I jihaddisti alle porte di Baghdad non provano affatto il fallimento dell’invasione di undici anni fa,dimostrano piuttosto che il potere islamico,dopo undici anni, appoggiato della popolazione a maggioranza sunnita,impone con la forza il suo potere.I jihaddisti,in condizioni statiche riescono a capovolgere ogni situazione a proprio vantaggio,in barba,questo si’, di tutte le democrazie,vere o presunte,importate.A questo punto, intervenire si rischia lo stallo e l’affermazione delle forze in campo,non intervenire,oltre che mettere in serio pericolo una riserva energetica, si palesano rischi per il rafforzamento di quelle forze che si identificano anche con il terrorismo.
Giuseppino Molinari.
Le lodevoli,ma, preoccupate osservazioni dell’attuale direttore della Ricci Oddi, ci fanno capire che la Galleria è una palla al piede alla citta’.E lo si vede da molti anni,cala l’interesse dei cittadini,calano in generale le visite alla collezione.Ricci Oddi nel passato con il suo mecenatismo compi’ un gesto che ricadeva,o ,si faceva ricadere sulla citta’ tutta, se non la nazione tutta.Il contenuto espresso sulle pareti, faceva parte del costume,rappresentava un momento storico epico per l’Europa intera, storia dell’Arte come continuita’, infiorescenza piantata su di un antico ceppo e, come tale se ne coglieva la logica bellezza.Difficile pensare ad un suo ampliamento,difficile e carico di ambiguita’,che potrebbe addirittura tradire il mandato Ricci Oddi nel senso di collezione (spostare gli amici dell’arte è sbagliato).Ora,se l’oggi,come archetipo e concetto di un gesto o di un pensiero,nel suo complessivo prodursi e, il suo inserirsi in una civilta’ industriale possa ridursi in spazi con o fuori del suo contestatissimo passato,diciamo l’ottocento ,merita una piccola riflessione.L’Arte è morta,l’arte come pennello imitazione,interpretazione continuazione,subblimazione della natura e del bello è putrefatta,essa è rifiutata da tempo da tutti i centri di potere mondiali politici o radical sic.Il fenomeno si fa vistoso, anche in provincia,anzi, la provincia ne è il motore,estremo confine di distacco , ampiamente favorito dalla stampa locale al seguito di quella nazionale,TV comprese.Collocare, questa negazione di ogni passato come “arte”,questa pistola fumante ” articida” in qualche luogo, diventa problematico,e, ci appare come se ,uno, volendo esaltare l’uomo lo rappresentasse vicino al suo boia.Non vi è alcuna preclusione verso l’archetipo,il simulato,il concettuale,nessuna preclusione,ma, questa forma dovrebbe essere distinta dall’altra che è,lo ripetiamo,oggi, solo il suo corpo morto.Serve altro luogo per questa,altra contro-arte,altro luogo per non ferire la memoria Ricci Oddi,di cui Arisi (odiatissimo da spompati potentati di provincia), era il principale alfiere,morto lui, si assitera’ ad un graduale franamento del pittorico,franamento e distacco, da una qualsiasi ipotesi di bellezza.Insomma volete fare una collezione dell’oggi?Fatela da un altra parte,la Ricci Oddi è quella che è, se avete voglia e sensibilita’ ,amatela.Sopratutto, piacentini,non lasciate alcuna collezione di un qualsiasi “genere” alla citta’,che qui’ ,nessuno,o quasi, se ne frega niente,ma proprio niente,senza quasi.
Darwin secondo Augias.
Ah,il godimento di Augias,quando parla di Darwin e della sua teoria sull’evoluzione che contraddice la visione religiosa.Ah il suo stendere i muscoli,l’ammiccare,il chiudersi immediatamente in nervose smorfiosette, quando qualche cosa lo contraddice,o lo turba,tuttavia persevera,severo,incalza.Eccolo sicuro, rigirarsi nelle sue ossessive interpretazioni,dal suo spigolo di vista,sicuro,comodo,papale papale ,con una fare da, ve la do io, bigotti idioti,ve la faccio vedere io, ingenui coglioni di ottenebrate teste.Gli increduli lo guardano,gli ignoranti ascoltano,quelli che non hanno letto Darwin strabuzzano gli occhi a tanto moccolo di candela che cola oro dalla sua fiammella come un forsennato “pitone”.Chissa’ che cosa avra’ detto questo Darwin di cosi’ pericoloso,chissa’:credete di essere nati con quella faccia che vi ritrovate?No babbei,eravate scimmie pelose e con un altra faccia,Dio non c’è o ha sbagliato,sbagliato ( dichiara che gli spiace),voi eravate diversi ,e,se credete di essere nati con la vostra faccia di oggi siete degli idioti.Non solo,ma cambierete ancora,il piu’ utile soppravivera’,l’ adattato vincera’ la competizione della vita,nell’evoluzione,somari,non c’è e non c’era,non è mai esistito un progetto Divino.Dove andate mentecatti nessuno lo sa,nemmeno io,io che sono come”il laico” Ulisse, squartatore del buio ignoto,non esiste l’anima,non c’è immortalita’,omuncoli inginocchiati,proni a tutti gli idoli,tutto è affidato al coso,pardon al caso, delle piccole opportunita’ di cambiamento.Queste “lezioni” di Augias , fanno sentire meglio il battito del cuore dentro il mio corpo,si’ ho un corpo perbacco e non me ne ero accorto,un corpo che cambia pelle,ho un corpo che fu scimmia e un tempo girino,e, ancora prima scintilla di vita,si’ ho un corpo, che mi viene dall’inizio del mondo,sono il piu’ vecchio ora, l’ultimo nato,ho un corpo perbacco,non l’avevo capito,ho un corpo di cui non vedo l’ora di sbarazzarmene per salire in cielo,se me lo merito.Ah dimenticavo,per Augias,Michelangelo non doveva dipingere due uomini che si sfiorano con un dito,cioè Adamo e il Padre Eterno,ma doveva dipingere il Padre Eterno, che gratta il musetto di un girino di rana.Corpicino che poi non fu rana,non fu girino,non fu nemmeno forma o corpicino.In fondo gli intelletuali hanno sempre rotto,aveva ragione Olindo Guerrini, quando dawinianamente scrisse:penso e nel pensar-mi impazzo-che sono nato- dallo sborrar di un cazzo.Che dici Augias,affidiamoci agli spermatozoii e, che Darwin c’è la mandi buona.
