Il mondo di Terry Richardson,un mondo apparentemente irriverente ma, testimone dell’oggi,dove l’uomo e la donna diventano dissacranti,sprivatizzati,primitivi,con l’ossesione del pene.Il pene viene rappresentato ovunque,comunque,irriverente e vitale.Il piacere pervade le sue fotografie,fotografie scalcinate di corpi contorti che vomitano,ammiccanti,ginnici, piacere, come bisogno soddisfatto, per lui di normalita’,anormale pero’, come quello di un bambino ossessionato, curioso,dove il sentimento quando c’è vi è appena accennato , scatto rubato.Uomini e donne ermafroditi,vecchi fricchettoni con la loro fricchettona,imbellettati fumano.Tutto il campionario di varia umanita’ con un gusto circense di nudita’,pieno di succhiotti sparsi sul collo,succhiotti violacei di eros, maniacale.Quando, la sua immagine si fissa sopra un nudo apperentemente “casto”,dentro vi scorre tutto l’invito,la voglia sensuale,il desiderio,la provocazione.Il mondo di Richardson è l’occhio illuminato delle pose improponibili,lato dell’uomo relegato per convenzione alla pornografia,ma, nel nostro fotografo è uno scatto sopratutto ludico e ironico,non pornografico.Rifiuto del mondo, delle convenzioni e dei riti ,rifiuto della falsita’ del preambolo,rifiuto di stucchevoli,finti sentimenti,riti che mirano ad un rapporto esplicito,solo ad un rapporto carnale,con carne viva.In Richardson,questa carne si deforma,irride al piacere,al soddisfacimento,irride con una menlanconia del tempo che passa senza veli,dove anche in una cassa da morto aperta in bianco e nero,non c’è piu’ cadavere, ma le imbottiture sbrindellate del suo interno,sono la rappresentazione di quel che rimane, sia essa una bara o un corpo .
Ferdinando Arisi.
Ferdinando Arisi è stato il piu’ grande storico dell’arte non solo piacentino,grande per il suo modo organico,retto da severo metodo e profondo studioso dell’arte antica.Ha lavorato assiduamente per tutta la sua lunga vita ed ha lasciato fondamentali testimoniaze sulla pittura,nessuno gli è stato pari,nè esiste qualcuno che possa ereditare la sua grande perizia.Ha rappresentato,ed è stato rappresentante della gran parte della cultura della nostra citta’.Ha avuto moltissimi nemici,per le sue scelte radicali di estetica,nemici che sono ancora sulla scena,e,che, comunque, erano, e sono gnomi, nei confronti della sua conoscenza e scienza.Ambiva e, meritava di essere sepolto fra i cittadini illustri della nostra citta’,onore che gli è stato ingiustamente negato,meritava almeno di essere sepolto in una chiesa.Le commemorazioni non servono a gente come Arisi, la morte,il tempo,gli fanno da piedistallo,e non lo seppelliscono.
Eugenio Scalfari.
Chissa’ perchè Scalfari, nella sua ultima intervista televisiva, è cosi’ certo nell’affermare che in caso di elezioni,in questo momento il pdl,lui dice Berlusconi, perderebbe.Questa sua certezza ci lascia di stucco per il modo semplicistico al limite del fideismo con cui è formulata,e, per la pretesa esattezza di previsione.Noi non ne siamo cosi’ certi,anzi,il pdl ha dimostrato una vitalita’ sorprendente da non sottovalutare.Non solo,e non siamo gli unici a pensare che,seppellire Grillo da vivo sarebbe un altro grave errore,Grillo potrebbe divenire un fenomeno carsico impetuoso e improvviso.
Enrico Letta.
Enrico Letta è tornato da Bruxelles con un piccolo capitale,ma piccolo piccolo,tutto di spiccioli e ,come spiccioli, son tanti, almeno tanti sembrano.La soluzione non è semplicemente,posti di lavoro per i giovani (che non ci saranno),ma posti di lavoro per tutti,e,sopratutto piu’ impresa,lavoro per le imprese che vanno detassate.Le imprese cosi’ come sono non riescono ad assumere ne’ a lavorare per le tasse che devono versare a lor signori,e,finchè, lor signori, verranno lardellati di previlegi e burocrazie non si mettera’ in moto proprio nulla.Non per nulla, in questo governo Letta, si è sentita la voce del “Lazzaro” Monti,Monti,il gran benefattore di sè stesso,che noi davamo proprio e assolutamente per morto.Solo un Presidente come Napolitano puo’ dichiarare che non puo’,nè, se la sente di fare la faccia scura a Monti,per la sua manfrina di togliere la fiducia al governo Letta ,a noi, invece, Monti ,ci ricorda il grattar delle unghie sui vetri,roba da spettri insomma.
