Rispetto.

Written By: bruno - Lug• 08•20

Non riesco più a sorbire nulla,nulla di ciò che fa questo governo del “fare”,le piroette i viaggi in Europa le concessioni date e tolte e ridate ai Benetton.Stanco,annoiato anche dell’opposizioni in un pro e contro infruttuoso senza uscita.Qui comanda l’Europa e questi son cicalecci da cortile,bisogna arrendersi ed aspettare, anche perché non resta altro da fare che aspettare e aspettare.Infatti l’attesa e il saper aspettare è una caratteristica della virtù,virtù che si concretizza in una indulgenza universale per tutti gli uomini,i quali,considerati dal lato della loro debolezza,sembrano più degni di compassione che di rispetto.

Giaculatoria del 1832.

Written By: bruno - Lug• 07•20

“Secondo il metodo attuale i titoli dei concorrenti,ignoti al pubblico,entrano negli antri oscuri della burocrazia,girano segretamente per molte mani,senza essere meglio depurati,vanno finalmente a “riposare” sul tavolo di un impiegato,che potendo ricordarli ai giudici o sopprimerli impunemente,li sopprime o li ricorda in ragione della passioni momentanee da cui è affetto.Quindi il merito timido e modesto che sdegna la corruzione e le brighe,deve aspettarsi frequenti e ingiuste negative.”

Morricone.

Written By: bruno - Lug• 07•20

Morricone,eccoci qui a parlare,ad aggiungere sul fiume di parole anche queste parole.Che la musica da film l’abbia fatta da protagonista in questo cinema,nel cinema addirittura del secolo scorso non è una novità,è in fondo l’unica arte musicale popolare che si è potuta ascoltare godere ed apprezzare nelle sale, anche da parte di masse di persone non attrezzate per questo.Nessuna meraviglia l’arte ha sempre fatto così, da sempre è stata guardata ammirata per la sua abilità e mai capita,infatti gli basta solo lo sguardo a volte le orecchie,tuttavia quella bravura individuale ha sempre colto nel segno il suo scopo e, lo scopo di questa e quella musica era ed è, la musica delle immagini o che accompagnava le immagini,specie di figurazione sonore per analfabeti.Si dovrà fare una ricognizione nella musica da film per capire un giorno quel tempo e il nostro in musica, e non sarà solo quella di Morricone.

Il Teatro San Matteo.

Written By: bruno - Lug• 06•20

Si apprende,senza nessun stupore che la sinistra la quale regna anche in seno alla giunta Barbieri ha fatto fuori il teatro San Matteo,teatro gestito per le realtà non solo locali di spettacolo.Niente da eccepire che il teatro sia stato definito dal precedente gestore un luogo delle pulci,anche perché le “pulci” per farsi grosse hanno bisogno di liquido e il liquido di Stato o di regime non basta mai per mantenerle grasse e operose .Quindi morte alla libertà di espressione che è la vera cadaverica smorfia di questa affamata mummificata “cultura” di Stato.

Berlusconi.

Written By: bruno - Lug• 06•20

Berlusconi desidera fare un governo europeo,un governo che sia nelle grazie d’Europa,stampella funzionale al PD.E’ un tentativo da “statista”,statista che accetta la realtà,anche quella d’Europa anche quella del governo attuale,semplicemente sostituendo qualche parte o entrare come comprimario nell’operazione Mes.Difficile dire se questo fiananzimento,soccorso d’Europa sia davvero funzionale per l’Italia ci sono troppe campane contrarie e stonate e, questo suo voler entrare a tutti i costi significa mantenere le cose come stanno anche se non stanno proprio a pennello per gli italiani anzi ,qualcuno dice che è semplicemente un abito rivoltato come si usa in tempi di miseria.

Le perle nere di Kella.