Per un uso corretto del portatile.
C’era un tempo in cui era messo male,proprio male,vi fu un tempo,vi dico, in cui il suo male stentava guarire,non guariva.Passava i giorni fissando il piccolo telefono portatile e aspettava,attendeva,sperava,desiderava, insonne la notte e il mattino appena spuntato aspettava ancora.Non venne mai nulla,nulla da quel telefono,mai,per quanto incrollabile fosse il suo desiderio,non squillo’ mai,e quel mai, un giorno fu per sempre,per sempre,muto.Guardo’ l’orologio,era appena sera,la gente non aveva acceso nessuna luce gialla,non l’azzurro degli schermi televisivi brillava negli angoli delle stanze,era presto,e, ancora il sole tardava,esitava immobile,all’orizzonte,esitava nel suo infuocato rosso,aspettava ,rosso in un cielo senza nubi o vento ,fermo,immobile come un occhio fermo che guarda e vede .Voci di passanti si azzittivano dietro le porte chiuse,non c’era piu’ nessuno, nessuno, solo,completamente solo,solo.Fu allora che guardando il suo portatile d’istinto spense il piccolo telefono,lo spense,con rabbia,premette il tasto di spegnimento che fu subito buio,muto.Quel piccolo coso non poteva piu’ parlare ,non poteva piu’ nulla su di lui,nulla,nessuno l’avrebbe piu’ chiamato,mai piu’,mai piu’, la notte fu senza sonno.Venne il mattino rosa e, accese subito quel suo piccolo strumento, presto,presto lo accese,lo guardo’,fisso’,ma anche acceso non dava alcun segno di vita,schiaccio’ un tasto,osservo’ con diligenza meticolosa l’ora, messaggi di un tempo, numeri impressi sul piccolo schermo muto.Da quella sera,per ogni sera,in ogni sera ,schiaccio’ implacabile il tasto di spegnimento,alla stessa ora,sempre la stessa,puntuale ,preciso, come non lo era mai stato.Lo fece in ogni giorno,e,giorno dopo giorno,ci prese gusto , imparo’ cosi’ ,con quel tasto ad uccidere il suo cuore, con quel gesto,imparo’ ad uccidere, l’amore.
Mala sanita’.
Pare sia morta una paziente perchè dimenticata in bagno, dall’infermiera di turno, il referto medico parla di classico, de-cesso.
Normalita’ del male.
Qualcuno affermava:occorre dare una spiegazione al massacro della moglie e dei figli di questi giorni,occorre darsi una spiagazione,altrimenti tutti potremmo essere degli assassini.Non tutti,anche senza spiegazioni,potremmo divenire assassini,non tutti,il male non ha spiegazioni,ma pulsioni,quasi sempre solo pulsioni. C’è anche un male per bene,razionale settico,operoso, che programma,studia,come quello di questi giorni appunto, opaco senza pentimenti ,idiota.Si’, idiota , un male cosi’ non raggiunge mai i suoi scopi,la pena finale è parte del suo percorso criminale, ricerca della pena come sigillo , inadeguatezza malvagia operante,pena,come ultimo definitivo “premio” che si autoassolve condannadosi.In effetti,costoro sembrano e sono piccoli onnipotenti cretini, con le loro fantasie del delitto perfetto,o probabile.Eppure ,a quest’uomo di Motta Visconti,a questo assassino non gli è balenato nemmeno per un attimo che, quello che stava facendo non era solo mostruoso,ma inutile.Il male è inutile ,non serve a nessuno,nemmeno a chi lo compie.Retorico a questo punto, tirare in ballo la questione di Dio,o la giustizia Divina,i se, Dio ci fosse,ogni volta che un uomo compie l’abominio, è per sua esclusiva sconfitta e demerito.Il male, si compie in proprio,senza Dio e,perfettamente “sani” di mente.
