Un Presidente della Repubblica che dichiara:decido io quando dimettermi,in barba alla Costituzione che gli canta e rinverdisce ogni giorno,come la piu’ bella del mondo, il suo sempre servo Benigni.Lo stesso Presidente della Repubblica, che indica le riforme da approvare, senza tante complicazioni,al piu’ presto, e in modo unitario,non è forse un capo partito?E ancora,ordina al suo partito PD, ed al parlamento tutto di convergere senza tanti complimenti sui programmi che Renzi propugna, coll’endorsement di sè stesso,che razza di Presidente è?E non mi si venga a dire che questo è un attacco a Napolitano, semmai è Napolitano che attacca la Democrazia.Sopratutto ci vuole un bel coraggio a credere e far credere che, il quarant’un per cento di disperati che ha votato l’iilusionista Renzi,ha votato anche Napolitano.
Sassi sulle “riforme”.
Renzi sembra finito in un turbinio di sassi,sassi,sassi lanciati un po’ dai suoi, un po’ dai grillini,un po’ da Forza Italia,un po’ dall’estrema sinistra.Insomma un turbinio di sassi,sassi lanciati verso le sue riforme,fatte di chiacchiere e nessuna sostanza.Le sue ministre puntano il dito in difesa del capo,scuotono la bionda chioma citando Fanfani.I morti-viventi sorprendono ancora l’aula di Montecitorio,restiamo ansiosi in attesa di nuove frasi,motti di spirito zombi compresi.Ridatece er Pecora!
Ricci Oddi.
Il nuovo direttore della Ricci Oddi,la vuole piu’ grossa,la collezione,nel suo tentativo (lodevole) di farla appariscente , illudendosi che, ingrandendola piu’ gente vada a vederla.Ma non è in discussione la dimensione, attribuire ad un improponibile maggiore dimensione, un maggior successo,rimane del tutto illusorio.Non è quanto è grosso,ma come lo si usa,questo vale in amore come in arte,e qui’ ,a proposito della Ricci Oddi, non funziona ,nè puo’ funzionare nemmeno con il viagra,ci vorrebbe un trapianto di pubblico, ma di testa.
Lo stato delle cose.
Pare che, il Corriere della Sera, si sia interessato alla Fondazione della Cassa di Risparmio di Picenza Vigevano, con un analisi criticamente ineccepibile.Viene da domandarsi se si doveva attendere un giornale come il Corriere ,per questa puntualizzazione,si vedeva anche ad occhio nudo che era roba non funzionante,espressione di partiti partitini,correnti,monopoli, che, una provincia rispecchia in piccolo,modelli nazionali.Sopratutto, in tempi di vacche grasse, gli occhi si lardellano con piu’ entusiasmo,ma, quando i nodi della recessione vengono al pettine,tutto appare al “naturale”,e lo si puo’ vedere anche, senza lente di ingrandimento e, senza Corriere della Sera.
Un bambino non sa.
Si dice che, un bambino quando nasce, non sa di che colore è la sua pelle,si’,ma non sa nemmeno d’essere nato.Si dice che, crescendo dovrebbe apprendere con coscienza,ma ,crescendo, spesso,quasi sempre, non sa nemmeno cosa sia,la coscienza,se non una sorta di interesse privato.Piu’ in la,gli occorre essere ragionevole,cioè ,fare una sorta di elucubrazione sopra i propri interessi,che,definire semplice prevaricante autodifesa, varrebbe sminuirli.Insomma, quando si nasce ,non si sa di essere nati,nè di che colore è la nostra pelle,poi ,impariamo a convivere,con il nostro interesse privato,in modo “ragionevole” e, ci affidiamo,in ogni giudizio , di che colore è, e che faccia ha, la “gente” che incontriamo.Cosi’ ,per tutta la vita, che, per fortuna,la vita,non solo nostra, è quella che è, dura quel che dura, nella certezza che, non si sa e basta.
Anche l’amore invecchia.
Di bell’aspetto Ferdinando,sempre dietro la sua eterna scrivania,che poi è un tavolo con tutte le vene segnate nel legno,vene che si possono tastare ancora ad un ad una ,con i polpastrelli delle dita.Ad una ad una,si possono sentire e vedere quelle vene, gli anni di quel legno.Ferdinando,con cui parlo volentieri la mattina,era stanco d’amore,l’amore per lui, s’imponeva quasi come un pietroso ricordo,in fondo, era sempre stato solo uno spettatore ironico delle sue storie, si era sempre sentito “fuori”, lontano, anche se partecipava attivamente alla vita delle sue donne.Cominciava a contare gli anni,i suoi anni,come quelli della tavola di legno della sua scrivania,fra stampe antiche e antiche cose parlava, con aria serena, sempre piu’ staccata,distaccata ,asciugata.”Signore,fa che quella non arrivi nè oggi nè domani”.Quella, era una signora o signorina di una citta’ vicina che, saltuariamente da Ferdinando, si recava, per dissetarsi di piacere,ma, per Ferdinando,quel piacere, era oramai solo fatica,fatica,immane fatica, dovere d’ufficio, che praticava, come un burocrate di governo senza portofoglio.Mentre parlavo di queste cose ,mi venne la curiosita’ di chiedere se lui fosse l’unico,Ferdinando mi guardo’ con una certa sorpresa,e, senza avvedermene, peggiorai la domanda:insomma sei il numero uno due o tre.Fedinando mi fisso’ ancora per qualche istante, guardo’ e, soggiunse:penso di essere il solo, e che lei si accontenti di questo solo, nelle rare volte che il suo tempo gli concede.Nel pronunciare,” rare volte”, lo sottolineo’ senza nessun gesto della mano,volgendo il capo,e, fissando ,involontariamente ,l’ultima vena di legno della sua scrivania,tavolo scrivania,l’ultima vena,la piccola,quella di quando l’albero, aveva sofferto una grande siccita’ e si era segnato,ristretto,rimpicciolito,impoverito, per sempre, con una piccola onda, di tristezza.
