Commovente commevente emozionante Piazza del Popolo,un tempo parcheggio auto,oggi,ieri strapiena del renzismo più plateale,è commovente,bandiere e facce sorrisi di uomini e donne,il popolo di domani,il popolo renzista,lo stesso che un tempo,un tempo si vide a Piazza Venezia,lo stesso,lo stesso plaudente,sicuro della battaglia, mentre un uomo,un uomo solo al comando non agita più il libro e il moschetto,ma è solo un piccolo democristiano,solo un piccolo democristiano allievo ,figlio di Ciriaco De Mita,il suo il nostro il vostro il loro domani,il nuovo insomma ,in Piazza del Popolo con tanta,tanta commozione,il solito,questa volta disarmato, disarmato e forse,forse senza nemmeno un libro.
Ayoob Kara.
Quante storie per quello che ha detto il viceministro Ayoob Kara che ha dichiarato il terremoto strumento divino per l’astensione dell’Italia alla mozione UNESCO che escludeva gli israeliani dai loro territori.Quante storie,lui può anche pensarlo e crederlo e chissà quanta altra gente ci pensa e crede ma sta zitta.I nemici di Israele che ingigantisco ad arte questa bufala sono più “sibillini” del vicemistro israeliano,prendendo per buona una sua affermazione , come se la catastrofe o il terremoto, fosse stato provocato dallo stesso Ayoob Kara.
E’ strano.
E’ strano , mentre giro la chiave dell’accensione dell’auto,vedo il sole di ottobre e penso alla stessa luce di tanti anni fa,la stessa identica luce.E’ strano come le cose mi appaiono oggi solo sbiadite nel corpo che invecchia,è strano come osservo la mia mano fasciata di vene e nervi che gira la chiave sotto il volante nero,è strano ,strano come sentissi questa pelle più spessa.Eppure tutto è intatto,tutto è rimasto intatto e strano,strano.Sono quello di un tempo,sono rimasto quello di un tempo, con cose che non mi appartengono e che il tempo mi ha portato nella sua deriva,solo cose,delle cose, ma sono uguale,ancora lo stesso di quando inconsapevole non mi accorgevo,di quando inconsapevolmente non provavo stranezza,di quando tutto era normale sconosciuto e semplice ,come girare la chiave dell’accensione sotto il volante.
Giovanni Raineri.
“Ogni ricostruzione porta con sé alcuni rischi:quello di sprechi quello di ritardi,quello della corruzione”.Ed un progetto lo aveva attuato Giovanni Raineri un centinaio d’anni fa istituendo consorzi che riunivano i privati che avevano subiti danni per gestire direttamente i fondi con l’obbiettivo di “togliere al più presto le popolazioni che vivevano nelle baracche,superando l’intermediario politico che si opponeva (manco a dirlo) al progetto.Raineri dice in sostanza ( il 29 aprile del 1920 ) di sottrarre ai politici l’affare ricostruzione e di affidarlo ai danneggiati stessi che:grazie al Genio civile a cui era demandato di valutare i danni e i singoli progetti per cui,in questi calamitosi tempi di lutti e terremoti,tempi di vittime e di senza casa, la riproposta suggerita da Corrado Sforza Fogliani sul Foglio di venerdì 28 ottobre, non solo ci sembra azzeccata e giusta ma,purtroppo inascoltata, quando fu invece semplicemente osteggiata dai politici del 1920.
Libertà & familia.
Credetemi,fa una certa impressione vedere e sfogliare il dossier di Libertà dedicato alla famiglia con i seguenti titoli :”Almeno una volta all’anno tutti attorno a mamma Lina”,”Papà single :invento una vita creativa”,”Otto figli?Tutto speciale”,”Un centro dove sono di casa tutte le famiglie del mondo”,”Noi una famiglia arcobaleno”,”Andare avanti giorno per giorno grazie a”famiglia ama famiglia”.Potremmo continuare in questa piccola antologia a lungo in un lungo scioglilingua di familiari storie se,se non mi venisse in mente che, con Giorgio Lambri, sulle pagine luminose di FB, e Giorgio Lambri si dice, sia capo cronista a Libertà,proprio in virtù di lui,lui ,questo Lambri, mi presi una decina di scappellotti,dove ,i più tenaci furono certamente quelli di una sua amica,certa Elena Santoni,che mi ha dato anche giustamente dell’analfabeta per aver criticato il suo, a proposito di famiglia e fertilità :”La madre degli imbecilli è sempre incinta”, titolo che non stonerebbe oggi:La madre degli imbecilli è sempre incinta”,non stonerebbe, sul piccolo ipocrita polpettone abbinato a Libertà,quel titolo,appoggiato pubblicamente e messo in evidenza su FB dal suo capocronista suonerebbe meglio,sarebbe certamente forse più sincero,meno stonato con buona pace di Elena Santoni.
