C’è una vignetta sul Washington Post che fa molto ridere due mattinieri di RAI tre (radio).La vignetta consiste in una muta di cani che abbaia e un professore con uno strano casco in testa che decodifica tutti quell’abbaiamento per cui risulta che tutti i cani dicono ehi,ehi ,ehi ,ehi, se si esclude uno di quei cani che ulula un ehi più grosso.La cosa ripeto fa molto ridere i due conduttori antelucani della RAI e ,che li faccia ridere non mi stupisce per nulla,anche perché questi due storditi hanno detto la stessa cosa anche ieri,ieri alla stessa ora antelucana.
America.
Su tutti,o quasi i quotidiani americani spicca stampata l’immagine del giovane statunitense assasino bendato additandolo come atto di crudeltà.E’ vero siam servi,è vero che con la funivia non ci hanno fatto vedere nemmeno i responsabili,e vero che Amanda è stata assolta e ci ha fatto un mare di soldi con i libri,e vero,verissimo.Ma, sopratutto è vero che sian servi muti,il servo muto era quella specie di appendino accanto al letto dove ci si spogliava e si mettevano gli abiti per ritrovarli in ordine il mattino successivo ed è dunque vero,verissimo siamo i servi muti ma su quell’appendino gli americani,per cortesia, non ci mettano anche le loro sporche mutande,grazie
Senza reggiseno.
Non so se sia vera,ma penso la sia quella di togliersi il reggiseno in omaggio alla pirata Carola,anche perché Carola di tette non ha e il reggiseno non gli serve o servirebbe a mascherare la pochezza,faccia come vuole.Ma che,che un partito,un partito senza palle decida di togliersi il reggiseno come protesta politica umanitaria è roba da Biennale Veneziana.Venezia dove ne fanno di tutti i colori e i veneziani non ne possono più e ,un partito che,da quelle parti andrebbe in giro senza reggiseno non farebbe certamente notizia abituati come sono a quelli senza pantaloni con le chiappe di fuori, con le chiappe di fuori senza nessun riferimento a Carola.
Leopardi biblico.
Augias,l’immancabile Augias con uno scrittore-poeta allievo di Luzi hanno parlato dell’Infinito di Leopardi ed hanno passato,per me nuove , notizie circa le conoscenze bibliche dell poeta.Infatti secondo costoro la siepe è il roseto e l’infinito il vento creatore biblico.La poesia,l’Infinito veniva divisa in due,dove nel mezzo come un qualsiasi giovedì dei giorni della settimana stava il cuore,il tema del cuore leopardiano.Proprio in mezzo e,questo spartirsi in due suscitava infinite sorprese ai due.Ciliegina sulla torta,il pessimismo leopardiano è il pessimismo del profeta biblico.Per me sono state tutte grandi novità anzi,la prova provata che sopra qalsiasi cosa si può asserire qualsiasi cosa.Per me resta un poeta che ha studiato profondamente i classici,ne interpreta lo stile e il suo pessimismo è frutto delle cose caduche di quei tempi.Pare addirittura che il secolo in cui vive gli vada stretto,lo stile ed il metro sono la sua lima ,di cui fra l’altro si fregiava di usare.Una lettura biblica,come una lettura “romantica” a cui alcuni hanno aggiunto una vena omosessuale fanno parte tutte di quel circo di idee che colorano un mondo,un mondo di salt’imbanchi.Gente che cerca di leggere meglio di tutti parlando di sé,soltanto di sé a tutti.
La croce.
Nella conquista del Messico il primo pugno di avventurieri si trovarono di fronte,dopo aver visto i templi ingombri di sangue,una grande croce,mi pare addirittura alta tre metri,per cui rimasero perplessi e sorpresi di vedere il simbolo per loro cristiano in quelle terre, in realtà gli indios adoravano,in quella croce il dio della pioggia.
Ricordi il Mare?
Ricordi, il mare?
I nostri occhi sull’orizzonte
infinito
nella placida sera?
