Che Renzi sia un tipo a sproposito,che Renzi dica cose spropositate è noto a tutti,almeno a molti e ,lo si capisce quando parla della vicenda giudiziaria di suo padre:”se mio padre è colpevole lo si condanni con una doppia condanna”.Il perché si dovrebbe condannare due volte suo padre è solo una forma retorica una sbruffonata,un erniosa balla,infatti,infatti se suo padre fosse dichiarato colpevole dovrebbe avere la sua normale bella condanna che gli spetta,lasciamo perdere la doppia che non tutti sono doppi come lui.In fondo Renzi ha ammazzato il PD che volete sia,per un tipo come lui, ammazzare suo padre.
Le solite “ragioni”.
Qualcuno si è messo a ridere per il reddito di Grillo, ride chissà perché,mentre una spruzzata di moderazione ci vorrebbe,specialmente nella politica dell’inciucio,della finta opposizione quella dei privilegi e degli imbrogli e ,con questa abbiamo sfoderato una serie di epiteti degni della nostra classe politica ma,che oggi per convenzione, si definiscono populisti.Per una strana legge, si fa ricco chi difende il povero ,mentre il ricco è ricco di suo,due, più o meno ricchi felici si incontrano e si stringono la mano,sono amici e, forse,forse si amano con tenero affetto.Il “difensore” del povero difende la sua ricchezza assieme al ricco che non gli resta che difendere la sua.Così in questa bella convenzionale schizzofrenia di stato si coagula una società schiacciata,spremuta vessata come in un qualsiasi governo gestito da qualche despota del Sacro Romano Impero che, se non sbaglio,e vorrei tanto sbagliare era anche lui tedesco.In mezzo a tanti politici Grillo dunque è uno dei più poveri, e questi sghignazzano,che abbiano ragione loro?
La barba.
A fatica, da una strada saliva,in salita arrancava,arrancava , zoppicava calvo e malvestito,impiegò del tempo,molto tempo per arrivare fino alla portata dei suoi occhi che,visto la titubanza dello sguardo non erano più efficienti come un tempo.Fra l’arrancare lo zoppicare e il sudare guardò,all’improvviso mi vide in una smorfia di sussiego.Due grasse mani gli uscivano dalla sgualcita giacca fuori stagione,giacca mal accompagnata con il resto dell’abbigliamento per un freddo ancora intenso.Labbra viola,viola,di un viola denso senza nessuna sfumatura,sbuffava ,forse soffriva di cuore vicino ai suoi novant’anni ,novant’anni che avrebbe compiuto ad agosto.Uomo curioso, che si beava in una vita già fatta,preconfezionata stretta ,vita cucita dentro una mole cadente incontenibile.Preso da tutte queste osservazioni contemplavo colui che ,quando infine mi raggiunse, dalle labbra viola come due tumefatti frutti esotici cantilenò:ma tagliati quella barba,tagliatela, che stai male.
Emil.
Tutto bene,stiamo migliorando,si è fatto un passo avanti,avanti,il mondo allo specchio se le canta così,la vuole così.Ed è difficile contraddirlo,un mondo rosa pastello ci appare se,se non fosse che tutto funziona al rovescio,mentre un incanagliamento diffuso governa la terra e gli stati,solo lontane remote isole felici godono del privilegio di essere appunto selvagge , prive di complicati conflitti come insegnava nell’ l’Emil Jan Jacques Rousseau.Se Rousseau è il nostro possibile futuro si tratta di fare un bel salto indietro,o in avanti?In questo mondo,in questo mondo dove il davanti sta di dietro è un bel dilemma,un rebus trovare la soluzione.Qui sembra tutto fradicio,un mondo di mota contempla in realtà le sue muffe intrise di licheni contorti e sparsi sul volto che lasciano a malapena intravvedere l’orma del suo teschio.E,mentre tutto muore si contempla solo, per ora, l’infradiciare ,il decomporsi di chi ,di quello che, per volersi fare grande si è fatto invece piccolo,piccolo e insignificante,vuoto spento,come l’occhio di un cieco che si sente morire.
Mario Adinolfi
C’è stato un tizio,un tizio con tanto di barba che ha affermato, a proposito dell’eutanasia o del suicidio assistito che i nazisti “l’eutanasia” la facevano gratis.A questa affermazione si è scosso il mondo intero d’indignazione per il paragone,per la citazione blasfema e per l’ accostamento all’olocausto,olocausto,come oramai si usa scrivere anche se è stato un genocidio industriale o l’industria della morte.Il signore subissato da fischi,direi anche con qualche ragione mi pare sia direttore o scriva sulla Croce,giornale cattolico .Dunque il signore ha fatto una sparata,una sparacchiata come si usa dire e fare oggi un poco dappertutto ,una sparacchiata che vale un:capra a tutto tondo di Sgarbi.Il fatto è che i nazisti,i nazisti non praticavano quel delitti gratuitamente,a volte si facevano pagare anche il biglietto di andata nei campi di sterminio dopo aver violentato e brutalizzato depredato le loro vittime di tutto quello che possedevano,fosse stata la solo loro miseria e,infine,rasati a zero per far con i loro capelli feltro per scarpe, gasati gli strappavano anche i denti,i denti quando erano d’oro,qualcuno giura facessero del sapone con il loro grasso.Come vedete, la sparata del signore con tanto di barba che dirige o scrive sulla Croce,giornale cattolico, è stata una semplice bestialità,una bestialità da capra, tanto per far baccano,sputando sulla sua croce oltre che sull’olocausto.
