Macron ,Macron.

Written By: bruno - Mag• 03•17

Bella questa storia su Macron, dove ognuno spara e sputa sulla sua donna ,ha da ridire sul fatto che insulta gli operai,qualcun altro lo dice non normale,altri ancora lo rimproverano di essere senza partito e infine, infine c’è chi lo dice candidato delle banche e dei loro interessi.Non si capisce bene perché tutte queste cose siano dette a detrazione e spregio del candidato, quasi fossero inenerrabili segreti, pesanti come insulti,in realtà, in realtà, sono effettivamente i meriti veri e le ragioni per cui verrà sicuramente eletto.

Della musica e per una musica nuova.

Written By: bruno - Mag• 02•17

La musica ,e mi riferisco a quella “seria”,quella che dovrebbe essere la continuazione dell’ antica non presenta alcuna novità essendosi spostata semplicemente nello sviluppo del piano armonico ,parte inferiore della composizione (leggi scrittura) eliminando così il canto e la melodia come elemento di “novità”, collocando in questo suo spostamento verso il basso l’ambito di preferenza su cui operare.Ricerca indefinita, nel luogo opposto al canto , alchemiche sonorità che spesso,troppo spesso per il sommerso comporre si fanno asfittiche ,prive di un qualsiasi pulsare del cuore o del sentimento,impegnate e annegate come sono verso un virtuosismo tecnico per soli e solitari musicisti che si dicono qualche volta anche compositori.Ascoltando ad esempio il concerto per violino e orchestra di Hindemith , si trovano molte osservazioni sopra descritte quando,improvvisamente ,questo concerto ,finisce con accordi classici forse per farlo digerire meglio o per dare semplice sfoggio del proprio sapere musicale,anche se è apprezzabile nel suo insieme non da comunque l’idea di novità,che è poi il suo sforzo maggiore ma è e rimane semplicemente antiumano, elaborazione armonica, privo di quel riconoscimento o sigillo universale che la musica qualche volta contiene.

Uno strano primo Maggio.

Written By: bruno - Mag• 02•17

Gli unici lavoratori ,fatti salvi medici pompieri vigili etc.etc.gli unici a non aver festeggiato questo primo Maggio per causa di forza maggiore sono stati i poliziotti, impegnati a sedare tutte le rivolte contro il primo maggio.

Parterre renziano.

Written By: bruno - Mag• 01•17

Non occorre avercela con Renzi per capire la sua mediocrità, basta guardare il suo parterre,la sua aiuola la sua platea,con il suo dietro spalle quando parla,da Rchetti e amici si vede una serie di espressioni di piccole smorfie accondiscendenti mediocri e servili che fanno senso,prendono lo stomaco, lasciano interdetti.Se vi capita guardate,osservate il discorso “trionfale” di Renzi per la sua,manco a dirlo scontata rielezione,lui è insopportabilmente odioso come sempre ,ripetitivo ma dietro,dietro le sue spalle c’è davvero un gruppo di persone personaggi personaggini a cui,visto la loro faccia, non affiderei nemmeno la mia bicicletta,posto che ne abbia una.

Deja vu.

Written By: bruno - Mag• 01•17

Ma questo non l’ avevamo già visto?Se,se la storia si presnta con gli stessi avvenimenti prima in modo tragico e poi in forma comica questa devrebbe essere la volta della comica finale.Renzi, per la seconda volta dico , seconda ,sempre lui,ancora lui nello stesso incubo e nella stessa seconda storia,lui con la stessa gente con le stesse facce lui ,con l’identica faccia ,la stessa di sempre, quella di prima,la stessa dico, impressionante imresentabile faccia di tolla,lui in mezzo ad un seguito di gente mascherata da smascherati servi opportunisti.

Artur Honegger.

