L’avvocato di Trump.

Written By: bruno - Feb• 28•19

Vatti a fidare degli avvocati,infatti accade spesso che il tuo avvocato,il tuo,proprio il tuo, quello da te pagato e strapagato, diventi il tuo peggior nemico,questo succede quando vi è un grado di sudditanza fra il maggiore e il minore in quella professione per cui il minore,l’avvocato con meno prestigio si uniforma al maggiore con finta arroganza.Un esperienza che non auguro a nessuno dovendo in questo caso combattere contro uno di fronte,quello a cui fai causa ed uno in casa, tuo “patrono”.Si entra così in un girone infernale dove la sconfitta,la sconfitta te la ritrovi davanti, ad ogni colloquio con il tuo patrono per anni e anni armato di legale notula.Guardate Trump un avvocato peggiore non poteva capitargli(anche se è espressione di quello che vi dicevo),il peggio alla quinta potenza per Trump, dove e quando il nemico te lo ritrovi in casa il che dimostra che,nel grande e nel piccolo deve essere un vizio di forma,come un marchio di fabbrica,insomma :se cerchi un certo nemico:fatti l’avvocato.

Piagnoni & arrabbiati.

Written By: bruno - Feb• 28•19

Siam tornati al tempo dei piagnoni e degli arrabbiati come al tempo del Savonarola,dove i piagnoni,quelli che piangono come cassandre servi di un qualche laico padrone ma con un occhio al papato, portano nel cuore Renzi che di Firenze è un allegro piagnone mentre,dall’altra parte;gli arrabbiati,quelli della legittima difesa,quelli che,come cani in chiesa, ma nelle chiese di una volta,sono nell’indice d’Europa,e son quelli del tutto va bene benone benissimo ,detto con rabbia a denti stretti.Tutto questo lo si avverte nei giornali e dai giornalisti che a chiusura di ogni loro opinione scrivono o leggono:ora ve la dico come la penso (e come la pensano dovrebbe essere cazzi loro),vi dico la verità e giù a piangere,piangono,gemono, proprio come piagnoni ,al tempo del Savonarola nella Firenze,quella di Renzi oggi.

Quotidiano Libertà Piacenza.

Written By: bruno - Feb• 27•19

Libertà dedica oggi un paio di colonne al signor Spigaroli,il quale formula,attraverso una lettera la sua teoria del tutto sindacale ( tipo Landini per interderci),ci comunica e comunica urbi et orbi, dal suo (sic) unico palco pubblico di cui gode con pieno diritto da decenni,il quotidiano piacentino,il quotidiano Libertà il suo pensiero.L’argomento è: che fare della Ricci Oddi,collezione dell’ottocento italiano allargatesi negli anni con donazioni e acquisti attraverso le diverse dirigenze,acquisizioni in gran parte oggi negli scantinati per mancanza di spazio.Per farla breve il signor S invoca un commissario straniero per la Ricci Oddi,stabilisce il bando definitivo e improrogabile di tutte le figure nell’arte di oggi,visto che per lui,per lui le figure sono solo figure e non hanno,non hanno ,come in passato altro contenuto della loro forma se non quella figurativa.Inoltre sancisce senza mezzi termini che,quella collezione è una delle tante collezione allestite oggi in Italia senza altri particolari meriti (Ricci Oddi si gira nella cassa) per cui non bisogna farla tanto lunga.A questo punto lascia sempre meno perplessi sentire “discorsi” urbi et orbi alla Spigaroli,perplessi anche perché lo Spigaroli è un vecchio che dice cose decrepite ,cose che stanno scomparendo, passandole per nuove,e vecchio com’è ce l’ha,vantandosene ,con Sgarbi,forse per darsi un tono o forse per un conflitto atavico con una qualche figura paterna che lo tormenta.Quando oggi anche Augias dice : non sono le cose nuove che occorre ricercare ma occorre vedere le cose con occhi nuovi e, con occhi come quelli del signor S che cazzo pretendete di vedere.Libertà l’ha già promosso sul campo e ,per anzianità, guida del giornale,lo nomini direttore dell’allargamento alla Ricci Oddi e non ci rompa più le palle.

Pensatori comuni.

Written By: bruno - Feb• 26•19

La politica,la politica ha la faccia strana che dimostra l’immobilità assoluta, mentre girano solo le poltrone di comando.Questo specialmente nelle elezioni delle giunte comunali,meno evidenti in quelle nazionali ma,in quelle municipali chi siede e presiede,tiene tutto quello che c’era e, quel che non c’è e non c’era non sa nemmeno cosa sia pur avendo detto di saperlo.La cosa fa sospettare che nelle teste dei nuovi neonati arrivati,proprio come neonati forzatamente apprezzano quel che si trovano, non avendo nulla da aggiungere stando seduti sulle sedie ancor calde di pensatori comunali comuni.Mentre, per chi va a votare e ha votato,votato per un qualche cambiamento,votato sopratutto per trovare una mano tesa ai suoi comuni intenti generali, dovrebbe invece adottare semplicemente quel motto orientale che recita:se hai bisogno di una mano e la cerchi,la troverai,si,la troverai dopo averla cercata, attaccata al tuo braccio.

