Draghi qui,Draghi là;con,e ,di tutte le cose che dovrebbe e,deve fare Draghi,oltre salvare l’Italia,dopo aver salvato l’Europa tutta e,in tutto questo suo via e vai freneticamente costruttivo.Via a vai pieno di speranze e grandi orizzonti,con il vento in poppa e ,senza il manto della più pallida o timida critica,speriamo,auspichiamo che, almeno,Draghi Mario,trovi il tempo,il tempo per andare al cesso o,almeno,in alternativa -al cesso- si porti ,anche, il lavoro per grandi orizzonti.
Pura demagogia.
Qualcuno,di “sana e robusta costituzione morale” si accanisce contro ,e sulla demagogia e dice; basta!Basta ,demagogia ma,spesso;quasi sempre e, detto da uno,uno,dotato di “sana e robusta cotituzione morale”,appellarsi al senso del dovere, è altrettanta ,pura demagogia.
Solo copertine.
Passo notti intere a sognar il Papa,o Mattarella,non mi manca nemmeno San Pio,notti intere con cui dialogo e mi ritrovo con tanti illustri che,forse ,nelle giornate di tutti passano davanti ai nostri occhi;così, questa notte,questa notte, mi è venuto a trovare, Berlusconi.Un lungo sogno a casa mia,casa che mancava di spazi-essendo la mia- ma non di folle plaudenti e lui,lui salutava,sorrideva e,mi pare:ma non ne son sicuro ,avvesse anche una lunga chioma mora (miracoli dei sogni).Dicevo a tutti che era vecchio,ma simpatico,quasi lo volessi giustificare,o giustificare la sua presenza in casa mia,casa che in fondo non era proprio uno dei suoi palazzi sparsi sulla terra.Notti affollate dunque di figure da copertina;si vede che guardo sempre e solo copertine,anche nella vita:solo copertine,senza mai sfogliare o,leggere ,quello che contengono.
Teresa,da Palermo.
Ma finiamola..quali misure chirurgiche…la verità è che non chiudiamo tutto e non ci sono le vaccinazioni per la maggior parte degli italiani subito non domani, gli italiani potranno dire addio all’estate. Questo è quello che penso, ma che forse pensano tutti. L’Italia non si è fatta in un giorno, ma noi dobbiamo imparare a galoppare, perché l’alternativa è vedere il popolo italiano morire lentamente. Ora chi vuole capire capisca, non c’è più tempo per farsi pragmatiche o altro.
Teresa Campagna
L’amaro calice.
Per quanto perplessi;i soldi sono un altra cosa,e, forse, Draghi;Draghi potrebbe anche accorgersene.Nel maneggiare moneta e uomini,si trovano improvvise differenze anche abissali;per quanto il denaro conservi delle regole obbligate ,nel dare ed avere,non è così per gli uomini di Draghi e,potrebbe,dovrebbe anche accorgersene.Chi si dedica alla “politica” degli uomini incontra improvvise difficoltà,difficoltà insormontabili che contrastano con un qualsiasi governo del denaro e, prima e poi,prima o poi:comunque,sono destinate alla fine.Guardate Gesù,guardatelo;Gesù che, per la sua dedizione al mondo fu addirittura crocifisso:un banchiere crocifisso,difficile vederne:qualcuno, forse, ai tempi di Sindona,non proprio crocifisso;avvelenato, o quello dei Frati Neri :impiccato,Calvi,a Londra.Comunque crocifisso no;un banchiere crocifisso sarebbe la prima volta,vederlo,sul Golgota dei Paperon dei Paperoni ,sacrificato.E poi,in due giorni,dico,in due giorni; Super Mario, è già invecchiato,è gia vecchio;non sarà certamente messo a morte no:non salirà sul Golgota (quello di Paperopoli) no,ma dovrà bere,bere anche lui;il suo amaro ,triste calice.
A palle incatenate.
Tutto quello che offre il repertorio umano tutto;l’uomo,la donna il bambino,la bambina,la nonna il nonno ,lo zio ,gli zii,le zie,i cognati,gli amici:il mondo tutto insomma è sempre roba vecchia,roba vecchia che si dice nuova per l’occasione,perchè mostrata in quel momento(atemporalmente),in un momento;ma fatalmente vecchia.Roba che preesisteva già dentro di noi, ma,per l’occasione appunto e,come rinnovata la diciamo “nuova”.Bene ,detto questo;detto tutto questo e fatto questo cappello o scarpa;dipende da dove si desidera cominciare un discorso ,non si capisce ,come Zingaretti;dico Zingaretti, possa dire:la politica oggi sarà diversa,da oggi si farà in un modo diverso;nulla sarà più come prima (sic),e qui Zingaretti;il vecchio Zingaretti,le spara davvero grosse:come si dice?A palle incatenate.
Le perle nere di Kella.
Questa è la storia di un uomo e una donna che portarono scolpito dentro quell’amore che diventò triste e oscuro destino. E’ la storia di Camille Claudel e Auguste Rodin.Non conosciamo con esattezza la data d’inizio, ma era il 1886 quando Rodin disperato scrisse alla sua amata Camille queste parole “A quale dolore sono destinato? A un amore folle, pieno, che fonde e confonde”Forse avevano litigato, fatto sta che Camille decise di allontanarsi da Auguste. La situazione si stava complicando. Rodin era un uomo impegnato e Camille lo voleva solo per sé.
