Si tenta di arginare il caro bollette;bollette senza eguali occorre aggiungere,bollette che minacciano un pò tutti;alcuni non solo un pò ma troppo un pò.Si cerca di mettere alla mordacchia la solita spesa delle famiglie già falcidiate nell’amata casa;casa un tempo considerata porto sicuro.Nuovi signori:come quelli antichi metton gabelle-bollette- che bussano ;bussanoi come tanti atti giudiziari alle porte di case oramai propietà risucchiate dallo stato.Così va il mondo;e va esattamente come andava ed è sempre andato, e non c’è tanto da strologare sul passato e sulla storia che tale e quale si ripete senza aver bisogno “dell’eterno ritorno” tanto sbandierato:non essendo mai passato nè mai andato via; perchè era qui ,qui quel benedetto ritorno e non si era proprio mai mosso.Macchiavelli nel Principe scriveva che; gli uomini dimenticano piuttosto la morte del padre che la perdita del patrimonio e Macchiavelli di nefandezze di potere-forse anche bollette- se ne intendeva.
Orecchie d’asino.
” “Re Mida ha le orecchie d’ asino , re Mida ha le orecchie d’asinoo” sussurravano al vento le canne cresciute sopra a dove il barbiere di re Mida aveva seppellito tale segreto. Come ogni segreto segretissimo alla fine viene svelato. La verità può essere taciuta con le buone, con lusinghe, con l’inganno, con la violenza bruta, nella storia con omicidi individuali, di massa. Infine tutto riemerge non ci si illuda; è nella natura delle cose .Oggi chiunque volesse progettare terribili cose, molto più delle innocue orecchie d’asino ),brutta ripicca tra l’altro di Apollo perché re Mida non l’aveva coronato vincitore ad una gara,) metterebbe in atto potenti organigrammi mondiali, potenti orecchie di controllo continuo e di azionamento dei cervelli a distanza , caspita! non so che altro. Ecco sterilizzerebbero le paludi, ottenendo contemporaneamente la nomea di ecologista e soppressione di canne delatorie, si sa mai . Ma la natura, la spinta vitale vincerebbe comunque prima o poi così come la verità e, penso i primi a soccombere sarebbero ..i ” barbieri” dei re.
Paola Mars.
Giacomo Chabannes Signore di Lapalice.
Oggi è tutto lapalissiano,lo sono i virologi i no vax con gli indecisi;lapalissiani acclarati anche loro nella loro certa incertezza.Sono lapalissiane le stime di morte e di ricovero,ed è lapalissiano incontestabile che tre;dico tre vaccini fanno una pippa al coronavisrus che cavalca senza esitazione con indifferenza in mezzo alla popolazione del mondo.Beati gli animali,loro non soffrono,pare ,del contagio ed è lapalissiana questa libertà loro di volare e migrare anche in volo lungo le rotte del globo.Monsieur d’La Palice est mort,-Mort devant Pavie,cantavano i soldati per il loro capitano morto nella battaglia di Pavia nel 1525 e aggiungevano-Un quart d’heur davant sa mort,- il ètait encore in vie.Un quarto d’ora prima di morire era dunque ancora in vita ma,quel quarto d’ora dura tutt’oggi e di morire non ne vuol sapere.Lunga vita dunque a Giacomo Chabannes,signore di Lapalice o Palisse che tutto ha reso lapalissiano ma sopratutto certo.
Tho!E’ Natale.
