Ci sono trasmissioni e personaggi che, pur dicendo la verità si fanno e parlano come capi popolo e,quando tutto questo avviene sembra di vivere in un improbabile Risorgimento dove, questo Risorgimento,invece di unire cerca di dividere, minacciando ladri e potenti di essere appesi (più o meno giustamente) ad una forca.Essendo io uno che,non mi servirei di un cappio ,nemmeno per appendere una giacca,la cosa mi fa amaramente sorridere,sorridere con amarezza pensando che, questo Risorgimento,tolti di mezzo gli odiati aguzzini, sarà gioco forza farlo al contrario, se mai si farà.
Rachmaninov.
Non ascoltate Rachmaninov,potrebbe assalirvi senza alcuna tristezza nostalgia d’amore,nostalgia di un lontano passato.Amore amori , solitarie figure,svuotati feticci di desiderio ,amore amori che furono,che furono ,sotto un remoto cielo di stelle,che furono, acqua liquida scorrente fra inumidite rive, lambendo asciutti perfetti piedi di lei lei, che nuda si mostrava e vi guardava non vista, gemma distesa sulla riva , lei che, moriva d’amore,moriva nel velluto verde opaco del suo sguardo.Lei lei, e quella nera,nera mosca , fra due cosce nude e bianche ,splendenti immacolati riflessi accesi dalla luna.No,non ascoltate Rachmaninov, potrebbe assalivi senza alcuna tristezza nostalgia d’amore,potrebbe assalirvi senza dolore e nello stesso tempo straziarvi,straziarsi dilaniarsi il sanguinante ritrovato battito del vostro cuore, esangue cuore che ,sordo risuona come morta bacca, cui dentro sibili un flebile richiamo ,di solo vento.
Dare a Cesare.
Sala,oggi candidato sindaco di Milano non ci ha detto ancora le cifre definitive del bilancio che,qualcuno,qualcuno qui a Piacenza evoca lo spirito EXPO.EXPO che ha prodotto per Piacenza, una “zolla” di tela con un buco centrale, un video costatoci ben trentamila euro 8 minuti scarsi,fatto per Piazza Cavalli ma dirottato immediatamente ,per dargli un senso all’EXPO.Video messo in un cassetto o come pagina della Fondazione,video di cui non abbiamo sentito più nulla,nulla.Per tacere del deserto o bricolage che turbinava o stazionava nel “Padiglione Piacenza” , questo sia detto senza esagerare e per amore del vero,il vero ” spirito EXPO” che,fra l’altro non ha nutrito nessuno dei morti di fame sparsi per la terra.Ora tentiamo di dare la scalata al Guercino,come si è data la scalata al campanile del Duomo,vuoi vedere che sono proposte lanciate da un gruppo agguerrito di scalatori?Vogliono andare a vedere nelle più segrete pieghe degli affreschi del Duomo, dipinte appunto dal Guercino,pieghe di un arte morta sepolta e cremata.Si vede che l’idea del “ponteggio” li affascina,li avvince e li fa sognare più di ogni cosa che si possa rendere visibile a quell’altezza, specie di giostra insomma,un calcinculo come l’albero della vita EXPO.Renzi dai suoi recenti “trionfi” africani non dovrebbe essere insensibile a queste liane di metallo che resero famoso anche Tarzan.Non mi ricordo più chi,all’epoca dell’impalcatura intorno al campanile del nostro Duomo lanciò l’ideona di scrivere un libro su quelle impalcature,per fortuna non si fece, salvando così qualche albero e la nostra pazienza. In tutto il programma futuro per attirare attenzione sulla nostra città si cita,come “modernità” assoluta in ultimo,ma non ultima,la mostra che Mosconi fece,mi pare al Gotico, mostra che fu un flop degno di nota per non dire flop megalattico.Vogliamo finalmente dirlo?Scriverlo?Dare a Cesare quel che è di Cesare?Qui sulla punta delle labbra mi viene ora questa proposta:ci metto cento euro,dico ben cento, è possibile, ritrovando lo spirito EXPO fare un impalcatura intorno al Pordenone da ben seicentomila euro?Visto quello spirito ma sopratutto il grande successo dell’EXPO?Forza piacentini metterci il resto,grazie.
