La Gabanelli chiude con Report,molta gente farà festa,un poco,ma con le dovute differenze, come quella gente che,su altra sponda festeggia la morte di Castro con vino e caviale in questi giorni.C’è in atto un giramento,una fine ed un inizio,un giramento che per molti sarà greve per altri solo pieno di promesse,forse solo promesse.Comunque occorre prendere atto che le cose cambiano,cambiano anche in modo naturale,sopratutto naturale,non occorre forzare la mano,tutto passa,tutto,naturalmente anche Renzi.
Pellegrino da Modana.
Pellegrino da Modana( Modena) fu discepolo di Raffaello che, con la morte di Raffaello se ne tornò a Modena dove prese moglie ed ebbe un figlio che fu cagione della sua morte.Il figlio infatti dopo ever ucciso un giovane in una lite con altri modenesi se ne fuggì.Il padre venuto a sapere del grave fatto corse per sottrarre il figlio alla giustizia e alla vendetta dei famigliari dell’ucciso.Ma non essendo ancora lontano da casa incontrò proprio i parenti del morto i quali andavano cercando l’omicida,costoro incontrando Pellegrino gli infersero tante e tali ferite che l’ammazzarono.I modenesi tutti si dolsero di questa perdita ,si dolsero sopratutto per un artista che aveva lavorato a Roma con Raffaello.
Vergogna.
Barbareschi,Paolo Crepet,la Gruber contro Sandra Bonsanti,dico ma non si vergogna la 7 di mettere tre contro uno?Anzi una?Per di più donna?Un coretto perfetto quello di Crepet,Barbareschi e Gruber,un miagolar di gatti,sviolinatori in carriera illuminati dal “nuovo” e il nuovo,non come in questo caso,ma quando è davvero nuovo illumina sempre se è scoperta e crescita,ma quelli,quelli miagolavan puttanate al vecchio Renzi che di nuovo,di nuovo ha solo la vecchia faccia tosta dei furbi,serviti e riveriti.Tre contro una,vergogna!
Come la Mandragola.
Potresti sollevare il telefono e sentire dall’altra parte uno che non vedevi da secoli che ti chiede cosa voti al referendum? Magari è l’amico di un tempo passato che non ricordi nemmeno più quanto sia il tempo trascorso.Addirttura dal lontano passato viene la curiosa domanda che contiene la risposta invito per un si,si a Renzi, si alla “riforma”.Speriamo non si risveglino addirittura i morti ,ed eterei fantasmi non si mettano a girare per casa sibilando fra lo scuotere e il tintinnar di catene con l’aggiacciante grido di:se non voti si, ti porto con me,con me all’inferno,giù all’inferno.E veramente un poco di timore c’è per questo no,dico il votare no al referendum ,sfido io,con tutte le minacce che il cielo e il divo Renzi predice,accompagnato dal divo Napolitano.Un poco di sacro terrore mi corre nelle vene (gelide anche loro),ma poi mi dico che il fantasma e l’inferno in fondo in fondo che mali sono?Peggio vivere sulla terra,sulla terra con Renzi e Napolitano,peggio,sarebbe vivere con costoro ,peggio molto ma molto peggio.
Il resto non conta.
Il mondo cambia,non c’è che dire,cambia volenti o dolenti, gira su sé stesso, rimesta nuove combinazione,più che nuove diverse ma ,in fondo è sempre il solito minestrone.E’ morto Castro,ieri c’è stato anche il black friday con una grande abbuffata commerciale,ma ieri hanno anche bocciato un pezzo di riforma Renzi,e qui casca l’asino.Se vince il no,posto che Berlusconi sopravviva,se vince il no, chi si troverà di fronte a chi?Chi?Intamto vediamo se vince il no che, se dovesse vincere il no,sarebbe la solita democrazia e,tutto sommato meglio la solita democrazia di una finta pretestuosa dittatura.E poi,poi non è forse vero che il mondo sta girando pagina?Calma e sangue freddo,come si dice o diceva una volta:nessuno è indispensabile,proprio nessuno,nemmeno Renzi.Il mondo gira,ieri è morto Castro,quello di Cuba,e c’è stato anche il black friday,il resto non conta, perché il mondo sta cambiando pagina.
