L’Europa,il modo politico Italiano,il presidente della Repubblica Napolitano,la chiesa,Berlusconi stesso, l’ammazza tasse di antica memoria, si alleano,propongono,implorano,si accodano,esaltano,quel piccolo Attila di Mario Monti che piu’ disfa piu’ viene esaltato,amato,protetto proposto,santificato.Qualcosa non funziona in questo film,c’è qualche cosa che lascia perplessi,sgomenti,indignati,rassegnati.Qui è l’Italia,con il suo popolo che piange si suicida,si arrabatta,insomma non ce la fa piu’,la’, sull’altare un canuto piccolo Attila,distruttore del tutto viene incensato e insignito di ogni succoso premio,si bacia con devozione anche il suo frustino,si bacia voluttosamente il suo sperone da vecchio scaltrito pollo,si bacia e ribacia.A me i film melensi d’amore non sono mai piaciuti e ho sempre parteggiato per i pellerossa.
La strage di Newtown
La strage di Newtown ha riproposto(in Italia) il possesso delle armi da parte dei cittadini americani.Non è questione di possesso di un arma che provoca delle vittime, la questione riguarda i potenziali assassini che sono nella societa’,in tutte le societa’.Leggittimo quindi la detenzione di armi,lucrare su questa questione è solo ipocrisia.Ogni cittadino americano ha il diritto di detenere un’arma legalmente.Sindacare se il possedere di un arma fa un potenziale assassino è una questione fuorviante,anche perchè un assassino se le procura le armi, a Napoli o Palermo(per citare a caso), è vietato detenere armi illegalmente ed usano il tritolo, in Italia la detenzione di armi è molto limitata ma i crimini prosperano e prosperano in ogni nazione.La morte violenta di quei bambini di Newtown ci addolora,ma non si puo’ ledere un diritto cosi’ radicato, nato con la nazione americana.
Lettera a Federico Serena.
Forse una quindicina d’anni fa,o forse piu anni ancora’,Federico Serena,Direttore della rivista , Farnese Musei o rivista con un titolo similare,mi invito’ a scrivere una letterina in cui potessi esternare il mio punto di vista(critico) sullo stato del Museo di Palazzo Farnese.La scrissi pensando che sarebbe stata pubblicata su quella pubblicazione come opinione,anche perchè il Serena conosceva il mio giudizio (negativo) su quel Museo.Con mia grande meraviglia vidi la letterina pubblicata,in ultima pagina,e con in calce una rispostina non richiesta dello stesso signor Serena, che,bacchettandomi con un pistolotto e con il ditino alzato,invaso da saccente reprimenda senza possibilita’ di risposta mi apostrofava come uno scolaretto che avesse fatto o detto una marachella o si fosse sporcato il grembiulino,inutile dire che il suo era un peana al Museo.Mi piace riproporla questa letterina(è stata per caso ritrovata),anche perchè il mio giudizio negativo sul Farnese non è mutato.”Caro,Federico;tu sai come ogni volta che parliamo di Palazzo Farnese e discutiamo di quello che vi è esposto,il discorso cade immancabilmente,non tanto su quello che c’è,ma quanto dovrebbe esserci e quello che c’è è cosa miserevole per la rapina e l’espropriazione che nei secoli si è compiuta nel piacentino.Allora viene spontanea la domanda di cosa ci facciano i nostri reperti a Parma,i quadri a Napoli,tutto quanto insomma la gente di qua ha prodotto con l’ingegno(oggi aggiungerei il denaro)in questa bella natura piacentina.Caro,Federico (sic),cosa apettano a renderci quello che è nostro,cosa ne facciamo di questo bel scatolone di Palazzo Farnese?Ricco solo di fotografie dei quadri scomparsi?Tutto quello che nasce (serve ripeterlo) in un territorio è patrimonio della sua cultura,delle sue ragioni,è essenziale nel suo percorso.Piacenza è come una bella donna senza denti,il suo sorriso è altrove.Quali sono i motivi che ostacolano la ricostruzione di una sacrosanta identita’.Che assurdita’ si possono protestare per impedire ad una citta’ (Piacenza) di riavere le sue testimonianze,coloro che contano(politici e non),perchè non rifanno l’anima a Piacenza.Se guardi questa citta’ con gli occhi dell’intelligenza,Federico,la vedrai spogliata,svuotata di tutto quello che era ed è essenziale,la vedrai povera verso le nuove generazioni,che,non conoscono neppure le immense risorse che in questi luoghi si sono generate e sviluppate .Se uno cammina lungo il Po calpesta secoli senza accorgersene.Se uno attraversa certi campi trova sugli embrici le impronte delle mani e quelle di animali e la traccia di grandi uccelli che volano nel cielo di questa bella pianura.Federico,ci hanno rubato tutto,accontentiamoci di questo incompiuto scatolone che, come un bicchiere vuoto conserva solo le tracce del vino buono e sospiriamo,in silenzio,Federico,in silenzio,non diciamolo in giro,facciamo finta di niente come al solito evitiamo di fare la figura dei coglioni.”Qui finiva la letterina e invece cominciava il pistolotto del signor Federico Serena di cui abbiamo dimenticato il contenuto,se desidera lo ripeta.
Anno 546, la fame in Italia.
