E poi dite,dite se non è una cosa odiosa vedere uno che fa e disfà a dispetto della gente,uno fa una legge,a dispetto della gente,un’altro fa una riforma,a dispetto della gente,è una roba da manicomio assistere tutto il giorno,tutto il santo giorno a gente che non si sa chi li vuole,chi li vuole per il giochetto di tutti fregati,e loro ,e loro a fare e disfare quel che vogliono,a dipsetto.Un Presidente della repubblica parla, a dispetto della gente,Gentiloni fa il lavoro sporco in Europa, a dispetto della gente.A Di Maio, uno domanda:non vi siete più sentiti con Salvini?No risponde:se dovesse incontrarlo lo saluterebbe?Dopo un sorrisetto titubante:un saluto non si nega a nessuno,come parlasse di una sua ex morosa,alla faccia dello Stato.Qui non occorre essere della lega o ,di qualsiasi altro partito,partito però che lavori e faccia il suo lavoro a dispetto di nessuno e non con il giochetto di,tutti fregati per il dispetto di tutti.
Sogno.
Una luce bianca, piante vive di verde cupo scuro e lucente, acqua che la riflette, e riflette la vegetazione ombrosa, si compenetrano come dono l’uno all’altra. La luce è figlia di un cielo bianco, ma caldo, eterno, Ed esseri bianchi anch’essi e ad essa fusi, volano su strade intonse di inanellati fiori E verdi, carnose foglie, ed esseri bianchi percorrono vie di innocente giardino E creano un anello in schiere nel cielo di invernale neve calda di misteriosa vita, e uno stagno calmo sorregge un muro alto di foglie scuro, ingoiante Pacifico cielo ornato di bianche schiere al mistero atteso eternamente volte.
Francesca Pierucci.
Giuseppi avvocato delle croste di grana.
Conte s’inalbera ,s’inalbera quando alla presenza di Pompeo una delle iene porta uno spicchio di parmigiano al rappresnetante americano,con la preghiera di risparmiarci il dazio,anche se,Trump non se ne frega niente di Giuseppi.Anzi il nostro Conte fa un fervorino alla povera iena che si è permessa,osato sostituirsi al rappresentante ufficiale dell’Italia che è poi lui,lui ,Conte per chi non l’ha capito,Conte ,che al massimo può ,proprio al massimo rappresentare le croste di parmigiano,altroché grana.
Un piccolo canto.
Un piccolo canto
Si alza
nel cielo
di stelle fisse
sotto cui posano
le mie ali piegate,
a coprirmi il volto.
Sono sola qui,
o qualcuno ascolta
alto, il mio volo?
lo vede con gli occhi
di chi sa prendermi
il viso fra le grandi
mani,
o mi perderò
in una nebbia rada
come campo
invernale?
Basta un occhio
che indichi il cielo
nelle mie pupille
nere,
che lo veda
come prato fiorito
d’inverno.
Francesca Pierucci.
La tribù di Bersani.
E’ la seconda volta che sento da Pierluigi Bersani fare uno strano discorso in televisione,dichiarazioni,rilasciate a “carta bianca” della sorridente Berlinguer che ,davanti a simili discorsi si sente emozionata e lo fa vedere.Bene, Bersani a un certo punto della sua foga ha sbottato:che popolo popolo è quello di Salvini ,anche io (sic) faccio parte del popolo e dire che il popolo è con Salvini è una bestialità.Poi si è dilungato ed ha spiegato con il dire che se si fa il conto di tutta la sinistra (burocrati e funzionari compresi) si raggiunge il cinquanta per cento quindi,quindi favoleggiare su di un fantomatico popolo salviniano o di destra è uno sproposito.A questo punto la Bianca,la Bianca Berlinguer avrebbe dovuto,almeno per dovere pubblico domandare a Bersani perché non sono allora andati a votare, a cui avrebbe certamente risposto il popolano Bersani che non si può andare a votare ad ogni crisi di governo anche se,se l’avesse fatto Mattarella avrebbe chiarito le acque e la litigiosità sollevando gli italiani da questo perenne conflitto.Conflitto aggravato dai dazi sul grana e dintorni che, guarda un po’,sono uno dei tanti regali che l’Europa di Francia e Germania hanno fatto a questa alleanza da Impero centrale.Ma, per tornare al nostro Bersani occorre ricordare che il suo popolo alle ultime elezione era il tre e qualche cosa per cento,appena sopra il tre percento una tribù più che un popolo.
Cilindri di Stato.
