Nessun muore ,come Cristo sulla Croce,nessun uomo esala l’ultimo respiro,come Cristo in Croce,nessun uomo perdona ,come Cristo in Croce,nessuno.Falegnami e fabbri,bestemmiatori e giocatori di dadi,ognuno porta chiodo e martello,per la Croce di Cristo,ognuno il suo pezzo di legno,gioca il suo dado,per il Suo martirio,ognuno la sua scala,per vedere,guardare curioso i suoi occhi moribondi,da vicino.Nessun uomo,muore,come Cristo in Croce,ma curioso assiste il moribondo esangue,senza miracoli,vede senza lacrime e si compiace, del sangue e della corona di spine che un suo famigliare,o lui, ha raccolto ed intrecciato poco prima ,cogliendola dalla siepe di dolorosi acuti rovi.Nessun uomo muore,nessuno,come Cristo in Croce.E tutti,tutti torneranno alle loro case,nel buio del sonno ,girando le spalle al Figlio dell’Uomo che muore.Rifiuteremo e rifiuteranno anche un sepolcro,una tomba al Cristo,nessuno intonerà’ un lamento funebre o una preghiera,nessuno ,per il Figlio dell’Uomo,per il Figlio dell’Uomo che muore,nessuno.Nessuno baderà’ al Risorto,nessuno,nessuno muore e Risorge come Cristo in Croce, nell’ora nona di un qualsiasi venerdì’ Santo,nessuno,nemmeno io, o te,pensaci!
Aldo detto Mario.
Aldo,detto Mario,illustrava ,indicando la botola aperta,la qualità’ dell’interno,interno tutto murato di grigia calce,indicava, verso la penombra,nella fioca luce ,la salubrità’ dei muri, e la bellezza marmorea del pavimento.”Non c’è una macchia di umidità,”indugiava con voce grave:”è bella asciutta’ ,sana,guardate,guardate”,facendo fare al braccio un breve cerchio,con l’indice rivolto verso il basso,girando lentamente un volto dal naso camuso, ed una pettinatura che portava molto probabilmente, fin dalla giovinezza e, di giovinezza, conservava un taglio , senza eta’.Ma ,era vecchio,il Mario,il Mario che si chiamava Aldo,senza che nessuno l’avesse mai,ma proprio mai saputo.Camminava,con il culo in fuori,il Mario,come una signorina, e non si era mai sposato.Lo chiamavano ragioniere,ma nessuno sapeva se lo fosse realmente ragioniere.Certo, contava i soldi di famiglia ,il Mario,questo lo sapevano tutti,ed anche in tarda eta’ aveva tenuto sempre quell’andatura,oltre contare i soldi,quell’andatura, con il culo, in fuori,come una checca , mai sposata.I soldi, Aldo,Aldo, detto Mario,li aveva sempre contati,i soldi,fin da giovane, quelli di una famiglia arricchita ed avara,fatti all’ombra di qualche prete, per bigottismo ,o forse , di Fede, semplice e popolana .Quel pomeriggio,un pomeriggio,Aldo detto Mario, entrava finalmente nel luogo:”senza una macchia di umidità’,intonacato di grigia calce”,e quando chiusero la botola di marmo nero, della cappella ,Aldo,Aldo detto Mario, poteva stare certo, certissimo,che li, di umidità’ ,non ce ne sarebbe mai ,mai stata, o forse ,in quel cimitero,l’umidità’ contava,poco,molto poco .
Non c’è.
In fondo perché prendersela?Nessuno ha mai eletto questo governo che c’è,ma che non c’è,c’è,da solo,se l’è detto e fatto, lui, da solo, con la masturbazione,il governo,questo governo che c’è, ma non c’è,e non c’è ,per tutti i cittadini, non c’è,come non ci fosse.Lopposizione?Che opposizione c’è, di un governo che c’è,ma non c’è,l’opposizione non c’è,e allora niente opposizione,niente governo che c’è, nessuno l’ha voluto,come non ci fosse ,c’è e non c’è.L’Italia,in nome del popolo ,dicono, legiferano elastici di stato,elastici comodi,accomodanti,adatti,riformati,per loro,loro, che lo fanno e lo ripetono ,in nome del popolo,un popolo,che non c’è,come non ci fosse,come non ci fosse mai stato,il popolo non c’è,non c’è più’,nemmeno lui.Qualche ladro,un po’ di mafia,qualche tagliagole afflitto da ansiosa asma politica ,tutto va, funziona,così’,va,rotola, così’.Ma c’è la ripresa, ripetono c’è,c’è,ma è come non ci fosse,in pratica, non c’è.Non c’è sinistra,destra centro,non c’è giustizia,non solidarietà,non pieta’,non amore,non cultura,non religione,lasciateci,lasciateci almeno quello che non c’è,grazie.
