Eccoli!Gli onorevoli,ecco, il governo,in cui i giochi sono ancora aperti,i giochi,ma questi, quando capiranno che oltre giocare si dovrebbe anche lavorare?Cioè dire , come dicono,paroline che sanno dire,sollevare manine che sanno alzare,alzare la voce come trombette in fiera.Chiamalo lavoro!
Vanno i jihaddisti anche la Domenica.
Vanno anche la domenica i jihaddisti,per il loro regno di tenebre,vanno, con grappoli di bombe a mano alla cintura,vanno, gettando qua o la’, bombe a mano ,dentro chiese cristiane.Vanno i jihaddisti,nel pomeriggio assolato , crocefiggono piccole folle di credenti,martiri cristiani,veri cristiani d’Africa.Vanno i jihaddisti colmando fosse di morti senza fiori,dentro buche soffocanti come concime gli assassinati,merda del deserto,sangue di citta’ conquistate dall’odio,gonfie di petrolio.Vanno i jihaddisti e,dove arrivano, fuggono uomini donne bambini, pieni di terrore,bambine schiave,fuggono, su putrefatti affondanti barconi per arrivare, gia’ morti o per morire,verso porti di indifferenza.Vanno i jihaddisti spalancando dirupi e dolore a un popolo in fuga,vanno i jihaddisti vanno,che possano andare a morire ammazzati,tutti.
Gay.
“Il Tracio Orfeo,amo’ dal profondo del cuore Calai,figlio di Borea,spesso nei boschi ombrosi sedeva cantando il suo amore,e il suo cuore mai trovava pace,ma sempre nell’animo insonni cure lo rodevano,quando guardava il fiorente Cali.Le spietate Bistonidi gli si strinsero intorno e l’uccisero con affilate spade,perchè primo fra i Traci amo’ i giovani e disprezzo’ il desiderio delle donne.Col ferro gli mozzarono il capo e,fissatolo con un chiodo alla sua Tracia cetra,lo gettarono in mare,perchè l’uno e l’altra fossero insieme portati dal mare,bagnati dai glauchi flutti.E alla sacra Lesbo il mare canuto li spinse,e un suono come d’arguta lira riempi’ il mare e le isole e i salsi lidi,dove gl’isolani resero i funebri onori alla testa canora di Orfeo,e nella tomba posero la cetra melodiosa,che aveva commosso anche le mute rocce e l’odiosa acqua di Forco.” ( Da un testo di Fanocle 3° sec.avanti Cristo.)
Freud.
Augias si spaccia come un quasi, ricercatore scientifico per rai 3, oltre che dichiarato propagandista non credente.Questa volta, la sua attenzione è toccata a Freud,fra le tante inesattezze c’è, che il sesso non è mai stato trattato prima di Freud,forse come sintomo di nevrosi isterica,non è mai stato trattato,se, non fosse che, il termine stesso -isteria,deriva da utero, e questo lo sanno anche i gatti,che in genere sanno tutto.Ma: il sesso non è stato trattato mai esplicitamente prima di Freud, detto da Augias, pare rivendicare la trattazione esclusiva alle scoperte sull’incoscio del dottore viennese, 1856.Si tralascia di citare Edipo nel teatro greco,con il grappolo di “malattie” in esso espresse, del genere sessuale , sopratutto ben descritte, Elettra ecc.ecc. Cosi’ tutto il culto di Eros ,nel paganesimo,con l’esplicite rappresentezioni murali,in cui il sesso era vivido, spesso rappresentato in modo macroscopico.Come dimenticare il Satirycon, e le avventure amorose dei protagonisti,le loro preghiere, i riti,(terapeutici) per ravvivare la loro virilita’.Ma ora, vorremmo affrontare un argomento tabu’ per molti,se non tutti,quello del conte Donatien Alphonse Francois De Sade 1740-1814,nessuno parlo’ come lui esplicitamente di sesso,nessuno ne parlo’ in modo cosi’ geometrico e con un distacco che rasenta l’astrazione,nessuno .Non è un caso, che il Conte, passasse per colpa dei suoi testi, molti anni della sua vita , in manicomio od in galera, nel classico conflitto fra sesso – morale (potere) .Ed ora siamo certi che ,dovendo parlare in modo piu’ diffuso di sesso-malattia,o semplicemente, di sesso,non si possa mai trascendere ,oltre delle succinte fonti citate,per motivi di spazio,anche dalle fantasie erotiche del conte, Donatien Alphonse Francois de Sade.Per concludere, sesso e disturbo del comportamento,quando si presentano, sono forme parzialmente ataviche o atavicamente frustrate ,nel loro irrompere quotidiano ,frustrate dal costume o malattia,o morale corrente.Freud ha ipotizzato, attraverso l’interpretazione (sogni),il nesso,penetrando nella genesi del mito incesto mascherato delle origini, nel genere umano, mettendo a nudo il conflitto doloroso imposto, quasi sempre dalla morale,da una falsa religiosita’ ,quando non da semplici moralismi.Comunque, detto in modo rude e parziale,mettendo in evidenza e sottolineando l’ espressione di impotenza nell’ incapacita’ di un”viversi”,ma, sopratutto,di un ,subblimarsi .Per noi, Dio-Amore è una soluzione,anche se, Dio e malattia nervosa, sono una componente esplosiva da evitare, come la peste,ma,per nevrosi minori ,rimane l’unica via auspicabile.Per Augias,e per molti altri, questa nostra affermazione di ascesi (subblimazione) attraverso Dio, suona come una orribile bestemmia, la cosa ci lascia, del tutto indifferenti.
