Le perle nere di Kella.

Written By: bruno - Nov• 28•20

Due efferrati femminicidi nel giorno “Contro la violenza sulle donne”
A Cadoneghe, in provincia di Padova nella notte del 24 novembre 2020 un uomo di 40 anni ha ucciso la moglie incinta con una coltellata al petto, ferendola da parte a parte.
L’omicida si chiama Jennati Abdefettah, ha 40 anni, è marocchino e fa il magazziniere.
I tre figli che abitavano con la coppia sono stati affidati momentaneamente a un’amica della madre che abitava vicino a loro. A chiamare i carabinieri è stato proprio l’omicida nella notte.

La donna è stata trovata distesa nel suo letto. In passato sembra che lei avesse denunciato il suo comportamento violento, ma poi aveva ritrattato.
Sul posto i carabinieri del nucleo investigativo, il pm di turno Marco Brusegan, il medico legale Antonello Cirnelli.

A Staletti, provincia di Catanzaro, in data 24 novembre 2020 una donna di 51 anni è stata uccisa con numerose coltellate.
Un uomo è stato sottoposto a fermo dal pm perché ritenuto l’autore dell’omicidio. Si tratta di un 36enne di Badolato che, secondo le indagini dei carabinieri del Comando provinciale di Catanzaro e della Compagnia di Soverato aveva una relazione extraconiugale con la donna. Il movente del delitto, secondo i primi accertamenti, è di natura passionale.
Il corpo della donna è stato trovato nella tarda serata del 24 novembre dai carabinieri della Compagnia di Soverato occultato in una intercapedine della scogliera di Pietragrande. Da un primo esame esterno è emerso che il corpo della donna è stato raggiunto da numerosi fendenti, all’altezza di più punti vitali, utilizzando un coltello da cucina a lama lunga.
La donna, secondo la testimonianza dei familiari, era irreperibile dalle precedenti 24 ore.
Si attende ora esito indagini e relativi processi.

Kella Tribi

Chi ha mollato qualche cosa a chi?

Written By: bruno - Nov• 27•20

Hanno votato tutti,tutti per il bene di tutti,per il bene dell’Italia,per i più svantaggiati,fa una certa impressione vedere queste manovre di Stato o che si definiscono da statista,non più quindi rappresentanti di litigiosi interessi particolari ma tutti uniti,uniti per il bene di tutti.Guardarli dall’alto ,vederli nell’emiciclo questi parlamentari riuniti a gruppi e gruppetti,il basso e l’alto,il piccolo e il grande,le loro differenze spiccano ancora nonostante la manovra di stato,spiccano, o forse solo l’occhio le coglie ancora come differenze,d’altronde non si poteva far altro per quelli posti ed esposti sotto la mannaia della pandemia.Comunque è un voto che fa un certo effetto,suscita un qualche stupore,una qualche domanda in più:chi ha mollato qualche cosa a chi?

Il mondo nel pallone.

Written By: bruno - Nov• 26•20

Che il mondo sia nel pallone basterebbe constatare la marea montante di questi giorni a proposito della morte di uno sei suoi giocatori.Uno fra i tanti morti che giocano in transferta oggi ,in paradiso,visto che ,in paradiso,pare,uno faccia esattamente quello che faceva qui sulla terra .Si va in paradiso e si prosegue la,pare ,esattamente quello che si è fatto sulla terra, è logica da tutti condivisa anche se, forse incondivisibile,perchè uno, uno non va proprio in paradiso,posto sia suo destino e merito andarci ,per vedere proprio, Maradona.

La violenza tira.

Written By: bruno - Nov• 25•20

Ed ecco,ecco comparire all’orizzonte la giornata contro il femminicidio,femminicidio, che è un modo per fa violenza alle donne prima o dopo durante o per , troppo uso,o per chi ,le donne ,come ogetti le tratta, e son la gran parte del genere umano.In questi giorni di continuo allarme e allarmi ricordare un poco di violenza non fa mai male,anche se questa non fa altro che indicare un dato statistico e, una giornata ,un ricordo a lei dedicata:il femmicidio,in fondo gli fa un baffo, dato che resta imperterrita solo un dato statistico,nudo e crudo.Le cattive notizie ,si dice,aguzzano la vista dei curiosi e, le cattive notizie son sempre ghiotte notizie per questi curiosi che si pascono del male altrui come i popoli del deserto lo facevano con la manna.Lo prova il fatto che non è abbastanza quello che ci porta di luttuoso il quotidiano con la pandemia.Oggi,questi,i fabbricanti di notizie dico,si son messi anche a celebrare i morti del terremoto dell’Irpinia per tre giorni interi,quando bastava ricordarlo senza ingrassare a dismisura le fette di lardo che già ingrossano il notiziario stampa dei morti di giornata.