Written By: bruno - Lug• 05•20

Francesca da Polenta, passata alla storia come Francesca da Rimini, nacque nella città di Ravenna nel 1260: suo padre era il nobile Guido da Polenta detto anche Guido III, che decise di dare la figlia in sposa, all’età di quindici anni, a Giovanni Malatesta, uomo più anziano di lei di diversi anni, e menomato, rozzo e zoppo. Ed è proprio in nome di alcuni suoi deficit fisici che egli passò alla storia come Gianciotto. Il loro non fu dunque un matrimonio d’amore e visto l’aspetto esteriore non proprio allettante del marito, fu facile per la giovane e bellissima moglie innamorarsi del fratello di lui, Paolo, detto “Il Bello” più vicino a lei dal punto di vista anagrafico, oltre che da quello intellettuale. Pare infatti sia Francesca sia Paolo, amassero molto leggere e commentare insieme i fatti di politica che accadevano nelle varie signorie del tempo. In più, pare che Paolo fosse molto avvenente e che piacesse molto alle donne delle corti di tutta Italia. Ma il loro tradimento fu scoperto da Giovanni che, in preda a un grande attacco di ira, uccise entrambi. Si presume che tale terribile delitto sia avvenuto tra il 1283 e il 1285. Con molta probabilità li uccise ferendoli a morte con la sua spada. Certo non è, però, il modo in cui venne a sapere del tradimento: secondo “Francesca” di Manuela Raffa sarebbe stato il fratello Malatestino a informare Giovanni delle tresche tra sua moglie e il secondogenito con il quale Gianciotto, prima dell’arrivo della sua amata, aveva instaurato un rapporto di confidenza e di sincera amicizia. L’uccisione dei due, per decisione di entrambe le famiglie, ovvero dei Da Polenta e dei Malatesta, fu lasciata sepolta sotto metaforiche macerie, ma fu Dante, a rimetterla alla ribalta, collocando i due amanti clandestini nel V canto dell’Inferno.

Kella Tribi

Anabattisti.

Written By: bruno - Lug• 05•20

Gli Abbeccedari di ritorno,oggi sono un po’ tutti ignoranti come ieri,d’altronde si può benissimo vivere senza saper nulla(Socrate docet) e pare che gran parte della popolazione ,ammaestrata da una scuola copia e incolla lo sia e viva quasi felice senza saper nulla pur reclamando un opinione.Anticamente, ma il ramo pare ancora fiorito ,gli Abbecedari erano un virgulto Anabattista,dicevano che l’uomo non può essere abbastanza ignorante e che, per non correre il pericolo di cadere nel baratro “infernale” è necessario non sapere né leggere né scrivere e non conoscere nemmeno l’alfabeto ed è per questo che furono detti Abbecedari.Il che dimostra e prova,fino a prova contraria che l’alfabeto pur conoscendolo “salva dal baratro infernale”rimarcando l’ignoranza di chi lo professa.

Dio lo vuole.

Written By: bruno - Lug• 04•20

C’è un gran livore nell’aria, la “chiesa” sotto tiro di un altra chiesa,polemiche e interpretazioni si succedono come è sempre successo negli affari dello Spirito.Basterebbe ricordare qualche Concilio dei primi secoli per capire che nulla è cambiato e, basterebbe,sarebbe sufficiente ricordare che anche da altre parti,in altre fedi succede o succedeva di tutto,proprio di tutto.Leggere,come nei secoli scorsi i dottori turchi credevano di dover fare guerra alla Persia,perché i Teologi persiani invece di lavarsi interamente i piedi,come usavano i Turchi,si contentavano di spargerli con l’acqua.Invece di tagliarsi i mostacchi,si tagliano la barba soltanto sotto il mento e credevano di potersi adornare del colore verde che deveva essere riservato a solo a Maometto ma,ciliegina sulla torta,erano persuasi che non vi è peccato nel portare il turbante rosso che è colore dell’inferno.E adesso menatevi,datevele di brutto che Dio lo vuole!

Saprai

Written By: bruno - Lug• 04•20

Saprai oltre il tempo concesso sul tuo tavolo verde che pochi sono quelli che ti hanno amato. Ti hanno reso persona abbracciando l’anima esile, per farne onda incontenibile, vento battente sopra il tuo tetto, caldo di cicale pigre nel giorno, braccio che accoglie , che rifiuta, spirito che sempre sale. Sale per giungere oltre il fragore della pioggia, fra le nuvole nere di terra che frusta, nel mondo ove tutto è.

Francesca Pierucci

Oggi.

Written By: bruno - Lug• 03•20

Oggi abbiamo troppi uomini che si avviliscono per la miseria altrui e pochi che si interessano del futuro dei propri figli. Siamo una civiltà finita.E niente affatto buona. Gli italiani commisero bestialità in Africa e seguirono Mussolini nella sua degenerazione razzista. Oggi fanno gli umanitari per presa di partito. Ma non sono affatto buoni. Se vogliamo sono stupidi, la massa lo è, perché credono nei lupi travestiti da pecora. Che ci stanno conducendo alla catastrofe.

Francesca Pierucci.