Eccoci a Natale,ed è un sabato,;quando Natale dovrebbe essere invece,sempre domenica:la Domenica eterna del Natale:Natale giorno di festa,un tempo, giorno del vestito buono e cinema pomeridiano.Oggi Natale balbetta,stenta si soffoca su molte bocche e dentro i soliti “cuori” di carne.Ognuno da un canto dice la sua,lo stato e la chiesa vogliono e proclamano l’inclusione,il ricco mangia a tavola ricca il povero mangia come sempre scomodamente e provvisoriamente mangia,quando glielo danno;questo da molto tempo :quando glielo danno,nonostante i proclami del ben fare e del ben governare.Il mondo gira,gira sempre nello stesso senso,nello stesso senso per quel che riguarda le vicende umane ,vicende che si ripetono e ripetono monotone,simili e somiglianti.L’intanato poveraccio non si vede,non squilla di verità sui giornali che guardano a lui dai giornali come problema,il poveraccio allora-dai giornali- si fa concetto,discorso e,come discorso lo si mette sul trono dell’ipocrisia;in fondo il solito mondo è ipocrita da sempre:mettiamo allora l’ipocrisia sul trono del discorso e del mondo,vestiamola abbelliamola,facciamola graziosa che quella è la vera,la solita miseria che non s’intana mai,ma fa sfoggio di sè,del sè, in un mondo buon coglione senza alcun merito. E li vicino c’è,ci sta l’ipocrisia ,ipocrisia che sveste anche l’invidia,così ognuno invidia l’altro e l’altro invidia perfino anche quello sconosciuto che potrebbe essere,e che non non sarà mai,mai e poi mai.In fondo questo è un mondo che ha definito bene Papa Francesco in uno dei suoi primi discorsi,quando ha detto che il mondo;questo mondo dico, è un ospedale ,un ospedale zeppo d’ammalati,non solo di coronavirus,un ospedale che riporta l’eco triste di Metastasio(Giuseppe riconociuto)” Se ha ciascun l’interno affanno-si leggesse in fronte scritto.-Quanti mai che invidia fanno-ci farebbero pietà”.e con questo becero trito “festivo” pistolotto vi auguro ed auguro-se ne siete capaci- a tutti buone feste.
Le perle nere di Kella
Imane Laloua ha due occhi caldi e castani e un bel sorriso, arriva in Italia dal Marocco a 14 anni, nel 1995, per ricongiungersi alla madre che, da un anno, lavora in Toscana. Per lei è uno choc lasciare la sua terra mentre è ancora una bambina, poi però si innamora dell’Italia, si integra. Finiti gli studi comincia a lavorare nel settore alberghiero e incontra colui che diventerà il suo futuro marito. A mamma Zoubida quell’uomo non piace, ancor meno le sue frequentazioni ai limiti del mondo criminale, ma Imane non sente ragioni, lo sposa e si trasferisce con lui a Prato. I rapporti tra madre e figlia si fanno conflittuali, soprattutto dopo che lui finisce in carcere per spaccio di droga: “Gli uomini non cambiano, Imane: lascialo”, ma sua figlia non ne vuole sapere. A giugno 2003, dopo una discussione tra madre e figlia, Imane sparisce. Di Imane nessuno sa niente. Zoubida ne denuncia la scomparsa sperando che almeno gli inquirenti possano aiutarla, ma quelli sono tempi in cui una donna maggiorenne e sposata che fa perdere le sue tracce viene considerata una persona che si allontana volontariamente. Sono mesi di angoscia bruciante, finché Zoubida non comincia a convincersi anche lei, per autoconservazione, che sua figlia si sia rifatta una vita con qualcun altro. La immagina felice da un’altra parte. Magari è diventata anche nonna. Nel 2018 la triste notizia, Imane è morta, è stata assassinata. Come? Dove? Quando? Zoubida viene a sapere che in realtà i resti Imane, un mucchietto di ossa conservato in un sacchetto dei rifiuti in un bosco, a pochi chilometri da casa, erano stati ritrovati per caso. Nel 2006. Ci erano voluti 12 anni per fare quello che serviva, un semplice esame del DNA che desse un nome a quei resti. L’autopsia, peraltro, ha rivelato che la ragazza è stata assassinata a coltellate. Così come avevano trascurato la scomparsa della giovane, 12 anni dopo ne trascurano la morte. Sarà Zoubida, allo stremo delle forze, a pretendere che si vada avanti con le indagini, che non si archivi.
Il silenzio della Procura e dei media fa male e rabbia, come se si fosse trasparenti, seppur vittime
Kella Tribi.
“Buon Natale”
Il 21/12/2021( h.16,59) siamo entrati nell’inverno astronomico essendo il giorno del solstizio d’inverno, il giorno più corto dell’anno e la notte più lunga, ma da tale giorno impercettibilmente si va verso la primavera. Il giorno comincia a vincere sulla notte. Per questo ,probabilmente in Persia il dio Mitra era festeggiato il 25 dicembre, nello stesso giorno i Romani festeggiavano il “Sol Invictus” e i Cristiani celebrano il Natale la cui parola deriva da “nascere” perché si celebra una nascita : Gesù. Nello stesso periodo, inoltre, tra novembre e dicembre il popolo ebreo festeggia Hanukkah, la festa delle luci, collegata alla ricostruzione dell’altare del tempio di Gerusalemme e la conquista della libertà (dal giogo degli ellenici II sec. a.C.), rinascita, quindi. festeggiata quest’anno dal 29/11 al 6/12. I popoli nordici festeggiano Santa Lucia (13 dicembre)-Lei cieca simbolo della luce dell’anima. Quale piccola ignorante mente pensava al Consiglio Europeo di fare votare l’ abolizione del termine ” Natale”. Tutti i popoli della terra, tutti gli UMANI festeggiano la nascita o rinascita,, la luce, la vita o siamo già arrivati al punto di non amarla più ! Sapete cosa vi dico? BUON SOLSTIZIO D’INVERNO; BUON HANUKKAH , BUONA SANTA LUCIA; BUON NATALE.