Souvenir della Mecca.
Mamma li turchi,verrebe da dire,ma qui’ meglio:mamma li mussulmani,in Piazza Cavalli eccoci davanti ad una copia della pietra Nera ,la Ka’Ba della Mecca.La Ka’Ba davanti al Gotico fra il Palazzo del Governatore, di fianco a San Francesco,gareggia con il cubo o tronco di torre antica posto accanto al monumento Romagnosi.E’ apparsa,cosi’, per incanto un poco per volta,prima come ingombrante scatolone,poi man mano lo scatolone si è rivestito di nero,nero come la Ka’Ba appunto,proprio li’,in Piazza,Piazza stravaccata e violentata da troppi vandali e contributi “creativi”.Questa Ka’Ba come vetrina tecnologica ha rappresentato l’Italia al summit World Future Energy,progettata dal piacentino Stanco per Abu Dhabi.Abu Dhabi,viene dunque da Abu Dhabi ,e da dove poteva venire la Ka’Ba ma sopratutto perchè, il nostro concittadino Romolo Stanco (che deve essere un piacentino di nuova generazione),non ne ha fatto una in forma di croce,provando a partire dalla piazza principale di Abu Dhabi,per vedere che effetto faceva?La Croce ha piu’ lati per catturare energia, ed anche nera la Croce andava bene,benissimo ad Abu Dhabi.Ora ,visto che piace tanto,ma tanto tanto quel “posto”, che un tempo era una Piazza,abbiate la compiacenza di togliere il Gotico,i Cavalli,il palazzo del Governatore,San Francesco,vi lasciamo il terzo lotto, giusto per essere coerenti con la vostra Ka’Ba, souvenir della Mecca.
E’ solo un uomo.
Perbacco,un “redentore” che corre nudo per la strada ci mancava proprio,corre,dopo ever accoltellato tre persone,di cui una morta,cosi’,l’ha fatto cosi’ aveva problemi di “peccato”,ed il peccato dov’era?Nei passanti, distribuito a caso,il peccato,il peccato era dentro un signore seduto,un altro che passeggiava peccava anche lui,e un altro, chissa’ in cosa peccava,ma se non peccava in quel momento aveva certamente peccato qualche istante prima.Il peccato era in loro,dentro loro,nascosto,nel profondo,eppure si vedeva,si vedeva, anche ad occhio nudo,il peccato.Attenti quando si parla di peccati,attenti,state attenti, c’è sempre qualcuno che stravede per i peccati,e li vede, immediatamente,negli altri,ti pianta un paio di coltellate alla gola e corre ,corre urlando nudo, con il suo “coso” ,nudo Adamo defogliato, apprendista “redentore”, corre,corre sul marciapiede,di una qualsiasi metropoli o citta’,completamente nudo che piu’ uomo nudo di cosi’, si muore.
La riforma di Renzi.
Renzi in TV ha dichiarato:sembra sia successo il finimondo per il pagamento delle tasse,ingolfate in un caos straordinario,secondo i mezzi di informazione,e,in verita’, ci ho capito poco,anch’io,ma, vi garantisco che, entro il prossimo anno faro’ una riforma per pagarle piu’ celermente.Questo messaggio è passato due tre volte al telegiornale,nessuno ha fiatato,anche se, Renzi, ha affermanto che le tasse,non le cala,ripeto,non le abbassa,ma, le converte,previa riforma a pagamento immediato,cioè tutto subito,dopo regolare riforma .Come se , un condannato ad una pena capitale, si garantisse l’immediatezza del morire in alternativa ad una lenta agonia.E’ curioso, come la riforma non cambi gli effetti,ma solo i modi.
1422 gli Zingari.
Et allora fu’,che si condussero in queste parti i Cingari (zingari),gente non piu’ veduta in Italia quali erano intorno a quattro mila fra maschi e femine,sotto la scorta d’un tale Andrea da essi chiamato lor Duca:affermando costoro d’esser nati in Egitto,e che di la’ scacciati per aver rinegata la Santa Fede di Christo,dopo riconosciuto l’errore se n’erano giti a’ piè del Papa,e confessato il fallo havevano l’assoluzione ottenuta.Indi facendo ritorno al paese,era,loro stato il passo vietato dagli Egittiani,per non volerli piu’ tra essi accettare.La onde venivano costretti di andarsene raminghi per diverse provincie,e Citta’:e come non havevano in alcun luogo ferma stanza;cosi’ bisognosi di robba,vivevano di rapine,e di rubberie,allegando di haver privilegio dall’Imperatore di poter rubbare,ovunque si trovassero,tanto quanto richiedeva la necessita’ loro per vivere.Et era in alcune di quelle femine ques’astuzia di piu’,che fingendo elleno d’intendersi dell’arte di Chiromantia,mostravano da’ segni delle palme delle mani d’indovinar assai cose.Dal che allettare le semplici donniciole,introducevano quelle nelle lor case,e mentre che da esse ricevevano il pronostico della buona ventura,le Cingare per l’agio,che si vedevano,facevano assai rubberie:della qual razza in fin’ ad hora ne compariscono tra noi di quando in quando alcune brigate.