Giornalismo.

Written By: bruno - Dic• 28•13

Vi sono parole,parole scritte, che vaporizzano dal tasto,sotto la punta della penna,o sotto la  lettera della macchina da scrivere.Vi sono ragionamenti,ipotesi,conclusioni che muoiono subito,fuochetti d’artificio che brillano,baluginano, per un attimo, breve.Vi sono pagine,testi e ,ancora pagine che sbiancano,e, nel girarle,si fanno immediatamente  mute,silenziose.Tutti i giorni ,uomini e donne, scrivono sull’acqua , nell’aria,trascrivono parole di pupazzi che parlano di parole morte,inutili,puerili , occasionali, basso brusio  di fondo televisivo.E, quelle parole svaniscono,inascoltate,si spengono,non vanno da nessuna parte, da nessuna parte vengono,sono parole, parole,vuote.Parole  dall’indistinto suono,suono rauco,acuto,di gola,in falsetto,mentre chi le descrive si trova sempre la sua ultima lettera,solo la sua ultima parola, il resto scompare ,dietro infilate frasi,si annulla.Tuttavia,questa fatica si compie tutti i giorni,tutti i giorni si ricomincia da capo,e si scrive sui giornali parole senza storia,senza vita,senza passato o futuro,si ricomincia, per dare eco al brusio che assomiglia al ronzio, dei fili elettrici.

Antonio Polito.

Written By: bruno - Dic• 26•13

Un tempo si definifa, “il giornalone” ,questo,quando ci si riferiva al Corriere del Sera,oggi pare solo un giornalone zeppo di paginone pubblicitarie,qualcosa di grosso è dunque rimasto.Antonio  Polito ha una rubrica filogovernativa, in cui si immagina l’angioletto di Natale che ha sconfitto tutte le cassandre menagramo.Cominciando dalla legge elettorale,che,se Berlusconi avesse forzato al voto ci saremmo trovati con degli eletti illegittimi e per di piu’ minoritari.O bella Polito, perchè ora non è maggioranza-minoritaria il governo formato con una  legge  incostituzionale? Avremmo fatto una grama figura internazionale,se, Berlusconi avesse deciso per il voto.Polito,le pare che ora facciamo un ottima figura internazionale?Immagina poi la catastrofe e la miseria del ritorno alla lira e scrive che, le nostre merci non avrebbero varcato la frontiera,o Polito,le pare che le nostre merci varchino numerose la frontiera?Ci siamo svenduto tutto,rimangono quattro disperati con industrie da terzo mondo che resistono,non mi pare che vi sia un gran via vai oltreconfine.Tocca Polito, anche l’argomento ” Regiorgio” e, lo lecca e sparlecca per la determinazione della sua sedicente unita’ nazionale.Unita’ nazionale attaccata con lo sputo,pronta a sfaldarsi al primo colpo di brezza (basterebbe una semplice brezza),unita’,questa unita’ che nessuno vuole,e quando dico nessuno, mi riferisco agli italiani.I tedeschi che colano come oro, dalla bocca di questi benpensanti,perbenisti di maniera,i tedeschi ,dicono che è meglio un gran dolore che un dolore senza fine,mai frase fu piu’ veritiera per l’Italia di oggi.Napolitano e compagnia “bella” non vogliono le elezioni perchè sanno che, tutto il loro impianto crollebbe come un castello di carta-straccia,castello di coglionate,di pezze sul sedere,pezze messe e rimesse ,anche da questi servi di nuova generazione.Il popolo vuole lezioni,ma Antonio Polito si schiera per il  virtuale,ricco di pensierini e frasette dettate dal vecchio del Quirinale.Dovrebbero cancellare le elezioni democratiche per sempre,ma, il giorno in cui vi saranno elezioni,non occorrera’ essere cassandre o populisti per predire il fururo,sara’ il popolo,non il populismo a spazzare via tutto,perchè questi hanno rotto i coglioni,anche se poi, i soliti si metteranno alla guida autoreferenziale della nazione, senza coglioni ,come da manuale,tutto alla faccia di popolo e  democrazia,come fanno ora,come hanno fatto ieri.L’angioletto di Antonio Polito doveva essere intitolato: l’angioletto napolitano,tanto per essere in tema con presepi napoletani di Natale.E ,se  Polito, doveva scrivere un pezzetto sullo stato dell’Italia lo doveva scrivere ai piedi e all’ombra di qualche impiccato, forse  solo allora avrebbe provato un moto autentico,un brivido, privo di insulse smorfiette, per il suo tramortito pennino.