In mezzo a tutta questa turbinosa tempesta di grandine governativa,fra Cristi e sorpresine varie che escono da quel cilindro sfondato di Conte,cilindro da cui speriamo,non esca alla fine,il solito coniglio bianco che gridi :”è tardi è tardi è troppo tardi”senza dare soddisfazione a nessuno.Speriamo che, da quel cilindro ,confidiamo che da li dentro,di tutto quel pressappochismo di stato,da quel cilindro finalmente esca,esca per caso,ma esca una sola cosa,una cosa almeno buona,una ,che di solito quell’una,quell’una buona è l’unica che conferma la regola di tutto il resto sbagliato,del tutto da rifare mentre anche quell’una,quell’unica che funziona,o dovrebbe funzionare sarebbe ,a questo punto meglio,miglior cosa che ,non funzionasse,non funzionasse proprio per niente.
Me stessa.
Se questa terra Mi accogliesse senza dolore E questo mare Coi suoi flutti Mi desse i suoi occhi Io riposerei Senza più me stessa
Francesca Pierucci.
Croce & delizia.
Il ministro della pubblica istruzione desidera togliere i crocefissi da scuola, e pensare che, la rivoluzione francese è naufragata su queste cose,è naufragata dichiarando tutti i culti liberi,liberi da che.Il ministro potrà voler apparire uno stupido illuminato,potrà anche illudersi ed apparire il campione di tutte le “laicità” o di tutte le “libere”religioni ma,ma se avesse studiato la rivoluzione francese dove addrittura il Vescovo di Parigi ,ex prete di Porentruy Gobel abiurò la sua fede in forza della cancellazione di tutti i culti.Se ,avesse studiato e mica fatto il ministro con il gioco dell’oca saprebbe,saprebbe che, al Vescovo di Parigi venne tagliata la testa dagli stessi rivoluzionari che,riconvertiti cantavano di nuovo le lodi di Dio (quel Dio che avevano poco prima abiurato assieme a Vescovo)cantavano, in prima fila ,nelle cattedrali mandando alla ghigliottina non solo il Vescovo ma anche i preti che,presi dal quel furore di libertà rivoluzionaria abiurarono in massa la loro Fede.E’ vero, il ministro eletto da un gruppetto di birboni può,può ,paludandosi di estremo gratuito laicismo,può ,può cancellare il Cristo nelle aule,in tutte le aule e, la stessa cosa possono fare tutti quegli ignoranti governati(che,se non fossero ignoranti che governanti sarebbero?).Tabula rasa quindi ,niente Cristi né Madonne,in nome della libertà di uomini schiavi ,schiavi della loro divina ignoranza ma che, dovrebbero almeno sospettare che, tolta una Fede, un altra urge adottare,non si può togliere ma ,si può solo sostituire una Fede con un’ altra perchè il popolo,il “popolino”,l’uomo l’umanità vive del suo Dio dall’inizio del mondo.Vorrei qui vedere ,a questo punto la faccia di tutti questi imbecilli che proclamano i diritti per tutti in nome di tutti adottando così un bel niente,il solito bel niente per tutti e per nessuno,proclamando e mettendo in luce solo la loro stupida arroganza .Vorrei vedere la loro faccia,vorrei vederli in faccia quando saranno presi a calci nel culo da quelli che hanno disprezzato ,togliendo loro anche la Fede e,apostrofandoli come popolaccio pensando che”la vecchia Chiesa fosse condannata,che un secolo nuovo si levasse,e che fosse giunto il momento,di romperla decisamente con le forme del passato.”E siamo verso la fine del settecento e lo scriveva Edgard Quinet.
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A nord di Pierluigi Bersani.
Vedere e sentire Pirluigi Bersani che incita tutti ad uniformarsi alla Norvegia o la Finlandia fa una certa impressione quando parla di pagamenti elettronici:”Insomma diventiamo un paese moderno,che paese è quelli che non vogliono il pagamento con la carta prepagata”.Se il grado di “civiltà”di un paese si misurasse sul modo di fare la spesa e-o come si paga ,o si prendesse in considerazione quel parametro per dirlo civile ci vorrebbe poco.Diventare come i norvegesi è la ricetta di Bersani anche se c’è chi, dei norvegesi se ne fotte,se ne fotte di come pagano,di come vivono e di cosa dicono.Dite alla Norvegia di fare come noi e vedrete il putiferio e che putiferio, per gente che prende anche la carta igenica con il bancomat.Bersani,Bersani di Bettola,girati verso la valle e il monte dove sei nato e dove sei vissuto e prova,prova per gente che non usa il bancomat ,prova a sputarci sopra,tu e la tua Norvegia.
Andiamo.
Tutto è rinascita, sai, e tutto è continua morte, in una trasformazione non mai finita. E sul crine distorto di questo monte dove proseguiamo, o sopra l’onda che lieve ci conduce al nostro mare, colmo di tutti gli orizzonti concepiti da Dio, noi andiamo, con sudore o leggerezza, e col sollievo oppure il peso degli incontri che snocciolano l’infinita collana del nostro destino, andiamo.
Francesca Pierucci.