Teatro gioia e PD.

Written By: bruno - Feb• 25•19

Bhe!Se qualcuno avesse avuto qualche dubbio sulla o, sulle voci che girano,quando affermano che, la voce della cultura,la cultura di questa giunta (Barbieri) è ancora amministrata dalla sinistra (in barba a chi ha votato) può tranquillamente prendere atto che il “Teatro gioia” è dato ai fidi di Zingaretti per una raccolta consensi (voti) PD in una continuità logica che attraversa tutta la politica culturale da più di vent’anni tutte le città amministrate dalla sinistra dell’italico loro regno.

Arte diffusa.

Written By: bruno - Feb• 24•19

E’ fin troppo facile, perfino banale spiegare l’episodio di quell’insegnante che ha umiliato una bambino africano,bambino indicato come “brutto” a tutta la classe.E’ perfino trppo facile cercare di capire in parallelo la cretineria di certe performance di stampo ideologico spacciate alla Biennale di Venezia come riflessioni sulla diversità.Quelle di Venezia infatti vengono osannate dai soliti idioti,questa,trovandosi davanti una platea di innocenti bambini ha immediatamente segnalato la coglioneria cialtrona dell’artista “didatta”.

Toscani, Presidente Fondazione.

Written By: bruno - Feb• 23•19

Non si capisce bene come il dottor Toscani,Presidente della Fondazione,possa esprimere pareri definitivi circa l’uso e il futuro della cultura a Piacenza,non si capisce perché non si ravvisano competenze specifiche nel “ramo” se non quelle in materia notarile e dell’immediata burocratica adesione alle opere di solidarietà.Il dottor Toscani ha evidentemente dei suoi personali gusti che nessuno mette in questione,tendenze passioni ma, non è detta o detto che questa sua personale tendenza o non solo quella debba per forza essere il futuro della città,nessuno infatti credo possa parlare o ricordi del dottor Toscani o di un suo passato culturale come protagonista anche solo a livello cittadino.Leggendo al bar il solito quotidiano di Piacenza,leggendo in modo distratto per mancanza di appeal,leggo qui e la(da fior a fiore)leggo che, il dottor Toscani non desidera fare del palazzo ex Enel un deposito.Ma,un deposito, esimio dottore è e sono tutti i musei del mondo un deposito che testimoni o testimonia non solo il presente ma sopratutto un passato,deposito che dovrebbe esporre un valore,deposito di valore al di fuori al di là o dentro il tempo,tempo che si stratifica a futura memoria,così è in tutto il mondo,così è in tutti i musei,compresi quelli che il dottor Toscani auspica , coadiuvato dai suoi esperti consiglieri che vorrebbero “storicizzare” immediatamente (sic) ,su due piedi questo (orribile)presente,mentre ogni secolo storicizza sempre il passato secolo.Bisogna tuttavia sottolineare che il dottor Toscani si è appoggiato e appoggia in toto il teatro a Diego Mai,Mai messo li dal partito comunista italiano,partito che pare ora addirittura estinto da tempo nonostante questo suo radicamento cittadino, in barba ad ogni concorso di cui non ho mai sentito,forse e certamente per mia distrazione, parlare.C’è poi un architetto (Ferrari) per la Ricci Oddi,architetto che non sa che pesci pigliare dove ,nella collezione di sua competenza si trova un deposito enorme nelle cantine della stessa che non può essere esposto per mancanza di spazio o spazi ma sopratutto perché l’ex Enel non può e non deve diventare un deposito (Toscani) ,per cui non si sa che fare di tutto quel materiale acquisito dalla Galleria,materiale acquisito non certamente per essere messo in cantina.Suggerirei a questo punto di lasciare andare alla malora tutto l’ accatastato,aprire a cascata per nuove intenzionali tendenze di moda e di mercato nell’ex Enel,cascate effimere s’intende del tutto intenzionali,cascate che Toscani dichiara necessarie essendo “moderne”, fregandosene di un qualche altro valore o “valore” in cui ognuno crede di voler “depositare” a futura memoria un qualsiasi manufatto,posto che la momoria possa avere qui un futuro o perlomeno testimoni un qualche intenzionale valore visto che, e qui ,la storia si ripete, come scrive Constant :”nazione infrollita da un eccesso di civiltà,divenuta vanitosa e frivola per l’educazione del potere arbitrario,e nella quale le luci stesse restano inutili,dal momento che la luce rischiara la strada,ma non dà agli uomini la forza di percorrerla”:

Angina pectoris.