Favoletta di Natale.

Written By: bruno - Dic• 25•13

Ieri,vigilia di Natale,Giorgio Betti (uno che incontro una volta l’anno), mi parlava d’arte e di un pittore piacentino,non so perchè il discorso cadde da parte di Giorgio su, Camillo Langone.Quel nome non era nuovo,l’avevo gia’ sentito,lentamente ricordai che era il segnalatore,segnalatore critico di una Biennale veneziana di Sgarbi.Giorgio disse che aveva scritto un libro:”Pittori eccellenti”.Per curiosita’ ,solo curiosita’ sono andato a vedere questi pittori eccellenti ,secondo Langone.Gia’ la faccia del critico era una faccia che lascio defininire a chi ha voglia di andarlo a vedere.Nel cappello introduttivo di Langone le cose suonavano  e giravano perfette per citazioni,ragionamenti,riflessioni:”tutto doveva essere fatto,secondo l’autore con le mani,niente trucchi niente inganni,niente ritocchi fotografici,niente di concettuale.E’ stato a questo punto che sono andato a vedere, per curiosita’,ripeto, pura curiosita’,i pittori segnalati dal “critico”.Li, di mani non c’era nemmeno l’ombra,nemmeno quelle del pittore morto, erano tutti,ma tutti lavori fatti, con il culo.

Camillo Langone-Pittori eccellenti-andateli a vedere.

Giovani marmotte alla leva.

Written By: bruno - Dic• 24•13

La questione non riguarda i quarant’enni,trent’enni o vent’enni,il governo dei quarant’enni ci fa un baffo se ,a guidarlo è l’ultraottant’enne,quasi novant’enne Giorgio Napolitano.Che poi, quello che conta, è l’eta’ Merkel.Quella è l’eta’ che fa la differanza,giusta,il resto son ruoli di basso profilo,sciaquini,attendenti,burbe,come Letta e Renzi.Alfano ,disertore,senza esercito e generale , supplicante coscritto semplice in prova ma strapagato, in attesa di precaria  conferma.

Babbo Natale.

Written By: bruno - Dic• 23•13

No!Letta, nessuno aveva bisogno di un babbo natale.No,prorio no!Letta, meno che mai ci serviva un padre, per di piu’ buono,come lei.Ci riteniamo fortunati di non avere un padre,fratello,cugino,zio,nipote,come lei.Faccia il parente dei suoi,se ne è capace, che da come amministra lo stato,pensiamo che ella sia in gran difficolta’ anche come parente o babbo natale,dei suoi,dei suoi,Signor Letta.A noi serviva semplicemente un amministratore,capace ,soltanto capace ed eletto dal popolo,quel popolo che Lei abborre  Signor Letta.I babbi natale, i buon padri, sono personaggi  che il suo gabinetto dei ministri non conosce,anzi ,avversa e schifa.

Alleluja!