Papa Francesco.
Papa Francesco lavora con alacrita’, al suo progetto di rinnovamento della chiesa .Con tutto il male che c’è al suo interno , l’impresa è ardua.Papa Francesco e la sua chiesa,la nostra chiesa, in fondo il Papa è un isolato di buona volonta’ ,isolato,anche dentro la sua chiesa,e accerchiato all’esterno, da una serie di riforme,che ,per la chiesa, sono ed erano, vere e proprie bestemmie,vedi quella sul matrimonio gay,per non dire qualcosa di ancora piu’ radicale,l’aborto.Basta Cristo,fine del cristianesimo,sembra dire il mondo,l’America esulta per la nuova interpretazione sui matrimoni, ed è gioia generale.In giro vi sono tante piccole e grandi chiese, oltre quelle cristiane,religioni,filosofie,ma nessuna di queste scrive norme generali, se non la mussulmana.Leggi o comandamenti particolari di ogni credo vengono sistematicamente contraddetti da leggi mondiali,demolite,annullate,siamo di fronte a molte,morali, tutte praticabili, ed in gran parte rese legali.Mentre i mussulmani,nelle loro nazioni, vivono in vere fortezze granitiche,custodi della loro Fede,il resto si sgretola sotto la pressione di un benessere o malessere individuale, espressione di gruppi,un tempo perseguitati e condannati.L’umanita’ innalza sugli altari quello che tenne per lungo tempo nascosto,ogni pulsione trova un suo disegno di legge,legge che forse s’impone alla maggioranza,sulla maggioranza.In questo panorama, la chiesa cattolica in Italia,pur se apparentemente numerosa, è solamente l’espressione di una piccola comunita’ di credenti,quasi insignificante, e, nella generalita’, poco o nulla credenti, svuotata ,perseguitata con orribili esempi, dai suoi stessi pastori che si sono persi per strada,una chiesa spesso, troppo spesso, assente anche visivamente,che vive di rendita , e che, qualcuno,e con il concorso di molti sacerdoti,prima o poi fara’ fuori, in un gesto di conformismo opportunistico.
Meretricio.
Circola su internet la domanda se le puttane devono pagare le tasse o no,ora legano questa proposta al PD ora a qualche altro,ma noi,che non vorremmo assolutamente infilarci in qualche cuniculo strettamente politico o metterci a ruota come un oppotunista accrocheur.Abbiamo sempre pensato che queste volentorose lavoratirici genitali, debbano pagare le tasse,è fin dall’antichita’ che hanno dato il loro contributo pecuniario,hanno pescato nelle loro borsette Papi e imperatori,governi e governanti,stati e nazioni.Ma è una professione contraria al buoncostume,qualcuno esclama,in quanto buoncostume lasciamo perdere,il parlamento nella sua totalita’ ha che fare con il buoncostume e nessuno fa lo schifiltoso.Queste donne lavorano,corrono dei rischi,consolano,sono terapeutiche,anche nei confronti dei diversamente abili,frenano gli eccessi repressi,sono meglio degli psicologi e di qualche curato,paghino le tasse e si facciano un assicurazione,si tutelino,sono figure professionali che hanno diritto ad un sussidio di vecchiaia, vista la precarieta’ del loro esercizio,spesso hanno figlie e figli,e se, tutelate e integrate in una societa’ meno schifosa di questa,dovremmo smetterla di chiamarle anche puttane.
Guglielmo Epifani.
Il nuovo segretario del PD Guglielmo Epifani,piu’ che un segretario di partito, ci sembra un fattorino di partito,pare sempre dica, qualche cosa che, qualcun altro ha detto,insomma roba di terza quinta mano,se c’è uno da sentire per ultimo è lui,il fattorino Guglielmo.
Leopardi.
