Nel mondo globale l’Italia sarà prima,spergiura Renzi.Per la verità l’Italia si è fatta più piccola, con il suo capo villaggio Renzi , ed una televisione che si è perforata lo stomaco per l’usura di guardarsi l’ombelico.Checco Zalone trionfa alla faccia del “posto fisso”,da ladri di biciclette a Zalone, non c’è che dire,l’Italia, l’Italia è prima nel mondo globale,sì,la prima, in stronzate.
Brescello.
Brescello era a quel tempo una spina nel fianco dei Farnese e l’allora abate Giulio Maria Alberoni,riuscì a farla “rasare” in questo modo:”e più celermente seppe l’Abate farne esecuzione,sino a portarsi per due o tre volte travestito d’altr’abito sulla faccia del luogo,dove non solo ne sollecitò la distruzione,ma fece persino gettare le macerie nel Po,immergendo con esse in quel fiume ancora il pensiero,che nascer potesse quel Duca (di Modena) di servirsene per riedificarla”.Il nostro Abate non c’è che dire, aveva dei modi spicci, sopratutto,drastici.Chissà se quelle rovine giacciono ancora sotto le rive del fiume.
Chi è senza peccato.
Qualcuno, non ricordo dove ha preso un Gesù Bambino dal presepio e l’ha impiccato, qualcun altro grida allo scandalo,c’è sempre un “qualcuno” che pubblicamente si scandalizza e si straccia le vesti dimenticando che Gesù fu crocefisso e viene crocefisso ogni giorno,insultato e sputacchiato ogni giorno,notte compresa.Questo a significare che non serve e scandalizza un gesto,ma il pensiero di molti, dentro e fuori o contro la chiesa.Anzi, volendo approfondire ,un Gesù Bambino impiccato ha qualche cosa di moderno nel conformismo d’oggi e dovrebbe trovare un eco d’arte,da parte di padre Andrea Dell’Asta.
Allegria!
Per la verità occorre dire una cosa,rispondere, in qualche modo a tutti questi scoppi di petardi sorrisi grida e razzi luminosi nel cielo nero di mezzanotte,qualche cosa occorre dire,puntualizzare.Qui non c’è nessun anno nuovo,nessuno, proprio niente da festeggiare,con buona pace di preti politici e operatori “culturali”.Ci stiamo trascinando tutti questi giorni come sonanti catene,sonanti catene di spettri vaganti, dentro qualche diroccato lugubre maniero, avvolti da rovine rovine e tenebre ,oppressi da una lunga lunga notte senza luna.Non c’è che dire,ogni cosa ha il suo profilo migliore,direi,fotogenico appropriato che le da un tocco di verità.
2016.
Ringraziamo tutta la stampa che ci ha riempito di amici degli amici,tutta la stampa che ci ha riempito di simpatizzanti sodali e collaboratori.Ringraziamo le televisioni che hanno fatto la stessa cosa,ringraziamo tutto questo “mondo” che si ripropone con le stesse cose ,spacciandole per nuove,ringraziamo tutti proprio tutti, tutti sinceramente e, di cuore.Ora però, vorremmo qualche cosa di vero,di autentico e di condivisibile,grazie.
Buon Anno .
Eccoci,ecco,il mondo ha fatto la sua annosa piroetta,che poi ,il mondo,piroetta solo,non sa fare altro né altro gli è dato fare,accontentiamoci.Davanti a questa piroetta molti si inchinano e,temendo il futuro fanno scongiuri in anticipo,non così il moribondo o il morto all’ultimo giro del loro mondo.I vivi saltano con un inchino sulla terra che fa la piroetta, ed è usanza di tutti per l’occasione , fare gli auguri di buon anno .A noi vengono alla mente due cose ,due cose sole: Leopardi ,che accusava la natura di promettere quello che poi non manteneva mai e poi mai e Lucio Anneo Seneca con :ogni anno che passa è un anno in meno della vostra vita non un anno in più.Fatta chiarezza sulle premesse leopardiane e sopra gli anni che passano di Seneca,ora andatevi a leggere il giornale con l’oroscopo che più vi piace o v’illude,che poi illudersi non è un gran male,l’importante è non stancarsi.