Krematorium.
Una cosa colpisce e rattrista nella notizia sulla morte di Fabo,ed è che quando viene trasmessa ,in una giornata uggiosa e fredda , dietro il giornalista appare sopra un inferriata la scritta krematorium.E’ difficile allora disgiungere quella morte con altre morti,è difficile scindere quella scritta con quello che evoca e fortemente richiama alla mente.
Suicidarsi si o no.
Suicidarsi o eutanasia?C’è un sacco di gente che si suicida senza tante storie ,senza tragedie né conflitti,per alcuni è in ballo la dignità,è in ballo la qualità della loro vita,l’intensità del loro dolore,quella vita li non gli va proprio più giù e la fanno finita,citarli tutti?Fin dall’antichità,se dovessimo citarli tutti rifacendosi anche a quei tempi ci vorrebbe una biblioteca.Chi ha ragione chi, con qualche ragione,chi nel pieno della loro ragione,giusto?Sbagliato?Socrate è morto per ubbidire alle leggi della sua città,c’è anche l’obbedienza dunque per morire,in fondo è sempre un suicidio ammantato dalle più alte ragioni di vita,di vita vera,sempre secondo il morituro.E’ dfficile contraddire il principio di vita in sé,di vita come vita senza qualità o con qualche qualità,difficile contraddire la sua bellezza assoluta che anima e percorre tutto il creato.Un mio amico suicidatosi da poco diceva che la vita,la sua vita, contava quanto una capocchia di spillo,per cui valeva (sempre secondo lui) poco o nulla la vita.C’era anche il caso di quello che gridava all’altro:”se ti prendo ti ammazzo”,al che un altro rispondeva:” che ammazzi ammazzi,tanto muore da solo”.Si muore dunque, dunque si muore per mano propria,per mano d’altri o per fine vita,ma si muore e, se si muore un qualche significato dovrebbe avere questa vita, visto che tutti,tutti e tutto viviamo di questa condizione.In fondo la morte ci fa solo paura e ,che uno se la dia o che la morte lo prenda,il problema è sempre lo stesso la paura.A chi domandava a Brunetto Latini cosa ci facesse tutto il santo giorno nei cimiteri lui rispondeva:preferisco passare i miei giorni con i vivi,e indicava i sepolcri, piuttosto che con i morti, la fuori.
PD,DP etc.etc.
Ma si,quante storie, questo PD era solo un finto partito in maschera,un finto partito mascherato da democratico, zeppo di burocrati e vecchi stalinisti,arrivisti piazzisti.E’ bastata l’overdose renziana per fare scoppiare il bubbone,si sono scissi tutti gli atomi aggregati in un pseudo nucleo,si sono scisse le bandiere rosse con i biancofiori,le margherite con le querce,i garofani con le edere verdi e rampicanti vari.Quanto baccano per nulla, un nonnulla, c’è chi succhia l’osso e desidera far succhiare le ossa agli italiani,c’è il sociale,il finto rappresentante di un popolo di plastica,un popolo virtuale mal pronunciato e indifeso,finita la fiera al grido di: libertà e salame, non hanno trovato più parole,non più parole ,solo le maschere, le loro maschere per un ex carnevale di stato.Passata la festa gabbato lu santo e, il povero gabbato è come sempre il popolo, il popolo disprezzato usato venduto,mal pronunciato,senza difese indifeso.
Il dottor Victor Frankenstein.
Franknstein,o del moderno Prometeo,l’incredibile avventurosa vicenda di Matteo Renzi verso la Florida che tornerà in Italia con una rinnovata identità, presentandosi come il dottor Victor Frankenstine,per gli amici Matteo,Matteo Renzi,ci mancava anche questo, anche questo inedito interminabile lato horror del PD.
Giù le mani dalla Grecia.
Spezzeremo le reni alla Grecia,era un tiolo che i giornali italiani scrivevano in prima pagina nel vent’ennio,ci riuscirono, spezzarono quelle reni con l’aiuto della Germania.Ora ,quello che l’Italia,l’Italia con l’aiuto della Germania allora fece alla Grecia,lo rifanno oggi,oggi con l’ Europa e ,manco dirlo,ancora,ancora con la Germania ,in testa.