Written By: bruno - Dic• 22•13

Gesu’ bambino ,in questi giorni,lo si mette o, lo si omette per  maggioranza,fra, salumi,vini,carne, pesce,panettoni,dolci,amari liquorosi,diamanti perservativi,mutande rosse,reggipetti senza gancio,pillole del giorno prima e del giorno  dopo,auto moto,barche,giocattoli,pistole,fucili cacciabombardieri,atomiche,missili a corto e lungo raggio.Torroni,torte,riso,pasta,olio,sigarette sigari,marjuana,coca, pipe,viagra,cialis,crocere,viaggi al sole,neve di montagna.Caviale,scopate natalizie,insulti,omicidi,suicidi,baci omosessuali,palpeggiamenti eterosessuali,gioco d’azzardo,tradimenti festivi e post-festivi,bagordi,stati di coma , con morti per effetto del tripudio e della violenza,violenza per disperazione,follia,solitudine.Politici che galleggiano sulla crisi,popolo che annega sotto la linea di galleggiamento,magistrati,Presidenti,babbi Natale, dottori avvocati,impiegati esodati,architetti,geometri,artisti,disoccupati occupati,barboni,puttane,ipocriti,becchini,ladri,truffatori.Pensionati strapagati,pensionati morti di fame,malati, moribondi,cittadini e cittadine,bambini e bambine,neonati,lattanti,marinai e comandanti,generali e sciaquini,ballerini e suonatori cantanti,bidelli e guardiaparco,parroci e fedeli,Re e dittatori,maghi e stregoni,servi di Satana.Gesu’ bambino lo si mette,o, lo si omette in cima o, sotto tutto questo,per  piacere al Natale,l’uomo celebra sè stesso. Natale: mutande rosse che foderano le chiappe allegre di tutti i gaudenti,alleluja.Nonostante tutto questo, vi è chi prega con Fede ed Amore,nonostante il frastuono, la Grazia tocca ancora il cuore agli uomini e alle donne di buona volonta’,tutto nel piu’ grande anonimato,tutto,nel silenzio della piu’ devota umilta’,per Nostro Signore Gesu’ Cristo.

Un primato popolare.

Written By: bruno - Dic• 21•13

A Piacenza è morto Pezza,figura di emarginato conosciuto in citta’,in fondo pero’ personaggio minore fra i piacentini “famosi”.Occorre ricordare che nessuno ha ancora  superato in fama  Ciotti,Tino Maestroni,ma sopratutto la Cicci.La Cicci e Ciotti sono stati i veri portaemblema della notorieta’ ,a seguire ,Tino Maestroni,e, a qualche distanza,” al Tognu” morto nell’oblio.Ciotti e la Cicci, quest’ultima la meno pubblicamente celebrata essendo prostituta,un podio indimenticato dunque ,di primo piano per questi non emarginati ,ma  protagonisti,protagonisti piu’ famosi in citta’ dei piu’ famosi  e pubblicamente celebrati stilisti,artisti ,cantanti,santi,scienziati,magistrati,storici,sindaci,avvocati.Quando la classe non è acqua.

La stabilita’ secondo il Parlamento.

Written By: bruno - Dic• 21•13

Purtroppo non siamo cosi’ dotti nella politica e, non ricordiamo i vari nomi dei deputati che oggi hanno parlato, pro o contro sulla legge di stabilita’.Ma ,ci è rimasto impresso l’ultimo “oratore” del PD, un ragazzetto azzimato con barba millimetrata per affilare meglio le deboli mascelle,tornite come quelle di un pesce rosso di laghetto.A noi piace Cicerone,e,quello, di Cicerone non  aveva niente,nemmeno i silenzi,che poi sarebbero stati graditi.Il cosino si è sperticato come sor cipolla domandandosi dove erano finiti i Moro,i Berlinguer,’cercava,cercava  invano le loro ombre,ombre fuggite, dopo che, uno come lui si è messo a sillabare.E di crisi ha parlato,  ha indicato le indigenti famiglie dei parlamentari che, poverini, soffrivano anche loro la crisi come la soffrivano tutti,e i tutti siamo noi .Ha osannato Napolitano,che poi è il capo del suo governo,dimostrando in questa occasione la sua bassa propensione all’adulazione di un qualsiasi capo.Ha detto che questa è la crisi,questo è il governo,questi sono i grandi vantaggi della cura Letta,e che, loro,i PD,guardano all’Europa come ad un sole nascente.Colpisce sempre, quando uno di questi autoreferenti, si mette la mano come fanno le spie  e, parla con il suo sodale.Si è visto Letta (mentre starnazzava l’oratore) fare questo gesto che oscura le labbra, verso Alfano.Angelino,che, con occhi truci ,fulminava gli astanti e scrutava ,cercava qualcuno, da tradire.Il “cosino” dell’ultimo intervento, intanto cinguettava,garriva, con una vocina da chierichetto , giovane pollastrello nel gaio pollaio.Quando fu pronunciato l’ultimo suo motto, come uno starnuto, tutto il popolo dei PD si è messo a baciare ed applaudire quella pietosa reliquia di remigino che si era appena  esibita nell’aula,nell’aula di Moro e Berlinguer.Si’, hanno applaudito e baciato quel laico curato parlamentare , hanno davvero applaudito,applaudito,e ancora applaudito,che poi,quegli applausi, erano la metafora dei ceffoni che si sarebbe meritato.Solo una dittatura puo’ sorreggere queste nullita’,solo e soltanto una,questa dittatura, puo’ proclamarsi eletta dal popolo, senza arrossire!