Occhi della Madonna.
Vivificato,da un pulsar dolce,il cuore,o ,piuttosto , braccato da sorprendenti pensieri che lo facevano vivo, vivo,più vivo.Incantamento è l’amore che ride ,e come stupidamente con strepito ride, la bocca colma di bellezza. Felicita’, sempre splendente , e meraviglia e stupore dentro ,leggera.Erano ,i primi giorni di sole,ed era, primavera,ma non era primavera,non la stagione,per essere felici.Incantamento , magia di un cuore lontano ,che gli aveva ,donato,regalato un sorriso, dimenticato.Corre,non conosce distanze,non ostacoli, amore,gioisce di sé, amore,gioisce del sé , libero,come solitario, alato spirito.Inusuale e impreveduto,per lui, guardare,vedere , inghirlandata stagione di tenui piccoli ed aromatici fiori adorna,per lui , strano che, nei giorni dell’ultima meditazione,gli sovvenisse ancora sulle labbra, un sospiro,ancora una gioia,ancora speranza, in un tempo che va,vola,da sempre , lontano.Ma, questa stagione, rideva,se la rideva e rideva, ancora bella, fresca, splendente,sorprendente,inaspettata,ricordate come? Come i fiori,i fiori azzurri,fiori che chiamano : occhi della Madonna, puntati,al centro, di un bianco ,Immacolato.
Universo nomade.
Al Parlamento,ai suoi componenti dovrebbe essere riconosciuto una diaria per il nomadismo interno,una diaria o forse,andrebbe tolto loro lo stipendio mensile per lasciargli la sola diaria da nomade.E chi,o, a coloro che si trastullano e si nutrono di questo costume andrebbero pagati con quella sola moneta da nomade.Una specie di universo transfuga creativo è in atto in quell’ andante remoto mosso luogo,remoto,lontano,lontanissimo, come un qualunque cielo che si rispetti per i suoi cambiamenti,composizioni scomposizioni inaspettate e deflagranti,aggreganti,gravitanti,sprofondato cupo cielo, con tanto di meteore, belle stelle morenti,nane bianche e mondi in sfacelo dove tutti e tutte gravitano attorno ad un enorme buco nero,il “buco nero” istituzionale.Automi, a cui qualche sciagurato da un qualsiasi accidentale mandato si muovono al loro interno per forza propria o di inerzia simpatica,tutti verso centri concentrici,ellissi tortuose di potere,attratte dalla sola forza di gravita’ delle poltrone e degli uffici,delle commissioni e degli ispettorati.Il tutto condito con tanto di garante e regolamento ferreo interno,regolamento,ferrea legge inamovibile inspiegabile sistema che,pur se piccolo,ricco pero’ di spudoratezza,senza alcun bagliore di vergogna, attutito e favorito nella sua ombrata lattea indistinguibile lontananza di buia, inaspettata metamorfosi.
Perché un autonomia in un piccolo paese?
La Compagnia di Sigerico a Calendasco:perché una sua autonomia?Che, la Compagnia di Sigerico debba rimanere autonoma è una necessita’ fisica ancor prima che storica.La Compagnia,nata per valorizzare e “difendere”,e qualcuno ha sottilizzato,quando non deriso questo verbo:difendere,ed invece, siamo stati costretti davvero a difenderci ,con le unghie e i denti da attacchi venuti da diversi potentati,e, strano,ma non del tutto inusuale a dirsi ,anche dalla Curia Piacentina.La storia di San Corrado è stato è e rimane il vero motore della Compagnia,che, in posizione devozionale-laica , scrupolosamente storica ne porta avanti il culto e la diffusione.Ci sono voluti anni e anni per accumulare il materiale e,le testimonianze che ne hanno fatto rifiorire la figura ottenebrata e volutamente trasandata che risultava dalla vicenda Farnese,i Farnese,veri e propri persecutori della famiglia Confalonieri,San Corrado in primis.Bene, perché la scelta di una laica-devozionale Compagnia di Sigerico?La distanza ,la laicità’ l’obbietivita’ ,sopratutto la devozione, non permeata dalla tenebra farnesiana che anche nella sua secolare tradizione si è andata infiltrando nella mentalità’ della chiesa piacentina,permette,dicevo, a questa laicità’ devozionale un assoluta indipendenza,indipendenza ad un ordine precostituito e imposto come regola, sia questo potere, religioso o politico.Questa sua laicità’ ha dunque permesso,contro tutti e tutto di affermare in modo imperativo le vicenda Corrado,contro tutto e tutti ripeto,nella sua nuda e autentica verità storica,senza fronzoli e o fraintendimenti.Noi,come Compagnia,partecipiamo volentieri e solleciti ad ogni evento che si elabori fuori dal suo statuto,e dai suoi luoghi (Domus),tuttavia teniamo a precisare che ci manteniamo neutrali e fermi nell’ordine che ci siamo imposto,ordine, indipendenza e neutralita’.Infine c’è una questione Templare,questione divisa in due parti di cui ne manteniamo,con l’altra,non solo le distanze,ma ne rivendichiamo le autonomie,che sono poi due diverse scuole di pensiero.Autonomie che devono essere accettate,come noi accettiamo le altre,nel rispetto e nell’osservanza della Regola che ognuno di questi gruppi si è dato nel :Non nobis.