Sentenza.
Quel mattino al primo albeggiare svegliandosi pensò:Non c’è peggio di una donna troia che si faccia improvvisamente fedele .Non capiva perché quel pensiero gli fosse venuto allo spuntar del sole,ma fu così.Quando nella sua passeggiata vicino un banco di cappelli usati ascoltò due donne e la commessa mentre si lamentavano della vita,la loro vita,vita che non era più quella di una volta.Voci che s’incrociavano femminili con brevi accenti,quasi merletto vano intrecciato nell’aria che, tuttavia si abbelliva nella sua futile inutile leggerezza.”Siete vecchie” ,l’interruppe la sua voce,voce che uscendo dal suo corpo lo sorprese come cosa importuna e inusuale non richiesta, nemmeno da lui,lui che la pronunciava.Perchè fosse intervenuto a rompere quell’incanto non lo capiva e non l’avrebbe capito nemmeno dopo,eppure,eppure intervenne nell’improvviso silenzio, anzi , l’importuno, venne immediatamente squadrato con meraviglia e dispetto,mentre una di loro,la più timida ,si allontanava per paura.Fu breve il silenzio ,silenzio che parve a tutti eterno, una di quelle continuò: no no,la vita è cambiata c’è molta tristezza tristezza…fu allora che lui sparò una di quelle cazzate che si dicono solo qualche volta nella vita ,affermando in modo risoluto e perentorio:”Lo dice anche Leopardi,non lo sapete? (avrebbe voluto mordersi lingua, sprofondando nella sua infinita stupidità)Lo dice anche Leopardi,continuò :”la vita promette quello che non da”.Lo disse ,lo disse senza guardare in faccia alle ammutolite ,a cui subito e dopo breve esitazione aggiunse, cambiando improvvisamente discorso e avviandosi come per fuggire:nessuno di questi cappelli è della mia misura.Dietro lui si fece improvviso silenzio mentre, quel cretino che parlava al suo posto continuò:vedrete vedrete care signore,vedrete vedrete, non solo la vita promette quello che non da ,altroché Leopardi ,da ultimo,da ultimo, vi toglierà anche la vita stessa.Ora si sentiva…. meglio,o quasi,la vita in fondo finisce per tutti,tutti compresi,nessuno escluso,questo gli apparve chiarissimo, era o no saggio?Ma subito ,preso da improvviso rimorso verso sé stesso provò rabbia,rabbia, non solo per quel fare importuno o per la stupida “sentenza” che aveva speso come un oracolo , calato nel silenzio,sentenza che,come avrete capito benissimo rubata da qualche libro,ciò che l’avviliva di più era che ,che quelle,quelle erano solamente,unicamente tre tristi miserabili befane,e che cazzo potevano spettarsi dalla vita, tre sfiorite befane,bastava dirglielo,così come l’ho scritto ora.
San Carlo.
La Provvidenza è davvero strana,nel momento,in questo momento di lacerazione ed attacco al cattolicesimo tutto,momento per cui avremmo bisogno di un San Carlo Borromeo per il riaffermarsi della Fede , la Provvidenza cosa ci manda?Ci manda Scola ,Arcivescovo di Milano con le sue feste comandate mussulmane, dite quel che volete ma ,la Provvidenza è davvero strana,anzi, a volte incomprensibile.
Amalia, sorella di Felice.
