Che non piaccia a Piacenza la storia,sopratutto,la loro, è cosa nota o,perlomeno, probabile.Il Farnese(Palazzo)-tanti,e tanti anni fa-volevan smontarlo mattone su mattone e fu ua bella gara per conservarlo come oggi si vede.Scompaso il “teatro” romano,ridotte in calce le staue di Velleia,fusi i bronzi-de Roma-.Oggi si ricorda un Castello di Calendasco-restaurato-con e scritte di Bartali e Coppi sui muri.Insomma la storia,la storia non va proprio giù e ,i piacentini preferiscon solo storielle,magari un pò ridicole ma per loro, vere-anzi ,degne di nota-
Le perle nere di Kella.
È il 2 dicembre 1981. Una ragazzina di appena 14 anni e ricoverata nel Policlinico di Bari, ha ustioni di secondo grado sul 70% del corpo, è agonizzante, invoca la fine perché non riesce a sopportare il dolore fisico. Accanto a lei c’è un pm Nicola Magrone, e ha attivato un registratore nella quale la voce flebile della piccola viene registrata.
Il medico chiede alla paziente chi le abbia fatto del male, e la ragazzina risponde in un soffio, “Giovanni…Enrico”. Alla domanda come le abbiano fatto del male la bambina risponde: “alcol e fiammifero”. Dopo 22 giorni di agonia Palmina Martinelli muore.
Tutto ha inizio l’11novembre del 1981 a Fasano, provincia di Brindisi. Palmina è una giovane che cerca di vivere una vita serena, per quanto possa esserlo insieme ai 10 fratelli in una casa dove la violenza è all’ordine del giorno, e con una famiglia disfunzionale, povera e con una mentalità omertosa. La criminalità la fa da padrona e con essa anche attività illegali, come lo sfruttamento degli esseri umani. .
Palmina è ancora una ragazzina, ma sa benissimo che la si vuole costringere a intraprendere “la vita”; suo padre e suo cognato, Cesare Ciaccia, l’hanno picchiata già molte volte sotto l’ effetto dell’alcol perché vogliono imporle il loro volere. Una delle sorelle maggiori, Franca, costretta a questo calvario, è stata marchiata su una coscia dal compagno (per identificare una proprietà) e gettata sulla strada.
Lo sfruttamento della prostituzione è l’attività principale della famiglia e di un giro di conoscenze, perché Giovanni Costantini ed Enrico Bernardo sono noti per gestire un giro con la madre, Angela Lo Re, a Locorotondo.
Dopo l’ennesimo litigio, botte e costrizioni che non ottengono da Palmina l’effetto desiderato, un giorno Enrico e il fratellastro Giovanni, la aggrediscono cospargendola di alcol, e con un fiammifero le danno fuoco. A soccorrerla suo fratello Antonio
I due personaggi che aveva citato la ragazza, Enrico e Giovannivengono identificati con certezza e nel 1983 si apre il processo, che termina con una sentenza che è fra le più controverse della storia giudiziaria italiana: i due imputati, al termine dei tre gradi di giudizio, vengono assolti per il reato di omicidio, condannati a cinque anni di detenzione per i soli reati di induzione e sfruttamento della prostituzione, mentre la morte di Palmina viene archiviata come suicidio.
Nella sua arringa finale il pm è un fiume in piena, deluso da quella giustizia che non ha compiuto il suo dovere, fa trasparire i propri sentimenti “Se Palmina fosse stata figlia di un giudice non sarebbe andata cosi”, “Palmina ha pagato per la povertà del suo contesto, per la sua insignificanza economica”
Kella Tribi
Scavate,scavate.
Scavare in Piazza Cittadella per me è buono;vedere che cosa c’è,anche se solo antiche case e stamberghe per me va benissimo.Se ben ricordo Velleja è ancora mezza sepolta:ma nessuno si cura di “scavare”,che,con lo scavato si è arrchito-in passato- qualche prete e delle staue di marmo han fatto calce,mentre i bronzi venivano fusi:il resto giace ammucchiato a Parma.Scavate,scavate:ma per scoprire,scoprire e, mostrare anche a chi, in passato voleva abbattere addirittura il Farnese e conservare un mattone sotto vetro,un mattone ,con bella mano scritto :questo è un mattone ricordo di un antico Palazzo:”il Farnese”.
Insetti.