Eravamo immersi
in quella luce rosa
come sognata,
che invadeva il nostro
essere
e ci faceva unica
cosa,
nell’attesa di vino
di cibo,
nell’attesa di noi,
e la fretta insensata
di affondare l’anima
nella carne dell’altro,
come si vuole il respiro,
l’aria il vento
e la pioggia
in una conca di creta
riarsa.
Come si ascolta
la garrula supplica
della rondine al vento,
nella promessa
che il cielo fece
allo spazio del suo
giorno.
Così la supplica
nostra
fu di svelare il mistero
di ogni stella
nelle notti che ci furono
concesse.
Francesca Pierucci
Carabiniere morto.
Un carabiniere,un carabiniere morto che merita rispetto è stato usato da due partiti avversi,i primi con l’adossare la colpa ai clandestini e i secondi quando si sono accorti che non erano stati né gli immigrati né i clandestini,ma un americano.Fra le grida dei primi e le accuse di vergogna dei secondi si è consumata la vita di un uomo,un uomo, un carabiniere in difesa della legalità nel paese.Un paese subito diviso che si è guardato in faccia in cagnesco solo per proprio tornaconto senza vergogna.
Le cicale.
Le cicale cantano i loro spensierati inni all’estate e gli insetti si cullano nell’aria tiepida, la sera giunge in punta di piedi col suo abito blu verso infinite danze, dove le voci sussurrano e le luci crepitano come fuoco invernale. Avanzano le attese voci del silenzio.
Francesca Pierucci.
Marcello Patricola.
In Piazzetta Bagnasco, lunedì 29 luglio e giovedì 1 agosto, si raccontano storie di vita di palermitani che hanno raggiunto i propri obiettivi restando sempre legati alla propria terra.
Si comincerà lunedì 29 luglio con un vissuto difficile.
Marcello Patricola – oggi 45enne – balza agli onori della cronaca quando, a soli 11 anni, entra a San Patrignano perché già tossicodipendente.
«Oggi è senza dubbio ancora un contesto difficile – racconta lui stesso – ma a quei tempi vivere a Ballarò era veramente pericoloso se non eri strutturato per combattere quanto di peggio ti poteva capitare. Ho così cominciato a fare uso di eroina. È solo grazie all’intervento sinergico di mia madre e dei servizi sociali che ho conosciuto Vincenzo Muccioli e da lì, dopo due anni, il mio recupero. Per arrivare a essere l’uomo che sono oggi, però, ho dovuto passare anche attraverso l’esperienza del carcere. Che comunque mi è servita tanto, dal momento che ho studiato, ho conseguito il diploma dell’Istituto Alberghiero e ho intrapreso una strada che sta aiutando tante persone».
Una prova veramente dura che Marcello Patricola racconta in ogni luogo.
Stessa intensità avrà l’appuntamento in programma giovedì 1 agosto con Fabrizio Serafini, diciottenne ammesso alla prestigiosa università di Harvard già prima di diplomarsi grazie a un tema sulla Sicilia. Oltre 45mila le richieste di ammissione, poco meno di 2mila quelle che vengono accettate ogni anno. Una di queste è stata proprio quella di Fabrizio che, oltre ai test attitudinali di rito, anche grazie a un breve scritto di 650 parole sulla sua terra e sugli aspetti positivi che la caratterizzano, realizzerà il suo sogno: conquistare l’America, studiando Economia o Ingegneria, magari anche Matematica e Fisica Teorica, dimostrando che la Sicilia continua a produrre menti brillanti.
Teresa Campagna.
La tua ultima voce.
La tua ultima voce è stata il silenzio, che ci avvolge e parla di tutto ciò che non dicesti ma che sempre fosti. Parla degli uccelli e degli alberi e dell’amato aspro tuo mare, arse spiagge e pinete piegate al vento dove voló la tua agilità di rapace, la inesausta tua corsa. Io ho le tue mani e ho anche il tuo coraggio, e un pezzo di me ti siede al fianco oltre il cielo visibile. Ecco il tuo testamento vivo e parlante.
Francesca Pierucci.