Silvio Cosini da Fiesole.
Narra Vasari che nei primi anni del cinquecento era uno scultore,con molta pratica ma nessuna perizia nel disegno ,chiamato Andrea da Fiesole e,di questo scultore scrive che si può fare buona arte anche senza conoscere il disegno,questo per pratica o indole naturale.Aveva Andrea un allievo di nome Silvio Cosini da Fiesole, figura stravagante per non aggiungere altro,ottimo artista comunque che aveva scolpito per Michelangelo nella sagrestia ,avendo costui”:lavorato leggiadramente e con bella maniera e massimamamente in bizzaria di cose alla grottesca come si può vedere nella sagrestia di Michelangelo Buonarroti.Dove,Silvio fece alcune fregiature di maschere che gridano,molto belle;per che,veduto il Buonarroto,l’ingegno e la pratica di Silvio,gli fece cominciare alcuni trofei per fine di quella sepoltura,rimaste imperfette per l’assedio di Firenze.”Ma,questo Silvio era persona davvero stravagante se,trovandosi a Pisa (cambiava sempre domicilio) come sagrestano della Compagnia della Misericordia che in quella città accompagna alla morte i condannati fino al luogo della giustizia”:gli venne una volta capriccio,essendo sagrestano,della cosa più strana del mondo.Trasse una notte il corpo d’uno che era stato impiccato il giorno innanzi,della sepoltura,e dopo averne fatto notomia per conto dell’arte,come capriccioso e forse maliastro e persona che prestava fede agl’incanti e simili sciocchezze,lo scorticò tutto,et acconciata la pelle,secondo che gli era stato insegnato,se ne fece,pensando che avesse qualche gran virtù,un coietto,e quello portò per alcun tempo sopra la camicia,senza che nessuno lo sapesse mai.” Silvio morì a Milano all’età di quarantacinque anni.
Piacenza & Diritto.
Piacenza città del diritto, non c’è che dire, vero verissimo.Dopo le trombe e le strombazzate cittadine sopra un festival,quello del diritto, inflitto alla città tutta,eccoci davanti ai risultati,l’applicazione all’osservanza di quei virtuosi “comandamenti” che ci sono stati propinati all’ombra del Gotico e dintorni.In nome del diritto e della legge si fa una pista ciclabile (per migliorare il traffico), che spezza braccia e gambe ai distratti agli invalidi ed agli anziani,tutto questo però in nome ed in virtù del Diritto.Ma,non bastando il macello ortopedico operato sulla cittadinanza,forti del braccio violento della legge ed in nome del diritto si abbatte un “baracchino”,dopo aver seppellito un teatro antico romano sotto una montagna di cemento.Piacenza & Diritto,un legame indissolubile,non c’è che dire.
Lo straccivendolo.
Pare che Renzi attacchi i grillini con particolare passione e veemenza ,dando fendenti a destra e a manca ma, con l’opposizione di una parte del suo partito,per tacere il resto che gli fa guerra pare che il rottamatore, da rottamatore si sia fatto straccivendolo.
Una madre.
Qualche volta le donne,molte donne se non tutte,qualche volta le donne,se non tutte, sono di una selvaggia sensualità,la vivono,la praticano,la mentono,la trasmettono anche senza guardare,perché la sognano con infinita dolcezza di carezze e assoluta dedizione.Certo,anche lui,anche lui un tempo , doveva aver per forza amato sua madre,sua madre senza saperlo,perché l’amore,l’amore quello vero non si sa,ed è proibito, e proibito non si sa e non si deve nemmeno dire.Lui carne di quella carne guardava i suoi capelli folti,disegnava,seguendo con l’occhio le sue soppracciglia nere, senza trucco,sentiva il suo odore,lo percepiva senza capire senza scomporsi,viveva, senza saperlo e amava senza saperlo al contrario di quello che fece più tardi,molto più tardi quando,più tardi, credette di sapere amare senza amare,credette e lo disse, lo ripetè fino alla noia a tutti il suo amore,il suo amore fatto di parole.Oggi,nell’attimo in cui tutto fuggiva e gli sfuggiva capii,finalmente capii,sua madre,il suo unico amore i fondo era solo una femmina ammaestrata,animale senza unghie che lui credette in quel tempo docile,docile e amorosa,il suo unico amore.
Nunziata.
Arriva Renzi,attenti tutti,entra nel “merito”, nessuno risponde ,la Nunziata compresa.Come dire,spuntata,demotivata,incapace di contropiede,insufficiente,balbettante,assente,giornalista praticante?Fate voi,come entra nel “merito” Renzi, non entra nessuno,Nunziata compresa.