p.s. l’oratore è Pazienza.

Il dopoguerra di Squinzi.

Written By: bruno - Dic• 20•13

Giorgio Squinzi dichiara che l’Italia,oggi si trova, come fosse uscita dagli effetti di una devastante guerra.Gentilissimo  bergamasco,forse dalle sue parti sono cessati i bombardamenti,ma qui, sepolti sotto cumuli di macerie,sono morti e feriti e lamenti di vedove il lutto che piangono,chi il figlio,chi il marito,chi il nipote o lo zio,ed anche il nonno.Bimbi affamati scrutano il plumbeo cielo, la battaglia infuria ,il pallido sole è oscurato da aerei e sibilanti bombe nemiche,qualcuno avvisi gli aggressori che lei ha dichiarato la fine del conflitto,grazie.

Luciano e la Rosy.

Written By: bruno - Dic• 19•13

Luciano la Rosy, l’aveva stampata sulla retina,nel sangue e nell’anima.Poteva fare il suo ritratto oramai anche ad occhi chiusi,lo poteva anche dormendo o ,con la sola fantasia,e,la sua fantasia era la Rosy.Cosi’ si chiamava una modella del Gazzola,che abitava in via Cavalletto numero 8,vicino Piazza Cavalli.La Rosy,siciliana d’origine ,piccola Giunone sicula viveva a Piacenza e faceva la modella,il suo lavoro, in tempi migliori era vendere appartamenti e case,ma, con la crisi si era messa a fare la modella nuda.Bruna, rotonda,gli occhi scintillanti e neri come ognuno  immagina una donna del meridione,posava queta e cotta come da un sole antico,sole che l’aveva  dorata,dorata , come  frutto  fertile sulla fronte di una qualche divinita’ dell’isola a tre punte,l’isola che chiamano e si chiama Sicilia. Luciano non disegnava mai  l’armonioso nudo corpo,Luciano,per fissazione faceva il volto,il solo volto e ancora il volto,solo il volto.L’ombreggiava,lo torniva,lo rendeva tenebroso , dolce ,con qualche raffinatezza che lui si ostinava a parogonare a Leonardo,Leonardo, quello da Vinci.Ed erano pero’ poetici quei volti,piccole   belle brevi poesie,poesie ripetute e ridette,ariette cantate sottovoce, fra sè e sè, che lui,Luciano, mostrava con occhi ridenti e felici,felici , ed,improvvisamente pieni di aggraziata speranza infantile,aspettando una parola,un gesto di approvazione.Non li faceva in classe quei disegni ( questo era il suo segreto),ma a casa,in classe li mostrava ,appesi al cavalletto, per poterli godere ed esporre agli sguardi di altri studenti.Lavorio   d’ape al suo fiore,il fiore di Luciano, segno sopra  segno, ombra con   ombra, per la bella Rosy,Rosy, che da perfetta siciliana doveva portare il diminutivo di Rosalia.Si favoleggiava che la casa di Luciano fosse ricca solo di quei volti,volti,e ancora volti appesi e raccolti anche in libro,volti,volti,solo volti.Quel volto, per Luciano,  era centro e confine estremo della sua anima e dei suoi sogni ,fantasie ad occhi  aperti sul mondo, per la bella siciliana,la bella Rosalia di via Cavalletto numero 8.