Il Vicarius Sigeric
Bruno Grassi.
Sergio Mattarella.
Qualcuno storcerà’ il naso,qualcun altro dira’:siamo al solito populismo,ma, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella fa bene a fare quello che fa,e come lo fa.Come quella di presentarsi alla Messa nella sua parrocchia di Palermo in veste di privato cittadino e,continuando a mettere, in tutte le piccole quotidiane cose che fa gli stessi,i soliti gesti,quelli di prima che fosse eletto Presidente della Repubblica Italiana.C’è bisogno di semplicità,semplicità e rigore, sopratutto, siamo stufi di boriosi tromboni di stato automuniti, con annessi e connessi,magari anche ladri!
A proposito di incidenti d’auto e pene.
Tutti siamo d’accordo nel dare pene più’ severe verso chi compie degli omicidi per incidenti d’auto,tutti.Tuttavia occorre mettersi nei panni di coloro o,delle famiglie che rimangono coinvolte attraverso un loro congiunto,incriminato dopo un incidente d’auto che ha procurato morti e feriti.La punizione severa, anche se giusta a prima vista,non risulta praticabile,o praticabile come rivalsa immediata di un sentimento doloroso,quindi opinabile.Coloro che procurano incidenti sotto effetto dell’alcol o della droga sono da condannare severamente e definitivamente è un fatto,ma è anche un fatto la loro oggettiva capacita’ di intendere e volere,anche prima di compiere un crimine.Occorre tuttavia trovarsi nei panni delle famiglie che hanno perso qualche congiunto, per essere in grado di esprimere lo stato di disperazione e la voglia di rivalsa,quando non di vendetta.Ma altra cosa è l’indeterminatezza dell’atto colposo,quando c’è indeterminatezza,dove e quando invece il comportamento sia radicato in chi lo compie,in questo ultimo caso, giusta e necessaria la severita’,la patente va tolta per sempre,senza chiamarla “ergastolo”,che fra l’altro,l’ergastolo, non esiste nemmeno più’. Non invidio nessun legislatore che metta mano a queste norme.
La Francia va a destra?
La Stampa scrive,anzi titola:la Francia va a destra,ma con Nicolas Paul Stèphane Sarkozy-Boscsa,non va da nessuna parte,un destrino opportunista che ha cavalcato il Le Pen pensiero,l’ uomo dalle frasi fatte e riscaldate.Se la destra è Nicolas Paul Stèphane Sarkozy-Bocsa possiamo stare tranquilli,un parallelo,un matrimonio,un affinità’ Merkel-Sarkozy, troverà’ qualche più’ profonda ragionata critica da porsi,in un nebbioso, prossimo, incombente futuro.
Ipocrisie di Germania,scritte sull’acqua.
La Germania,quando doveva pagare qualche debito, l’ha sempre pensata diversamente di come la pensa ora,non solo non ha mai pagato i debiti dell’ultima guerra,ma anche per quella del quindici diciotto, ha piantato il suo bel debito , lo si evince da quel che dice l’ intervista Krefeld,n.3699.”Le persone non più’ giovani,non furono mai entusiaste di Hitler.Ma per parlare delle cose “buone” che fece(uscita della Società delle Nazioni) dicevano:”E’ la cosa giusta da fare.Qui in Germania,nel nostro Paese,possiamo fare quello che riteniamo corretto”.E quei debiti con l’Inghilterra e la Francia,quei risarcimenti della Prima guerra mondiale,i tedeschi erano obbligati a pagarli.La gente diceva”E’ giusto combattere contro di loro”.Ora qualche buontempone dice,questi “figli di quelli di ieri” non sono gli stessi,è passato troppo,troppo tempo.E,mentre altri, “lasciano passare il tempo”,loro,i tedeschi di oggi ,quelli che hanno scassato un tempo le balle a tutti ,quelli che hanno ammazzato distrutto mezzo mondo e mai,mai pagato, vogliono tutto,tutto,e subito sull’unghia,tutto, con relativi interessi,senza che nessuna altra nazione si azzardi fare, quello”che (secondo loro) era corretto fare”,come dicevano loro, nei loro confronti.Ricordare,ricordarlo non fa mai male, anche se son parole al vento ,scritte sull’acqua.