuno che non canti e incanti come una sirena di Odisseo si preoccupasse di dire a costoro,a questi disperati, vittime inconsapevoli di delinquenti e falsi buoni samaritani,ma si preoccupasse invece di avvertire che il luogo che vogliono raggiungere è come un fiume pieno di piranha e che, raggiunte quelle sponde sarebbe come gettare un pollo sanguinilento nelle fauci di questi famelici pesci che infestano le acque morte.Basterebbe questo,solo questo per descrivere in un attimo tutto lo spavento e l’orrore del loro ultimo viaggio,allora ,penso,molti, se non tutti di questi starebbero a casa,poveri, vivi e forse felici.
La Madonna.
L’irresistibile teatrino di Augias ieri si è dedicato alla Madonna,alla figura della Madonna dico,per lui, madonna (donna) semplicemente,anche se,la figura della Maddona non cresce o decresce dopo i teatrini di Augias,Augias ed un altra studiosa che,per il Mulino ha scritto un libretto sulla figura della Madre di Cristo e che la Madonna ,sia madre di Uno, come Cristo nessuno,nemmeno Augias lo nega.”I credenti si sbagliano”,ha cominciato a pestare (con i suoi piedoni) nella sua acqua morta Corrado,si sbagliano:la Madonna non era la Madre di Dio, ed anche il Corano la dice semplicemente madre di Gesù.Insomma fra sorrisetti e maliziosi compiacimenti,compiacimenti naturali in un conduttore come Augias quando tratta cose da preti e di religione,specialmente di quella cattolica,ci va a nozze,ci da dentro come uno che non ha mai avuto nulla di interessante da fare al mondo se non dare gustose mazzate alla chiesa.Insomma la Madonna,madonna per Augias era una semplice donna,di cui quasi nessuno ne parla e dice pochissime parole,come se dire molte parole per la Madonna fosse necessario per la “conversione” di Augias,come se, molte diverse e storiche parole potrebbero convincere il nostro intrepido critico cambiando le carte in tavola della storia di Cristo e Sua Madre,per Augias semplicemente, donna e madre di un certo Gesù di cui noi,noi tuttavia ci contentiamo,minuscolo o maiuscolo di come lo mette il solito incomparabile,inimitabile vera e propria mummia televisiva seduta,come seduto sta il nostro Augias.
Rieccoci.
Eccoci di nuovo ,con qualche piccola sicurezza in più ,l’importante è mettere ancora qualche parola,aggiungere ancora una qualche riflessione sull’universo parolaio,quello che spesso dice quello che non sente e non sente quello che dice,insomma eccoci qua.
Elogio al monumento del Fante.
Il quotidiano di Piacenza si è messo di traverso contro il monumento al fante in memoria del quindici diciotto in guerra e ,non c’è modo di fargli cambiare verso.C’era un tempo in cui, un manipolo di nuovi intransigenti “esteti” volevano fondere addirittura i monumento ai pontieri ,quello prima del ponte sul Po,monumento celebrato ai suoi tempi,come ai nostri ma come al solito non da tutti e fra i censori c’erano le solite scolte “avanguardiste” del nostro,nostro perché cittadino quotidiano.Un quotidiano che si lardella compiaciuto di quotidiano conformismo tanto per restare a galla,il fatto, o la questione è che questo conformismo è conformismo in ritardo (con un minimo di una cinquantina d’anni) per non dire d’accatto,una volta arrivato qui, sulle pagine di questo giornale risulta essere vecchio vecchissimo,addirittura preistorico pre-artistico,per quel che concerne l’arte,posto che quel giornale ne sappia sull’argomento.Non è la prima volta che verso un monumento oramai antico qualcuno sparacchi o sputacchi,non è la prima volta e non solo in Italia,come in una nuova primavera araba,il piccolo quotidiano si desta contro il fante e ,quasi si trattasse di un monumento a Saddam lo vuole abbattere,etichettandolo addirittura come infame,infame brutto e odioso.Ma, forse,forse il Fante saprà resistere nella sua bellezza, ancora resistere resistere , anche a questi gruppetti gruppuscoli filo-arabi accompagnati da qualche ingrato infiltrato della nostra storia Patria.
Difendersi è leggittimo.
Se non tutti,molti hanno potuto vedere e apprezzare in azione un delinquente contro un giornalista del secondo canale,si è potuto apprezzare come freddamente e improvvisamente colpisca un virtuoso della violenza,un colpo di testa che pochi s’aspettano ma che è l’abituale mossa del mascalzone che sa,sa che la testa è quella che fa più male,reca maggior danno alla vittima e fosse finita qui, avremmo di che complimentarci per la lezione dataci gratuitamente,ma no,no,quello ha tirato fuori un manganello floscio ,del tipo squadraccia della morte e si è messo a dare colpi,frammezzati da “urbane “invettive verso il giornalista.Uno spettacolo immondo,direi quotidiano,aggiugerei usuale ,davanti a nessuna televisione.Nel pomeriggio si era (purtroppo) sentita la solita tiritera di Buttafuoco con l’incomparabile Augias decantare lo stato,lo stato che deve impedire ai cittadini,quelli che non sanno menare di testa, di non difendersi assolutamentante da soli,che ,da soli vanno nei pasticci.Bhe!Ora l’hanno visto come si fa (da soli),si mena con la testa e si danno ripetute botte con un manganello da criminale,ma se propio,se proprio non riescono o non se la sentono,si facciano accompagnare da nascosta (la sopresa è sempre efficace) scorta,armata,come era armato l’aggressore.Con buona pace di Buttafuoco & c.
La Ricci Oddi dialoga con nessuno.
