Incomprensibile reazione verso gli ostaggi che Hamas-quelli rimasti-tiene nonostante la guerra e i morti e le suppliche da tutto il mondo per una pace.Ostaggi,prigionieri,presi ad una festa,ripeto ad una festa,Il mondo,la gente Hamas,dovrebbe immediatamente,ripeto immediatamente liberare quello che ha sequestrato,così il mondo,la gente,ma sopratutto la guerra-forse- finirebbe a Gaza.
Ghiri gori.
Si dice,pare ,che Trump,Trump si sia messo a disegnare donne nude:lui nega,anche se pare vi siano altri disegni di Trump che qualcuno definisce belli.Non ho capito:o forse ho capito bene dove sia il senso della critica polemica,attribuire-contro il suo parere- un disegno di nudo firmato Trump:che lui:lui fra l’altro disconosce come suo,dove resta un nudo,un nudo di donna a sua condanna imperitura:questi mussulmani non vogliono figure:meno che mai di donne nude,solo ghiri gori.
Constatazione.
Le perle nere di Kella.
Meena Kumari, 66 anni, fu uccisa a bastonate la mattina del 28 novembre 2023 a Salsomaggiore Terme in provincia di Parma.
La vittima, originaria dell’India, fu aggredita dal marito connazionale Onkar Lal, 67 anni, all’interno dell’abitazione familiare situata in via Trento. I due coniugi condividevano l’appartamento al primo piano, mentre a quello superiore risiedevano il figlio e la nuora che, spesso per motivi di lavoro, affidavano i loro figli ai nonni. Nel tentativo di sottrarsi alle percosse, Meena avrebbe provato a fuggire di casa, ma il sessantasettenne l’avrebbe rincorsa per poi continuare a colpirla.
Alcuni passanti in strada avevano sentito le grida di aiuto della vittima, tra cui una carabiniera libera dal servizio. La militare avrebbe notato il signor Onkar mentre colpiva la moglie al volto. Quest’ultima giaceva esanime sul pavimento, gravemente ferita. L’uomo, dinanzi alla militare, non oppose resistenza e fu bloccato.
Sul posto giunsero successivamente il personale sanitario del Pronto Soccorso di Parma e i colleghi della carabiniera. Nonostante i tentativi di rianimazione, purtroppo la sessantaseienne non riuscì a sopravvivere. Il marito fu sottoposto ad arresto e condotto alla locale caserma dei Carabinieri, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
Secondo le prime ricostruzioni, la vittima sarebbe stata colpita più volte dal marito con una mazza da Cricket in varie parti del corpo, tra cui la testa. La donna in passato avrebbe confidato ad alcuni conoscenti di essere vittima di violenze. Dopo un intervento nel giugno del 2021, i Carabinieri avevano denunciato il marito per maltrattamenti in famiglia. Però la vittima, ascoltata dai militari, aveva sempre negato di essere stata picchiata o minacciata dal coniuge.
In data 27 gennaio 2025 la condanna all’ergastolo per Onkar Lal
Kella Tribi
Giove.
la divinità come fusse in Giove .E prosegue:” come possete vedere per manifeste storie che Paulo Tarsense fu nomato
Mercurio,e Barnaba Galileo fu nomato Giove, non. perché fossero creduti essere quei medesimi Dei,ma perché stimavano che quella virtù divina che si trovò in Mercurio e Giove in altri tempi,all’ora presente si trovassero in questi per l ‘eloquenza e persuasione ch’era nell’uno,per,gli utili effetti che producevano”.Insomma,capisco che è un polpettone ma rimuginarci sopra non fa mai male.
Ed ora sfogatevi.
le perle nere di Kella.
La sentenza di primo grado è arrivata a quasi due anni di distanza dal femminicidio avvenuto a Roma, nel quartiere Tuscolano.
I fatti. Avvocata esperta di diritto di famiglia, associata in uno studio legale ai Parioli, a Roma, a 34 anni, Martina Scialdone aveva incontrato lui, Costantino Bonaiuti, 60 anni, esperto in meteorologia e sistemi di controllo del traffico aereo. Divorziato, con la passione del tiro a segno con la pistola, in cui era campione regionale, nonostante il divorzio era ancora convivente con l’ex moglie.
La famiglia di Martina non approvava questa relazione e dopo due anni di tensione e angosce, anche Martina si era decisa a chiudere. Era proprio quello che intendeva fare, verosimilmente, il 13 gennaio 2023 a cena, in un ristorante su viale Amelia. Lo scontro, come prevedeva, era stato immediato. E mentre le voci salivano, i presenti non potevano fare a meno di allarmarsi. Martina si era rifugiata nel bagno più di una volta. Lui, furioso, aveva cominciato a battere i pugni sulla porta. Immediata la chiamata al 112.
Martina nel frattempo aveva avvisato il fratello, Lorenzo ed era uscita dal bagno. Bonaiuti spintonando Martin verso l’auto, aveva continuato a inveire contro di lei.
Nel frattempo Lorenzo era arrivato, ma mentre provava a respingere Bonaiuti lui aveva estratto la pistola e sparato a bruciapelo. Martina era caduta, lui si era dato alla fuga. A Lorenzo non era rimasto che tenerle la mano mentre si avvicinava il suono delle sirene. Poco più lontano, Bonaiuti veniva arrestato a Colle Salario, nella casa che divideva con l’ex moglie. Il più banale dei rifugi per un uomo che non aveva saputo fare di meglio che affidare le sue emozioni al grilletto di una semiautomatica.
Kella Tribi.