Incantesimo fiorentino
Una sorta di incantesimo ammalia il popolo mazziato e cornuto d’Italia,una malia,un sogno,un illusione,una volonta’ ferrea di credere,credere e ancora credere che, Renzi,stia facendo qualche cosa,mentre,in barba alla realta’,nulla è cambiato dall’era Monti-Letta,anzi,cambiato è cambiato,in peggio.Nonostante tutto, il popolo dei disoccupati sogna,sogna e sorride, al canto delle sirene che lo portera’ al naufragio,inevitabile naufragio,sogna, al canto della TV,piffero di Renzi,tamburo d’Europa ma sopratutto, martello di Germania.
Un uomo di due anni.
Una signora in America,ma potrebbe essere accaduto da qualsiasi altra parte del mondo,purtroppo la si vede mentre viene presa a calci e pugni da un delinquente,atterrata piangente, indifesa in un parco,mentre , ripetutamente percossa,qualcuno riprende la scena,come fosse un entomologo a caccia di farfalle.La scena è disgustosamente ripetitiva,si vede e si intuisce un pubblico che guarda e, assiste gratuitamente,all’ improvvisato “spettacolo”,solo un uomo, reagisce in difesa della donna, colpendo il delinquente,un uomo , un uomo solo,di due anni,suo figlio.
Cent’anni per le riforme.
Dopo i trenta giorni, i mesi, gli anni,ecco spuntare cent’anni per le riforme,se si possono chiamare riforme,chi vivra’,se vivra’,vedra’.Renzi ,come Penelope, disfa la notte quello che dice di fare ogni giorno.Giorno dopo giorno,mese dopo mese, anno dopo anno,finchè morte, finalmente,per tedio,non ci separi.
Odifreddi contro Lucrezio.
Odifreddi,il parassita di Lucrezio ci riprova, con il suo nuovo lavoro su Lucrezio,dal titolo che non ticordo ma, che in ogni caso, non ricorda Lucrezio,pur essendo una traduzione quasi letterale del titolo.Eccolo in televisione, con una”spalla adulatoria” (gli adulatori sono valletti di prospera fortuna, secondo Epicuro),eccolo parlare,sparlare del poeta,scienziato, Lucrezio ma, sopratutto filosofo epicureo,epicureo Odifreddi,di quelli che affermavano che Dio c’è,ma non si occupa delle cose del mondo,lei, evidentemente chiama Dio qualche cosa che nulla a che fare con Dio.E qui’ potremmo chiudere (visto che Dio c’è secondo Epicuro,) ogni ragionamento,lo stesso Epicuro, con questa affermazione,taglia la testa al toro e apre tutte le variabili possibili,combinazioni fisiche sull’uomo e sul mondo.Odifreddi con la sua matematica si mette a lambiccare su Lucrezio,cose che, Lucrezio ( epicureo) non ha mai estremizzato (gli dei della superstizione sono un invenzione umana e non si occupano delle cose del mondo,riafferma Lucrezio),Odifreddi,dice gli dei della superstizione,ripeto dei, non Cristo,nessuno, nemmeno la sua aritmetica potrebbe negare che il cristianesimo avrebbe potuto cambiare e ha cambiato se non cancellato anche la scuola d’Epicuro,di cui lei,è un solitario eretico pitagorico transfuga.Negare e, stravolgere la spiritualita’ epicurea è il motto di Odifreddi .Non si puo’ scrivere il De rerum Natura,senza avere una visione precisa , supportata da una profonda preveggente fede nelle leggi che governano l’universo,accompagnato da stupore immenso che si riempie di credo , specie in quel canto a Venere genitrice.Quel Credo,quell’universale incipit, Odifreddi, sono la fede profonda di Lucrezio,un passo verso Dio non convenzionale,ammantato pero’ e negato da uomini come lei, di sola carne e materia avvolti (che null’altro la natura latra,se non che dalla carne s’estranei lontano il dolore,si spengano angoscia e terrore,si goda di mente schiarita,contenta),carne materia e parole che, Lucrezio esprime in un poema che è un inno alla poesia (Poi su una sapienza buia misteriosa luminosi versi plasmo,tutto ingemmo d’incanto musicale) e qui’ sa di Vero Dio .Dedica