Written By: bruno - Apr• 30•17

C’è molta russia nel pezzo di Artur Honegger (1892-1955),Pacific 231,il compositore infatti dichiara di amare le locomotive passionalmente e aggiunge che per lui sono creature viventi a le ama,le ama come altri amano le donne o i cavalli.In realtà ascoltando questo pezzo dopo molti anni, vi è una certa descrittività nell’inizio della composizione,descrizione in cui si sente il moto della locomotiva,in seguito questo moto si rafforza nella forma d’epoca dello scrivere.Se c’è,se c’è la descrizione di un moto meccanico, in seguito l’autore si abbandona ad un lungo ripetitivo intersecare ritmico ,intersecare in quella tendenza “russa” che qualcuno riferiva ad uno dei massimi compositori del futurismo ,Alexander Mossolou nella composizione in “Fonderia”,pezzo che non ho sentito mai.Questa musica, con l”avvento delle canzonacce del giorno d’oggi,questo atteggiamento musicale si è del tutto diradato se non smarrito completamente dai programmi,almeno in quelli di mia conoscenza.Questo stile un tempo si presentava florido e ci si sforzava di ascoltarlo come si ascoltava quello di Hindemith,Hindemith (concerto per violino e orchestra) che si definiva classico, mi pare addirittura abbia preso un Nobel, inusuale per la musica.Insomma una ricognizione musicale dentro una piega non troppo lontana da noi,di quando un passo estetico destrutturato aveva anticipato o si era equiparato a certe arti figurative per poi scomparire o annebbiarsi del tutto ,cosa che non è successo per le così dette arti mute figurative,forse proprio perché mute,”arti” che imperano e ci affliggono ancora (additandoci come ignoranti). Imperano in virtù di un regime ,imperano rifiutate avulse alle masse e agli individui.Musica d’insieme descrittiva , narcisismo dissolvenza,incastrarsi annodarsi in temi anche del passato ,quasi sempre sospesi nel trionfo completo del sensibilismo,in un linguaggio tecnicamente colto, mollemente sfrenato e panico, come lo smarrirsi e sfrangiarsi di una indefinita filamentosa nebbia.Per ascoltare (questa roba) ci vogliono succhi gastrici che sappiano pazientemente ascoltare sentire e digerire ,anche se non del tutto indigesta, sopratutto da quando è stata depredata abusata ammannita come è e la si ascolta anora ripetuta e in uso manco a dirlo, dentro le colonne sonore di alcuni film.

Non era ancora finito di completarsi questo piccolo pezzo sulla musica che accendendo la tv, canale rai 5 del 30 Aprile che ti appare dopo Bach?Sciarrino,Salvatore Sciarrino con un pezzo di una noia mortale :”Efebo con radio”(sic) del 1961 pezzo in cui l’autore si vanta di imitare e trascrivere il movimento della manopola che si faceva un tempo per cercare una qualche stazione.Bene,quel movimento con vari fruscii intermedi tutti scritti con puntigliosa meticolosità,voce cantata a frammenti,improvvisi silenzi citazioni sulla musica cosidetta elettronica, senza farsi mancare la lastra d’acciaio finale come grande gong è stato ammannito con noncuranza e alla faccia del pubblico.Non si era ancora dunque scritto che certa musica stava diradando (finalmente) dai menu dei concerti che ti appare,ti appare uno Sciarrino,uno Sciarrino pluridecorato,plurupremiato,pluririconosciuto.Ci vorrebbe una palinodia per l’occasione, un mea culpa,però il gong finale con la lastra d’acciaio,il colpo di gong sulla lastra d’acciaio non l’ho sentito,non ho resistito,non me la sono sentita,non ce l’ho fatta,non ci sono riuscito.

Business.

Written By: bruno - Apr• 30•17

Dove c’è business c’è quasi sempre anche malaffare,dove c’è da guadagnare c’è sempre qualcuno che ci mette le mani, s’intrufola si sostituisce si veste qualche volta da “buon lupo” è una regola piuttosto che un insinuazione o presa di posizione politica.E’ un fatto normale,rientra cioè nella norma ed è inutile tirare la giacchetta sul piano politico o sul piano sociale o sul cristiano o sul misericordioso.Dove c’è business c’è malaffare e c’è malaffare anche su questi soccorsi umanitari dove, qualche volta, c’è chi scappa c’è chi s’intrufola e chi li va a prendere,ma li,li fra tutti questi protagonisti c’è sicuramente chi ci guadagna sapendo e volendo solo guadagnare e con il solo scopo di fare del business.

Kim Yong-un.