L’Italia di Jacovitti.

Written By: bruno - Nov• 24•20

Quello di non andare a sciare,di non abbracciarsi,baciarsi, in famiglie numerose e gaudenti natalizie,quelle per interderci del panettone e della famosa tombolata che putroppo non ho mai avuto la fortuna di praticare,sopratutto alla fine di un sontuoso pranzo natalizio,quella,quell’Italia con le guance ancora imbrattate di saliva dai miei infiniti congiunti è un immagine che solo Jacovitti potrebbe e poteva illustrare,Jacovitti quello del salame in primo piano.Conte finalmente da indicazioni figurate,indicazioni prudenti e sanitarie, all’Italia di Jacovitti,l’Italia tutta,isole comprese,quella del salame in primo piano, quella senza alcun rovescio della medaglia,quella che non ha alcun rovescio,proprio nessuno,sempre secondo Conte.

Barbari del Po.

Written By: bruno - Nov• 23•20

Nel primo secolo dopo Cristo e precisamente detto da Plutarco, nato nel 47 d.c.si dice che:”i barbari del Po (in quel tempo) vestissero di nero in memoria della morte di Fetonte precipitato nel fiume.

Lo starnuto di Socrate.

Written By: bruno - Nov• 23•20

Sopra il pensiero di Socrate,pensare che merita riverente rispetto vi sono aggiunte che non riguardano solo il suo interrogare ma si scoprono alcuni suoi “curiosi” comportamenti che preannunciavano o sospendevano il suo continuo domandare .Questo lo si legge in Plutarco-de genio Socratis-quando descrive, in una notte di congiurati contro la tirannia i ricordi che alcuni hanno del grande filosofo greco.Infatti(indagando sulla natura del suo Demone) dicono che Socrate sospendeva ,a volte,il giudizio in base ad un suo starnuto , se questo facesse girare la testa in avanti a destra o a sinistra,comportamento,frutto di uno starnuto oggi quasi inspiegabile così su due piedi ,ma che ha una sua spiegazione logica che qui sospendo per non annoiare nessuno. Invece,si ricorda di quando il filosofo dava sempre dell’impostore a chi gli dicesse di aver avuto una visione di una qualche Divinità,mentre era solito prestare attenzione a quanti raccontavano di aver udito una voce,interrogandoli ,in questo caso a fondo.

Pietra del vitupero.

Written By: bruno - Nov• 22•20

Tempi di magra si sa,uno non sa più dove sbattere la testa,giorni di sagra per strozzini ed usurai in barba alle soccorrevoli misure Conti che dovrebbero salvare (sic) l’insolubile e l’insalvabile.Mentre una pioggia di miliardi si aspetta dal cielo giallo-rosso (che non è la Roma),ognuno guarda il cielo minaccioso che gli tocca e si fanno i conti del mattino e della sera,visto che, domani,domani si chiude,forse per sempre,si chiude baracca e burattini.La crisi è peggio del virus,la paura e l’incertezza di questi giorni sono più forti di questo coronavirus imperante che non tolglie solo il respiro ma anche la speranza di molti per ricominciare.Forse sarebbe utile e necessario rimettere in uso un comportamento di legge antica,questo per avere una rappresentazione plastica del fallimento generale,uso di legge tanto antico che non ricordo più in quale anno si applicasse ma che si svolgeva così”:quelli che per liberarsi dai debiti volevano cedere i loro beni,erano obbligati in Italia a battere tre volte colle natiche nude la PIETRA DEL VITUPERO sulla pubblica piazza e alla presenza del pubblico”.Si aspetta una risposta pronta dal governo giallo-rosso o rosso-giallo che non è,come si sa, la Roma.

Una lettera da Roma.