Vacanze.
Strana estate, questa,strano tempo di vacanze, questo,la gente si muove,corre con valige e ricordi ingordi da collezionare,sale su aerei,treni, pulman,tram autobus,metropolitane, nel ventre buio delle citta’.Che smania questa di andare,andare,staccare,vivere in modo diverso,in mutande,con un sorriso sulle labbra.Basta grigi vestiti, e la solita mezza bottiglia d’acqua minerale,per dissetarsi ,in ufficio,basta turni in fabbrica,fabbrica che si spera di trovare ancora al suo posto,per il ritorno,basta,basta.Occhio gente,pero’, occhio all’Africa, qualcuno potrebbe rapire le vostre figlie e venderle come schiave del sesso,occhio al Medio Oriente,con i suoi bombaroli,occhio dalle parti dell”Ucraina,si potrebbe predere il vostro aereo a colpi di missile,e allora addio, pinne,addio occhiali da sole,maschera,macchina fotografica,canocchiale,addio.Strana estate questa,si’, propio strana ,dove chi, va in vacanza con il sorriso sulle labbra, deve fare lo slalom ,attraverso rabbiose raffiche di mitra.
Sebrenica.
Il massacro di Sebrenica, del 13 Luglio 1995,in cui, caschi blu olandesi,invece di proteggere, consegnarono ai militari serbi 300, fra uomini e ragazzi mussulmani, che vennero immediatamente trucidati,sono una macchia per l’Olanda intera.I caschi blu, di quel paese, non solo meritano la condanna del tribunale internazionale contro i crimini di guerra,ma, devono, essere censurati dalla comunita’ civile mondiale.
Bobbio.
Avevo passato qualche anno a leggere libri di storia ,non avevo piu’ un libro che potesse interessarmi,tuttavia volevo leggere qualcosa che mi prendesse ancora per mano,come nei passati inverni, con la storia.Una bacarella di Bobbio aveva diversi libri,speravo di travare li’ quello che cercavo.Pieno di avide intenzioni guardavo,leggevo e rileggevo il dorso dei libri,ad uno ad uno,niente,non c’era niente,proprio niente , niente.Ricomiciavo da capo,ricominciavo,passando in rivista la bancarella come davanti un corpo disteso, su cui si potevano leggere i segni che gli avevano inflitto gli anni,fatto di messaggi di carta stampata,con tanto di titoli e prezzi.Al proprietario, che mi guardava con aria interrogativa,e mi aveva gia salutato dissi:cercavo un libro…un libro,ma non lo trovo,cercavo qualcosa sulla storia,lui, allungando la mano mi mostro’ Montanelli:ma Montanelli non è uno storico,soggiunsi ,che, per storico pensavo ad un tipo come Erodoto,o qualcosa del genere.”Quello deve arrivare la prossima settimana,disse ,ma io non volevo leggere Erodoto,mi ero sbagliato,lo avevo gia’ letto e non mi veniva,forse per l’eta’ ,un nome che lo pareggiasse,ma poi che serviva tutto questo mio imbarazzo su Erodoto e poi perchè mi era venuto da dire proprio Erodoto,insomma volevo uno “storico” a mio modo,pensai, e trangugiai silenziosamente ,come un qualsiasi ruminante,che poggia pero’ su due piedi.Ripresi, da capo a leggere titoli e titoli,fu allora che il proprietario della bancarella chiamandomi in disparte disse:qualcosa c’è per lei…signore,e mise mano ad un mazzetto di libri morbidi, posti in fondo alla bancarella,che mi parvero di copertina giallo-canarino:questi!E lesse ad alta voce il titolo o i titoli:”sesso sfrenato senza veli”.Non c’è nulla da aggiungere, i proprietari di bancarelle sono anche psicologi.
Un Berlusconi in sedicesimo.
Che Berlusconi sia innocente , è solo questione di tempo,e il tempo, gli dara’ ragione,la sinistra ha ottenuto pero’ la resa finale dell’odiato avversario, tanto ,che si puo’ ,definire Berlusconi, piu’ che finito ,”sfinito”.Quando si accertera’ la verita’, sara’ troppo tardi e,nessuno,allora,proprio nessuno se ne potra’ fregare niente,cosi’ come se ne frega ora.Il figlio di Silvio non puo’ che applaudire Renzi,un Berlusconi da operetta.