Written By: bruno - Apr• 29•17

Il giovane Kim Yong-un è un tipo fuori testa,un bullo che regge addirittura uno stato,Corea del Nord, un teppista d’oriente con il gusto della provocazione e delle minacce.Sarebbe,se potesse ,sarebbe capace di cancellare anche l’America con un sol colpo di cannone atomico.L’America stanca di queste strafottenti atti si è messa di traverso,pronta ha minacciato di sculacciare il rompicoglioni teppista con qualche testata nucleare ma niente,niente da fare niente.Un bullo,un bullo quando ha anche i soldi oltre che il potere non lo ferma nessuno,nessuno nemmeno le testate nucleari che gli promettono se continua a rompere i coglioni.Siamo alle minacce,minacce per fortuna solo minacce,sperando che restino tali,tanto che il teppista ha tirato ancora di missile verso non si sa dove,verso non si sa dove perché è fallito il lancio.La flotta americana pronta alla provocazione ha nicchiato ed ha dichiarato,con questo suo ennesimo missile Kim Yong-un ha offeso non l’America ma la Cina.Più buona volontà di così ,da parte dell’America si muore.

Il Guercino e Angelo Peretti.

Written By: bruno - Apr• 28•17

“Guercino dipinse nel Duomo di Piacenza,Angelo Peretti disegnò” con una scritta ad arco in corsivo,sempre a matita, nel fondo del foglio recitano la propria ragione e paternità i disegni che riproducono la cupola del Guercino nel Duomo di Piacenza.La fotografia era nata un vent’ennio prima dell’esposizione dei disegni nel Teatro di Piacenza (1850) e ,questi fogli, oltre che disciplina artistica per l’autore, erano l’unica altrenativa per ammirare divulgare e leggere dal basso (a terra) gli affresci del Guercino ,così come era avvenuto per l’incisione qualche secolo prima nel cinquecento, quando quella nuova tecnica comiciò a diffondere e moltiplicare rendendo fruibili a diversi il lavoro di tanti maestri.Questi fogli di Angelo Peretti mostrano raffigurati a matita e carboncino gli spicchi della cupola affrescata dal Guercino a Piacenza.I disegni del Peretti vennero anche esposti come scritto sopra,penso per il loro rigore e valore documentario – artistico , nel ridotto del Teatro Municipale di Piacenza 1850 circa.Ben conservati ,in una cornice di buona fattura li ho da sempre visti e ammirati a lungo . Da sempre ne sono stato incuriosito sapendo che l’autore, Angelo Peretti fu un allievo del Gazzola,non sono però riuscito, così su due piedi di capire chi fosse stato il suo maestro al Gazzola ma, ad occhio croce, forse il Viganoni o un successore del Viganoni (se non il Viganoni stesso) che al Gazzola insegnò fin al 1830 e,se i lavori vennero esposti come esempio di buon disegno per il loro indubbio valore al ridotto del municipale nel 1850 è in quegli anni di mezzo se non prima che dovrebbe essere trovato l’insegnante di questo rigoroso interprete che, metteva felicemente in pratica tutta la sapiente erudita disciplina accademica fornitagli del Gazzola.Pregevoli ed esaustivi,raffinati nel segno delicatamente preciso nell’ombra e nell’ombra portata,non ricordo un simile caso per esempio per il Pordenone, in Santa Maria di Campagna,quindi,per l’anno e nell’anno del Guercino li definirei unici.In vetrina Corso Garibaldi,Galleria Sala, al 63,Piacenza.

Tre palle cento lire.

Written By: bruno - Apr• 27•17

No,non sono riuscito,no non ha resistito dal girare programma all’apparire dei tre candidati in TV per le primarie del PD.Tre palle cento lire, di quando c’era la ancora la lira:”tre palle cento lire”,come si diceva una volta ,e si tirava (avendo le cento lire) le palle verso i personaggi nel fondo del baraccone,colpirli non era difficile centrarli valeva un orsacchiotto,un bambolotto,una scatola di biscotti.Ma questi qua,quelli la,quelli in TV ieri sera ,del partito democratico ,erano in posa ,finti cartonati o di cartone e le palle,le palle purtroppo erano finite ma , vi fossero anche state le palle non c’era più nulla da vincere nulla ,nemmeno una scatola di biscotti.