Oramai il minestrone: “a da veni’ il fare” di Renzi,non meriterebbe nessun commento,personalmente,parlare di lui, viene in mente Moravia,nel suo romanzo, quando il suo lui ,l’alter ego,era un dialogo a tu per tu, con quello che riposava nella sua patta.Renzi, come andare dal dentista,o all’ufficio imposte oberati dai debiti,oppure, ordinare una bara, per un parente morto , stessa emozione, stesso sentimento,stesso entusiasmo.Che, Renzi non sia diverso dai governi precedenti risulta una banalita’ affermarlo, lo era ancor prima di nascere,banale,questo piccolissimo gnomide, Napoleonetto,a cui manca la mano sul seno ed il mignolo che spurga l’orecchio.La Merkel,Napolitano,Draghi,l’Europa malfatta lo vuole,malfatta si dichiara perfetta ed esige un galoppino, come Renzi, per i suoi intrighi.L’Europa è sbagliata,punto e basta,non sono stati capaci di costruirla,l’hanno distrutta,la stanno distruggendo,e,se questa deve essere Europa meglio farla finita,per il semplice fatto che non sono capaci ,non sanno nemmeno da dove cominciare.Quando , una cosa,una qualsiasi cosa,esige troppo rigore,significa che c’è del disordine,significa che, i tutori non sono adatti a tutelare,punire, migliora i buoni,ma peggiora i cattivi,e, in Europa vi sono ancora troppi cattivi,a cominciare dalla Merkel,che nessuno punisce,forse perchè diverrebbe peggiore.
Fede & Cuore.
Sant’Agostino scrive cose che non ho mai sentito,nemmeno una volta dire,nelle molte prediche che ho ascoltato nella mia vita.Nel:”Discorso sui due ciechi”S. Agostino scrive che, ad impedire a questi due ciechi di arrivare a Gesu’ erano i fedeli che l’attorniavano.Anzi,i fedeli erano scocciati del gridare che facevano i due ciechi che volevano essere guariti,e questi,allora, urlando piu’ forte si fecero sentire da Gesu’.Sant’Agostino consiglia di gridare,gridare per farci ascoltare da Cristo.E’ un punto di vista notevole che, coloro che stanno attorno a Cristo,impediscono l’accesso a chi lo cerca,e, questo discorso sui due ciechi è scritto in modo davvero straordinario,Fede e Cuore.
Fondazione o “non”.
La Fondazione della Casa di risparmio,Piacenza Vigevano è entrata in un cono silenzioso dopo tanto clamore,si parla di possibile presidente.Tuttavia, non è sufficente alla Fondazione il solo Presidente,ma,(non) serve anche un consiglio lontano da i soliti piccoli “potentati” locali che,(non) dovrebbero rispecchiare,complessivamente ,la volonta’ di un autentico ruolo di servizio,ed esserne, in qualche modo l’espressione .Evitando di nominare (penalizzando la Fondazione stessa,ma non solo) , questo o quel signore ,questo o quel gruppetto.Non è detta pero’ ,che non si possa fare come si è sempre fatto per l’antico,in fondo,fare come si è sempre fatto è piu’ “realistico” come, leggendo il testo con i “non” fra parentesi o togliendoli,si capisce meglio il senso,o forse non si capisce proprio niente,anche questo è piu’ realistico per una corretta interpretazione della vicenda.
Renzi & Berlusconi.
Renzi & Belusconi,Giano bifronte,due leader,due facce della stessa medaglia,dove Berlusconi è la parte migliore.
Leopardi il “ricchione”.
