Le perle nere di Kella.

Written By: bruno - Feb• 13•21

Questa è la storia di un uomo e una donna che portarono scolpito dentro quell’amore che diventò triste e oscuro destino. E’ la storia di Camille Claudel e Auguste Rodin.Non conosciamo con esattezza la data d’inizio, ma era il 1886 quando Rodin disperato scrisse alla sua amata Camille queste parole “A quale dolore sono destinato? A un amore folle, pieno, che fonde e confonde”Forse avevano litigato, fatto sta che Camille decise di allontanarsi da Auguste. La situazione si stava complicando. Rodin era un uomo impegnato e Camille lo voleva solo per sé.
Rodin ha 43 anni e Camille 18, donna di polso, sa bene che deve darsi da fare. Il suo talento e il suo lavoro non tardano a darle piccole soddisfazioni professionaliCosì inizia l’avventura, la più grande della sua vita, presso la scuola del Maestro. Monsieur Rodin resta riservato, (forse timido di fronte alla sua bellezza?) ma autoritario. Camille vuole imparare quanto più possibile, e basterà poco tempo affinché il maestro riconosca il suo genio. Basterà poco affinché si riconoscano l’uno come lo specchio dell’altra. Il maestro a questo punto la vuole spesso come modella, sebbene il suo atelier pulluli di allieve. Non ci riesce difficile immaginarli in quello spazio che separa l’argilla di Rodin e la carne di Camille come già amanti inconsapevoli. Ma c’è di mezzo la compagna di sempre, Rose BeuretRodin non può lasciarla, ma sa che la sua mente e tutto se stesso respirano solo per Camille. Il suo è un amore intenso, genuino, che rifiuterà però per tutta la vita. Nelle lettere che scriverà a Camille emerge la paura e la disperazione che lo assale all’idea di perderla. Camille è vista come gioia e dolore: lei può scegliere di stare o di andare. Camille è impulsiva e impetuosa e spesso sceglie di andare. Ma lo fa perché vorrebbe che Auguste fosse soltanto suo. In questa lontananza Rodin si sente morire, gli manca l’altra metà: se all’inizio le loro opere si somigliano, nella loro passione e nel loro ardore si fondono come frutto di una sola mente, una sola anima.Quella somiglianza della loro arte che è diventata fusione, dove non si riconosce più il maestro dall’allieva, la rende nervosa. Camille vuole affermarsi e farsi riconoscere dal suo pubblico. Sta lottando ma più crea più è un tutt’uno con Rodin. Camille è sempre più disperata, vuole prendere una decisione: porre fine a quella storia, per sempre
Sarà una rottura lunga e difficile. Rodin soffre. Camille impazzisce. Si chiude in se stessa. Iniziano le sue manie di persecuzione. E quell’arte fusa a quell’uomo, nei suoi deliri ne è la colpa. Vede in lui l’unico responsabile e l’unico carnefice. Scolpisce e crea, ma crea e distrugge lasciando frammenti e schegge sul pavimento. Nell’arte che è voce dell’animo forse sa che non riesce a staccarsi da Auguste. Camille è precipitata nel buio di se stessa e di quell’amore che un tempo le fu vita e arte, ma che ora le lascia soltanto incubo e morte. Finirà, molti anni dopo, rinchiusa in manicomio, ma piace ricordarla per quello che raggiunse nella pienezza della sua vita: seppe indagare l’animo umano e scolpirne i sentimenti più profondi.

Kella Tribi.

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