Rodin ha 43 anni e Camille 18, donna di polso, sa bene che deve darsi da fare. Il suo talento e il suo lavoro non tardano a darle piccole soddisfazioni professionaliCosì inizia l’avventura, la più grande della sua vita, presso la scuola del Maestro. Monsieur Rodin resta riservato, (forse timido di fronte alla sua bellezza?) ma autoritario. Camille vuole imparare quanto più possibile, e basterà poco tempo affinché il maestro riconosca il suo genio. Basterà poco affinché si riconoscano l’uno come lo specchio dell’altra. Il maestro a questo punto la vuole spesso come modella, sebbene il suo atelier pulluli di allieve. Non ci riesce difficile immaginarli in quello spazio che separa l’argilla di Rodin e la carne di Camille come già amanti inconsapevoli. Ma c’è di mezzo la compagna di sempre, Rose BeuretRodin non può lasciarla, ma sa che la sua mente e tutto se stesso respirano solo per Camille. Il suo è un amore intenso, genuino, che rifiuterà però per tutta la vita. Nelle lettere che scriverà a Camille emerge la paura e la disperazione che lo assale all’idea di perderla. Camille è vista come gioia e dolore: lei può scegliere di stare o di andare. Camille è impulsiva e impetuosa e spesso sceglie di andare. Ma lo fa perché vorrebbe che Auguste fosse soltanto suo. In questa lontananza Rodin si sente morire, gli manca l’altra metà: se all’inizio le loro opere si somigliano, nella loro passione e nel loro ardore si fondono come frutto di una sola mente, una sola anima.Quella somiglianza della loro arte che è diventata fusione, dove non si riconosce più il maestro dall’allieva, la rende nervosa. Camille vuole affermarsi e farsi riconoscere dal suo pubblico. Sta lottando ma più crea più è un tutt’uno con Rodin. Camille è sempre più disperata, vuole prendere una decisione: porre fine a quella storia, per sempre
Sarà una rottura lunga e difficile. Rodin soffre. Camille impazzisce. Si chiude in se stessa. Iniziano le sue manie di persecuzione. E quell’arte fusa a quell’uomo, nei suoi deliri ne è la colpa. Vede in lui l’unico responsabile e l’unico carnefice. Scolpisce e crea, ma crea e distrugge lasciando frammenti e schegge sul pavimento. Nell’arte che è voce dell’animo forse sa che non riesce a staccarsi da Auguste. Camille è precipitata nel buio di se stessa e di quell’amore che un tempo le fu vita e arte, ma che ora le lascia soltanto incubo e morte. Finirà, molti anni dopo, rinchiusa in manicomio, ma piace ricordarla per quello che raggiunse nella pienezza della sua vita: seppe indagare l’animo umano e scolpirne i sentimenti più profondi.
Kella Tribi.
Italiani :il governo è fatto.
Il governo è fatto:per alcuni strafatto!Perfetto,imperfetto?C’è chi dice bene e chi ne dice male;ne guadagna la Meloni nello stare dove sta o ,dovrebbe,dovrebbe guadagnarne nel tempo.Questo potrebbe essere definito il governo del diavolo e dell’acqua santa,ma qui entriamo in un argomento che distingue il bene dal male e la cosa vale sempre per quel che vale.Se;però,una considerazione può essere scritta è che gli italiani:gli italiani intesi come popolo e come elettori che votano, valgono poco o nulla.L’unica cosa di peso che gli è rimasto da votare è il festival di San Remo.
Stanchi di gioia.
Compagni,
che danzaste sulle ore
come sui fiori le api,
instancabili esploratori
di questo cerchio mutevole
e fisso
che ci avvolge, e ci confonde,
e incuriosisce ed eccita,
cantavamo come insistente ronzio di insetti impazziti
dall’effluvio di bianco nettare. Eravamo vivi,
senza ombra di tedio
il nostro danzare
nel sole e nell’ombra
di boschi vetusti e profumati.
Come rimpiango quel sole abbagliante,
e il tepore, e la frescura dell’acqua
e dell’ombra gentile
sui nostri capi stanchi di gioia.
Francesca Pierucci.
Nella tasca dei pantaloni.
Dopo tutto il maremoto che ha spianato la politica,livellandola come fa uno schiacciassassi ,Draghi,Draghi sale al Quirinale;da dove non è mai disceso ,con la lista dei ministri nella tasca dei pantaloni.E’ un poco come essere a San Remo,per cui ci si domanda: chi vincerà quest’anno ?Quale partito o tecnico si fregierà campione di Stato?Tutto questo è nellle tasche di Draghi;le tasche,quelle dei pantaloni,dietro,che massaggiano le chiappe all’uomo dal passo di papera che ha cambiato:o vorrebbe cambiare le sorti di un paese stracarico di debiti e sfiancato dalla corruzione che;come un verme solitario lo smagra mangiandosi le ultime risorse che dovrebbero dare nuova forza al suo debilitato Stato.I partiti festeggiano e si guardano in cagnesco sull’osso italia,ringhiano ma:rinascono ,rinascono come la Fenice,anche se, Fenice è un bel nome per una compagnia antincendio di assicurazione,piuttosto che per un cartello,per di più,politico, di rinascita del paese.