Tre sono le notizie vistose dei telegiornali:gay pride di Palermo,Puffi,ministro Idem,non ha pagato l’imu.Visto le mascalzonate perpetrate da gran parte dei parlamentari l’ Idem è un chierichetto,pardon una chierichetta,i Puffi, tutti blu, sono dei penosi commercianti che vendono un prodotto cinematografico.I gay sfilano al pride con uomini che fanno le gnocche,niente di male,è che gnocche non sono,e a noi, ci hanno fatto una” capa cosi'” ,con le gnocche.Leopardi aveva ragione, la natura promette ,quello che poi non da.Sia si tratti di Puffi,di gnocche e di ministri,Leopardi si riferiva alla natura,e la natura quasi sempre,per non dire spesso ci frega,che poi è la stesso concetto del “gobbetto dei gelati”,come viene ricordato Giacomo, sul lungomare partenopeo,tutto impataccato al gusto di cioccolato e fragola,senza soldi,nemmeno per un viaggio da Napoli – Recanati.I saranno famosi, che sopravvivono qualche secolo vestono Leopardi, non Prada o Armani e, ancora una volta la natura promette quello che non da.
Margherita d’Austria.
Dal Monumento funebre di Margherita d’Austria, Napoleone ha tolto anche il nome dell’Imperatrice delle Friandre.Sarebbe auspicabile che,almeno il nome venisse ricollocato sul monumento,un nome scritto in bronzo,credo non sussistano particolari difficolta’ per un ripristino.E’ vergognoso, che, un personaggio cosi’ illustre,e che, scelse,fra l’altro, Piacenza e San Sisto come ultima dimora,non rimanga,il suo sepolcro, testimonianza muta,tomba all’ignoto e d’ignota.
Addio professore.
Il professore,nell’aula dalle grandi finestre parlava e spiegava,dalla sua cattedra.Portava sempre la cravatta, il professore,ed era, in un certo senso non privo d’eleganza contadina,contadina per quell’aria che si tirava appresso da un paesino della provincia di Piacenza.Gli alunni,tutti ragazzi di curiosa attenzione ,lo ascoltavano.Spiegava in piedi,la vita di un pittore che non ricordo ,bisogna aggiungere, che,il professore ,era spiritoso e sapeva attrarre con il suo sapere quelle giovani menti, accompagnandosi con un tentennar di testa,volgendosi ora da un lato e ora girando il suo lucido cranio,esclamando, verso il soffitto,non so piu’ cosa.Quella pelata aveva qualcosa di cereo, rosato affascinante,trasparente, tirata, senza una piega,senza un solco che la increspasse.Cominciai ad osservare piu’ attentamente quella testa, su cui la luce si stendeva uniforme ,in degradanti toni perfetti. Vi scivolava l’occhio,lo sguardo l’abbracciava nei piccoli toni di rosa trasparenti che ricordavano la cera.Pareva dovesse incendiarsi come il sole,accendersi,bruciare in una strana fiammata che solo lui,quel cranio, calzato di pelle sana,poteva generare.Improvvisamente,in mezzo alla fronte,ecco ,un capello,solitario,un capello,lungo lungo, di un grigio con accenni argentati,un capello solo,piantato in mezzo alla fronte,ritto, si alzava e dondolava mollemente,senza mai afflosciarsi.Disubbidendo alla gravita’ ,antenna,lunga una spanna,solitaria, sfidava lo spazio,comunicava con lo spazio,ondeggiava,dondolava, poi sempre tornava alla posizione iniziale,ritta.Quello,che il professore spiegava si perse improvvisamente, nell’aria come un sordo rumore di fondo,il solitario capello, irriverente mottegiava i gesti del capo, li contraddiva,motteggiava le parole,irrideva alla storia dell’arte,scoppio’ una risata e poi, un altra e un’altra ancora,la classe rideva,rideva smodatamente, di quel capello,fattosi protagonista.Il professore guardo’ stupito la classe , apostrofo’ i maleducati mascalzoni,quindi rimase immobile,con la sua giacca, e, il colletto bianco,tutti tacquero.Con un gesto imperioso, il professore , sedette, continuando la lezione,il capello era scomparso,sotto la luce della lampadina il suo cranio calvo torno’ a splendere come un frutto maturo.Quel professore verra’ sepolto,domani,e noi lo abbiamo amato,addio professor Arisi,addio.