Questi politici perdenti, fin dai primi dati negativi hanno accampato la scusa che non son riusciti in questi pochi mesi a spiegare la “loro manovra al popolo” e, lo vanno ripetendo,cantilenando come una litania,ossessivamente, come una ninna nanna di bocca in bocca,di bocca in bocca raccontandosela e raccontandola.E’ mai possibile,mai, che,a questi politici,a questi politici venga,sorga il dubbio che se ,sono stati mazziati è perché tanta gente,la “gente” ha capito al volo di che lana è la loro incompresa manovra del cazzo?
Pitagora il “mago”.
Che, Pitagora fosse un tipo strano (istrione) lo si capisce anche dal fatto che si fece scavare un’abitazione sotterranea e solo dopo lungo tempo tornò sulla terra,cioè alla luce.Tornò scarno, ridotto ad uno scheletro,entrato nella pubblica assemblea dichiarò di essere giunto nientemeno che dall’Ade e lesse loro addirittura quanto era accaduto nei giorni della sua permanenza” dall’aldilà”.Ma, quello che accadde in sua assenza lo sapeva perché sua madre gli mandava quotidiane notizie fresche di giornata dal mondo dei “vivi” ,quelli che vivevano alla luce del sole.L’assemblea turbata piangeva e dava lamenti credendo che Pitagora fosse un “divinità”(lui d’altronde ci teneva ad essere ed apparire divino).Impressionati dunque dal Pitagora “Divino” venuto come uno scheletro dall’Ade affidarono le loro donne a lui perché apprendessero qualcosa della sua dottrina e queste furono chiamate Pitagoriche,Pitagoriche che, con le tabelline c’entrano come un fico secco.
Salvini &Meloni.
Salvini vince & vince la Meloni i cinquestelle scompaiono nel loro errore,scompaiono sotto il peso e il tradimento,scompaiono con la rinuncia ai propri enunciati accoppati e sotterrati dal loro vaffanculo.Ora si governa con il morto,con più di un morto al governo e ci si prepara al viatico per un partito,un movimento disossato dal suo stesso fondatore,Grillo.Non saranno le “in mezz’ora” divenute eternità a salvare questi corsari di legge,non sarà il delirio fuori moda di Vauro a salvare questa disfatta,inevitabile disfatta.Invece,invece saranno proprio i Vauro,le infinite “mezz’ore”,Conte,il Presidente Mattarella,saranno loro la scala su cui crescerà questo movimento insultato,deriso,criminalizzato di gente che ne ha piene le tasche di intrighi autoreferenziali di legge,legge che vale carta straccia per il popolo un popolo,”populista”..
Abu Bakr al Baghdadi.
Delle due l’una,o Abu Bakar al Baghdadi è come l’araba fenice che morta rinasce o altrimenti questa volta si è fatto davvero esplodere ,fatto eplodere,lui,perché mica al Baghdadi si è fatto prendere,piuttosto pare si sia fatto esplodere co due sue mogli,due donne,come se da noi morisse la moglie e l’amante del marito contemporaneamente.Vero, vero là non ci sono amanti,uno può tenersi le donne che riesce a mantenere nella legalità,nella più completa religiosa legalità senza che nessuno arricci il naso.Al Baghdadi correva con la sua barba al vento,Abu Bakr il califfo con falcate degne del suo spavento stiracchiava con le ginocchia anche la sua nera tonaca,il petto,il cuore gli batteva sotto il gilet come se stesse per scoppiare,poi un botto,un boato e l’aria piena di neri stracci si mise a roteare salire scendere,turbinare portando con sé un pezzo del cuore e il sangue,per poi cadere nella polevere a terra,a terra come nera foglia morta intrisa di pioggia.
Non sparate sull’evasore da bar.
Ma si ,si hanno messo l’evasione delle tasse sui caffè,sui fiori,sui barbieri,roba da spiccioli,spiccioli che anche tutti assieme non fanno nessuna evasione,anche perché per evadere ci vogliono soldi,soldi e ancora tanti soldi,un mucchio ,un sacco di soldi,altrochè caffè e fioristi.
Andremo.
Andremo insieme ancora sopra strade erbose di montagne alte. In mano il filo ritorto di una vita, divenuto morbido sotto il tocco benedetto dei nostri numi, cari al cielo della sera, che sopraggiunge, lenta. Quando le creature al bosco sbucano, libere dalla luce che le disvela, e si appropriano del cielo rosso, passi, scricchiolii e voci si elevano, e giungono alla nostra innocenza ad essi volta. e l’aria risuona della vita che a tutto è dono.
Francesca Pierucci.
Cile.