Andate in un museo della lirica qualsiasi,andate in un teatro d’opera dove si possa allestire una rassegna che riguarda il bel canto,mettete un tenore o un basso,forse un soprano o un contralto,oppure un mezzo soprano,mettete insomma la voce che desiderate accanto ad un grammofono o ad un giradischi ,oppure ad uno di quegli ammenicoli che si usano oggi e che non son più né grammofoni né giradischi,ma cantano e suonano solo se inseriti per mezzo di una chiavetta con tanto di corrente.Bene,mettete la vostra voce,voce cantante femmina o maschio,oppure castrato se vi piace,mettetelo acconto allo strumento che avete scelto per ascoltare musica o canto, spento o acceso,come meglio desiderate,quindi dichiarate al pubblico presente che quello è un confronto fra l’antico ed il contemporaneo.Qualcuno comincerà a darsi di gomito,qualc’un altro vi ascolterà assorto perché quello che canta ,quello che canta non ha bisogno di uno strumento elettronico per cantare,il secondo,senza che uno canti si accende e si spegne,ma purtroppo non emette nemmeno un suono.Ebbene,il nuovo direttore della Ricci Oddi,persona certamente alla moda,desidera mettere un informale (informale si fa per dire),desidera mettere di tutto ,e,quando scrivo di tutto è proprio di tutto quello che si può mettere di “contemporaneo” vicino ad un dipinto dell’ottocento,sia esso di materia sparsa informale,oppure oggetto che sott’intenda un concetto pre artistico,un ideuzza pre uomo preistorico per intenderci,di quando l’arte doveva ancora nascere o assumene una qualche forma,di quando la forma stessa venne formata molto tempo prima dalla materia oscura, per una legge universale che questi pre preistorici ancora non comprendono,non comprendono essendo prodotto di una vecchia,vecchissima ignorante società malata di alzaimer.Ebbene,come per il cantante e lo strumento elettronico,qualsiasi posto od oggetto che verrà messo accanto ad un opera compiuta otterrà lo stesso identico risultato,la stessa identica comparazione che, uno di quei due,cioè la voce, può stare benissimo senza il secondo (eesendosi formata in virtù della materia oscura) e che il secondo è solo un approccio tecnico o materico per l’incipit dell’altro ,ma sopratutto che da solo,da solo o in “dialogo” con un qualsiasi “altro”, non dialoga proprio con nesssuno se non per il direttore della Ricci Oddi ed il suo gregge.
Renzi con il teschio in mano.
Infine Renzi ,questa sera andrà in TV solo soletto,solo soletto, per confrontarsi non si sa con chi,forse parlerà alle sedie vuote o parlerà a sedie con qualcuno seduto sopra,qualcuno attento di come si fanno confronti con nessuno,sopratutto per capire come si fa un monologo,un monologo per nessuno.Toccherà a Renzi allora,sfoderare il teschio e come Amleto ripetere :”essere o non essere”,essere o non essere è un bel dilemma per uno che di essere gli è importato poco,poco, niente.Amleto come Pinocchio dunque,un Pinocchio di Amleto è un bel vedere sopratutto una bel concentrato di sé,un sé che si esibirà davanti una platea curiosa di vedere come muore Cesarino,l’agonia in diretta,davanti a Napolitano che, come Mangiafuoco ,stropicciandosi le vecchie nervose mani a sbarrando gli occhi annebbiati di rabbiosa meraviglia ,prima di andare a letto esclamerà,in perfetto dialetto partenopeo!Ma si,si bruciamolo,bruciamo anche questo burattino.
Renzi-Di Maio.
Chissà perché si sgolano tanto contro Di Maio,gli danno del vigliacco del fifone del bugiardo,la sinistra si sa,quando ci si mette le spara grosse per il confronto mancato Di Maio- Renzi.Non occorre essere grillini per capire che, Di Maio contro Renzi non può più mettersi,nemmeno per burla,quando invece Renzi,l’unico confronto che gli resta , e che può seriamente certamente fare è quello con, o contro Crozza.
Sicilia.
Non c’è nemmeno gusto,nessun gusto,nemmeno un poco di suspence per queste siciliane elezioni,a rotoli Renzi che è da tempo che rotola con il suo governicchio ,rotola ma continua con il suo fantomatico governo verso nuove leggi,verso nuove norme,minaccia la ius soli che è come prendere gli italiani a merluzzate in faccia,minaccia,e andrà a finire che, anche con la ius,e,in virtù delle merluzzate date, resteranno a piedi ugualmente ,soli soletti,nonstante la loro ius soli,a piedi,non solo in Sicilia ma ,e sopratutto ,a Roma.
Il monumento negato.
Oggi,ancora oggi circondati dalla guerra,oggi, che molti troppi uomini muoiono in combattimento,muoiono con donne e bambini,oggi, che tutto,tutto questo accade anche mentre scrivo c’è ancora qualcuno dico,qualcuno che contesta un monumento al fante della guerra quindici diciotto,c’è ancora qualcuno, qualcuno che ci dice e scrive che , della guerra o di quella guerra,come questa guerra non esiste e non si deve,o doveva fare ma vorrebbe,e vorrebbe,come quella,quella guerra ,semplicemente, la sua ,privata,la sua guerra ,la sua, contro ,contro i propri nemici fare come fa.E c’è ancora,ancora oggi chi nega ,quella, come questa ,guerra,quelli, come questi morti,quelli di un tempo bestemmiati inattuali negati morti,fermi per sempre nel bronzo, e questi,di questi morti di loro tace,e ancora parla,parla scrive di quelli inattuali morti, e ancora,ancora qualcuno,qualcuno ridendo stampa,ridendo, sopra una guerra,una guerra vinta,una guerra negata,una guerra,con i suoi morti e i suoi eroi ,i suoi sempreverdi lutti e le sue morte speranze.