Nel 546 in tutta l’Italia si senti’ una fame cosi’ rabbiosa,e eccessiva,che in Milano (sendovi allora Vescovo San Dacio) e nella Liguria alquante madri furono vedute mangiarsi i propri figli:anzi l’istesso,cioè d’essersi mangiate anche in Piacenza carni humane allhora,scrive il Sigonio.Ma altri vogliono,che molti di Piacenza,e del Parmigiano,e del Reggiano se ne fuggissero ad Habitar nella Marca d’Ancona,sperando d’esservi sovvenuti delle cose al vivere bisognose,almeno per la via del mare:si come di Verona si legge,che la’ ogni sordido,e immondo cibo,e ogni animale,ancorche putrido e corrotto si mangiava:e d’alcuni luoghi eziandio,ne i quali certe donne per cacciarsi la fame,uccisero dè pellegrini.che in casa loro albergavano,e altri le carni dè corpi morti o’ di fame,o’ di peste (in uno stesso tempo avvenute) erano a guisa di saporite vivande,avidamente prese,e senza dimora,si puo’ dire,inghiottite.
L’assessore Melucci.
L’assere regionale Melucci non ha firmato l’intesa sulle vie Francigene di montagna,quella caldeggiata anche da Monsignor Ponzini per intenderci.Ne prendiamo atto nel convincimento che “quelle vie” sono uno snaturamento,una sovrastruttura artificiosa e puramente mercantile,al “Cammino di Sigerico”,alternativa dunque fantasiosa quelle delle vie di montagna che, sposta l’argomento Fede verso il solito profitto di qualche comune ,compresa quella che si vorrebbe cominciare a Monticelli d’Ongina saltando a piè pari la storia e la verita’.
Monti-Berlusconi
Berlusconi se desidera soddisfare l’Europa,molto probabilmente perdera’ gran parte dei suoi voti,se desidera soddisfare i propri elettori,perdera’ l’Europa,dilemma amletico Silvio,un bel gazzabuglio.Silvio se sei quello delle “riforme ” di Monti dillo,e amici come prima.
Senza Germania,senza Tedeschi.
C’è qualche tedesco che dichiara che il popolo italiano sapra’ scegliere con avvedutezza alle prossime elezioni senza Monti,nel senso “Europeo” come l’intendono loro l’Europa,i tedeschi.Noi italiani,come loro,i tedeschi,siamo certi ed auguriamo che la Germania sapra’ scgliere bene,con avvedutezza e maturita’ alle prossime loro elezioni,scegliere nel senso di un Europa,civile e solidale,democratica e rispettosa delle diverse culture,senza prevaricazioni,senza orgogli “Germanici” come hanno sempre fatto nella storia quei popoli,come sempre hanno operato questi buoni,comprensivi,altruisti tedeschi nella loro millenaria epopea di sangue e di delitti.Quel tedesco che si azzarda a dare consigli dovrebbe provare solo vergogna!
Un fantasma si aggira per l’Europa.
Tho! Monti se ne deve andare e ricompare lo spread,ma è ancora qui,non è ancora uscito,non se ne è ancora andato,e che diamine,aspettate un attimo,un solo giorno,una sola ora,almeno un pochino,aspettate almeno che esca,perbacco!Poi potrete terrorizzare tutti,ma poi,solo dopo,quando Monti se ne sara’ andato,solo dopo, credetemi, potrete finalmente terrorizzare,angosciare questi poveri italiani un po’ coglioni,con le vostre catene e risa di europee jene come fanno i veri fantasmi del nord Fafner Gunter Odino.
Ma Monti è l’unico Re Sole.
Silvio Berlusconi ha fatto benissimo a scaricare Monti,Monti ,il vero Re Sole che mostra e sente l’amaro ed il morso dell’onnipotenza perduta.Staccare con questo avvoltoio autoreferenziale che non ha saputo produrre il piu’ piccolo miglioramento all’economia e allo stato sociale della Repubblica è stato ed è un doveroso atto dovuto,verso chi infieriva sulla gente, le istituzioni e la Costituzione.Qui ,ogni sincero Democratico dovrebbe rallegrarsi per il ripristino della Democrazia nel suo paese,chi è contro non appartiene a nessuna Democrazia.Bersani,Casini,Napolitano disprezzando pubblicamente Silvio Berlusconi,fanno capire di che pasta son fatti e fanno sopratutto comprendere che non si poteva condividere un governo con coloro che insultavano il PDL e chi l’aveva votato,disprezzavano ,ma condividevano, insultando.Ora ci risulta davvero fantasiosa l’adesione del PDL a questo gruppo che lo colpevizzava definendolo partito immondo, servendosi tuttavia di questa immondizia per colpire gli Italiani, proclamandosi salvatore della Patria,difensore dell’onore internazionale,additando il mostruoso Berlusconi come unico colpevole dei passati disastri potrattisi fin dai tempi di Adamo,e,occorre aggiungere che partecipando il PDL a questo regime ammetteva le sue colpe.Comportamento strano quello del Popolo delle Liberta’,masochistico,controproducente,suicida.Silvio Berlusconi ha rotto le catene e ora fatevi sotto Italiani!Forse,forse il PDL non ne uscira’ vincitore ne indenne,ma qui, chi vincera’ dovra’ davvero, sudarsi sette camicie,se non ne occorrera’ un’ottava di camicia,mentre, Mario Monti,il vero Re Sole,il Delfino di Napolitano il Grande,il Magnifico,l’Onnipotente,dovra’ finalmente capire quanto sa di sale ottenere un vero consenso da chi ha insultato,come ha fatto lui,lui,Mario Monti,inespressiva marionetta contabile tedesca,al servizio della Germania.
Jacopo Confalonieri.
1324 Continuava Piacenza in mezzo a tante mutazioni e novita’,ad avere uomini insigni,che portavano la gloria del nome di lei presso le altre citta’ e di quest’anno leggiamo un Jacopo Confalonieri di Piacenza reggere Siena.Nel 1326,dalle cronache Bolognesi risulta che lo stesso Jacopo Confalonieri da Piacenza fu Podesta’ di Bologna,e che venne dopo sei mesi sostituito a lui Manuello da Fontana.