Amalia, sorella di Felice,magra piccola brutta zitella e pettegola ,con piccoli aguzzi occhi dietro spesse lenti azzurrognole,due gambette di legno secche gli spuntavano di sotto la gonna senza nessuna fattura particolare, indossava un cappello,un cappellino piccolo,a punta,ora azzurro ora verde,a punta tonda, poggiato sopra unti capelli ancora incredibilmente neri, gracidò :c’era una volta un ubriaco fradicio ,un ubriaco,che dormiva sopito ,dormiva appoggiato al suo braccio curvo su cui premeva la sua guancia rossa di vino e di sudore.Dormiva, come dormono gli ubriachi che sembrano morti , davanti vegliava immobile,stanco e abbandonato un rosso piccolo bicchiere ancora pieno,vegliava quel bicchiere ,vegliava come lanterna a quella testa dai capelli sparsi sulla fronte e sopra gli occhi chiusi che ,come lucidi scintillanti nastri , un neon alla parete mostrava incredibilmente blu.Entra la moglie,sua moglie,di cui non ricordo il nome ed esclama:ancora ubriaco!Ubriaco,ma cosa hai in quella testa pazzo ,pazzo e avvinazzato,dimmi se hai il coraggio ,dimmelo che cosa che ti rode e ti divora , ti mangia ,il bacato cervello.L’ubriaco , senza scomporsi, aprendo appena le palpebre, rispose sibilando:se tu, tu,tu avessi qualche cosa nel cervello,quel qualcosa sarebbe morto di fame.Dicendo questo Amalia fece un ghigno,Amalia sorella di Felice volò via ,come corvo sbatte le ali.
Il tema del Po.
“IL tema del Po nella poesia di Valente Faustini”,da uno studio di Guido Tammi ,Firenze ed.Olschki folklore padano ,leggiamo che:interessante anche l’accento,contenuto nella poesia “In sala riva dadla” a una leggenda popolare secondo la quale,una volta all’anno,a notte fonda,gli annegati nel Po escono tutti insieme dalle acque,si assidono sulla sponda Lombarda,di fronte Piacenza,e si raccontano la propria tragedia.La rievocazione della lugubre fantasmagoria dei morti ha toni di troppo acceso romanticismo,ma rimangono degni di nota alcuni versi celebrativi delle acque del fiume”.Tralasciamo dal trascrivere i bei versi di Faustini mancando il computer di tutti quegli accenti che il dialetto comporta,comunque troviamo interessante la “favola” e contrariamente al giudizio del Tammi degna di approfondimento.
Calendasco.
Riempie di piacere e di contento vedere che, Calendasco si è convertita alla via Francigena,ad essere maliziosi si potrebbe pensare che l’amministrazione voglia fare cassa con il castello,fare cassa per la sua ristrutturazione,di cui noi, in ogni caso e non per malizia, siamo ammiratori incondizionati ed entusiasti.Ci permettiamo tuttavia di fare osservare che, il castello,il castello in quanto tale nulla ha a che fare con la Via Francigena e,la sua importanza è data perché vi è nato San Corrado Confalonieri,i castelli non erano necessari o pertinenti alle vie dei pellegrini.Bene,benissimo anche per quel che concerne il porto di Sigerico ma, non si capisce cosa c’entri la festa della Liberazione del 25 Aprile.Non vorremmo fosse o diventasse il solito polpettone astorico ,ma definitivamente politico, tanto per fare cassa con la scusa di una qualche sagra, alla faccia della storia,alla faccia di San Corrado ma sopratutto,alla faccia della via Francigena.
Milano.
Guardando i candidati sindaci di Milano si prova la sensazione che Milano dovrà fare da sola,le proposte sono:farò case per il popolo,ho fatto bene l’expo,sono in corsa per Pisapia,prenderò i voti degli indecisi.Francamente ci sembra di essere davanti a degli impiegati del catasto o a qualche postale da sportello ,senza per questo nulla togliere agli impiegati o ai postali,fossero anche allo sportello.Amministratori privi di qualità ,senza infamia e senza lode avanzano e incombono ,nel grigio Lombardo di nebbia e di smog.
Renzi-Merkel.
Renzi,in questo difficile momento ha dichiarato,a seguito della sua visita in Germania che:ci sono più punti che uniscono di quelli che dividono,un commentatore televisivo l’ha qualificato come commento diplomatico,direi invece che, con tutti quei sospetti punti di contatto ci si deve preoccupare.Si apprende però che l’incontro Renzi-Merkel è stato :”un buco nell’acqua,uno zero a zero insomma”,in fondo quando ci si incontra con la Merkel contano solo i soldi, i debiti e i crediti ma, visto che di soldi non ce ne sono mentre ci sono tanti debiti,i crediti verrano,verranno ad Europa, morta.