Paola Mars
Il topo e le bevande gassate.
Se anche a Natale ,un topo infesta le vostre feste c’è un metodo che non ho provato, ma dicono che funzioni in tutta sicurezza:mettete una bevanda dolce gasata in un piattino,pare che il topo sia goloso di queste bevande e ne beva avidamente ma,la bevanda, implica il rutto ,per cui il topo, non sapendo ruttare gli tocchi morire.Non sono certo che la cosa sia vera-per via del rutto-,tuttavia non ho nessuna ragione per metterla in dubbio e se ,a qualcuno -per necessità-riesce mi faccia un fischio.
Io so’ io.
Chissà perchè è passata come quella del marchese del grillo ,interpretato da Sordi,la frase:io sò io voi non siete un cazzo.Frase dispregiativa e arrogante che usano i potenti che se la sonano e cantano anacronisticamente ancor oggi;il che dimostra(anacrosticamente) che il tempo,un tempo vero e prorio non esiste.Ma quella :Io so’ io,e voi nun zete un cazzo” è tratto da un sonetto del Belli (li soprani der monno vecchio),per i pignoli, del 21 gennaio 1832 e che fa dire ai vecchi sovrani proprio quella frase.Frase che oggi sboccheggia e schiumeggia anche su una qualsiasi plebea bocca e,la cosa;la cosa la dice lunga sui titoli anche dei Re Imperatori e monarchi,commendatori e capo ufficio(sic) d’oggi.(che semo tutti della stessa stoffa)
Basta informazione.
Non so più dove ho letto che:quando finirà la pandemia non verrà detto in televisione;affermazione sibillina per esperti, sulla cui autenticità occorre nutrire qualche dubbio ma che ha ,tuttavia ,in questo clima esageratmente pestilenziale, qualche cosa di ottimistico.Vero o non vero qui di pandemia si soffoca e serve,urge spegnere ogni mezzo di comunucazione :che poi è semplicemente come trovarsi in una selva oscura abitata da tante cicale “giornalistiche” che “informano” e,sfornano notizie ferali su notizie ferali, come gente che scriva un tanto al metro per non dire a cottimo.Non so più dove ho letto,in questi giorni un fastidioso ,insulso panegirico di otto,ripeto otto illeggibili pagine per l’anniversario di un impresario teatrale provinciale di provincia:dico otto pagine non le legge nessuno e ,otto pagine otto,sono una pietra tombale su ogni avvenimento ma,sopratutto,otto pagine sono anche una pietra-per non scrivere macigno- tombale su qualsiasi preteso “giornalismo” che, magari ,nonostante le infami otto pagine,si ciuccia anche i finanziamento di Stato.
Mattarella ai no vax.
Mattarella rimprovera il risalto che si è dato ai no vax,anche se, purtroppo la vaccinazione fa acqua da tutte le parti;essendo tornati alla mascherina anche all’aperto e, il non essere vaccinati da (quasi) le stesse garanzie degli italiani che invece hanno ubbidito alla minaccia del virus, vaccinandosi,costoro, per ben tre volte-per ora-.Anche un bambino si accorgerebbe ,a questo punto che qualche cosa non va nella sanificazione senza ,o quasi sicurezza e anche ma ,sopratutto, senza nessuna libertà dei vaccinati.La ciliegina è che non si va in terapia intensiva;ma questo-purtroppo- non è del tutto certo ,visto che ci sono fior di morti anche in quel senso.Mattarella dovrebbe capire che, la visibilità se l’è presa la vaccinazione si,vaccinazione no ,vaccinazione che ha funzionato e funziona così così, come un premio alla lotteria per cui ci vuole sempre,come sempre;solo fortuna con il vaccino come amuleto.