Qualcuno,al pezzo di Martone-Leopardi ci ha scritto che, molto probabilmente Leopardi era anche omosessuale,pare che Ranieri lo chiamasse “ricchione”, molto probabilmente,per Ranieri, chi non fosse un figaiolo come lui, era sicuramente ricchione.E per, rafforzare questa tesi si citano gli studi classici di Leopardi, quando scriveva che :la pederastia era praticata dalle popolazioni greche -romane.Chiunque abbia leggicchiato un poco di classicismo sa che l’amore verso i giovanetti era comune,ed è stampato ad ogni pie’ di pagina,di molti di quei testi.Altra prova, Leopardi ha dormito non solo con il Ranieri,ma, in qualche altra occasione, anche, con qualcun altro,e allora era “ricchione”.Si vorrebbe leggere insomma,il: “sabato del ricchione”,per sentirsi meglio,ed essere quindi,in compagnia dei migliori, e’ altrettanto noto che, molti dei “grandi”bevessero smodatamente,qualcun altro faceva l’assassino (Caravaggio),per questo, non tutti i bevitori sono grandi,come la condizione di ricchione, non ha nessun particolare attributo creativo.Leopardi era ed è, torto tronco che piange e geme insieme.Sanguinava,nel sentirsi sempre piu’ prigioniero di deformita’ ,quando, un tempo,invece, credette di poter immaginare, o sperare ,fiorita di teneri germogli la sua vita.Le lacrime, erano e sono, resina di pino, dense,dure ,e solo al loro centro,nel loro cuore ,si puo’ ancora scorgere,ammirare un bagliore d’oro divino.Il cuore,il cuore e la sua intelligenza, grondavano copiose di queste fossili lacrime ,gemme disperate che gli incrostavano allora anche il gobbo petto.Tuttavia ,le bellezza del suo verso,il senso del fato,rivissuto come negli antichi, di favola bella,gli donavano uno sguardo trascendente,aldila’ e sopra del confine, di ogni confine,e, fanno di lui,se lo si legge attentamente ,un poeta,antiromantico,anzi,la sua poesia ci insegna qualcosa di estraneo alla vita e alle passioni.Una struttura classica,fatta di morte e di eros ,di fato e bellezza,che,son tutti temi che potremmo trovare in molta bella poesia classica dell’antichita’.Ho trovato invece gioia in Leopardi,la gioia del:tutto è vano,illusorio,tutto è morte,ma dove sta’, vi domanderete voi la gioia,quando tutto è vano,morte e illusione.Togliere il velo alla vita,il velo delle nostre e vostre illusioni, non significa distruggere la vita,ma renderla migliore.E, se permettete,questo lo chiamo gioia.Sopratutto, lasciamo perdere, se la vita la si prende di culo o di petto.
Martone-Leopardi.
Non abbiamo visto il film di Martone su Leopardi,ma abbiamo visto il volto dell’attore che l’interpreta ,poco leopardiano.Sopratutto ci colpisce questa lettura di un Leopardi “ribelle”,ribelle di che?Basterebbe leggere tutte le sue lettere, in cui offre di dedicare i suoi versi a questo e a quello,prostrandosi, fino all’adulazione,nella speranza di ingraziarsi qualche potente dell’epoca,per riflettere che non è un comportamento ribelle.In una lettera, spinto dall’entusiasmo, diciamo encomiastico,se non ruffiano,verso il Giordani,gli offre fino la sorella come sposa.Della cosa, ovviamente,non se ne fara’ nulla, sogno di un poeta che cercava di uscire dall’anonimato e che,ribelle,secondo Martone si stampava i libri a sue spese.Da ultimo c’è la chicca Ranieri,uno che ha strangolato Leopardi come un cravattaro d’oggi.Di Leopardi ci sentiamo di affermare che era un poeta che aveva studiato a lungo i classici e li aveva digeriti,ridandogli nuova vita,con una perfezione antica, che ne eguagliava la grandiosa bellezza.Ma sopratutto che,dopo aver lungamente elaborata una poesia,alla fine, ripeteva ancora insoddisfatto:dov’è la lima?
Festival del passo dopo passo.
Dite quel che volete,ah,dite dite quel che volete ,una nota di freschezza, il Festival del partito di governo ad oltranza,quello del passo dopo passo, che piu’, passo raso terra, non si puo’,in Piazza,una nota gradevole,una,che sa di pulizia,profumata,linda,impeccabile una, l’ha portata,nei cessi,dietro il Gotico.Finalmente puliti,profumati,i democratici li vogliono ineccepibili,come dovrebbero essere sempre dei cessi, non solo “democratici” ma anche pubblici.
Magdi Allam.
Ci mancava il procedimento disciplinare nei confronti di Magdi Allam,ci mancava propio,il poveretto, giurano, ha la fobia ossessiva dell’Islam.E chi mai non è islamofobico, dopo aver visto quel che hanno fatto vedere in televisione?Poveri bambini,ma non vi vergognate?.E chi,anche solo nel vedere un coltello ,non gli viene in mente l’Islam dello scannamento,quello del tacco sul corpo per tenere fermo l’assassinato,mentre la vittima ,cerca istintivamente di non stendere il collo, al criminale che gli tagliera’ la gola?Non sono islamici quelli?No?Allora ci siamo sbagliati,quelli sono islamici del califfato buono, tagliano carotidi per gioco, qualche testa di qualche uomo cattivo cattivo,ma son poche le teste,bambini che vi credete,quelli sono buonissimi, distribuiscono anche gelati gratis.Ma si’ ,in fondo che male fanno,hanno le loro buone ragioni e, una religione da rispettare,come?Ammazzano la gente?Gli ammazzati son pochi,ve lo garantisco io,lo fanno vedere in televisione,perchè son pochi, e poi son finte morti.No,non violentano,e chi l’ha mai detto o scritto che son come bestie,sciocchezze,agnellini sono,esagerazioni,fobie,ossessioni.Ossesioni,vivete in pace,giocate,crescete,non proccupatevi,meglio la sindrome di Stoccolma all’islamofobia,meglio,molto meglio,se non ci credete,provate a chiederlo a Magdi Allam.