Vittorio Sermonti.
Fra lo sferragliar di sciabole referendarie,fra proclami lusinghe e promesse c’è il momento di un raccolto silenzio,occorre trovare un momento di raccolto silenzio,la morte di Vittorio Sermonti,Sermonti, memoria e voce viva della bella e grande letteratura,letteratura dico non il miagolare di libri libelli libbriccini libercoli,libracci,tomi e tomini.Forse non tutti,forse non a tutti è stato dato di ascoltare Vittorio Sermonti nella lettura puntuale precisa,ma sopratutto chiara ,della grande poesia,forse non a tutti è stato dato di apprezzare questo immenso studioso che ci ha reso famigliare Dante e i poemi greci.Quei tutti invece impiastricciati,lardellati dal povero Benigni che fece bava sbavando Dante, non potranno mai capire che cosa si è perso ma forse sarebbe meglio aggiungere per Sermonti ,ripetere che, per Sermonti Vittorio, non si tratta di perdita ma di perenne sempreverde dono di semprevivo durevole grato ricordo.
La ferramenta.
Mora la signora della ferramente di paese,mora ed avvenente,conosceva poco il vocabolario,anche poco del suo mestiere,ma era gentile.Il marito coltivava splendidi gerani pendenti che invadevano il balcone d’estate al primo piano sopra la bottega di due vetrine,e anche sull’angolo di casa al sole coltivava rigogliose piante grasse che si tingevano di verde crescita mostrando così il loro stato rigoglioso.Tutto quel fiorire era un mistero per me,mistero per quell’uomo dalle grosse dita, solitario e taciturno.Le figlie,l’uomo aveva due figlie che la sera si baciavano con altre femmine nei bar della città vicina,si baciavano,forse per scandalizzare,forse perché piaceva loro baciare le ragazze .Anche le figlie erano belle , more tonde ben fatte e ,fuori da quell’orario serale del bacio,erano o apparivano irreprensibili,addirittura schive.La donna mora del negozio un giorno scomparve per un cancro al seno,chiusa la bottega,delle figlie non seppi più nulla,le piante prima diradarono sull’angolo della ferramenta,il balcone al piano superiore non ebbe più gerani,gerani rossi da mostrare.L’uomo taciturno e schivo si vide sempre meno,sempre meno fino a scomparire del tutto e solo più tardi seppi che l’uomo taciturno dalle grasse dita in passato faceva anche il barbiere.
Mieli.
Mieli si è espresso per il si,un si tondo e possibilista verso un miglioramento costituzionale,un aggiustamento per non lasciare il referendum così come è,bisogna fidarci,dice lui, e se lo dice lui.Per un analista una decisione affrettata,sopratutto poco analitica,o per meglio dire, accozzaglia analitica ,pro-lui.
Un accozzaglia di emendamenti.
Dopo lunga meditazione e riflessione non priva di ponderazione sull’apocalittico referendum di Dicembre,per quanti sforzi faccia, ho capito che è un accozzaglia di emendamenti incomprensibili,almeno per me,per cui ,essendo questi emendamenti un accozzaglia incomprensibile e in sovrapprezzo, il premier Renzi mi sta sulle balle ho deciso in piena coscienza di votare no,un bel no, di testa e di pancia, all’indecifrabile strafalcione “costituzionale” ma sopratutto,permettermelo un bel no alla faccia di bronzo che dirige questo “governo”.
Ex Napolitano.
L’emerito presidente Napolitano dichiara che lui voterà si al (suo) referendum , aggiunge che sono tutte idiozie quelle del no (cito a braccio),ma l’emerito presidente dovrebbe capire,anche se assomiglia ad un Savoia e si è sempre vantato di questa somiglianza.Dovrebbe sapere che in Italia non c’è solo lui “pseudo savoia” ma vive una manica di “imbeccilli” che si fregiano con il solo e autentico titolo di popolo.Se ,a sua signoria piace, può chiamarla o definirla accozzaglia populistica,comunque dovrebbe sapere, ma forse ne ha smarrito la ragione ,dovrebbe sapere che le accozzaglie,specialmente quelle populistiche sono estremamente pericolose ,rese tali dai governi e dai Napolitano di turno,Napolitano servi e non sovrani.