Va bene,ora i migranti entrano tutti e qualcuno dice che son troppi,e non si capisce,non si capisce chi dice che son troppi, ma pare,pare sian quelli che se li vedono arrivare come hanno da sempre auspicato.E’ il “modo” che non piace e su questo modo si fanno delle infinite autentiche bizantine litanie che intender possono solo chi se le canta:ah!Dimenticavo :anche chi se le “sona”.
Il pulpito.
Mattarella lo mettono,per ogni sua parola, sul “pulpito” della giusta voce predicante e nesuno si accorge che molti di coloro che vorrebbero o dovrebbero udire quel che Mattarela dice,dice e sentenzia,semplicemente non lo “ascolta” ma,vive e continua a vivere con altre “regole”:regole di cui ogni tanto si sente la scontata litania anche da donne ragazze bambine preda di abusi che dovrebbero essere-e sono- tuttavia molto diffusi, per cui vengono soffocati dalla violenza di chi li compie, nell’indifferenza e nella degradazione generale ,proprio sotto ,e in nome e in barba del civico e ipocrita professato bene:bene , declamato da un qualsiasi “pulpito”.
Mi son svegliata.
Mi sono svegliata l’altra mattina con il seguente ritornello :” Bisogna amare la vita non la morte” .Felicemente serena come un certe giornate settembrine dal cielo pulitamente blu, “stupefatte e straordinarie mattine da non sapere la nostra irrisorietà come entrarci ( Cardarelli 1932 in rivista, successivamente 1936) ho realizzato che per quanto nel mondo si espandano parole come sostenibilità, pace, eco qui, bio là…l’immagine che mi viene è quella di un uccello abituato a volare costretto a camminare con gli altri in fila indiana su di un sentiero cementato in unica direzione senza nemmeno sapere il perché . La morte, questa è la morte ,e non si potrà mai amarla
Paola Mars.
Tutto secondo la norma.
Trump si fa fotografare incazzato:vorrei vedere voi al suo posto.Mattarella detta gli ordini ad un paese indisciplinato e recalcitrante e lascia il tempo che trova.Putin non ha abbatutto l’aereo del miliziano,e nessuno ci crede.Il Pd protesta per i troppi migranti per cui vorrebbe regole che solo lui sa.Soldi non ce ne sono e ognuno tira la cinghia come può ,mentre si stuprano ragazzine un giorno si e un altro pure:insomma tutto normale;normale, più che normale.
Le perle nere di Kella.
Il caso Lizzie Borden: un orribile duplice omicidio irrisolto da oltre 140 Anni
La mattina del 4 agosto 1892 i coniugi Borden si svegliarono presto. La cameriera irlandese, Bridget Sullivan, servì la colazione ad Andrew, il capo-famiglia, e alla sua seconda moglie Abby, poco amata dalle due figlie di primo letto dell’uomo, Emma di 42 anni, e Lizzie, di 32.
La mattina trascorreva quieta, con le normali attività della famiglia: Andrew si era recato, verso le nove del mattino, nel centro della città, Fall River (Massachusetts), per occuparsi dei suoi svariati e lucrosi affari (banche, proprietà immobiliari e terriere). La moglie Abby era salita al piano di sopra per rifare il letto
Verso le 10.30 Andrew era rientrato a casa, ed era andato in salotto, per schiacciare un pisolino. La domestica quella mattina non si sentiva bene, .e stava riposando, Fu svegliata dalle urla di Lizzie, che aveva trovato il padre morto sul divano. La domestica uscì per andare a cercare aiuto
Quando tornò insieme al medico di famiglia, trovarono il corpo di Abby Borden e del marito immersi in un lago di sangue. La donna era stata colpita 19 volte con un’ascia, e il marito 11 colpi della stessa arma.
Inizialmente la polizia non sospettò di Lizzie, dopotutto era un rispettabile membro della comunità, dedita ad attività benefiche e all’insegnamento nella locale Chiesa Congregazionista. La ragazza affermava di trovarsi nella stalla al momento degli omicidi.
Contro di lei non c’erano però prove concrete, solo la certezza che nessun altro aveva avuto l’opportunità e il movente per commettere gli omicidi. Il movente era quello classico: l’interesse economico. Il patrimonio di Andrew Borden, conosciuto in città per la sua grettezza ed avarizia, ammontava a circa 8 milioni di dollari, che Lizzie temeva finissero nelle grinfie della famiglia dell’odiata matrigna.
Il processo a Lizzie Borden, che durò 14 giorni, ebbe grande risonanza in tutti gli Stati Uniti
Alcuni testimoni raccontarono di aver visto Lizzie uscire dalla stalla al momento dell’omicidio del padre, e ancora di strani personaggi che giravano per la proprietà dei Borden: tutti tentativi di creare almeno i presupposti per “un ragionevole dubbio” sulla colpevolezza di Lizzie. Dubbi che portarono all’assoluzione della ragazza, dichiarata non colpevole degli efferati omicidi.
Nonostante molti suoi concittadini la reputassero colpevole, Lizzie e la sorella Emma rimasero a vivere insieme a Fall River, in una nuova casa, da ricche signore. Fino al 1904, quando Lizzie iniziò una relazione con un’attrice, Nance O’Neill. Emma, che probabilmente non approvava, ruppe i rapporti con la sorella.
Lizzie morì nel 1927, a 63 anni. L’omicidio dei Borden rimane un caso irrisolto
Kella Tribi.
Scorie giapponesi.
Nonostante le proteste il Giappone sversa in mare le sue scorie non ritenute -dal Giappone-pericolose.Chi si sgola per gli effetti clmatici dovrebbe rimanere basito davanti a tanta noncuranza che minaccia e inquina tutti i mari.Si vede ,e si capisce che l’uomo,l’uomo:come umanità è una specie vocata al suicidio che, spesso ,da tempo ,ha cercato di realizzare senza-per ora-riuscirvi-
Yevgeny Prigozhin
Fu,come fu ma Prigozhin è venuto giù a cannonnate,infatti fu abbastanza misteriosa la sua salita e discesa in guerra:quel suo salire scendere in opposizione o in armonia con il potere lasciava molti dubbi a cui è bastato qualche cannonata per sottolinearne l’inesistenza.
Fukushima.
“Muore anche il mare” così finiva una poesia di Lorca, poesia profetica,visto quello che in mare buttano le nazioni ma,quella di Fukushima è la più odiosa,con le sue scorie radioattive scaricate in mare.Si vede che ,l’uomo,inteso come umanità,non solo non riesce più a risolvere i suoi problemi,ma li crea,li crea,giorno per giorno sempre più complessi e minacciosamente,avvelenati.
Impiccatelo.
Vannacci,Vannacci:non se ne può più,proprio più,ed è una gara a chi ne svela i diritti e chi i doveri-le intenzioni- per dar prova di quel che si è, o quel che dovrebbe essere una società “tollerante”.Tollerante mica tanto,visto che ricorda quell’antica frase:”datemi sei (o due) righe scritte di pugno del più gran galantuomo e io ci troverò tanto da farlo impiccare”.E allora impiccatelo.
Il Generale Vannacci.
Bell’esempio di intolleranza l’aver dimesso il generale Vannacci:gira che ti gira il mondo rimane quello che è un vero campione di intolleranza storica.