Written By: bruno - Feb• 22•19

Leggere una pagina,una pagina intera sul giornale locale dedicata ad un ladro per necessità,secondo la sua versione merita una qualche riflessione,anche se una necessità un ladro l’ha sempre ed è quella di rubare,però vedere un paginone così fa una certa impressione e,saltando a piè pari tutti i buoni e i cattivi che intervengono in questa vicenda che odora del gusto da libro cuore lo si deve fare.La legge,la legge se ne fotte del cuore o di cuori,la legge pesa,pesa e,qualche volta ruba sul peso come fanno o facevano molti commercianti quando ti infilavano sotto la carta dell’etto di mortadella anche il coltello,pesando coltello carta e quel che restava della mortadella,così va il mondo,così in tutto il mondo la bilancia della legge “pesa le cose”.Da ragazzi,alcuni ragazzi di città la frutta la vedevano solo dall’ortolano( con il binocolo) di via Calzolai proprio e solo dal fruttivendolo che si trovava davanti alla macelleria Costermanelli dove ,appena dopo, c’era il panificio Cella, panificio che ricordava la gente per quel fornaio che malato, invitava la moglie di controllare alla finestra se la ciminiera del panificio fumasse anche senza di lui.Costermanelli,il macellaio aveva l’angina pectoris,una malattia così non si era mai sentita in Piazza Cavalli,non era un infarto no,non era malato di cuore ma eveva solo,questa angina pectoris,l’angina pectoris, una malattia che per il suo nome doveva e poteva avere solo il macellaio di via Calzolai,un ricco,insomma di via Calzolai.E c’era, nelle famiglie ,la sera con il primo buio, un bel discutere se Costeramelli dovesse più o meno morire,alla fine si dichiarava alzando la testa:angina pectoris,angina pectoris e si andava a letto nell’incertezza,a letto tutti,pensando ancora per poco a questa magica formula:angina pectoris.Come dicevo, i ragazzi di Piazza Cavalli in quel tempo la frutta la vedevano ,la vedevano solo dal fruttivendolo (con il binocolo) ma dopo il miracolo economico qualcuno si era fatto anche la Vespa Piaggio per cui andavano d’autunno ai bordi di filari d’uva in collina per fregare qualche grappolo.Uva così buona non si era mai sentita,mai così bella:goccie d’oro piene di zucchero che brillavano di intensa gialla luce propria anche di notte,gratis.Ebbene, di ladruncoli in Piazza Cavalli non ne mancavano,qualcuno era finito anche in riformatorio altri in galera ma nessuno si scandalizzava.Stavano invece all’erta quei ladruncoli che andavano con la vespa in collina,il padrone caricava con il sale il fucile da caccia e ti sparava a vista e ,nessuna,nessuna,nemmeno una riga dedicavano(andate a leggere i giornali d’allora),manco una miserabile riga di pietà che dicesse,scrivesse :in Piazza Cavalli non ci sono frutteti,lasciate che questi ragazzi rubino la vostra uva perché ,ne hanno bisogno.

Primo Levi.

Written By: bruno - Feb• 21•19

Oggi mi pare sia l’anniversario di Primo Levi e la Stampa pubblica una sua lettera inedita dove Levi descrive la sua vicenda unitamente ad un giudizio sull’Europa che definisce decrepita.Nella lettera si scrive che i russi hanno dmenticato Marx (non vogliono più saperne) i balcani sono una polveriera e agli ideali si è contrapposto l’arrivismo,poi chiede a certi suoi parenti come sono le condizione nel sud America.In questa lettera,se ricordo bene del 1946 c’è tutto l’Europa di oggi,un Europa che ha sostituito gli ideali con l’interesse e la Russia che non ne può più di Marx (qui è stato addirittura profeta),mentre i Balcani sono saltati per aria,non ci resta che il marcio d’Europa.

Io sto con Peveri.

Written By: bruno - Feb• 20•19

Un certo Spagnoli che si firma generalmente Alberto Esse si è messo a dare delle teste di cazzo (FB) con chi sta con l’imprenditore Peveri che,secondo la sentenza emessa dal tribunale ha esagerato nella “legittima difesa”,abituato come è ad essere la voce di Libertà lo Spagnoli a cui occorre aggiugere che ,il giornale quotidiano cittadino si pregia,un giorno si ed un altro si , e si dilunga,aggiungerei si prostra sopra ogni piccolo pensierino del signor Spagnoli,alias Alberto Esse che va giù duro nel suo categorico giudizio.In effetti mi sento una testa di cazzo senza imbarazzo,io mi sento proprio come la definisce l’ideologo del quotidiano libertà: “un testa di cazzo” questo ,nonostante la tirata legale pubblicata questa mattina dal foglio dello Spagnoli certificante la delinquenza del Peveri,nonostante e testardamente tutto rimango della stessa opinione.Sopratutto vorrei darmi al furto ed alla violazione della proprietà altrui,nella speranza di vincere anch’io (testa di cazzo) un bonus da settecentomila euro a risarcimento della mia oculata attività frutto della mia attività contro i criminali che difendono le cose proprie.