Written By: bruno - Nov• 21•20

Ritrovo dopo tanti anni questa brutta copia di una lettera che spedii al direttore di Libertà, e credo che, in quel tempo sia stato Rizzuto.Lettera scritta con la biro e molte cancellature ,la lettera ricorda l’eterna fiammeggiante polemica in quel tempo a proprosito di San Corrado e Calendasco.Lo scritto non ha data ma è certamente stato scritto nella mia abitazione di vicolo del Monte Vecchio a due passi da piazza Navona , senza alcuna intestazione:”Non bevo più caffè,non posso più berne,mi vengono le palpitazioni.Vado allora in via del Gallo 4 in un antica cioccolateria romana tappezzata di grigi marmi.Così compio assorto questo rito solitario mattutino,la cioccolata,in Via del Gallo 4 vien servita ancora in una scodella bianca,due euro e cinquanta (cara).Questa mattina (dopo la cioccolata) nella mia mattutina quotidiana passeggiata ho attravesato Piazza Farnese e mi sono così imbucato in Via delle Grotte,vicolo di centocinquanta passi in tutto senza nessuna asperità,nè vette particolari o vere grotte che sbuca in Campo dei Fiori e il vicolo,quel vicolo profuma, di vino e cibo,un sogno Direttore.Fluttuare in quella viuzza,avvolto da nutriente tepore che definirei materno,significava veleggiare nell’azzurro vasto mare.A quel punto,forse ,suggeritomi direttamente dalla pancia e,di pancia, che detta sempre i sentimenti migliori mi son ricordato che, non è del tutto casuale imbattersi:in un prete senza fede,un giudice senza giustizia,un medico senza medicina,ma sorpatutto in uno storico senza storia.La lettera finiva con:”l’abbraccio con affetto e mi creda sempre Suo.
P.S.Non si capirebbe questa lettera se non si avvertisse che la polemica riguardava le “grutti” (grotte) di San Corrado a Calendasco per cui erano motivo per dubitare (sic) della sua presenza nel luogo,non essendovi grotte nel paese,anche se ad un tiro di sasso ,Sarmato ,esiste ed esisteva la grotta di San Rocco,e qui ognuno tragga le sue conclusioni.(la lettera non fu mai pubblicata)

Le perle nere di Kella.

Written By: bruno - Nov• 21•20

Il raffinato regno del Siam era governato, alla fine del 19° secolo, da un re illuminato che proseguiva l’opera di modernizzazione del paese iniziata dal padre. Purtroppo, nessuno dei due sovrani riformatori pensò di abolire un’antichissima legge, che si rivelò la causa indiretta della morte della giovane regina.
Il Re Chulalongkorn, conosciuto in occidente come Rama V, aveva quattro mogli, tutte sue sorellastre com’era consuetudine alla corte siamese. La “prima” tra le mogli, la consorte ufficiale, era la regina Sunandha Kumariratana, molto amata dal marito, al quale aveva dato una figlia, la principessa Kannabhorn Bejaratana
In quel disgraziato giorno di maggio del 1880, quando la regina non aveva ancora vent’anni e la figlia nemmeno due, uno stuolo di domestici e di guardie stava scortando madre e figlia alla residenza estiva di Bang Pa-In. Il palazzo era al di là del fiume Chao Phraya, il grande corso d’acqua che attraversa la capitale Bangkok.
L’etichetta di corte prevedeva che nessuno potesse salire su di un’imbarcazione con la regina, che era in attesa di un secondo figlio, e con la piccolissima figlia
Madre e figlia salirono quindi da sole su un piccolo natante, trainato da una barca più grande che avrebbe dovuto traghettarle sulla sponda opposta. Le forti correnti però fecero capovolgere l’imbarcazione della regina, che finì sott’acqua con la principessina di due anni. Nessuno, tra i numerosi servitori e gli addetti alla sicurezza reale, ascoltò le disperate grida d’aiuto di Sunandha Kumariratana o si tuffò per salvare lei e la bambina, seguendo le direttive del capo delle guardie che rimase a guardare la scena senza prendere alcuna iniziativa.
L’incredibile immobilità con la quale tante persone assistettero alla morte per annegamento di una donna e di una bambina si spiega con la rigida osservanza di una vecchia legge, secondo la quale a nessuno che non fosse di sangue nobile era consentito toccare un membro della famiglia reale.
Rama V fu così addolorato dalla perdita della moglie, della figlia e del prossimo erede, che ordinò le cerimonie funebri più “elaborate e costose di tutte quelle mai viste prima in Siam”
I corpi delle due vittime reali furono imbalsamati e posti a sedere su troni d’oro all’interno del crematorio principale, circondati da oggetti preziosi e dalle insegne regali. Solo il 9 marzo 1881, il re diede inizio alle cerimonie funebri, che si prolungarono per dodici giorni.
Dopo molto tempo, Rama V fece costruire un monumento funebre per commemorare l’amata sposa nel palazzo estivo che la regina stava raggiungendo in quello sfortunato giorno di primavera, quando un’antichissima legge impedirono alle guardie che avrebbero dovuto proteggerla di salvare lei e la figlia.

Kella Tribi.