Arrivano audio su Fb dove si dice che in Cile menano botte da orbi ai dimostranti,dove chi fa gazzarra e danni sono squadre organizzate di governo infiltrate .Violenza sulle donne e torture,insomma il Cile,se vero quel che arriva non cambia stile,esercito e polizia con un esprerienza collaudata per simili operazioni si esibisce al suo “meglio”.
Ipparchia.
Si parla sempre di filosofi,ma di filosofe,di filosofe se ne incontrano poche,anzi che sappia nessuna,anche se pare che molte donne furono maestre a molti filosofi.Diogene Laerzio cita Ipparchia,Ipparchia che s’innamorò delle teorie e della vita di Cratete .I genitori di Ipparchia pregarono il filosofo di dissuadere la ricca figlia ma Cratete, non riuscendovi ,mise ai piedi di Ipparchia tutti i suo miserabili vestiti,che erano quattro stracci com’era uso dei cinici e disse ad Ipparchia:”ecco lo sposo,ecco i suoi possessi:prendi dunque una decisione”.La ragazza si vestì immediatamente dei sui vestiti e si univa con lui in pubblico (i cinici facevano tutto in pubblico) e, andava con lui ai conviti.Morì vecchia e fu sepolta in Beozia.
Se tutto il cielo.
Se tutto il cielo si stringesse nella mano potrei vedervi, fantasmi bianchi, persi sulle diroccate strade che mi furono affidate come un compito, nel raggiante giorno della mia vita. Persi e presenti e colmi delle usate risa, dei suoni che mi crebbero. Volti nei quali mi specchiai, fiduciosa margherita ai nuovi prati, siete le corse voraci e siete i tramonti di settembri ventosi e puri. Siete me perduta e ritrovata, nelle giornate che si rinnovano, sempre, rinascono. Vi ritrovo negli odori, nei puri sensi donati dal nostro cielo, nelle perdute spiagge e negli orizzonti che ci uniscono, eterni bambini in fuga.
Francesca Pierucci.
Le perle nere di Kella.
Era il il 29 settembre del 1975 quando a Roma vennero scoperti per caso i corpi di due ragazze nel portabagagli di una Fiat 127: Rosaria Lopez 19 anni e Donatella Colasanti 17, la prima era morta; la seconda si era finta senza vita per salvarsi. Venne denominato Il Massacro del Circeo, un avvenimento che ben spiega quanto la cattiveria umana assuma talvolta forme raccapriccianti. Le due ragazze erano state invitate a una festa a Villa Moresca, sul promontorio del Circeo da tre giovani dell’alta borghesia romana e legati ad ambienti neofascisti di Roma: Gianni Guido, Andrea Ghira e Angelo Izzo (quest’ultimo si macchierà più tardi di altri due gravi femminicidi) Per le due giovani l’ingresso nella villa, di proprietà della famiglia di Ghira, sarà l’inizio dell’inferno: quasi due giorni di percosse, ogni tipo di violenza, vessazione e tortura vennero inflitte con crudeltà gratuita non solo sul corpo, ma anche nell’anima delle due ragazze Credendole morte entrambe, vennero caricate in macchina. La Colansanti, chiusa nel bagagliaio assieme al cadavere dell’amica, iniziò a gemere e lamentarsi, sperando che qualcuno potesse udirla. Per sua fortuna una guardia di passaggio sentì il disperato grido d’aiuto e riuscì a liberarla. Il Guidi venne subito arrestato, poi scattarono le manette per Angelo Izzo, mentre Andrea Ghira riuscì a farla franca. Il 29 luglio 1976 arrivò la sentenza di primo grado: ergastolo per Gianni Guido e Angelo Izzo, ergastolo in contumacia per Andrea Ghira. I giudici non concessero alcuna attenuante. La sentenza per Gianni Guido venne modificata in appello il 28 ottobre 1980 (abbiamo già detto che si trattava di rampolli della Roma bene) e ridotta a trent’anni dopo la dichiarazione di pentimento e la accettazione, da parte della famiglia della ragazza uccisa, di un risarcimento. Dopo due evasioni, nell’ aprile 2008 fu affidato ai servizi sociali. Ha finito di scontare definitivamente la pena il 25 agosto del 2009 fruendo di uno sconto di pena grazie all’indulto. Andrea Ghira, dopo essersi arruolato nella legione straniera sotto falso nome, fu arrestato a Melilla, Spagna. Morirà in carcere all’età di 40 anni seguito overdose Angelo Izzo nel dicembre 2004, ottenne la semilibertà dal carcere di Campobasso, per andare a lavorare nella cooperativa “Città futura”. Durante la semilibertà il 28 aprile 2005, Izzo uccise Maria Carmela e Valentina Maiorano moglie e figlia di un boss pentito che aveva conosciuto in carcere. Sta ancora scontando l’ergastolo
Kella Tribi.