Avviso.
Si prega tutti i mussulmani integralisti o intransigenti di non suicidarsi in pubblico,se proprio desiderano farlo,lo facciano , in stanze private e nella più completa solitudine, lontano da ogni festeggiamento in corso in bar teatri piazze o altro,grazie.
Ferdinando, sarà per un’altra volta.
Ferdinando, tutte le volte che mi vedi mi domandi:dipingi?Questa tua domanda Ferdinando, mi spiazza,come affermare se fa caldo l’estate o freddo d’inverno.Ferdinando , temo che per amore di qualche tuo “moribondo” amico mi domandi che cosa faccio,sopratutto se,ancora “faccio”,forse,questo tuo malizioso amico “immagina”, magari di schiccherare “in grande” e, si sente meno morto quando appare in una strombazzante fresca stampata colonnetta di casa nostra o, occhieggia da una vetrina illuminata a giorno.Ma Ferdinando,Ferdinando dalle nostre parti,in riva al Po ,chi appare tutti santi giorni dalle colonnette stampate della nostra quotidiana gloriosa gazzetta son morti tutti,Ferdinando solo morti ,fattene una ragione,mi spiace, non sono morto,per ora, ed è per questo che tu non sei al corrente di quel che faccio,dillo al tuo amico ,sii sincero e franco, una volte per tutte prendi il toro per e corna, digli:No!Vive,ancora vive e dipinge ma, se fa la faccina triste triste, aggiungi:sarà per un’altra volta.
Due, sei e dieci.
Debby è una parson rassel di quarta generazione nata sul Brenta il 10-11-2009 bianco tan. cagnolina di gran razza classificatesi 1° all’expo internazionale del 22 Gennaio 2011 a Milano dal giudice Zhuk. Apparteneva a un omosessuale che dopo sei anni, per congiungersi con un amico di Bologna se ne era liberato,non avendo, il suo amico posto per la cagnetta. Debby passò allora, di mano in mano con tanti cortesi rifiuti.Fu così che un uomo a 71 anni incrociò la sua vita con la Debby,Debby, sei anni compiuti,l’uomo appena la vide fece due conti e molti scongiuri,lui a 71 anni non sarebbe sopravvissuto a quella nuova venuta,quel cane poteva vivere ancora una decina d’anni e per lui, la statistica era severa,molto probabilmente non sarebbe sopravvissuto al cane.Fu così che cominciò a guardarla con occhi sospettosi,quasi a volersene distaccare prima del tempo,come se quel cane,la Debby ,fosse per lui solo un testimone scomodo .Cominciò allora ad arrovellarsi ,l’uomo aveva anche una sorella più vecchia di lui di due anni e, di sette fratelli, erano rimasti solo due,lui e lei,sua sorella,gli altri erano tutti morti,quale dei due sarebbe sopravvissuto? Cominciò a guardare anche a sua moglie,sua moglie aveva cinque anni meno di lui,sarebbe sopravvisuto,anche alla moglie?Al cane?Alla sorella?La cosa si fece nel tempo sempre più complicata e lugubre,immaginari addii con il cane la moglie e la sorella.Contava e ricontava:cinque,sei,due,dieci,tutte quelle differenze di numero lo turbavano come un Giudizio Universale.Nervoso si metteva a guardare fuori dalla finestra lontano,come se,da lontano ,proprio dalla finestra apparisse un qualche futuro,una risposta la soluzione al suo problema.Distrattamente e per puro caso vide la Debby,la parson rassel di quarta generazione che lo fissava,lo fissava proprio,lo fissava attenta e a lungo,fissava il suo volto, come avesse avuto a che fare, con il volto di un cadavere.
Ovvietà.
Non so quando ho visto una di quelle trasmissioni botta e risposta, dove una voce fuori campo poneva domande alla Meloni e a Luxuria,alla prima chiedeva (Meloni), l’ età dei primi rapporti sessuali, la Meloni rispondeva con un no comment ,Luxuria a sedici anni con una persona anziana,la seconda domanda era:usavate il preservativo?La Meloni rispondeva:la pillola,Luxuria :non ne ho bisogno,non correvo il rischio di rimanere in cinta.