Una volta simbolo dei telegiornali nazionali era un mondo sferico ruotante in uno spazio infinito. Oggi c’è qualcosa di confuso che si intravede sotto ad un reticolo dove puntolini di vari colori simboleggiano forse le rotte aeree, satellitari,” telecomunicative”. Nessuna poesia, il tutto ricorda più quelle “minigraticole” prendi-mosche/ zanzare ,dislocate qua e là, dove ne senti la presenza praticamente solo quando un insetto ci si va a schiantare. Ieri “San Lorenzo”, la notte delle stelle cadenti, dei sogni delle speranze nell’universo infinito…Ahimè noi siamo sotto a quel reticolo “graticolare” e ci va bene se non facciamo la fine degli insetti.
Paila Mars.
1851,
Nel 1851 l’architetto Basile ed il botanico Tineo ex direttore dell’ortobotanico di Palermo, crearono il Giardino Inglese polmone di verde e di pregio per il centro di Palermo. Ebbene ier il 9 Agosto di pomeriggio hanno preso fuoco delle sterpaglie ed un arbusto,per chi non lo sapesse momentaneamente è chiuso per far tornare il giardino alle sue antiche bellezze. La verità è,che se anche non fosse stato doloso,ma colposo per una cicca di sigaretta ad esempio buttata per errore umano, non si sta capendo le conseguenze che si sta portando alla città metropolitana di Palermo, sia come immagine che come sicurezza dei comuni cittadini. L’incendio è stato domato immediatamente sia dai Vigili del fuoco che da due autobotti del Comune. Ma resta ancora da accertare le cause,ma qualsiasi esse siano sono gravi per tutti i cittadini palermitani. Continuo a sperare che questi atti non abbiano più da verificarsi. Noi palermitani dobbiamo difendere la nostra Palermo e se qualcuno non lo fa o peggio ancora lo fa intenzionalmente, spero vivamente sia punito nelle giuste sedi!
Teresa Campagna.
Piazza Cittadella.
Tutto somma scavare in Piazza Cittadella per trovare qualche reperto,può essere utile e istruttivo:utile e istruttivo ripeto,che il parcheggio ,un parcheggio si può scavare ovunque.Tuttavia la curiosità è somma e varrebbe in ogni caso la “pena”,se pena è conoscere le antichità sepolte.
Intelligenza.
Bhe!E’ il momento dell intelligenza “artificiale”quando pochi usano la loro e sono già soggetti all ‘intelligenza di mercato.Si promuove in programmi-l ‘intelligenza artificiale-che sono o dovrebbero essere educativi.L ‘intelligenza senza inconscio viene promossa al servizio del mercato,o,di un mercato che oggi vuole vendere:vendere come spesso è stato appunto il mercato che frega grazie anche e,sopratutto all ‘intelligenza si,quella di mercato.
Bologna.
Grossa polemica sugli stragisti di Bologna:son loro o non son loro,giustamente la gente,il popolo s’indigna e l’assoluzione di una parte non gli fa certo onore;onore di cui s’è perso il senso:o forse ,senso non ne ha mai avuto.I giudici-per Bologna- comunque hanno emesso la loro sentenza senza nessuna incertezza,anche perchè occorre rammentare che:”l’assoluzione di un colpevole è una condanna per il giudice” per dirla all’antica.
Almeno un pò!
Oggi:forse come ieri,e,certamente domani,parlare di “fatti” che avvengono,e,parlarne in generale è davvero difficile visto che restano sempre,sempre solo insolubili opinioni :roba opinabile ,insomma ,roba che vale per quel che vale.Quel che si dice o,scrive ,può solleticare qualcuno,renderlo partecipe,però senza alcun risultato,che, il “risultato”,quel che resta-nella vita-non lascia traccia,o,non laascierà alcuna traccia.Quindi ,parlare di fatti si rischia di lasciare -giustamente-il tempo che si trova.Non ci resta che parlare,parlare:tanto per sgonfiarsi ,sgonfiarsi un pò:almeno un pò.
Buone norme.
E’ buona norma che il mondo,il mondo s’inganni e ricominci sempre daccapo,daccapo con erorri,errori e abbagli.Che il così detto mondo non sia quello che è,è un fatto,come nulla di quello che è è veramente,e allora pare che il modo voglia essere ingannato,e allora lo si inganni.