Le scarpe di Auschwitz.
Gia’ da diversi giorni la vedeva, in Viale Trastevere,aveva una qualche eta’,come anni che gli erano colati addosso,coprendola di una patina di porporina d’alluminio.Il volto affilato, vestito grigio, con l’azzurro del maglioncino che gli stringeva il piccolo collo, tutto era minuto in quel volto e, quella figura, sapeva solo di bellezza andata di un tempo, mentre gli passava accanto.Le scarpe nere, dal grosso tacco, erano di un modello sorpassato ,che ricordava stranamente,quelle che aveva visto ammucchiate nel campo di Auschwitz.Sotto gli alberi,al sole romano, che ha quella perenne luce primaverile nei raggi,e nel fresco senza nubi,l’incrociava.Lei, leggera,leggera,camminava, stretta fra due spalluccie indifese,incontro rapido,che non mancava di suscitare la sua attenzione,lei guardava.Anche lui, guardava con attenzione, per quello spirito che emanava,ma subito tornava alla sua lunga passeggiata ,verso Testaccio.Cosi’ ogni mattina,cosi’ per molte mattine,e cosi’ appariva sempre nello stesso punto,cosi’,esattamente come il giorno prima,esattamente cosi’,con la stessa aria,gli stessi abiti,le stesse scarpe, quelle che aveva visto,ammucchiate ad Auschwitz.I capelli ancora neri,raccolti sulla nuca, gli facevano il volto piccolo,minuto,solo gli occhi, morbidi, come fresche mandorle,davano un senso alla vita di quella donna,e lui,non aveva mai guardato le sue dita delle mani,forse era sposata,forse chissa’,forse quante altre cose,forse,forse.Passava, e , riprendeva la strada, perdendosi fra il verde delle fronde e l’immondizia che la sera prima si era sparsa per il viale, come un tappeto sconcio , gaudente.Sotto un albero un’auto, con un morto di fresco,uno di quelli ,che a Roma,vivono in auto parcheggiate lungo il viale,la portiera aperta,una signora telefonava, emozionata.Dentro, riverso e immobile, un giovane ben vestito, di una bellezza straordinaria, giaceva riverso sul sedile.Fu solo nel superare l’auto che, girandosi,vide, che al giovane mancava meta’ faccia, che mostrava gia’ il teschio,mangiato dai topi. Viale Trastevere, è normale, niente di straordinario, ci si puo’ aspettare tutto,anche la morte ,questa morte che subito corre via, indifferente,giorno dopo giorno.Per qualche tempo cambio’ intinerario ,ma, un mattino ,eccolo di nuovo sul solito viale e ,nel solito punto, alla solita ora apparve la solita signora con le scarpe di Auschwiz.Questa volta,la signora, gli si fece incontro,con passo sicuro,svelto,eccompagnata da uno strano allegro battere di tacchi ,ando’ diritta,sicura,decisa, verso lui,gli pianto’ gli occhi negli occhi e disse:mi riconosce?Roma, in data odierna.
Dulcamara.
Ho trovato da un rigattiere un notes,di quelli su cui,un tempo, si faceva di conto,non saprei datarlo,ma dovrebbe essere dei primi novecento,ben scritto,senza firma o altra indicazione,a tratti illegibile,contiene decotti,ricette con erbe e verdure.Desidero proporre questa all’erba Dulcamara,vi confesso che non so che erba sia,comunque eccola,cosi’ come è scritta.DULACAMARA,lo stelo per decotti in dose (la scrittura ha una d bellissima,come una virgola, che si arriccia al vertice,sembra il ricamo di una spilla,da appuntare al petto), non troppo forti per il mal di gola e si fanno i gargarismi.Tenere pezzetti in bocca durante i grandi calori calma la sete e combatte tabagismo cioè il male dei fumatori.