Lucrezio, a Venere genitrice,la sua prima invocazione, subblime,feconda,perpetua,amorosa,imperscrutabile,onnipresente anche carnale ardore, istinto delle cose.Ora, metta su di un piano piu’ epicureo (spirituale), questa fecondante Venere,la trasfiguri, come fa la poesia ,pensi alla Madonna come Genitrice che Immacolizza i gesti del mondo senza scandalizzarsi,dica, o aggiunga che, Epicuro, era uomo parco,beveva acqua e si accontentava di vivere in poverta’ come semplice spettatore .Quando si sara’ fatto,e avra’ fatto, questa piccola precisazione,cerchi di vedere il Poema di Lucrezio come opera di uno spirito che lei non possiede,nè potra’ mai possedere,uno spirito che, spogliato di significati immediati che ottenebrano non solo la sua mente,ci mostra la potenza di una vitalita’ universale,che lei non percepisce,che lei non ha,o non desidera avere.Mi dia retta,la smetta con Lucrezio,si dedichi a Topolino,che non è mai andato in chiesa e non conosce Dio.
Profumo d’oriente.
Nel retrobottega delle massaggiatrici aveva trovato la sua fidanzata cinese,trecentosessantacinque giorni all’anno,per due anni,senza saltare nemmeno una domenica, a Parma.La sua fidanzata cinese gli aveva prosciugato il grosso della sua liquidazione,ed era ancora giovane,il resto della liquidazione, aveva cominciato a spenderlo anni prima, in tutti i centri massaggio cinesi,della sua citta’.Ingrassato ,con il diabete , quasi cieco,non avrebbe nemmeno piu’ rinnovato la patente,in fondo, a che sarebbe servita la patente?Era senza soldi,senza macchina ,senza amore.Un grande amore grande ,quello di Parma,nella stanzetta dove si spogliava e consegnava la tariffa di centocinquanta euro a botta,poco lontano si potevano sentire i gemiti d’amore di altri avventori, che andavano pero’ con puttane,la sua no,non era una puttana,la sua, era la sua fidanzata ,anche se non ne era certo di essere, l’unico, suo fidanzato.Parlava ad occhi bassi,sottovoce:”ho fatto una cazzata”, si fermava , guardava, rivolto alla mia ombra.Seguiva la mia voce,che riconosceva,non ricordo nemmeno il suo nome:”ho fatto una cazzata,una cazzata” ripeteva chiudendo gli occhi.Non doveva,nè poteva piu’ bere ,o mangiare, per via del diabete,nè fumare,lo invitai a prendere un caffè,si sedette con una birra gialla nel bicchiere e, una sigaretta fra le labbra.Sognava che qualcuno lo portasse a Rimini,gli piaceva Rimini,una volta c’era stato a Rimini,un tizio aveva messo un petardo dentro una bottiglia vuota che gli era esplosa in faccia,sgranando i piccoli occhi azzurri , ricordava, fissava con meraviglia, fissava,chissa’ che cosa:”il tizio (continuo’),aveva la faccia insaguinata con schegge di vetro piantate nella pelle”.Voleva tornare a Rimini,in fondo,sentenzio’:”la massa sensibile di nervi, che parte dall’inguine, sono la ragione di molte vite e di molte solitudini”.
Jihaddisti.
La chiesa ha saputo risolvere,nei secoli, la lotta con le sue frange estremiste o eretiche interne,mentre, fra i mussulmani,l’estremismo gode di particolare immunita’,quando non di vero e proprio appoggio finanziario da parte degli stati che lo compongono.Questi mussulmani, devono decidere finalmente, con quale volto desiderano mostrarsi al mondo.L’Europa del medioevo, dopo qualche iniziale crociata, ha pensato sopratutto a darsele di santa ragione, fra stati e staterelli ,nessuno voleva fare nuove crociate,costavano troppo ,tutti pensavano al proprio orticello.L’Islam, oggi , trova di nuovo un Europa divisa e in profonda crisi,invasa pero’ da africani inermi,in gran parte mussulmani e,nazioni europee ,senza alcun Credo che aprono loro le porte .Il risultato potrebbe essere diverso da quello che la storia non ci ha insegnato.